Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
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RAEL70
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Re: Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
A mio parere state mischiando due cose differenti: la possibilità di far superare la fatica fisica usando la mente e la possibilità di evitare che la mente sia la causa della vostra fatica.
Quando la fatica fisica è al limite la mente non riesce a ragionare, a creare costrutti logici (mancanza d'ossigeno in primis), figurarsi se riesce a farvi diminuire l'acido lattico, la dispnea, la disidratazione, i crampi o l'ipossia; se sei arrivato al capolinea ti fermi e non ce nulla che la mente possa fare (anzi è lei la prima che ti esorta a porre fine a questa fatica).
Al contrario, in condizioni fisicamente gestibili, l'uso della mente può evitare di farsi prendere dalla noia, dalla ripetitività del gesto (può essere il correre sul tapis piuttosto che correre sempre su uno stesso, breve, percorso), dalla solitudine o da tanti altri fattori che possono deprimere psicologicamente (e quindi rendere intrinsecamente più affaticato del reale) l'individuo e costringerlo a fermarsi e più lo sforzo è di lunga durata e più questa attività mentale può essere d'aiuto.
Quando la fatica fisica è al limite la mente non riesce a ragionare, a creare costrutti logici (mancanza d'ossigeno in primis), figurarsi se riesce a farvi diminuire l'acido lattico, la dispnea, la disidratazione, i crampi o l'ipossia; se sei arrivato al capolinea ti fermi e non ce nulla che la mente possa fare (anzi è lei la prima che ti esorta a porre fine a questa fatica).
Al contrario, in condizioni fisicamente gestibili, l'uso della mente può evitare di farsi prendere dalla noia, dalla ripetitività del gesto (può essere il correre sul tapis piuttosto che correre sempre su uno stesso, breve, percorso), dalla solitudine o da tanti altri fattori che possono deprimere psicologicamente (e quindi rendere intrinsecamente più affaticato del reale) l'individuo e costringerlo a fermarsi e più lo sforzo è di lunga durata e più questa attività mentale può essere d'aiuto.
Gli ideali sono come la stella polare: sono irraggiungibili ma indicano la retta via. la mia nuova assicurazione il mio diario la mia prima mezza la mia seconda mezza. Polar M400 + Polar H7
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BananaJoe
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Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
Rael ti sei mai infortunato per correre? Se si, eri "cosciente" che ti stavi per far del male? Non fraintendermi, non voglio che tu ti faccia del male, ok? Voglio solo dire che l'ansia di uscire perché oggi è previsto da tabella che devo fare quel allenamento quando poi il tuo corpo non ti offre la sua disponibilità a farlo può essere deleterio. Per me la sofferenza una tantum, per intenderci quella della gara, è ok; quella in allenamento invece non la concepisco.
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zeromaratone
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Re: Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
@Rael70...certo non dobbiamo mischiare le cose..
Se i problemi nascono dalla mente (stress lavorativo e familiare, mancanza di motivazione) è una cosa, e non può essere superata che tramite la mente stessa.
Ma qui vorremmo parlare di come la mente può gestire la fatica fisica : non parliamo di psicologia. Parliamo di mente.
La psicologia è un terzo aspetto. Posso correre perché mi senti figo, sono egocentrico, mi sento giovane, mi sento un vincente, mi sento apprezzato dagli altri, mi sento bello/a, mi serve per una fitness migliore .. questi sono aspetti psicologici. Non ci interessano.
Qui parliamo di mente che aiuta a migliorare la performance.
Se i problemi nascono dalla mente (stress lavorativo e familiare, mancanza di motivazione) è una cosa, e non può essere superata che tramite la mente stessa.
Ma qui vorremmo parlare di come la mente può gestire la fatica fisica : non parliamo di psicologia. Parliamo di mente.
La psicologia è un terzo aspetto. Posso correre perché mi senti figo, sono egocentrico, mi sento giovane, mi sento un vincente, mi sento apprezzato dagli altri, mi sento bello/a, mi serve per una fitness migliore .. questi sono aspetti psicologici. Non ci interessano.
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Dal 2014:18 maratone, 6 stars finisher; 2018 100km del Passatore, Ironman70:3
I miei libri: Il Passatore da zero https://tinyurl.com/er5tzd3z +il mio blog [url]https://zeromaratone.blogspot.com[/url]
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RAEL70
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Re: Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
@ zeromaratone: credo che continuiamo a non capirci
.
Riscrivo quello che ho detto: a mio parere state mischiando due cose differenti, la possibilità di far superare la fatica fisica usando la mente e la possibilità di evitare che la mente sia la causa della vostra fatica.
Nel secondo caso, credo di aver fatto degli esempi (il tapis, il percorso sempre uguale, etc.), non ho affatto parlato di psicologia
(dove ho scritto di problemi familiari, personali, lavorativi, sentimentali, economici, medici, etc.???
).
Nel primo caso ho usato termini strettamente medici (dall'ipossia alla disidratazione, dall'acido lattico alla dispnea) ergo l'egocentricità, la giovinezza, il primeggiare, l'edonismo ed altri concetti che hai scritto non fanno affatto parte del mio discorso.
Riscrivo quello che ho detto: a mio parere state mischiando due cose differenti, la possibilità di far superare la fatica fisica usando la mente e la possibilità di evitare che la mente sia la causa della vostra fatica.
Nel secondo caso, credo di aver fatto degli esempi (il tapis, il percorso sempre uguale, etc.), non ho affatto parlato di psicologia
Nel primo caso ho usato termini strettamente medici (dall'ipossia alla disidratazione, dall'acido lattico alla dispnea) ergo l'egocentricità, la giovinezza, il primeggiare, l'edonismo ed altri concetti che hai scritto non fanno affatto parte del mio discorso.
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claudio_c
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Re: Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
"scopro" solo ora questa discussione e m'interessa tantissimo...leggerò tutti i vostri post e poi racconterò la mia esperienza e cosa sto facendo per allenare la mia mente!!!!!!!!!!!!!!
Claudio
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zeromaratone
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Re: Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
@Rael capisco ma non mi adeguo ... il tapis, il percorso sempre uguale, il freddo al mattino, il dolore al polpaccio, il cazzabubolo che ti fa male da quando hai iniziato a correre + l'ipossia, disidratazione, acidosi, dispnea) sono un UNICO problema che puoi superare con la mente.
Parzialmente, ci siamo?
Non vorrei che qualcuno mi accusasse che sobillo al "I believe I can fly" e si lanciasse dalla finestra
I limiti fisici esistono e li lasciamo dove sono. Se non puoi correre a 3,30 perché vai a 6, la mente non ti può aiutare.
Ma in altre cosette sì.
Andiamo avanti con un po' di teoria poi la pratica si discute assieme.
I due emisferi controllano il corpo in maniera differente. L'emisfero sinistro è logico razionale, quello destro intuitivo e ideativo. Queste sono cose che non dico io ma sono ormai assodate da decenni. Ciascuno di noi usa uno dei due emisferi in maniera predominante, da cui gran parte delle nostre caratteristiche comportamentali e ideative. Anche nel running.
Durante la corsa l'emisfero sinistro tende a essere conservativo, segue quello che capita al vostro corpo e controlla che tutto sia ok. Se gli arrivano dei segnali di allarme (dispnea, fc, dolore, etc) si attiva per dire "basta"!
L'emisfero destro invece è quello intuitivo, a lui piace fare cose nuove, la sfida, cercare il limite. Della regolazione della fc non gli frega niente, anzi qualche palpitazione in più gli fa piacere. Vuol vedere cosa succede...
Dall'interazione tra queste due metà nasce il tutto, cioè la complessità del vostro comportamento durante il running.
Se state lì a misurare la distanza minuziosamente, controllate che non ci sia un solo metro in più, usate il cardiofrequenzimetro, siete minuziosi e vi piace sentirvi "macchina per correre" sapete chi ringraziare. Il vostro emisfero sinistro.
Se invece correte a sensazione, quando avete voglia, il cardio non vi interessa perché correte fino a quando vi sentite bene, vi piace la sfida, siete più controllati dall'emisfero destro.
Detto questo, i due emisferi possono essere ingannati a vicenda o "allenati" a fare cose che non farebbero "normalmente".
Sregoliamo il taraggio dello strumento...
Vi piace?
Parzialmente, ci siamo?
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I limiti fisici esistono e li lasciamo dove sono. Se non puoi correre a 3,30 perché vai a 6, la mente non ti può aiutare.
Ma in altre cosette sì.
Andiamo avanti con un po' di teoria poi la pratica si discute assieme.
I due emisferi controllano il corpo in maniera differente. L'emisfero sinistro è logico razionale, quello destro intuitivo e ideativo. Queste sono cose che non dico io ma sono ormai assodate da decenni. Ciascuno di noi usa uno dei due emisferi in maniera predominante, da cui gran parte delle nostre caratteristiche comportamentali e ideative. Anche nel running.
Durante la corsa l'emisfero sinistro tende a essere conservativo, segue quello che capita al vostro corpo e controlla che tutto sia ok. Se gli arrivano dei segnali di allarme (dispnea, fc, dolore, etc) si attiva per dire "basta"!
L'emisfero destro invece è quello intuitivo, a lui piace fare cose nuove, la sfida, cercare il limite. Della regolazione della fc non gli frega niente, anzi qualche palpitazione in più gli fa piacere. Vuol vedere cosa succede...
Dall'interazione tra queste due metà nasce il tutto, cioè la complessità del vostro comportamento durante il running.
Se state lì a misurare la distanza minuziosamente, controllate che non ci sia un solo metro in più, usate il cardiofrequenzimetro, siete minuziosi e vi piace sentirvi "macchina per correre" sapete chi ringraziare. Il vostro emisfero sinistro.
Se invece correte a sensazione, quando avete voglia, il cardio non vi interessa perché correte fino a quando vi sentite bene, vi piace la sfida, siete più controllati dall'emisfero destro.
Detto questo, i due emisferi possono essere ingannati a vicenda o "allenati" a fare cose che non farebbero "normalmente".
Sregoliamo il taraggio dello strumento...
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Dal 2014:18 maratone, 6 stars finisher; 2018 100km del Passatore, Ironman70:3
I miei libri: Il Passatore da zero https://tinyurl.com/er5tzd3z +il mio blog [url]https://zeromaratone.blogspot.com[/url]
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RAEL70
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Re: Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
@ zeromaratone: finalmente siamo sulla stessa lunghezza d'onda!
Vorrei però entrare nel merito commentando alcuni tuoi passaggi:
In sostanza, gli "allarmi" o gli "stati di criticità" fisici non possono essere alterati o ignorati dalla mente e l'allenamento può soltanto aumentare le capacità di gestione (p.e. io in dispnea mi fermo dopo 200 mt, tu riesci a gestirla per 1 Km) ma non può eliminarli.
I "limiti fisici" (io preferisco chiamarli "capacità prestazionali"
) sono un argomento differente: ovvio che se tieni, a fatica, una andatura da 6/Km non potrai mai andare a 5 ma questo è strettamente dipendente dall'allenamento e dalle condizioni fisiche dell'individuo (io che sono obeso non riesco a tenere i 6 perché ho ancora 30 kg da smaltire e non perché il mio fisico, potenzialmente, non è capace di farlo).
Per esempio, io non mi sono mai allenato con il cardio ergo ho sempre corso a sensazione (se ho il fiatone rallento altrimenti proseguo con l'andatura che riesco a tenere) ma è pur vero che, in svariate decine di sessioni, quando decidevo di andare a briglie sciolte (emisfero destro), l'emisfero sinistro m'informava che "Ma sei proprio un co****ne ad andare a questa andatura! Tra poco scoppi, non si scappa!" e l'emisfero destro rispondeva "In effetti non hai tutti i torti; mi piacerebbe dare una bella strigliata a questo organismo ma non ci sono le basi per farlo, ok rallentiamo tanto, questione di poco, e il Capo (Il Cuore
) ci farà fermare tutti quanti..."
.
Concretamente quindi, a mio parere, l'emisfero destro è sì molto più irrazionale e, di fatto, "incosciente"
e spesso ci porta a compiere "imprese" di cui, razionalmente, non ritenevamo essere pronti a sostenere ma è anche vero, comunque, che l'emisfero sinistro (una sorta di Grillo Parlante di Pinocchio
) è la nostra coscienza, la nostra saggezza e, spesso, ha la meglio.
Vorrei però entrare nel merito commentando alcuni tuoi passaggi:
A mio parere determinate condizioni fisiologiche (crampi, dispnea, acido lattico, dolori muscolari, ipossia, disidratazione) non possono essere superate per mezzo della mente; un crampo inevitabilmente ti porta a interrompere l'attività motoria, la dispnea (per quanto riesci, bene o male, a gestirla) ti porta inevitabilmente a fermarti, anche se per poco, per poi ripartire (d'altronde è un meccanismo involontario di protezione cardiaca), l'acido lattico è un fenomeno muscolare naturale e l'allenamento può soltanto ampliare la distanza/tempo in cui tale evento si manifesterà, stessa identica cosa per la disidratazionezeromaratone ha scritto:il tapis, il percorso sempre uguale, il freddo al mattino, il dolore al polpaccio, il cazzabubolo che ti fa male da quando hai iniziato a correre + l'ipossia, disidratazione, acidosi, dispnea) sono un UNICO problema che puoi superare con la mente.
Parzialmente, ci siamo?![]()
Non vorrei che qualcuno mi accusasse che sobillo al "I believe I can fly" e si lanciasse dalla finestra![]()
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I limiti fisici esistono e li lasciamo dove sono. Se non puoi correre a 3,30 perché vai a 6, la mente non ti può aiutare.
Ma in altre cosette sì.![]()
In sostanza, gli "allarmi" o gli "stati di criticità" fisici non possono essere alterati o ignorati dalla mente e l'allenamento può soltanto aumentare le capacità di gestione (p.e. io in dispnea mi fermo dopo 200 mt, tu riesci a gestirla per 1 Km) ma non può eliminarli.
I "limiti fisici" (io preferisco chiamarli "capacità prestazionali"
Perfettamente d'accordo e sperimentato, praticamente, nella maggior parte delle mie sessioni!I due emisferi controllano il corpo in maniera differente. L'emisfero sinistro è logico razionale, quello destro intuitivo e ideativo. Queste sono cose che non dico io ma sono ormai assodate da decenni. Ciascuno di noi usa uno dei due emisferi in maniera predominante, da cui gran parte delle nostre caratteristiche comportamentali e ideative. Anche nel running.
Durante la corsa l'emisfero sinistro tende a essere conservativo, segue quello che capita al vostro corpo e controlla che tutto sia ok. Se gli arrivano dei segnali di allarme (dispnea, fc, dolore, etc) si attiva per dire "basta"!
L'emisfero destro invece è quello intuitivo, a lui piace fare cose nuove, la sfida, cercare il limite. Della regolazione della fc non gli frega niente, anzi qualche palpitazione in più gli fa piacere. Vuol vedere cosa succede...
Dall'interazione tra queste due metà nasce il tutto, cioè la complessità del vostro comportamento durante il running.
Uhm, a occhio credo che le differenze ci sono, sono evidenti ma esiste anche una "zona di nessuno" dove gli istinti dei due emisferi vengono quasi a coincidere.Se state lì a misurare la distanza minuziosamente, controllate che non ci sia un solo metro in più, usate il cardiofrequenzimetro, siete minuziosi e vi piace sentirvi "macchina per correre" sapete chi ringraziare. Il vostro emisfero sinistro.
Se invece correte a sensazione, quando avete voglia, il cardio non vi interessa perché correte fino a quando vi sentite bene, vi piace la sfida, siete più controllati dall'emisfero destro.
Per esempio, io non mi sono mai allenato con il cardio ergo ho sempre corso a sensazione (se ho il fiatone rallento altrimenti proseguo con l'andatura che riesco a tenere) ma è pur vero che, in svariate decine di sessioni, quando decidevo di andare a briglie sciolte (emisfero destro), l'emisfero sinistro m'informava che "Ma sei proprio un co****ne ad andare a questa andatura! Tra poco scoppi, non si scappa!" e l'emisfero destro rispondeva "In effetti non hai tutti i torti; mi piacerebbe dare una bella strigliata a questo organismo ma non ci sono le basi per farlo, ok rallentiamo tanto, questione di poco, e il Capo (Il Cuore
Concretamente quindi, a mio parere, l'emisfero destro è sì molto più irrazionale e, di fatto, "incosciente"
Gli ideali sono come la stella polare: sono irraggiungibili ma indicano la retta via. la mia nuova assicurazione il mio diario la mia prima mezza la mia seconda mezza. Polar M400 + Polar H7
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mircuz
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Re: Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
Questa degli emisferi è una semplificazione un po' eccessiva e neanche supportata dalle piu recenti scoperte dal punto di vista scientifico. Del resto l'allenamento mentale è una cosa seria e utile, ne più ne meno di quello fisico, da approfondire!
Itadakimasu (con umiltà ricevo).
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zeromaratone
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Re: Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
Devi specificare però prima di demolire... fonti... articoli... qualche nota..altrimenti è troppo facile...mircuz ha scritto:Questa degli emisferi è una semplificazione un po' eccessiva e neanche supportata dalle piu recenti scoperte dal punto di vista scientifico.
Basta che non mi citi WIRED..
grazie
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I miei libri: Il Passatore da zero https://tinyurl.com/er5tzd3z +il mio blog [url]https://zeromaratone.blogspot.com[/url]
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zeromaratone
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Re: Hai mai considerato di allenare anche la Mente ?
Scusa per la riposta... non c'è bisogno che ci accapigliamo sul dimostrare che esistano due emisferi funzionali...di fatto il cervello non è la mente.. e se dipenda da sinistra o destra ce ne frega poco o come dici tu, può essere semplicistico. Ma qui non trattiamo l'argomento scientificamente, ok?
Passiamo alla seconda parte. Ammesso e non concesso (da @mircuz) che ci siano due emisferi che si contrastano, comunque sia, ci troviamo di fronte nel RUNNING a situazioni che devono essere gestite dalla mente e non solo fisicamente. So già perché è stato già scritto, che qualcuno dirà che "corre per non pensare a niente", o "se corro mi passa" ma qui siamo in aspetti puramente materiali del tipo "mangio per vivere o vivere per mangiare".
Chi non si sente una mente mentre corre, può dirlo, ma diciamo che non è il suo topic.
@Rael nel precedente post ha riassunto quel che capita mentre corriamo con una vocina che ci dice "Ma sei proprio un co****ne ad andare a questa andatura! Tra poco scoppi, non si scappa!" e la risposta contraria "In effetti non hai tutti i torti; mi piacerebbe dare una bella strigliata a questo organismo ma non ci sono le basi per farlo, ok rallentiamo tanto, questione di poco, e il Capo (Il Cuore
) ci farà fermare tutti quanti..."
.. "
La conclusione è : a chi date ragione? A chi ci dice di rallentare o a chi alla vocina (dell'emisfero destro o chi per esso) che ci dice di proseguire?
Ci sono alcuni stratagemmi per fregare la vocina che ci dice di rallentare (l'emisfero sinistro). Uno di questi è la musica.
C'è chi come @doriano (che saluto), il quale si è condizionato a correre senza musica. Non tutti sono capaci.
Il potere della musica è molto forte.
Se non avete provato, provateci !
Io l'ho scoperto tardi, ma non ne posso più fare a meno. Non sono solo io... molti runners hanno la loro compilation per correre.
La musica distrae l'emisfero sinistro, il ritmo di canzoni superiori a 160-170 bpm paiono essere le migliori per migliorare la performance atletica, non soltanto nel running ma anche in altri sport di resistenza.
Sarà la scoperta dell'acqua calda ma in allenamento, credo che uno che non corra con l'ipod sia un masochista o uno già "oltre".
La musica è un doping. Sappiamo che è proibita in gare d'atletica a un certo livello. E non c'è bisogno di spiegarlo.
Però appunto tra gli amatori non vedo perché privarsene...
C'è un 3D su RF sulle preferenze di compilation.
Questo non è allenamento mentale, ma è un artefizio semplice e immediato, di condizionamento passivo della mente che tutti possono provare.
Passiamo alla seconda parte. Ammesso e non concesso (da @mircuz) che ci siano due emisferi che si contrastano, comunque sia, ci troviamo di fronte nel RUNNING a situazioni che devono essere gestite dalla mente e non solo fisicamente. So già perché è stato già scritto, che qualcuno dirà che "corre per non pensare a niente", o "se corro mi passa" ma qui siamo in aspetti puramente materiali del tipo "mangio per vivere o vivere per mangiare".
Chi non si sente una mente mentre corre, può dirlo, ma diciamo che non è il suo topic.
@Rael nel precedente post ha riassunto quel che capita mentre corriamo con una vocina che ci dice "Ma sei proprio un co****ne ad andare a questa andatura! Tra poco scoppi, non si scappa!" e la risposta contraria "In effetti non hai tutti i torti; mi piacerebbe dare una bella strigliata a questo organismo ma non ci sono le basi per farlo, ok rallentiamo tanto, questione di poco, e il Capo (Il Cuore
La conclusione è : a chi date ragione? A chi ci dice di rallentare o a chi alla vocina (dell'emisfero destro o chi per esso) che ci dice di proseguire?
Ci sono alcuni stratagemmi per fregare la vocina che ci dice di rallentare (l'emisfero sinistro). Uno di questi è la musica.
C'è chi come @doriano (che saluto), il quale si è condizionato a correre senza musica. Non tutti sono capaci.
Il potere della musica è molto forte.
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Io l'ho scoperto tardi, ma non ne posso più fare a meno. Non sono solo io... molti runners hanno la loro compilation per correre.
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Sarà la scoperta dell'acqua calda ma in allenamento, credo che uno che non corra con l'ipod sia un masochista o uno già "oltre".
La musica è un doping. Sappiamo che è proibita in gare d'atletica a un certo livello. E non c'è bisogno di spiegarlo.
Però appunto tra gli amatori non vedo perché privarsene...
C'è un 3D su RF sulle preferenze di compilation.
Questo non è allenamento mentale, ma è un artefizio semplice e immediato, di condizionamento passivo della mente che tutti possono provare.
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