[DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Discussioni e domande sugli infortuni e sui metodi per superarli

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Fabryrun
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Fabryrun »

Lo penso anche io . In teoria è una infiammazione come un'altra. Nel peggiore dei casi dovrebbe comunque passare con il tempo , mentre stiamo capendo che non è così. In teoria è un tessuto semplice, ma evidentemente agiscono cofattori numerosi e non tutti evidenti. Gli stessi specialisti sembrano brancolare. A me per esempio era stata prospettata una rottura del tdA a breve termine se non avessi smesso di correre per sempre, a meno di intervenire chirurgicamente. Cosa di cui non mi sono affatto sentito. Ho rischiato e forse rischio ancora. Che dire? Voglio pensare positivo anche per tutti noi.
Un salutone


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Holden
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Holden »

@fabryrun: io questa"sensibilità" per capire i segnali che mi lancia il tendine invece non ce l'ho, nonostante l'anno di problemi.
mi spiego meglio: da circa 6 mesi la mia situazione è pressochè stabile, fossilizzata al punto che anche se ho un giorno in cui penso"quasi non noto nulla, sembra che riesca a camminare sciolto, dai che siamo sulla buona strada"(comunque piuttosto rari), l'indomani torno ad accusare il fastidio. Nessun fastidio durante le uscite in bici nè durante qualche corsetta di 5km (uscite di corsa comunque rare).
Zoppichio quasi fisso più che la mattina appena alzato dopo essere stato seduto per un po' (in macchina come passeggero, in treno). Ma qualcuno qui nel forum che abbia un fastidio costante da mesi camminando c'è? Aquila mi pare fosse messo così prima dell'intervento...
E se mi metto a fare numeri tra onde d'urto, tecar, fisio, integratori per il maledetto tendine ci scappa davvero una mtb nuova, achille, e non di quelle economiche comprate da decathlon...
Tutto assolutamente inutile, come i fatti hanno dimostrato...
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Fabryrun
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[DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Fabryrun »

Caro amico Holden, in effetti c'è da perdere la testa a trovare il filo di queste vie dolorose. Può darsi anche che le mie siano una sorta di assurde immaginazioni . Conosciamo il potere della mente quando vuole negare un problema. Ad ogni modo ho preso l'abitudine, da quando ho cominciato questa storia, ad appuntare nei diari di allenamento le sensazioni generali e la presenza ed il tipo di dolore presente o meno nella seduta. Annotando pure l'eventuale comparsa iniziale, durante o post seduta. Ed anche l'intensità dello stesso.
Si potrebbero anche usare le scale della valutazione del dolore ad es lieve, moderato,forte; oppure dando un valore da 0 ( nessun dolore) a 10 (dolore massimale intollerabile).
Sarebbe un modo oggettivo per
confrontare l'andamento della sintomatologia nel tempo, senza fattori confondenti legati allo stato d'animo ecc.
Ciao un salutone



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Aquila 80
Novellino
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Aquila 80 »

Salve a tutti, volevo dire a Holden che il Prof che mi ha operato mi ha detto che il completo recupero si avrà dai 6 mesi a un anno dall' intervento.
Io mi sto rendendo conto che miglioro di settimana in settimana, il fastidio lo avverto la mattina ma, a differenza di qualche mese fa, passa velocemente.....per quanto riguarda la corsa faccio un centinaio di metri al giorno e noto che il fastidio non è tanto, ma ancora non sono pronto.... sono a 4 mesi dalla Scarificazione. .. :salut:
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tomaszrunning
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da tomaszrunning »

Andrea1969 ha scritto:.
Il problema è: qual 'e la maledetta diagnosi??? tendinite inserzionale achillea? Borsite? Per la risonanza magnetica il tendine non presenta anomalie e le radiografie escludono calcificazioni...
Perché correndo non ho alcun fastidio? Perché questo fastidio nei periodi in cui ho provato a smettere di correre non diminuisce minimamente, anzi...? Perché nonostante le tante terapie (25 sessioni di ultrasuoni, stimolazione elettrica e calore) la situazione non cambia?
Nessuno ha avuto gli stessi miei sintomi e può raccontarmi a che conclusioni è arrivato e come ne è uscito?
Inizio ad essere sfiduciato, stanco e sempre più preoccupato..

Guarda, in questo campo la domanda che poni ("qual è la maledetta diagnosi ?") è la domanda da 100 milioni di dollari, o delle cento pistole.
Per quanto mi riguarda, sulla base della mia esperienza ormai pluridecennale (sia pure a fasi alterne, con l'ultima delle quali - la più cruda di tutte - sto combattendo ormai negli ultimi 2 mesi), sono arrivato alla conclusione che nel "brodo" degli infortuni a ginocchia, tendini, legamenti, ecc. , anziché medici, nuotano sornioni e marpioni una pletora di stregoni, i quali sostanzialmente invertono quella che di solito in medicina è la sequenza ortodossa "diagnosi-cura": qui, invece, vale l'opposto: cura-diagnosi. O meglio: più cure, tante cure, tutte le possibili cure...finchè, per pura probabilità statistica, non ci si imbatte in quella efficace, e da quella si capisce a ritroso cosa uno potesse avere (ammesso che, una volta uscito dall'incubo, ancora lo interessi). Nel frattempo, su tutte quelle cure - il 99% a vuoto - gli stregoni si sono riempiti il portafoglio, ma cosa importa ? tanto, male non fanno... Inutile dire che per disperazione uno sarebbe pure disposto ad accettare una sia pur così aberrante impostazione, se solo però servisse a fargli trovare, prima o poi, la cura giusta: peccato che diverse volte neppure questa arrivi mai !

Così, l'altra conclusione a cui sono pervenuto è che ciascuno dovrebbe in realtà diventare anche medico di se stesso, cercando cioè di fare o perlomeno circoscrivere una sorta di auto-diagnosi, proprio quelle che in genere in medicina rappresentano il massimo del biasimo ma che invece qui - dove appunto le regole mediche ortodosse valgono al contrario - talvolta racchiudono davvero la soluzione o buona parte di essa.
Ovviamente non parlo di auto-diagnosi ad capocchiam, bensì fatte sulla base di una ricomposizione logica di esami, prove, storie cliniche, cercando di mettere insieme - appunto secondo logica, nessi causali, consequenzialità - tanti dettagli e indizi come pezzi di un unico mosaico.

Nel mio caso, ad esempio, mi sono bloccato improvvisamente due mesi fa proprio in un momento nel quale, in teoria, NON avrebbe dovuto succedere: ciò in quanto fermo mio malgrado da un altro mese causa frattura a 2 costole (quindi sia pur involontariamente a riposo), nonché reduce da una serie di sedute di tecarterapia fatte poco prima, ecc. ecc. L'unico indizio a sfavore era il fatto di aver svolto un paio di gare e relativi allenamenti piuttosto pesanti (specie trail) a cui non ero abituato avendo sì corso per oltre 20 anni, ma mai facendo agonismo.
Eppure, nonostante le apparenze, qualcosa non quadrava: le gare risalivano a oltre un mese prima del giorno in cui mi sono trovato a zoppicare da un minuto all'altro, con bruciori, dolori e fitte lancinanti a tendini e tallone. E ripeto, per giunta un mese che era stato di stop totale. Possibile che un simile effetto si potesse essere fatto sentire così a scoppio ritardato ?
Inoltre, due mesi di ulteriore stop e riposo NON avevano migliorato granchè la situazione: addirittura non riuscivo a camminare neppure più di 45 minuti senza dovermi fermare: tant'è vero che sono partito per le vacanze in montagna con l'animo sotto i tacchi, convinto che lungi dallo scalare mi sarei dovuto limitare a fare qualche passeggiatina in paese...

E invece, proprio in montagna la sorpresa: le scalate le ho fatte, e mi sono pure reso conto che il movimento (lento e regolare) in salita ha avuto un effetto totalmente assimilabile allo stretching degli esercizi eccentrici per i tendini che i fisioterapisti - compreso il mio - in genere prescrivono.
Quindi già tornato mi sentivo meglio e di conseguenza (ecco il discorso delle autodiagnosi) mi sono iscritto apposta a una palestra dove poter fare, tra le altre cose, camminate su tapis roulant inclinato al massimo (18%) proprio per poter simulare le camminate in salita.
Dopodichè, sempre ripensando all'inutilità del riposo, mi è venuto spontaneo questo ragionamento: se il riposo in sé e per sé era servito a poco o nulla, allora evidentemente ciò significava che i legamenti continuavano di fatto a trovarsi in una situazione di stress ANCHE a riposo: intendendo ovviamente come tale non l'immobilità assoluta, ma quantomeno il semplice stare in piedi o camminare. E allora questo mi ha fatto accendere una lampadina e pensare ai plantari messi ormai oltre 4 anni prima e colpevolmente mai più cambiati da allora. Plantari che a forza di correrci, e dopo un periodo così lungo, dovevano per forza di cose essersi appiattiti ed aver perso ogni caratteristica di correzione ortopedica.
Così, la prima cosa che ho fatto (settimana scorsa) è stato rifarli nuovi. E già nel rifarli quello che appunto era un mio sospetto è diventato certezza: oltre ad avere il piede destro cavo (e già lo sapevo) ho scoperto che la gamba destra è più corta, e per giunta lo sperone calcaneare che ho dietro (sempre a destra) sfrega continuamente con la conchiglia posteriore rigida della scarpa. Morale: ormai da anni correvo da zoppo, col piede cavo e pure con attrito contro la scarpa. Lo credo bene che con una simile concentrazione di stress i poveri tendini si siano infiammati fino a sfiorare il crac !

E così ora, dopo aver già preso i plantari - con i quali la situazione già sembra essere cambiata - domani prenderò anche le scarpe "svuotate" del'intercapedine posteriore...e spero di poter finalmente rivedere un po' di luce.
Guardando retrospettivamente la situazione, ho capito di aver tenuto per anni una postura a dir poco disastrosa e disastrata, in sostanza come se corressi da zoppo (e infatti camminando zoppicavo per il dolore, ma il dolore - come in un circolo vizioso - era a sua volta conseguenza di una vera e propria oggettiva zoppia biomeccanica !).
Quindi di fatto è già un miracolo essere riuscito a fare quello che ho fatto, tenendo testa a gente assolutamente sana in tutto e per tutto pur partendo da una serie di simili handicap, inferiori soltanto a un piede... amputato :( .
Il futuro ? Non lo so. So solo che quest'esperienza mi ha insegnato ad apprezzare anche il poco, quello che viene, mettendomi a confronto con situazioni depressive difficili da descrivere e per accettare le quali occorre veramente raschiare il fondo del barile della forza di volontà e una tempra che spesso proprio in queste circostanze si scopre di possedere (o forse di essere condannati ad avere :D ). E' per questo che, tra l'altro, non nascondo neppure di guardare con un pizzico di benevola, goliardica, quasi snob e perfino divertita commiserazione i tanti piccoli "rambini" che dall'alto (o dal basso) di una legittima ma un po' superficiale felicità derivante da una salute che sprizza da tutti i pori si dannano con tabelle, allenamenti e quant'altro; perché ho capito in pieno che in realtà ci vuole molta più forza per strisciare che per volare; tantopiù quando si ha piena coscienza e consapevolezza di avere eccome le ali, ma piombate.

Un saluto e in bocca al lupo.

Ed ora come va?
sono ritornati i problemi oppure hai risolto i guai?
Ultima modifica di tomaszrunning il 22 giu 2015, 13:17, modificato 1 volta in totale.
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Daddi
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Daddi »

@tomaszrunning: ho letto con piacere quanto hai scritto, condivido il contenuto e il messaggio del tuo post, soprattutto per quanto riguarda l'aver carattere e "voler" superare qualsiasi ostacolo ci metta davanti la vita e non parlo solo di sport.

E' secondo me l'atteggiamento giusto per potere tornare a sorridere, correndo come possiamo, sperando che tutti possano tornare alla propria passione.

Intanto ieri ho voluto forzare la mano, 9km di salita e altrettanto di discesa, discesa corsa in progressione da 4,30 a 3,33 ultimo km....oggi il tda era un po dolente, appena alzato un po di fastidio poi tutto ok, chiaro che se spingo nella zona inserzione un po di dolore (sopportabilissimo) c'è....che dire?. Che pensare?. Bo, il livello di fastidio è sempre quello, nulla a che vedere rispetto al periodo dell'infortunio...chi ci capisce è bravo.

Io vado avanti e continuo a correre secondo le mie sensazioni, spero il rendine regga (anche a me come a @Fabryrun avevano detto "dovrai smettere per sempre con la corsa"), intanto l'allenamento per la corsa in salita continua....
Forza tutti. :rambo: Mai mollare!!. :beer:
Correre è cibo per la mente....finalmente sono tornato alla corsa!!!.
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tomaszrunning
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da tomaszrunning »

Daddi ha scritto:@tomaszrunning: ho letto con piacere quanto hai scritto
Ciao
Veramente é post quotato...
Devo vedere come mai quella confusione...
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da follisal »

ciao a tutti, entro anche io nel club e passo di qui a trovarvi. temo di avere tutti i sintomi che ho letto negli ultimi post.
ieri per la prima volta dopo 500 metri di corsa ..me ne sono tornato mesto a casa per fastidio al tendine d'achille.
poi Battesimo della figlia, tutto il giorno in piedi con scarpe ovviamente non ammortizzate, alla sera ero a pezzi. per fortuna ghiaccio e foam roller hanno ristabilito la situazione. oggi meglio, almeno fino a mercoledì non ci provo neanche a correre.

quello che mi sorprende è che arriva da un periodo di allenamenti non particolarmente duri, anzi ho ridotto sia km che andature, ma da quanto ho letto temo sia normale che possa succedere anche così..
LELLO72
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da LELLO72 »

Ho deciso di fermarmi completamente fino a quando passa. ...farò nuoto e bike
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teomazz
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da teomazz »

Meglio andarci cauti!
Per negligenza lo scorso anno mi sono trascinato la tendinite per mesi, quando invece FORSE sarebbe bastato star fermo poche settimane (eh sì settimane perché ormai ho capito che questa è l'unità di misura minima).
Anche per me a questo giro la tendinite si è presentata dal nulla in un periodo di corse corte e blande (rientravo da un infortunio al polpaccio).
Oltre ad aver avuto la conferma di avere un fisico di merda, ho avuto l'ennesima riprova che il tendine d'achille è veramente incomprensibile.
Ho deciso che non riprenderò fino a quando non avvertirò più dolore nemmeno alla palpazione/pressione.
E al rientro tenterò di adottare tutti gli accorgimenti del caso. In primis cercherò di variare il più possibile il ritmo alternando corsa lenta a tratti in allungo e così via, per cercare di elasticizzare il tendine il più possibile....
Ma di questo ne parleremo prossimamente....
In bocca al lupo a tutti
Quando corro tutti i pensieri volano via. Superare gli altri è avere la forza, superare se stessi è essere forti

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