[DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Discussioni e domande sugli infortuni e sui metodi per superarli

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Daddi
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Daddi »

Ringolò allora vista la tua professione (nn lo sapevo) sai bene di cosa parliamo, il mio tda in corsa posso strapazzarlo come voglio, almeno fino a 15/20km, però il conto lo presenta sempre dopo, c'è di positivo che basta un g di riposo e tutto (o quasi...) passa.

Infatti ieri ho fatto 15km a 4,40 (programmato di andare a 5 ma le gambe volevano 4,40 :D ), oggi tutto nella norma, solo se spingo forte sento un lieve fastidio, come se avessi battuto in un punto, però al mattino mi da sempre meno fastidio...... ed è proprio come dici tu ringolò, l'achilleo (per me solo l'inserzione sul calcagno) romperò le balle per tutta la vita, spero solo di poter correre finchè c'è fiato :mrgreen:
Correre è cibo per la mente....finalmente sono tornato alla corsa!!!.
Pb
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ringolò
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da ringolò »

Te lo auguro di correre finchè c'è fiato!
Io, invece, dopo queste prime 2 uscite di corsa senza forzare mai (pseudocorrevo a 6 al km), non sento niente il giorno dopo .... per ora.
Questo mi fa essere moderatamente ottimista.
Dico la verità: un obiettivo l'avrei .... un trail con poco dislivello da 23km (monteregio trail) a metà aprile.
Io però sono molto più lento di te (prima dell'infortunio facevo le ripetute a 5) anche perchè ho 58 anni e non ero bravo neanche prima.
Se per fine gennaio riesco ad arrivare a fare qualche uscita da oltre 15km, dovrei farcela (sperando di non avere ricadute)
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Alan
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Alan »

Ciao a tutti,
inizio a soffrire anche io leggermente di fastidio, non direttamente al tendine ma leggermente più esternamente... Ho provato a sentire il mio fisio, (Un atleta del team La Sportiva) che mi ha consigliato di fare stretching del soleo e ghiaccio ma poco.
Domenica ho fatto la MUT e in gara non sentivo praticamente nulla, prima e dopo invece avevo questo fastidio... Non sò è il dolore di adattamento all'asfalto che in inverno ahimè sono costretto a fare per potermi allenare, spero che con questa "cura" passi tutto... Bisognerà ridurre un pò i carichi, ma non fermarsi dice!!!
Vi porto la mia esperienza, magari può servirvi!!
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2018: Cortina Trail : Fatta :smoked:
Holden
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Holden »

Alan ha scritto: Bisognerà ridurre un pò i carichi, ma non fermarsi dice!!!
Benvenuto Alan,

confermo quanto scrivi e credo sia la chiave di tutto. Non forzare e non eccedere in lavori di velocità ai primi campanelli d'allarme.
Non fermarsi ma rallentare i ritmi e rinunciare a qualche gara del fine settimna e vedere come va.

Altrimenti succede che quel fastidietto da niente che in corsa non ha mai dato fastidio un giorno, senza apparente motivo, inizia a diventare un problema costante ad ogni passo e inizia il calvario.

Un dato personale:

inizio gennaio 2013: prima corsa (10k) con pettorale
inizio luglio 2014: ultima corsa con pettorale prima di fermarmi in via precauzionale

totale mesi attività "agonistica": 18

da allora ad oggi convivendo col fastidio costante al tendine camminando... a inizio gennaio faranno esattamente 18 mesi...

I miei primi campanelli d'allarme sono apparsi a settembre del 2013, li ho trascurati anche perché non li ritenevo importanti non avendo mai avuto il minimo problema durante la corsa...

Per fortuna almeno da altri frequentatori del forum arrivano notize confortanti e positive: dispiace continuare ad essere l'unico ad usare toni negativi in ogni messaggio... e comunque, nonostante tutto, "guarda me, prendo tutta la vita com'è, non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè" :-"
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Alan
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Alan »

Azz, così grave no, però io facendo solo Trail non ho grandi problemi di impatto.
Le gare più importanti di quest'anno le vedi in firma, non è che trascuro, semplicemente prevengo!!
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2018: Cortina Trail : Fatta :smoked:
baresedoc85
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da baresedoc85 »

purtroppo inizio a scrivere oggi in questo topic :(

nei giorni scorsi non avendo un dolore localizzato ma mi dava fastidio quando salivo e scendevo le scale, anche correndo non mi davi particolari fastidi ma più che altro anche al tatto non c'era un punto che mi faceva male

da ieri invece c'è un punto sul tendine verso l'esterno che se lo tocco mi fa molto male e in quel punto c'è un leggero rigonfiamento

ovviamente sto mettendo ghiaccio e riposo finchè non mi passa, sperando di essermi fermato in tempo utile per evitare danni peggiori
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Daddi
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Daddi »

baresedoc85: se non hai corso col dolore è già importante, ora riposo e se ricominci con la corsa ascolta bene cosa dice il tendine, se fa male "non correre", è la regola n.1 per non farsi mali peggiori.

Ci aggiorniamo...ciao Holden, leggo.
Correre è cibo per la mente....finalmente sono tornato alla corsa!!!.
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Andrea1969
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Andrea1969 »

Holden ha scritto:
Alan ha scritto: Bisognerà ridurre un pò i carichi, ma non fermarsi dice!!!
Per fortuna almeno da altri frequentatori del forum arrivano notize confortanti e positive: dispiace continuare ad essere l'unico ad usare toni negativi in ogni messaggio... e comunque, nonostante tutto, "guarda me, prendo tutta la vita com'è, non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè" :-"
@Holden

Inutile dirti che continuerò ad aggiornarti (gli intervalli tra i vari messaggi in realtà dipendono solo dalla concomitanza di varie condizioni : avere effettive novità da comunicare, averle prima un minimo verificate e confermate, e poi avere un sufficiente ritaglio di tempo e calma per scrivere ...). Per come son fatto, non esiste proprio dimenticarsi di una persona con cui si sono condivise seppur virtualmente esperienze, a maggior ragione sofferenze. Tantopiù poi visto che è un attimo ritornare a condividerle.

Sì, perché intendiamoci : mi sto rendendo conto che queste situazioni sono tutto un divenire, è tutto un IMPARARE tramite prove e controprove. Pr capirsi, della serie : togli l'asfalto, aggiungi il tempo e vedi che succede ; riaggiungi l'asfalto, togli un po' di tempo, e aggiungi un po' velocità e vedi che succede; al primo dolore fermati del tutto e vedi come va ; al secondo fermati un po' di meno (oppure viceversa di più) e vedi se ci sono differenze; una volta prova un giorno d'intervallo, un altro due, un altro tre; e così via.
E' indubbiamente un lavoro certosino, per certi versi estenuante, per altri versi dotato anche di un paradossale fascino perché sembra veramente di essere in un laboratorio e utilizzare se stessi come cavie (un po' come capitato a te sul serio con l'Università). Per poi arrivare faticosamente a "conclusioni" che bisogna avere comunque l'umiltà di non considerare mai definitive, sempre suscettibili di essere rimesse in discussione.
Nel mio caso posso solo richiamarmi a quello che io ho sempre sostenuto come il mio timore principale di situazioni come le nostre : la girandola di infiniti tentativi con altrettante presunte "cure" delle quali prima o poi una, in modo del tutto casuale, finisce per sovrapporsi alla remissione della patologia, anche solo parziale ma comunque del tutto SPONTANEA. Inducendo così al più classico degli abbagli, cioè quello di farsene attribuire il "merito" : ossia convincere di aver finalmente trovato la mitica "cura giusta", mentre in realtà non c'entra per nulla. E rischiando pure di andarsi a cercare ulteriori guai se quelle pseudo - cure, oltre a non servire a nulla, comportano magari anche effetti collaterali negativi. E' stata in fondo questa idea, questa convinzione a darmi la testardaggine di sopportare un supplizio che sull'arco di 15 mesi ha richiesto a tratti prove di autentico stoicismo senza buttarmi appunto tra le braccia di quella pletora dei più disparati "guru" che in questo campo sembrano star lì ad aspettare come avvoltoi sulla riva del fiume le aspettative di gente annaspante, spesso ormai depressa e con una qualità della vita distrutta, mossa nient'altro che dalla disperazione e dalla sensazione di avere "nient'altro da perdere" se non i soldi (dei quali però di fronte alla salute non importa più nulla: ma, senza voler generalizzare, gli avvoltoi aspettano proprio questo). Già m'immagino la scena : anche solo per questi parziali ma per me stratosferici miglioramenti che sto sperimentando, adesso sarei qui a darne merito all' ultima "(casualissima) cura provata, magari pure dispensando consigli a destra e a manca su quanto beneficio ne abbia tratto e consigliando a tutti di provarla: il tutto mentre invece non c'entra un fico secco.
Intendiamoci : proprio perché si tratta di viaggiare nella "certezza dell'incertezza", nulla si può dare per scontato e si continua comunque a vivere giorno per giorno. La mia sensazione è di essere risalito dal baratro fin sul crinale di quel fifty-fifty dove muoversi diventa questione di equilibrismo, perchè basta la minima scompostezza per rischiare ogni momento di ricadere dalla parte sbagliata (cioè nel baratro) anziché da quella giusta, dove ci si trovava in origine. Di sicuro, visto che leggendo i vari commenti ed anche leggendo la tua esperienza è citato l'agonism, posso dire che per me quest'ultimo resterà, per sempre, a dir poco una meteora nella mia vita : in quanto durato appena 3 mesi (dico tre!), giusto sufficiente a farmi capire che anche alla mia età avrei potuto avere un futuro e togliermi begli sfizi e soddisfazioni ma ancor più sufficiente ahimè - ad avermi infilato nel successivo inferno.
Del resto, essendo giunto alle conclusioni (appunto tramite le ripetute prove e controprove di cui parlavo) che per me sono micidiali sia l'asfalto, sia certe velocità, sia certe durate, ebbene già questo basta ed avanza a rendere l'agonismo intrinsecamente incompatibile con la mia situazione.
Ma in realtà neppure mi interessa : in fondo non averlo praticato per 20 anni è la miglior involontaria dimostrazione di come nel mio intimo la corsa non sia mai stata (come invece avviene per tanti altri) uno dei tanti possibili pretesti per sfogare il desiderio di "competizione", né un escamotage per darsi autodisciplina e tantomeno una fonte di autostima compensatrice di carenza di stimoli o di scarse soddisfazioni in altri campi, bensì una pura e semplice fonte di benessere e pace con me stesso. E del resto proprio il medesimo senso di libertà che mi regala la corsa è quello che mi rende refrattario a ogni forma di ingabbiamento in schemi di allenamento. Quindi rimettermi a gareggiare senza neppure chissà quale desiderio, privo di quella preparazione senza la quale si fa fare solo bella figura ad altri e soprattutto con la consapevolezza che questo mi farebbe ripiombare all'inferno, sarebbe solo folle autolesionismo: in altri termini, è privo di senso sotto tutti i profili.

Detto quanto sopra come premessa generale, quanto prima cercherò di dettagliare meglio le ultime settimane e tutte le mie ultime "prove". Le vivo sempre con l'ansia di veder svanire da un istante all'altro le mie speranze e congetture, ma tant'è...anche a questo ci sto facendo l'abitudine.

Un saluto a te e ovviamente a tutti.

Andrea
Ultima modifica di Andrea1969 il 28 nov 2015, 20:52, modificato 2 volte in totale.
baresedoc85
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da baresedoc85 »

Daddi ha scritto:baresedoc85: se non hai corso col dolore è già importante, ora riposo e se ricominci con la corsa ascolta bene cosa dice il tendine, se fa male "non correre", è la regola n.1 per non farsi mali peggiori.

Ci aggiorniamo...ciao Holden, leggo.
Toccando la zona dolente il dolore è diminuito, attendo qualche altro giorno...la lezione di correre colo dolore e fare più danni l'ho imparata con un anno di stop dopo aver cronicizzato la periostite
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Fabryrun
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[DISCUSSIONE UFFICIALE] Tendine d'Achille

Messaggio da Fabryrun »

Salve a tutti! Leggo con interesse i progressi dei miei amici! Sono ottimista.
Daddi dice molto bene: imparare ad ascoltare quel che dice il tendine!
Sembra quasi incredibile a dirsi ed a proporsi, ma è così .
Io l'ho imparato nella mia personale via crucis tendinea. Ho imparato a discriminare le diverse sfumature del dolore, come fosse uno spettro cromatico . Riuscendo a "sentire" anche la progressione della remissione clinica e a "guardare" i fenomeni biologici di riparazione dei tessuti. Capivo ad es, che certi bruciorini erano un sintomo positivo, attinenti alla riorganizzazione dei tessuti che stavano tentando di autoripararsi! Giuro che è così . Capire poi quando assegnare un paio di giorni di riposo e quando invece continuare ad uscire. Ho capito che il riposo assoluto e prolungato ha un senso solo nella fase acutissima, quando di fatto è impraticabile anche corricchiare per due metri. Il tendine anche ferito vuole essere stirato , messo in attività . Con buon senso ovvio. Ad esempio evitavo innanzi tutto l'asfalto, correndo sugli sterrati il più possibile. Poi l'incremento chilometrico l'ho reso molto graduale. Abolite le ripetute.
Mano mano che miglioravo nei mesi, ho comunque evitato di gareggiare. Al massimo poi una gara ogni mese.
Ho posto attenzione ai piedi, massaggiandoli continuamente e ristorandoli con piacevoli pediluvi freddo-caldo. Attenzione alle scarpe, evitando di usare la stessa scarpa per due o tre sedute consecutive. Terapie con elettromedicali quasi zero ( eccetto una decina di sedute iniziali con ultrasuoni) . A volte, ma davvero sporadicamente ho preso antinfiammatori per bocca, più per tranquillità psicologica, in occasione di uscite più impegnative. Poi davvero mai.
Un giorno di settembre di quest'anno, l'ultimo quasi insignificante fastidio al tendine se ne è andato via, svanito nel nulla. Ho fatto un mese fa la Maratona di Venezia, senza nessun fastidio tendineo, nulla! Per cui, lo so che sono soggetto a potenziali recidive, ma oggi conosco anche grazie a questa patologia, un po' più me stesso e non è cosa da poco!
Per cui tenete, teniamo sempre duro , ragazzi!!!



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