Uso del cardiofrequenzimetro

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moka
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro

Messaggio da moka »

Anche se non avete più risposto alle mie domande ma avete "parlato" tra di voi, vi ho seguito con interesse; dunque meglio non andare in zona rossa mentre in zona aerobica si sviluppa la resistenza alle lunghe distanze e in zona anaerobica la velocità?
Giusto o sbagliato?
Dunque se in una uscita mia solita di 10 km e 60 minuti, passo metà tempo in fascia aerobica e l'altra metà in anaerobica non è tanto sbagliato, o sbaglio completamente?
A domani l'ardua sentenza....
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disti
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro

Messaggio da disti »

Comunque le morti di cui parlate si verificano sopratutto nelle maratone dove si è molto lontani dal 90% della fcmax(escludendo gli atleti d'elite).
Pb 1000m: 3'12" - 23/07/2019
Pb 3000m: 10'35" - 01/08/2020
Pb 5000m: 18'28" - 28/08/2020
Pb 10km: 37'32" - 16/02/2020
Pb 1/2 Maratona: 1h22m51s - 03/11/2019
Pb Maratona: 2h55m09s - 20/10/2019
https://www.strava.com/athletes/dario84
al68
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro

Messaggio da al68 »

Sono pienamente d'accordo con disti on una maratona secondo me è lo sforzo prolungato che crea scompensi.
8,200 km NOTTURLA LANCIANESE 30,25” (2016)
21,097k Martinsicuro 1,26,52” (2014)
42,195 km Reggio Emilia 3,18,51” ( 2021)
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gnr
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro

Messaggio da gnr »

disti ha scritto:Comunque le morti di cui parlate si verificano sopratutto nelle maratone dove si è molto lontani dal 90% della fcmax(escludendo gli atleti d'elite).
Dipende un po' come intendi elite... chi compete per la sua categoria d'eta' non e' lontano dal 90%, ma si tratta si di una minoranza di partecipanti.
Per il resto hai ragione, le morti in maratona sono rare (in proporzione al numero di partecipanti) ma fanno notizia a livello internazionale...
il tapascione che crolla a terra durante il non competitivo del paese non fa notizia neanche a livello regionale.
Buona parte di chi muore in maratone e' vittima di sovraidratazione, farmaci o altro ed ha lo stresso cardiaco al massimo come concausa.
La maratona per una persona sana rappresenta un stress cardiaco inferiore ad una mezza o una 10km corsa a tutto.
Per chi invece ha un'anomalia non diagnosticata al cuore puo' essere fatale un sforzo prolungato come anche un sforzo massimale.
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gnr
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro

Messaggio da gnr »

moka ha scritto:Anche se non avete più risposto alle mie domande ma avete "parlato" tra di voi, vi ho seguito con interesse; dunque meglio non andare in zona rossa mentre in zona aerobica si sviluppa la resistenza alle lunghe distanze e in zona anaerobica la velocità?
Giusto o sbagliato?
Dunque se in una uscita mia solita di 10 km e 60 minuti, passo metà tempo in fascia aerobica e l'altra metà in anaerobica non è tanto sbagliato, o sbaglio completamente?
A domani l'ardua sentenza....
Ti rispondo volontieri, ma bisogna distinguere nettamente fra esigenze di salute e esigenze di allenamento.

Dal punto di vista della salute, non occorre fare piu' di jogging se non si ha superato un esame cardio sotto sforzo.
Avendolo superato e avendo corso per almeno gli ultimi due anni si puo' tranquilamente andare al massimo quando occorre.

Dal punto di vista dell'allenamento, se si vuole essere competitivo nelle gare su breve distanza occorre correre parecchio intorno alla soglia
e superarla decisamente almeno una volta alla settimana.
Una uscita di 10km a meta' fra aerobica ed anaerobica va benissimo 1 o 2 volte la settimana ma ci vogliono altre 2 piu' lenti ed 1 piu' intensa (gara o intervalli).
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enjoyash
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Uso del cardiofrequenzimetro

Messaggio da enjoyash »

Scusate, ma correre metà di 10 km, cioè 5 km, in anaerobico non è impossibile? Io sapevo che al 95% una 10 km si corre col motore aerobico... Il sottoscritto ha fatto costruzione aerobica per 8 mesi, correndo sempre tra il 70 e l'83% fcmax quasi sempre tra i 6 e i 7 al km e aumentando le ore di allenamento da 4 a 6, passando sui 10 km tirati dai 4.55/km di media ai 4.38/km
Tuttora con quel PB sui 10 km faccio i lenti al 70/75% a 5.50/6.15 al km più o meno.
bradipoprincipiante
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro

Messaggio da bradipoprincipiante »

@gnr
In che senso uno può morire per sovraidratazione
in maratona, pensavo fosse più pericolosa la disidratazione
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aroldo74
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Messaggio da aroldo74 »

Enjoy io ho fatto il personale sui 5 km a 3'31" a 173 di media (89%)
E il personale sui 10 km a 3'41"/km a 176 di media > 95%....
Ho capito che il cardio non può essere l'unico parametro di riferimento.
Anche a livello di sensazioni.
Nella 10 km ho corso gran parte della gara a 180 fisso. E le sensazioni erano meno oscene di quelle dei 5km a 175....
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gnr
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro

Messaggio da gnr »

bradipoprincipiante ha scritto:@gnr
In che senso uno può morire per sovraidratazione
in maratona, pensavo fosse più pericolosa la disidratazione
Purtroppo e' una zona in cui c'e' molto disinformazione ed ignoranza, anche da parte di organizzatori e della stampa specializzata.
La disidratazione e' fisiologica e' non particolarmente pericolosa mentre la sovraidratazione e' innaturale e' puo' causare la morte.
Per fortuna e' un evento raro ma comunque si verifica, mentre di morti per disidratazione difatto non ce ne sono.
La sovraidratazione produce una condizione di hyponatremia (basso livello di sodio) che se non trattato subito e nel modo
giusto puo' portare alla morte in gare ultra e maratona (Goodwyn e Noakes 1985, Manier and Deardorff 1998).
Colpisce i maratoneti piu' lenti ed inesperti che impiegano 5+ ore e di fronte ad una sudorazione molto modesta si fermono per bere
ad ogni possibilita'.
Ma anche chi corre normalmente non deve esagerare con il bere e dovrebbe assumere sale se e' lento e suda molto...
se viene da fare pipi dopo la prima mezz'ora di corsa vuole dire che si ha gia' sbagliato qualcosa.
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gnr
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro

Messaggio da gnr »

enjoyash ha scritto:Scusate, ma correre metà di 10 km, cioè 5 km, in anaerobico non è impossibile?
Vedi quanto ti ha scritto Aroldo.
Comunque immagino che avra' corso 5km totale (salite o intervalli) in anaerobico, non 5km consecutivi, sono due sforzi ben diversi
ed il primo ha un rapporto benefici/recupero migliore.

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