[DIARIO] L'obenner
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RAEL70
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Re: [DIARIO] L'obenner
@ iocorroebasta: la discordanza ci sarà sicuramente ma credo che sia dovuta all'acquisizione della velocità che non alla sincronia del cronometro (il tempo scorre uguale in entrambi i dispositivi); ad ogni modo pazientate fino ad oggi pomeriggio (se non piove) e vi aggiornerò!
Gli ideali sono come la stella polare: sono irraggiungibili ma indicano la retta via. la mia nuova assicurazione il mio diario la mia prima mezza la mia seconda mezza. Polar M400 + Polar H7
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riccese
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Re: [DIARIO] L'obenner
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mezza: 2-2-25 Venafro (IS) 1h:58m:46s
Maratona 16-3-25 Roma 4h:48m:25s
garmin FR955+ASICS Nimbus26+BROOKS Glycerin21+ALTRA FWD via
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RAEL70
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Re: [DIARIO] L'obenner
Puntata n.35: dati, analisi e conclusioni.
Oggi pomeriggio ho effettuato la prevista sessione breve che aveva come punto d'interesse il confronto tra le tracce del Polar e di Sports Tracker.
Ho perso tempo prima di scrivere questo post perché non essendoci la possibilità di sincronizzare alla perfezione i due file gpx sono stato costretto a fare l'analisi parziale per parziale confrontando le posizioni che andavo ricoprendo nel percorso per analizzare le medesime nello stesso istante.
Al fine di evitare ogni possibile fonte di errore di tracciamento ho preferito svolgere la sessione allo Stadio delle Palme in modo tale che eventuali errori grossolani si notassero immediatamente senza bisogno di zoomare fino al 300%
.
Ho fatto partire subito la sessione di ST e poco dopo quella del Polar (era impossibile riuscire ad avere la contemporaneità): è ovvio che quando è partita la sessione del Polar non potevo vedere quanti metri o quanti secondi erano già passati su ST.
Da una attenta analisi del percorso e dell'andatura sono riuscito a calcolare abbastanza precisamente in che stato mi trovavo quando è partita la sessione del Polar: mi trovavo ad una velocità di 10 Km/h, erano passati 15 secondi e avevo percorso tra i 40 e i 41 metri; i ricordi mi fanno propendere per la congruità della mia analisi. In effetti, da quando ho poggiato il dito sullo smartphone a quando ho premuto il pulsante centrale dell'M400 dovrebbero essere passati sicuramente più di dieci secondi (mi ricordo che dopo aver fatto partire ST ho perso altri secondi per sistemarmi meglio il porta smartphone).
Detto questo passiamo all'analisi delle tracce (premetto che i giri in totale sono praticamente 9 e mezzo).
La traccia del Polar è stata molto aderente alle mie traiettorie reali soprattutto nelle 2 grandi curve dell'anello esterno mentre, in uno dei due rettilinei, in alcuni giri ha mostrato un andamento "ubriaco"
che non rispecchia fedelmente le mie traiettorie assolutamente dritte.
La traccia di ST, al contrario, è perfetta in entrambi i rettilinei e si comporta molto bene nelle due curve; solo nel primo giro mi traccia una traiettoria della curva un po troppo chiusa e stretta rispetto a quello che ho realmente svolto.
Alla fine, senza volere cercare di spaccare il capello in quattro, posso tranquillamente affermare che le due tracce si equivalgono; l'eventuale tempo fattomi immeritatamente
guadagnare dalla curva un po troppo stretta da ST viene bilanciato dal rettilineo ubriaco del Polar laddove invece proseguivo perfettamente dritto e senza sbandamenti come rilevato da ST.
Adesso andiamo all'analisi dei tempi: ecco i dati.
POLAR SPORTS TRACKER
I Km= 06:13 06:12
II Km= 12:57 12:42
III Km=20:19 19:48
IV Km= 28:03 27:27
V Km=35:51 35:02
Per maggiore chiarezza metto i parziali al Km:
i parziali al chilometro:
POLAR ST
06:13 06:12 diff=+ 00:01
06:44 06:30 diff=+ 00:14 vel= 8,91 Km/h - 9,23 Km/h= - 0,32 Km/h
07:22 07:08 diff=+ 00:14 vel= 8,14 Km/h - 8,41 Km/h= - 0,27 Km/h
07:44 07:39 diff=+ 00:09 vel= 7,76 Km/h - 7,84 Km/h= - 0,08 Km/h
07:48 07:35 diff=+ 00:13 vel= 7,69 Km/h - 7,91 Km/h= - 0,22 Km/h
Prima di passare all'analisi vera e propria occorre dire che nel momento in cui ST mi avvertiva che avevo raggiunto i 5 Km ho immediatamente guardato il Polar e mi mostrava 4.96 Km ergo la mia analisi dei 40-41 mt iniziali di sfasamento tra le due registrazioni non sono cambiati dopo 5000 metri: dati congrui.
Aldilà del primo chilometro dove le rilevazioni sono praticamente identiche (eppure, stranamente, proprio nei primi 500 mt c'è stato l'errore della curva più chiusa da parte di ST ma, cronometricamente parlando, sembra che di questo sbaglio non ci sia traccia), nei restanti chilometri le differenze non sono così trascurabili: una media di 12 secondi/Km vuol dire 1,2 secondi ogni 100 metri.
Analizzando i parziali (laps) ogni 500 metri (peccato che non ci sia la possibilità di parzializzare ogni 100 metri) ho notato che al quarto lap (1.500-2.000 mt) c'è stata una differenza di 13 secondi tra Polar e ST che appare del tutto ingiustificata dato che le traiettorie sono sovrapponibili praticamente al 99%. Ripeto 13 secondi di differenza su soli 500 metri ossia praticamente 2 secondi e mezzo ogni 100 metri è troppo per essere considerata una casualità (considerando che le tracce sono praticamente uguali).
Considerato che entrambi i dispositivi hanno sicuramente agganciato gli stessi satelliti (non ci sono mica satelliti proprietari Polar
), in particolar modo ST aveva agganciato 8 satelliti prima di partire (mentre sul Polar non ho verificato) e considerato che il sistema gps prevede che al diminuire della velocità di spostamento aumenta la possibilità di errore nel rilevamento (guarda caso nel primo giro ossia il più veloce i tempi sono stati uguali mentre al peggiorare dell'andatura le differenze si sono fatte più marcate) c'è sicuramente qualcosa che non quadra.
Nel VII lap (3.000-3.500) la differenza si è ridotta a soli 3 secondi/Km e, guarda caso, è stato proprio il lap in cui il Polar, in rettilineo, si è preso una sbronza mica da poco
.
Sarei stato più preciso se avessi avuto la possibilità di analizzare la sessione a tratti da 100 metri ma purtroppo ho dovuto fare di necessità virtù.
Conclusioni.
Da questa prova emergono congruità e differenze non facilmente spiegabili.
Le congruenze più evidenti sono le seguenti:
-traiettorie seguite praticamente equivalenti al netto di due errori (uno per parte) di breve durata;
-equivalenza sulla distanza misurata (40 metri circa era lo sfasamento iniziale e tanto è rimasto alla fine della sessione);
-congruità sull'andatura (non è accaduto che in uno dei due dispositivi l'andatura aumentava e nell'altro diminuiva
);
-nell'ultimo Km, l'andatura nel Polar peggiora mentre nell'ST migliora e questo è congruo con il fatto che all'ultimo ho dato tutto quello che avevo fino a quando ST mi ha confermato il raggiungimento del quinto chilometro, dopodiché ho continuato a correre ma ho messo in folle proseguendo per inerzia fino ad arrivare al beep del Polar;
Le incongruenze più evidenti sono:
-i tempi al Km che, di fatto, si tramutano in velocità alquanto differenti (da quello che so il sistema GPS calcola la velocità in base ad algoritmi che regolano e mettono in fase il tempo che scorre sul satellite (orologio atomico) e quello che scorre sul dispositivo ricevitore (orologio al quarzo)) non spiegabili da fatti empirici.
Sebbene l'istinto possa portarci a pensare che il Polar è il riferimento mentre lo smartphone è sicuramente in errore, dalla mia analisi non sussiste alcuna evidenza empirica che possa giustificare questo assioma.
Solo avendo un vero e proprio tachimetro portatile si potrebbe scoprire chi dei due, in tempo reale, sta misurando esattamente la velocità di spostamento del mio corpo.
Per quanto riguarda il mero aspetto podistico voglio sintetizzare pochi e semplici responsi:
A) il primo giro l'ho fatto, volontariamente, al 90% del mio potenziale, probabilmente andando al massimo avrei fatto 6/Km netti; ciò mi ha dimostrato che, almeno per brevi distanze, i miei limiti sono sempre quelli e non li ho persi;
B) aldilà del tempo finale Polar (che rappresenta il mio PB da quando uso l'M400) o di quello di Sports Tracker (decimo tempo di sempre da quando corro), ho compreso che quello che ancora non riesco a ritrovare è la forza di mantenere l'andatura per più tempo (prima, stando ai tempi di ST, riuscivo a mantenere una certa andatura per 3-3,5 Km mentre adesso al termine del secondo chilometro vado in crisi evidente);
C) l'essermi concentrato, dagli inizi di Dicembre ad oggi, principalmente sulla resistenza piuttosto che sull'andatura sta avendo effetti anche a livello mentale; sembrerà paradossale ma provo molto più stress ad andare a tutta birra per 5 Km che percorrerne 15 senza tirare costantemente e, sotto questo punto di vista, c'è anche una sorta di voler mollare l'andatura a perdifiato perché la mente me lo impone, prima non era così...;
D) stavolta la percezione dell'andatura è stata perfetta; nel primo giro sapevo di stare toccando i 6 netti o giù di lì e infatti sia il Polar che ST me lo hanno confermato.
Lascio a voi ogni ulteriore conclusione; personalmente non me la sento di certificare uno o l'altro tempo finale...
Oggi pomeriggio ho effettuato la prevista sessione breve che aveva come punto d'interesse il confronto tra le tracce del Polar e di Sports Tracker.
Ho perso tempo prima di scrivere questo post perché non essendoci la possibilità di sincronizzare alla perfezione i due file gpx sono stato costretto a fare l'analisi parziale per parziale confrontando le posizioni che andavo ricoprendo nel percorso per analizzare le medesime nello stesso istante.
Al fine di evitare ogni possibile fonte di errore di tracciamento ho preferito svolgere la sessione allo Stadio delle Palme in modo tale che eventuali errori grossolani si notassero immediatamente senza bisogno di zoomare fino al 300%
Ho fatto partire subito la sessione di ST e poco dopo quella del Polar (era impossibile riuscire ad avere la contemporaneità): è ovvio che quando è partita la sessione del Polar non potevo vedere quanti metri o quanti secondi erano già passati su ST.
Da una attenta analisi del percorso e dell'andatura sono riuscito a calcolare abbastanza precisamente in che stato mi trovavo quando è partita la sessione del Polar: mi trovavo ad una velocità di 10 Km/h, erano passati 15 secondi e avevo percorso tra i 40 e i 41 metri; i ricordi mi fanno propendere per la congruità della mia analisi. In effetti, da quando ho poggiato il dito sullo smartphone a quando ho premuto il pulsante centrale dell'M400 dovrebbero essere passati sicuramente più di dieci secondi (mi ricordo che dopo aver fatto partire ST ho perso altri secondi per sistemarmi meglio il porta smartphone).
Detto questo passiamo all'analisi delle tracce (premetto che i giri in totale sono praticamente 9 e mezzo).
La traccia del Polar è stata molto aderente alle mie traiettorie reali soprattutto nelle 2 grandi curve dell'anello esterno mentre, in uno dei due rettilinei, in alcuni giri ha mostrato un andamento "ubriaco"
La traccia di ST, al contrario, è perfetta in entrambi i rettilinei e si comporta molto bene nelle due curve; solo nel primo giro mi traccia una traiettoria della curva un po troppo chiusa e stretta rispetto a quello che ho realmente svolto.
Alla fine, senza volere cercare di spaccare il capello in quattro, posso tranquillamente affermare che le due tracce si equivalgono; l'eventuale tempo fattomi immeritatamente
Adesso andiamo all'analisi dei tempi: ecco i dati.
POLAR SPORTS TRACKER
I Km= 06:13 06:12
II Km= 12:57 12:42
III Km=20:19 19:48
IV Km= 28:03 27:27
V Km=35:51 35:02
Per maggiore chiarezza metto i parziali al Km:
i parziali al chilometro:
POLAR ST
06:13 06:12 diff=+ 00:01
06:44 06:30 diff=+ 00:14 vel= 8,91 Km/h - 9,23 Km/h= - 0,32 Km/h
07:22 07:08 diff=+ 00:14 vel= 8,14 Km/h - 8,41 Km/h= - 0,27 Km/h
07:44 07:39 diff=+ 00:09 vel= 7,76 Km/h - 7,84 Km/h= - 0,08 Km/h
07:48 07:35 diff=+ 00:13 vel= 7,69 Km/h - 7,91 Km/h= - 0,22 Km/h
Prima di passare all'analisi vera e propria occorre dire che nel momento in cui ST mi avvertiva che avevo raggiunto i 5 Km ho immediatamente guardato il Polar e mi mostrava 4.96 Km ergo la mia analisi dei 40-41 mt iniziali di sfasamento tra le due registrazioni non sono cambiati dopo 5000 metri: dati congrui.
Aldilà del primo chilometro dove le rilevazioni sono praticamente identiche (eppure, stranamente, proprio nei primi 500 mt c'è stato l'errore della curva più chiusa da parte di ST ma, cronometricamente parlando, sembra che di questo sbaglio non ci sia traccia), nei restanti chilometri le differenze non sono così trascurabili: una media di 12 secondi/Km vuol dire 1,2 secondi ogni 100 metri.
Analizzando i parziali (laps) ogni 500 metri (peccato che non ci sia la possibilità di parzializzare ogni 100 metri) ho notato che al quarto lap (1.500-2.000 mt) c'è stata una differenza di 13 secondi tra Polar e ST che appare del tutto ingiustificata dato che le traiettorie sono sovrapponibili praticamente al 99%. Ripeto 13 secondi di differenza su soli 500 metri ossia praticamente 2 secondi e mezzo ogni 100 metri è troppo per essere considerata una casualità (considerando che le tracce sono praticamente uguali).
Considerato che entrambi i dispositivi hanno sicuramente agganciato gli stessi satelliti (non ci sono mica satelliti proprietari Polar
Nel VII lap (3.000-3.500) la differenza si è ridotta a soli 3 secondi/Km e, guarda caso, è stato proprio il lap in cui il Polar, in rettilineo, si è preso una sbronza mica da poco
Sarei stato più preciso se avessi avuto la possibilità di analizzare la sessione a tratti da 100 metri ma purtroppo ho dovuto fare di necessità virtù.
Conclusioni.
Da questa prova emergono congruità e differenze non facilmente spiegabili.
Le congruenze più evidenti sono le seguenti:
-traiettorie seguite praticamente equivalenti al netto di due errori (uno per parte) di breve durata;
-equivalenza sulla distanza misurata (40 metri circa era lo sfasamento iniziale e tanto è rimasto alla fine della sessione);
-congruità sull'andatura (non è accaduto che in uno dei due dispositivi l'andatura aumentava e nell'altro diminuiva
-nell'ultimo Km, l'andatura nel Polar peggiora mentre nell'ST migliora e questo è congruo con il fatto che all'ultimo ho dato tutto quello che avevo fino a quando ST mi ha confermato il raggiungimento del quinto chilometro, dopodiché ho continuato a correre ma ho messo in folle proseguendo per inerzia fino ad arrivare al beep del Polar;
Le incongruenze più evidenti sono:
-i tempi al Km che, di fatto, si tramutano in velocità alquanto differenti (da quello che so il sistema GPS calcola la velocità in base ad algoritmi che regolano e mettono in fase il tempo che scorre sul satellite (orologio atomico) e quello che scorre sul dispositivo ricevitore (orologio al quarzo)) non spiegabili da fatti empirici.
Sebbene l'istinto possa portarci a pensare che il Polar è il riferimento mentre lo smartphone è sicuramente in errore, dalla mia analisi non sussiste alcuna evidenza empirica che possa giustificare questo assioma.
Solo avendo un vero e proprio tachimetro portatile si potrebbe scoprire chi dei due, in tempo reale, sta misurando esattamente la velocità di spostamento del mio corpo.
Per quanto riguarda il mero aspetto podistico voglio sintetizzare pochi e semplici responsi:
A) il primo giro l'ho fatto, volontariamente, al 90% del mio potenziale, probabilmente andando al massimo avrei fatto 6/Km netti; ciò mi ha dimostrato che, almeno per brevi distanze, i miei limiti sono sempre quelli e non li ho persi;
B) aldilà del tempo finale Polar (che rappresenta il mio PB da quando uso l'M400) o di quello di Sports Tracker (decimo tempo di sempre da quando corro), ho compreso che quello che ancora non riesco a ritrovare è la forza di mantenere l'andatura per più tempo (prima, stando ai tempi di ST, riuscivo a mantenere una certa andatura per 3-3,5 Km mentre adesso al termine del secondo chilometro vado in crisi evidente);
C) l'essermi concentrato, dagli inizi di Dicembre ad oggi, principalmente sulla resistenza piuttosto che sull'andatura sta avendo effetti anche a livello mentale; sembrerà paradossale ma provo molto più stress ad andare a tutta birra per 5 Km che percorrerne 15 senza tirare costantemente e, sotto questo punto di vista, c'è anche una sorta di voler mollare l'andatura a perdifiato perché la mente me lo impone, prima non era così...;
D) stavolta la percezione dell'andatura è stata perfetta; nel primo giro sapevo di stare toccando i 6 netti o giù di lì e infatti sia il Polar che ST me lo hanno confermato.
Lascio a voi ogni ulteriore conclusione; personalmente non me la sento di certificare uno o l'altro tempo finale...
Gli ideali sono come la stella polare: sono irraggiungibili ma indicano la retta via. la mia nuova assicurazione il mio diario la mia prima mezza la mia seconda mezza. Polar M400 + Polar H7
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Eli81
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Re: [DIARIO] L'obenner
Sono
ma la mia domanda è:
sei un ingegnere, vero???

sei un ingegnere, vero???
Un giorno guarderò il mio metabolismo negli occhi e, ridendo, alzerò il dito medio
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patamoto
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[DIARIO] L'obenner
A prescindere dai dati di confronto che tu solo puoi analizzare, a me e' capitato, in altro sport dove macini parecchie decine di km ad uscita di usare in parallelo GPS decathlon e runkeeper ottenendo risultati sostanzialmente equivalenti.
Tendo a pensare che essendoti abituato ai ritmi sostenibili per distanze maggiori, ora percepisci forse come "eccessivi" i ritmi piu' accelerati. Non sono un esperto ma io ho la sensazione che "lungo e lento" richieda un gesto del correre di tipo qualitativamente diverso dal "medio e veloce". Probabilmente dedicandosi al primo hai momentaneamente perso l'abitudine al secondo.
Mera ipotesi, la mia, che sono comunque lento come una mucca nonostante il cuore in lieve ma costante discesa.
Pero' mi ci diverto, e quindi al momento mi va bene questo tipo di progressione.
Tendo a pensare che essendoti abituato ai ritmi sostenibili per distanze maggiori, ora percepisci forse come "eccessivi" i ritmi piu' accelerati. Non sono un esperto ma io ho la sensazione che "lungo e lento" richieda un gesto del correre di tipo qualitativamente diverso dal "medio e veloce". Probabilmente dedicandosi al primo hai momentaneamente perso l'abitudine al secondo.
Mera ipotesi, la mia, che sono comunque lento come una mucca nonostante il cuore in lieve ma costante discesa.
Pero' mi ci diverto, e quindi al momento mi va bene questo tipo di progressione.
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Bely
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Re: [DIARIO] L'obenner
Ciao Rael, anch'io quando non avevo il gps e usavo solo l'app col cellulare ho piazzato un 10000 prossimo al mio pb di gara che non si e' mai piu' lontanamente ripetuto...questo conunque non vuol dire che avesse torto eh
ma se hai dei dubbi sui cronometri, perche' non fai una prova veloce in pista?
Quoto Eli in ogni caso
Quoto Eli in ogni caso
10k:1h01'29"(Manchester 2016)
21.1k:2h21'11"(Bournemouth 10/15)
42.2k: 5h46'05" (Race for Life London 2016)
Now is no time to think of what you do not have. Think of what you can do with what there is
21.1k:2h21'11"(Bournemouth 10/15)
42.2k: 5h46'05" (Race for Life London 2016)
Now is no time to think of what you do not have. Think of what you can do with what there is
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RAEL70
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Re: [DIARIO] L'obenner
@ Eli81:
ci hai quasi azzeccato
! Non sono un ingegnere ma ero studente in Ingegneria Informatica 
@ Patamoto:
Si amico mio, credo proprio che si tratti di quello che hai detto
.
Dal punto di vista tecnico non saprei dirti se il mio modo di correre cambia tra una sessione lunga e una breve ma sicuramente cambia completamente lo scenario cardio-respiratorio.
Aldilà di considerazioni strettamente fisiologiche che evito di scrivere (non sono un medico quindi rischierei di dire mi*****te colossali), da un punto di vista strettamente mentale è come se la mente mi dicesse "Ma perché te la stai prendendo così furiosamente??? Che motivo hai di correre così al limite???" ossia si è capovolta la mia struttura psicologica; prima venivo criticato (amichevolmente ovviamente
) d'inseguire sempre la prestazione, il PB, il riscontro cronometrico (e la mia mente mi diceva "Vai, non mollare, dacci dentro", etc.) mentre adesso che penso solo alla resistenza e al cercare di percorrere la massima distanza possibile senza mai fermarmi, la mia mente mi suggerisce di prendermela comoda, di rilassarmi tanto non debbo partecipare a nessuna gara, non debbo migliorare nessun record (chissenefrega dei propri PB, un PB preso a se stante non fa dimagrire
), non debbo battere nessun avversario.
Ecco, da questo punto di vista, è cambiato l'approccio mentale ma la cosa non mi sorprende affatto: non penso proprio che un maratoneta riesca ad affrontare, mentalmente parlando, una gara di 1500 mt alla stessa maniera di un mezzofondista.
Eppure tutto ciò è paradossale: mentalmente non mi ritengo un fondista ma un "velocista" (ho messo le virgolette eh?
) eppure il mio corpo si è adattato alla mia nuova filosofia di allenamento in tempi alquanto brevi. Sono altresì convinto che se dedicassi un mese solamente all'andatura ritornerei quello di prima perdendo l'abitudine (mentale e fisica) alle sessioni lunghe.
Insomma mi sembra di essere in equilibrio su una fune ma sono certo del percorso che debbo fare: bruciare quante più calorie possibili ergo correre per distanze il più possibili ampie e per fare questo è ovvio che debbo tenere una andatura sostenibile e non certo portarmi al limite.
E' ovvio che la sessione breve deve sempre essere svolta settimanalmente, sia per un motivo di stress mentale che per dare un minimo di recupero al fisico, ma l'approccio psicologico è sicuramente differente da quello che avevo fino alla fine di Novembre.
Per quanto riguarda i dati, alla fine emerge una differenza di 49 secondi su 5 Km ossia 10 secondi al Km ossia 1 secondo ogni 100 mt.
Per me è una differenza anomala la cui causa non risiede ne nella rilevazione della distanza (non ci sono differenze), ne nella rilevazione puramente cronometrica (entrambi i dispositivi hanno dei clock al quarzo, mica il Polar ha un orologio atomico al suo interno!
), ne nelle traiettorie seguite (eccetto i due errori, il 99% della sessione combacia perfettamente); il tutto si gioca sulla rilevazione della velocità anzi sul calcolo della velocità.
E' ovvio che se il Polar, su un tratto mettiamo di 500 metri, mi segna una velocità di 8,0 Km/h mentre lo smartphone, nello stesso tratto, calcola una velocità di 8,2 Km/h, il risultato non potrà che essere che il tempo finale del Polar sarà maggiore di quello di ST: ma chi lo dice che l'algoritmo del Polar sia più esatto di quello di ST dato che i sistemi GPS acquisiscono solo distanza e tempo mentre la velocità è solo calcolata?
Se la distanza e il tempo sono uguali come fa la velocità ad essere differente?
ci hai quasi azzeccato
@ Patamoto:
Si amico mio, credo proprio che si tratti di quello che hai detto
Dal punto di vista tecnico non saprei dirti se il mio modo di correre cambia tra una sessione lunga e una breve ma sicuramente cambia completamente lo scenario cardio-respiratorio.
Aldilà di considerazioni strettamente fisiologiche che evito di scrivere (non sono un medico quindi rischierei di dire mi*****te colossali), da un punto di vista strettamente mentale è come se la mente mi dicesse "Ma perché te la stai prendendo così furiosamente??? Che motivo hai di correre così al limite???" ossia si è capovolta la mia struttura psicologica; prima venivo criticato (amichevolmente ovviamente
Ecco, da questo punto di vista, è cambiato l'approccio mentale ma la cosa non mi sorprende affatto: non penso proprio che un maratoneta riesca ad affrontare, mentalmente parlando, una gara di 1500 mt alla stessa maniera di un mezzofondista.
Eppure tutto ciò è paradossale: mentalmente non mi ritengo un fondista ma un "velocista" (ho messo le virgolette eh?
Insomma mi sembra di essere in equilibrio su una fune ma sono certo del percorso che debbo fare: bruciare quante più calorie possibili ergo correre per distanze il più possibili ampie e per fare questo è ovvio che debbo tenere una andatura sostenibile e non certo portarmi al limite.
E' ovvio che la sessione breve deve sempre essere svolta settimanalmente, sia per un motivo di stress mentale che per dare un minimo di recupero al fisico, ma l'approccio psicologico è sicuramente differente da quello che avevo fino alla fine di Novembre.
Per quanto riguarda i dati, alla fine emerge una differenza di 49 secondi su 5 Km ossia 10 secondi al Km ossia 1 secondo ogni 100 mt.
Per me è una differenza anomala la cui causa non risiede ne nella rilevazione della distanza (non ci sono differenze), ne nella rilevazione puramente cronometrica (entrambi i dispositivi hanno dei clock al quarzo, mica il Polar ha un orologio atomico al suo interno!
E' ovvio che se il Polar, su un tratto mettiamo di 500 metri, mi segna una velocità di 8,0 Km/h mentre lo smartphone, nello stesso tratto, calcola una velocità di 8,2 Km/h, il risultato non potrà che essere che il tempo finale del Polar sarà maggiore di quello di ST: ma chi lo dice che l'algoritmo del Polar sia più esatto di quello di ST dato che i sistemi GPS acquisiscono solo distanza e tempo mentre la velocità è solo calcolata?
Se la distanza e il tempo sono uguali come fa la velocità ad essere differente?
Gli ideali sono come la stella polare: sono irraggiungibili ma indicano la retta via. la mia nuova assicurazione il mio diario la mia prima mezza la mia seconda mezza. Polar M400 + Polar H7
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Re: [DIARIO] L'obenner
Perché se entro in pista mi sparano!Bely ha scritto:se hai dei dubbi sui cronometri, perche' non fai una prova veloce in pista?
Gli ideali sono come la stella polare: sono irraggiungibili ma indicano la retta via. la mia nuova assicurazione il mio diario la mia prima mezza la mia seconda mezza. Polar M400 + Polar H7
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Re: [DIARIO] L'obenner
Ciao carissimo!RAEL70 ha scritto:
@ Patamoto:
Si amico mio, credo proprio che si tratti di quello che hai detto.
Dal punto di vista tecnico non saprei dirti se il mio modo di correre cambia tra una sessione lunga e una breve ma sicuramente cambia completamente lo scenario cardio-respiratorio.
Se la distanza e il tempo sono uguali come fa la velocità ad essere differente?
Allora sul discorso del cambio di approccio mentale ci può stare in parte, mi pare che tu stai alternando molto i due tipi di corsa, per cui non dovresti disabituarti così tanto ai ritmi più veloci...comunque, vedrai che le prestazioni sui percorsi di corta-media lunghezza presto torneranno a migliorare, anche per il calo di peso...poi quest'ultimo aspetto è il tuo vero obiettivo, giusto? Ed allora i tuoi veri PB dovrebbero essere quelli sulla bilancia
Per la domanda che ho evidenziato in grassetto...non riesco proprio a capire come mai vengano calcolate due velocità così diverse, se le distanze combaciano ed i cronometri funzionano allo stesso modo...ma cronometrare lo stesso identico percorso di ieri con un cronometro senza gps usando in contemporanea il Polar? Così avresti un'idea precisa sulla velocità effettiva e potresti confrontarla con quella calcolata con un algoritmo e vedere se e di quanto quest'ultima si discosta...dopo di che dovrai cancellare tutti i tuoi pb
In conclusione sono sempre più contento di non basarmi su un gps
We have no choice but to carry on ( Crosby, Stills,Nash,Young )
Paolo
PB 6,5 KM 28'24" 4'22"/km ( 2000 )
PB 10 KM 44'50" 4'29"/km ( 1996 )
PB 15 km 1h 10'29" 4'42"/km ( 1995 )
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RAEL70
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Re: [DIARIO] L'obenner
@ iocorroebasta:
carissimo, l'approccio mentale è fondamentale. Aldilà della tenuta cardio-respiratoria, è vero che adesso sono meno "arrabbiato", meno "affamato" nel ricercare la prestazione a tutti i costi, prima non era così...
Sul discorso del gps, per fugare i dubbi dovrei procedere in questo modo:
A) tornare allo Stadio, fissare un punto di partenza ben preciso (è facile farlo) e percorrere 1 Km fermandomi quando il Polar mi da il beep;
B) segnarmi il punto esatto in cui il Polar m'informa del raggiungimento del chilometro;
C) tornare al punto di partenza e rifare la stessa prova con ST (eventuale differente andatura non dovrebbe incidere sulla distanza);
D) osservare se c'è differenza e misurarla;
E) attivare il pedometro e misurare esattamente 1000 metri seguendo le stesse identiche traiettorie.
A questo punto potrei avere i seguenti casi:
A) tre punti differenti (Polar, ST e pedometro) in cui scatta il chilometro;
B) in teoria la misurazione fatta dal pedometro dovrebbe essere la più precisa;
C) in questo modo è facile capire quanto sia lo scostamento sia del Polar che di ST rispetto al chilometro del pedometro.
Ma, alla fine di questa prova, chi mi dice quale sia realmente il punto esatto in cui scatta il chilometro ossia chi mi dice quale sia il dispositivo più preciso?
La realtà è che determinate prove vanno fatte in pista in due; uno fa da cronometrista mente l'altro corre prima con il solo Polar e poi riprova con il solo ST; a questo punto è facile capire come stanno le cose...
carissimo, l'approccio mentale è fondamentale. Aldilà della tenuta cardio-respiratoria, è vero che adesso sono meno "arrabbiato", meno "affamato" nel ricercare la prestazione a tutti i costi, prima non era così...
Sul discorso del gps, per fugare i dubbi dovrei procedere in questo modo:
A) tornare allo Stadio, fissare un punto di partenza ben preciso (è facile farlo) e percorrere 1 Km fermandomi quando il Polar mi da il beep;
B) segnarmi il punto esatto in cui il Polar m'informa del raggiungimento del chilometro;
C) tornare al punto di partenza e rifare la stessa prova con ST (eventuale differente andatura non dovrebbe incidere sulla distanza);
D) osservare se c'è differenza e misurarla;
E) attivare il pedometro e misurare esattamente 1000 metri seguendo le stesse identiche traiettorie.
A questo punto potrei avere i seguenti casi:
A) tre punti differenti (Polar, ST e pedometro) in cui scatta il chilometro;
B) in teoria la misurazione fatta dal pedometro dovrebbe essere la più precisa;
C) in questo modo è facile capire quanto sia lo scostamento sia del Polar che di ST rispetto al chilometro del pedometro.
Ma, alla fine di questa prova, chi mi dice quale sia realmente il punto esatto in cui scatta il chilometro ossia chi mi dice quale sia il dispositivo più preciso?
La realtà è che determinate prove vanno fatte in pista in due; uno fa da cronometrista mente l'altro corre prima con il solo Polar e poi riprova con il solo ST; a questo punto è facile capire come stanno le cose...
Gli ideali sono come la stella polare: sono irraggiungibili ma indicano la retta via. la mia nuova assicurazione il mio diario la mia prima mezza la mia seconda mezza. Polar M400 + Polar H7
