Stamane gara di 10km a Viareggio sul lungomare,gara non troppo veloce in quanto essendoci 4 giri si facevano 15 svolte secche a 90° in pratica 2 rettilinei da 1220m e 2 da 15m ,in una svolta mi ha attraversato la strada un fotografo e per poco mi stampo proprio sotto gli occhi delle mie Signorine
Solito problemino al piede che mi accompagna da un paio di settimane(tenosinovite)ma cmq molto contento,mi sono risparmiato un pò tra il 4km e l'8°....riuscendo finalmente a fare come km più veloce proprio il 10°
Alle 10 partiva la minigara per i bimbi.primo giro spingendo Giulia sul passeggino,poi di corsa tenendola per mano.... ovviamente col pettorale sul giubbino
4a tappa del Trofeo Monga a Cittiglio (VA), la più impegnativa a livello di percorso causa saliscendi spezza gambe/fiato (in realtà molto più sali che scendi), ma spettacolare a livello paesaggistico e fondo comunque molto compatto, si correva bene anche senza chiodate. 22'19'' per 5.57 km di campestre e media di 4'/km giusti, 22°/145 della mia categoria. Tutto sommato contento! A dopo/domani per il resoconto esteso..
Avrei voluto saltare la Trecomuni per dedicarmi a delle faccende domenicali che rimando sempre, ma poi, martedì la telefonata di Maria Grazia del Trail dei 2 laghi, mi ricorda una promessa fatta qualche giorno prima: correre con lei in supplenza di Riccardo, il suo compagno che oggi corre una maratona altrove. Quindi di buon grado onoro quanto detto e rimando ad un’altra occasione i lavori casalinghi. Anche Antonello mi fa’ uno squillo venerdì, per correre insieme e quindi gli propongo un trio dato che dovremmo avere tutti un passo simile.
Domenica mattina ore 7.00, siamo in una quindicina alla fermata della metro vicino alla sede della società ad aspettare Alonso: odierno ritardatario; così arriviamo a Civita Castellana in ampio ritardo, o almeno in ampio ritardo per montare il gazebo, ritirare i pettorali, distribuirli ecc... Questo inizio affannato e fuori tempo avrà conseguenze per tutta la gara!
Quando arriviamo nella cittadina del viterbese la cui fondazione risale all’epoca protoromana, sita ad una cinquantina di chilometri dalla capitale ed il cui nome è la crasi fra “civitas”, titolo attribuito alla città da Gregorio V papa e la parola “castellana” derivante dal dominio che questo luogo infliggeva sulle circostanti località e che si erge su uno spuntone di tufo ai piedi dei Monti Cimini (dal mio Garmin all’altezza di circa 150 metri s. l. m.), fa’ freddissimo: la temperatura è a cavallo dello zero. Saluto frettolosamente tutti (cosa che invece farei volentieri con calma), i fratelloni Massimo e Roberto, oggi entrambi presenti e tutti gli altri amici della società; naturalmente gli amici di RunningForum con menzione speciale per MauMau che finalmente conosco e tutti gli altri. Brevissima chiaccherata con foto di gruppo ..riuscita solo al secondo tentativo causa il deficiente di turno di passaggio che postulava essere padrone della tecnologia dell’iPhone di Freccia Mic ed invece ha dimostrato di essere il cretino della giornata!!
Partiamo dal gazebo, peraltro accanto a quello del Trail dei 2 laghi, con Antonello e Grazia a soli 6 minuti dal via e nel tentativo di ingrigliarci, finiamo in fondo ad un imbuto con un centinaio di metri di persone avanti a noi; nonostante la grinta di Grazia nello scalare posizioni, tagliamo il traguardo di partenza solo dopo un minuto e trenta.
I primi due chilometri sono difficili causa i moltissimi degli oltre 2000 runners che ci precedono: li percorreremo a 5’30”/5’50” al km in un continuo zig zag con tanto di saluti e pacche sulle spalle dei tanti amici che si ritrovano ogni domenica sui campi di gara o sui consuetudinari luoghi di allenamento durante la settimana.
Il percorso ci porta subito fuori da Civita Castellana, sulla via Nepesina in direzione di Nepi; la strada, appena rarefatta un minimo dalla folla dei podisti, si fa’ bella, anzi bellissima: il sole splende in cielo e corriamo fra due ali di alberi e campagna incontaminata o comunque coltivata ancora a misura d’uomo. Nonostante il percorso salga senza condizione di continuità per i primi 7 km, parliamo amabilmente anche della fortuna di poter godere di una giornata di corsa così bella: corsa in libertà con gli amici! Che meraviglia!! Addirittura, essendo lo sforzo molto relativo, soprattutto per il favorevole stato mentale del primo terzo di gara, scherzando faccio notare ai vicini che mi sembra di stare sul divano di casa, salvo ricordarsi di muovere le gambe! Fra curve e controcurve e qualche scollinamento il passo scorre facile fra i 4’20” ed i 4’50”; Antonello rinnova l’idea, per altro giustissima, di mantenere un passo prudenziale considerato che “prima o dopo l’oste presenterà il conto” ..così cerchiamo di tenere sotto controllo la situazione, anche se Grazia è contrariata dalla partenza nelle retrovie, che di fatto le farà perdere una posizione in categoria ed un premio migliore, e quindi scalpita per tenere un passo più rapido.
Al chilometro 4 entriamo in frazione Fabrece ed al 5,200 in quella San Lorenzo. Più o meno al km 6, la strada svolta secca a sinistra; il percorso è un grande triangolo isoscele, noi siamo partiti dal vertice percorrendo il primo dei due lati uguali ed ora svoltiamo per percorrerne la base in direzione del secondo comune: Nepi. La cittadina è più piccola di Civita, ma molto bella ed anche questa è posta su basi tufacee che rendono ricco di saliscendi il territorio.
Dal sesto chilometro, fino all’undicesimo, cioè alle falde di Nepi, viaggiamo su un continuo saliscendi che fa’ scalare al serpentone dei podisti almeno 5 colline; poi, in alto, si scorge il centro storico arroccato su uno sperone, appunto, di tufo: lasciamo una rotonda ed iniziamo a salire, mentre in senso inverso i corridori più dotati già stanno percorrendo il senso inverso in discesa, fra urla e goliardiche incitazioni reciproche; un secco tornante a destra ed entriamo in paese percorrendone il centro storico, dove veniamo incitati oltre che dagli indigeni anche da qualche turista spagnolo e da qualche altro giapponese. Qualcuno commenta, direi opportunamente: che ca*** ci fanno qui ‘sti giapponesi!?! In meno di un chilometro il centro del paese scorre via, dove peraltro è stato organizzato un confusionario ristoro e dove non riesco a prendere nessuna bottiglia perché sono tutte chiuse ed accatastate ancora nei pallet ai lati della strada: forse volevano solo fargli prendere un po’ d’aria?
Lasciamo Nepi e dopo la discesa dal paese svoltiamo a destra per impegnare l’ultimo dei lati del triangolo: ora la stanchezza si inizia a far sentire. Consumiamo tutti, a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, del gel o uno snack per permettere all’organismo di arrivare alla fine con sufficienti energie. Così all’uscita del paese ci accordiamo per prenderci un chilometro di tregua, dopo aver corso la discesa intorno ai 4’ al km. Poco prima del quattordicesimo chilometro entriamo a Castel S. Elia: non esattamente un paese affascinante che però lasciamo di corsa!!
Iniziano quasi sette chilometri di continua discesa: teniamo un passo di 4’40” temendo la salitona finale. Grazia accenna uno di quei discorsi strani tipo: “mi potrebbe venire quel dolore che quando arriva mi obbliga a fermarmi” ..le chiarisco le idee: “qui non si ferma nessuno di noi tre!”
Al km 18 vediamo i palloncini verdi dei 5’00” che viaggiano allegri a 4’20”!! Grazia li vuole raggiungere e così nel pezzo finale della discesa, che poi è un bellissimo canalone dalla pareti scavate nel tufo, ci buttiamo giù a capofitto fra i 3’50” ed i 4’15”. Li superiamo di slancio e Grazia mentre corre polemizza con i pacer per la velocità tenuta.
Percorriamo un ponticello ed inizia la salita finale: qualcuno urla che è finita, ma adesso inizia il bello. Sono abbastanza fresco ed inizio a spingere; la frequenza cardiaca è stata ottimale per tutta la gara ed ho ancora più di una ventina di battiti da “spendere”. Come da accordi, alla fine chi più ne ha, più ne deve dare. Ho perso Grazia, ma Antonello mi sta alle costole mentre saliamo il primo tratto, poi al 21,100 c’è un tornate sinistra molto impervio e la strada sale nello spazio di un chilometro per 70 metri di dislivello. Al tornante spingo con decisione sui piedi e salgo a tutta forza: ne ho da spendere e così incito qualche camminatore, ma soprattutto supero un infinità di podisti: almeno una settantina; psicologicamente sono a posto e questi sorpassi continui mi galvanizzano.
L’entrata al paese è bellissima: tutti applaudono, così, complice l’altimetria ormai quasi in piano mi permetto gli ultimi 3/400 metri con picchi a 2’55” al km e consumo l’arrivo continuando a superare tutto quello che mi si presenta davanti. Forse ho peccato in qualche cosa e mi sono risparmiato troppo prima, però la preoccupazione dell’ultimo strappo era troppa.
Nell’arco di pochi secondi arriva anche Antonello e poi Grazia a meno di due minuti da me, quinta di categoria. BRAVA! Grande abbraccio con tutti e due e soprattutto un grazie grande così. Grazia, triatleta folle, nel pomeriggio proseguirà per un paio d’ore in bici!! Io ed Antonello, proseguiremo ognuno sui divani delle rispettive case aspettando pazienti di riacquistare l’uso delle gambe!! Con Antonello, ormai, ho la l’arroganza e la presunzione di affermare che si sta creando una bella amicizia ed una grande intesa nello svolgimento delle gare insieme, la cui cosa mi fa’ molto piacere e mi auguro che tutto questo sia reciproco.
Partenza in tarda ora, causa recupero di un cellulare smarrito e rientro a nella capitale in una CAT car presidenziale, stipata in ogni ordine di posto.. anche nel bagagliaio!
Gara bellissima ed indimenticabile; ci terrei a ricordare, non volendo comunque essere tacciato di alcuna banalità, che si è corsa nella giornata della memoria e noi viviamo in un continente dove è scoppiata la pace da più di sessanta anni e dove ci possiamo permettere giornate come queste anche perché i nostri nonni e bisnonni se la sono guadagnata e poi si sono giurati la pace che riusciamo a mantenere grazie anche al ricordo di tutte le verità storiche che oggi si celebrano.
Buone corse a tutti.
Oggi per me mezza maratona dello Jonio, gara che si svolge ogni anno a Gallipoli (Le). Avevo molta voglia di farla, sia perchè mi sento in forma e penso di valere meno del mio attuale PB sia perchè non faccio gare da 2 mesi e ne ho voglia. Confesso che questa volta sono un po' teso come mi capita poche volte, sono uno che tende a fare molte gare alla 'come viene', usandole come allenamento, e poche gare preparate e quella di oggi è una di quest'ultime.
L'obiettivo primario è di migliorare il tempo attuale (anche 1h29' bassi), sarei stato contento con 1h28' e contentissimo con 1h27' (per 1h26' è ancora presto).
Parto col riscaldamento ma mi sembra di sentire qualcosa che non va, mi sembra di avere i quadricipiti affaticati, nonostante il fiato sia ottimo e in generale mi sento bene. La cosa un po' mi fa inc******, perchè la mezza maratona è sempre stata la mia distanza preferita e spesso non ho fatto il tempo prefissato a causa di qualche inconveniente. Vabè, si parte.
La partenza è buona, sono abbastanza avanti e la strada per i primi 200-300 metri è molto larga quindi c'è la possibilità, partendo dall'esterno, di farsi spazio. Primo km chiuso in 4'11'', molto bene. Allo start avevo deciso di tenere il ritmo di 4'10''-4'12'', viste le sensazioni non buone del riscaldamento sarebbe stato anche tanto. 2° e 3° km con diverse discese passano entrambi in 4'05'', e qui mi ripeto spesso di non fare ca****e perchè poi dopo il 10° si pagano. Nonostante il riscaldamento non fosse incoraggiante il fiato è rotto e le gambe vanno e io continuo a girare sui 4'06''-4'07'', ad eccezione del 6° corso in 4'11'' per via di una salita. Si arriva così al giro di boa del primo biscottone, dopo l'8° km. Tornando verso il paese il vento contro si fa sentire, ma rallentando il giusto vedo che le gambe rispondono bene, dal 9°-10°-11°-12° corsi in 4'08''-4'11''-4'12''-4'12'' senza essere in affanno. Si arriva alla fine del primo giro (il secondo sarà poi più corto, per arrivare a 21,097 km) e si torna sul rettilineo dello start dove c'è una discesa che saggiamente decido di non tirare. Dopo questa discesa chiudo il km 13 in 4'07'', sento le gambe rigenerate e capisco di stare ancora molto bene, forse anche 'troppo' se penso alle mezze che ho corso sotto l'1h30'. 14° e 15° km corsi in 4'09''-4'07'' e qui incontro ritmosoglia, che avevo già riconosciuto durante il riscaldamento e al 'biscotto', dove andava letteramente come un treno. "Sticazzi - ho pensato - , io a questo ritmo faccio gara, lui ha mollato e corre sotto i 4'10'' come se fosse un lento". Saluto veloce e riparto. All'inizio del 16° stavo ancora bene, facendo due conti mi rendo conto che non solo 1h27' è ampiamente alla mia portata, ma che nemmeno 1h26' è così lontano... e penso di incrementare. Chiudo il 16° e il 17° in 4'06'' e qui le gambe cominciano a dare qualche segnale di cedimento, a questo si aggiunge il fiato che comincia a essere più 'corto' e una fitta leggera (che per fortuna rimarrà tale) al fianco destro.
Decido quindi che per oggi può andar bene così e che anche scendere sotto l'1h28' va benissimo.
Cerco di tenere i 4'10'', 18°-19° chiusi in 4'09''-4'11'', 20° in 4'16'' (causa una salita, questo sarà il km in assoluto più lento) e 21°, sprintando, in 4'05''... con 17'' per gli ultimi 100 metri.
Alla fine 1h27'25'' 85° posto assoluto e 14° di categoria, abbattuti i muri dell'1h29' e dell'1h28', molto molto contento, per il miglioramento (nonostante le sensazioni pre-gara non fossero delle migliori), per la regolarità della gara (solo 1 km sopra i 4'12'', tutti gli altri fra i 4'05'' e i 4'11'') e per il fatto di aver dato tanto correndo praticamente quasi tutta la gara da solo, senza che nessuno mi tirasse. Peccato per quei 26'', forse con meno vento... chissà.
PB 5 km 19'31'' (passaggio gara 27/05/2012)
PB 10 km 39'18'' (passaggio 34° marcialonga di san Giuseppe, Putignano (BA) 24/03/2013)
PB 21,097 km 1h27'05'' (Roma, Roma Ostia 03/03/2013)