Cinema!

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dragonady
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Re: Cinema!

Messaggio da dragonady » 15 mar 2019, 23:17

Sì Tomas! Davvero ben fatto, pensa che io l'ho visto al cinema 2 volte, una in italiano e una in inglese con sottotitoli, il finale è proprio bello ti consiglio di cercare su YouTube il vero concerto, vedrai quanto è similare.
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E trattare allo stesso modo questi due impostori..."
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Arla
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Re: Cinema!

Messaggio da Arla » 16 mar 2019, 17:10

Concordo!
Visto due volte anche io, prima col fratello e poi col moroso, mica potevo lasciare che non lo vedesse! :mrgreen:
La cipolla è un'altra cosa...

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tomaszrunning
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Re: Cinema!

Messaggio da tomaszrunning » 16 mar 2019, 22:52

Stasera ho visto un film di Roman Polański Quello che non so di lei con Eva Green e Emanuèlle Seigner:
Delphine è l'autrice di un romanzo dedicato a sua madre che è diventato un best seller. La scrittrice riceve delle lettere anonime che l'accusano di avere messo in piazza storie della sua famiglia che avrebbero dovuto rimanere private. Turbata da questa situazione Delphine sembra non riuscire a ritrovare la volontà per tornare a scrivere. C'è però un'appassionata lettrice che entra nella sua vita. Sembra riuscire a comprenderla e a sostenerla in questo momento difficile con la sua capacità di intuizione e con il suo charme tanto da divenirle così necessaria da invitarla a condividere il suo appartamento. Il romanzo di Delhine De Vigan, a quale si ispira senza mai tradirlo, ha qualche debito con "Misery non deve morire" di Stephen King si potrebbe pensare di essere di fronte ad un deja vu, seppure di alta qualità. Non è così perché per la prima volta nel cinema di Polanski (questa è la variante sostanziale) il confronto è tra due donne e va subito detto che Seigner e Green sostengono il duetto/duello con grande aderenza ai personaggi.
Il film si muove costantemente sul filo del rasoio del rapporto tra finzione e realtà: chi è veramente Elle? Quanto ciò che Delphine le attribuisce è realmente accaduto? Attraverso quali percorsi si arriva al processo creativo? Chi alla fine, sempre che tutto quanto mostrato sia effettivamente accaduto, ha sfruttato e manipolato l'altra?
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Re: Cinema!

Messaggio da Miro 69 » 21 mar 2019, 21:21

21,097 Km -1h56'07"- Garda Trentino HM 2013
29 Km -2h57'18"- Corsa del Principe 2017
42,195 Km -4h43'13"- XXXIII Firenze Marathon 2016

l'unico tempo che ti dà la felicità è quello che merita di essere vissuto.
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Re: Cinema!

Messaggio da Arla » 21 mar 2019, 22:26

Ne ho sentito parlare in radio ieri sera!!!
Lo aspetto con ansia!
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Re: Cinema!

Messaggio da lentissimo » 21 mar 2019, 22:31

Tarantino è garanzia di qualità se piace il genere.
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Re: Cinema!

Messaggio da dragonady » 21 mar 2019, 22:37

Non vedo l’ora!!!
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Re: Cinema!

Messaggio da tomaszrunning » 23 mar 2019, 23:32

Stasera ho visto Il filo nascosto
Un film di Paul Thomas Anderson. Con Daniel Day-Lewis, Vicky Krieps, Lesley Manville,
Nella Londra degli anni '50, il rinomato stilista Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) e sua sorella Cyril (Lesley Manville) rappresentano il fulcro della moda britannica, vestendo la famiglia reale, le star del cinema, le ereditiere, le dame dell'alta società, socialiste e nobildonne. Tutte si ritrovano nello stile unico della House of Woodcock. Ma l'artista che conosce perfettamente desideri e gusti femminili, non conosce il vero amore, che ritiene un privilegio precluso a un artista del suo calibro. Così lo scapolo impenitente preferisce intrattenersi con donne diverse che gli offrono la giusta dose di ispirazione e compagnia. Finché non incontra Alma (Vicky Krieps), ragazza ambiziosa e caparbia che riesce a insinuarsi nel suo cuore come musa e amante, sconvolgendo da un giorno all'altro la sua perfetta vita su misura.Dallo sguardo enigmatico e l'aria sfuggente, l'attore britannico sembra perfetto per ripercorrere la vita di un artista illuminante, la sua creazione, il suo lato oscuro concludendo così la sua carriera. L'attore tre volte premio Oscar che aveva già lavorato con Anderson in Il Petroliere, aveva annunciato infatti che all'età di 60 anni si sarebbe ritirato. Intanto si lascia ammirare in un nuovo ruolo di carismatico che poco si preoccupa di piacere al pubblico. Noto per la sua maniacale precisione nello studio dei suoi personaggi, Daniel Day-Lewis inoltre sembra la persona giusta per esplorare l'ossessione del famoso sarto nel ricordo di Rebecca e Vertigo di Hitchcock, modelli di riferimento di Anderson.
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Re: Cinema!

Messaggio da tomaszrunning » 31 mar 2019, 23:19

Questo weekend ho visto due film di poco spessore
Terminal l’infelice combinazione tra uno qualsiasi dei titoli diretti da Guy Ritchie e il Sin City di Robert Rodriguez e Frank Miller. Certo, questo singolare film ha le sue virtù, in particolare l’eccentrica e decadente ambientazione tra neon ed edifici brutisti post-industriali, nonché la cura per il dettaglio nella direzione e nel montaggio. La storia ruota intorno a una femme fatale, la bella e spietata Annie (una fascinosa Margot Robbie – qui produttrice – dagli outfit conturbanti), cameriera e spogliarellista, che conduce una pericolosa doppia vita e trama un oscuro disegno. Il piano della donna si interseca con la missione di una coppia di killer, Vince (Dexter Fletcher) e Alfred (Max Irons), la tetra esistenza di Bill (Simon Pegg), insegnante affetto da una letale patologia, e i progetti di un misterioso boss del crimine, Mr. Franklyn (Mike Myers), di cui occulta è l’identità. Tra omicidi, tradimenti e manipolazione riuscirà Annie a portare a termine i suoi foschi progetti?
Ambientato nel bar di una desolata stazione (da qui il titolo), sempre di notte, Terminal mira palesemente a costruire un intricato racconto in cui si alternano repentine digressioni a inaspettati colpi di scena. Volutamente minimale per gli scenari urbani, comunque assai curata in ogni scabro dettaglio, la pellicola è al contrario assai barocca in termini verbali. Il problema principale sta proprio in ciò: se l’obiettivo è probabilmente di mettere in scena un vorticoso e ipnotico susseguirsi di eventi concatenati, con una finale e sconvolgente agnizione, il fatto è che invero non accade pressoché nulla. I protagonisti trascorrono infatti gran parte del minutaggio intenti in estenuanti scambi di battute, che dovrebbero essere sagaci, ma perlopiù sono ermetici, e quando si tratta di agire … niente! Tutto rimane fuori campo.
Poi c’è Margot Robbie che, appesi i pattini al chiodo dopo l’ottimo Tonya (I, Tonya) di Craig Gillespie, qui è assai meno in palla. L’attrice, che ha dimostrato di essere in grado di recitare più che discretamente, in Terminal è portata a un fastidiosissimo overacting al limite del caricaturale. E’ vero, deve interpretare un sanguinario sicario in gonnella con un palese squilibrio mentale, ma nella mimica come nel proferire le sue battute, non solo non appare affatto naturale (cosa comprensibilissima), ma risulta addirittura grottesca. Qui allora emerge il tono fumettistico alla Sin Sity, ma senza la medesima carica esplosiva, anzi le scene risultano noiose e senza grande continuità l’una con l’altra.

Separati ma non troppo
Separati ma non troppo è l'ennesima commedia familiare francese. lo spunto è un articolo di giornale, più volte citato nella storia, secondo cui a causa della crisi il 60% delle coppie separate francesi continuano a vivere sotto lo stesso tetto per ragioni strettamente economiche. Questi personaggi però, più che divertenti, risultano irritanti, e la loro interazione raramente riesce a sostenere il ritmo comico necessario per una farsa, tantopiù se "alla francese". UNA COMMEDIA RIUSCITA A METÀ, GODIBILE SOLO PER SPETTATORI NON TROPPO ESIGENTI.
Yvan e Delphine sono sposati da 15 anni e il loro rapporto è al capolinea. Delphine decide di aprire la coppia ad altre relazioni, ma quando Yvan la prende alla lettera e nel giro di 24 ore ha un'avventura, Delphine lo caccia di casa e chiede il divorzio. Ma Yvan, procuratore calcistico con un solo potenziale cliente e una sfilza di grandi progetti mai portati fino in fondo, non sa dove alloggiare. Dopo un periodo passato a farsi ospitare dagli amici l'uomo propone un accordo all'ex moglie: poiché ha finanziato il 20% della casa matrimoniale in cui Delphine abita con i due figli della coppia, Yvan ha diritto a soggiornare presso di lei, nel 20% di spazio vitale che ha acquistato. Ma la convivenza forzata si rivela una pessima idea, e il rapporto fra gli ex coniugi si trasforma in un'escalation di dispetti e colpi bassi.
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Re: Cinema!

Messaggio da tomaszrunning » 7 apr 2019, 22:20

Questo weekend ho visto :
Baby Driver
La promessa del assassino
First kill
Terminator 2
Baby Driver ho visto nel cast Kevin Spacey e Jamie Foxx e volevo vedere di che film si tratta. Azione ma non troppo originale, anzi una versione melodica di decine dei film su tema delle rapine ed inseguimenti
Un paio di occhiali da sole, cuffiette nelle orecchie, lo sguardo perso nel vuoto e due cicatrici, segno di un trauma fisico e ancor più psicologico.
Baby parla poco, ma ha un’eccellente padronanza alla guida. Filtra le amicizie come la musica, convinto, come un passa-basso, di lasciar da parte i rumori più assordanti che lo fanno soffrire, rifugiandosi in suoni familiari, opportunamente e gelosamente conservati su nastro che ascolta di continuo “remixandoli”.
Baby ha perso i genitori in un terribile incidente d’auto, convive con un sordomuto, il vecchio afroamericano Joe che lo ha cresciuto, si dà da fare per affari poco leciti per sanare un vecchio debito con un boss, Doc, (Kevin Spacey), elegante e atarassico e letale.
Baby non è un delinquente, è un passivo osservatore della vita violenta. Vorrebbe essere libero come la stessa musica che ascolta, condurre “un’esistenza normale”, con la sua “bella” cameriera del Diner di cui si è innamorato (Lily James) e scappare dalle difficoltà seminandole come fa abilmente con le auto della polizia.
Soldi, motore e azione. Il frullatore pop di Edgar Wright tiene i toni di un action-movie, travestito da commedia, pulp e love-story sullo sfondo di una musica che tutto muove, precisa e implacabile.
Baby driver è un crogiolo di adrenalina e citazionismo (tra i tanti: Monsters and Company, Bonnie e Clyde), fatto di inseguimenti, macchine in fiamme...
L’intento di Edgard Wright non è quello di realizzare un film fanciullescamente ancorato al mito dell’intramontabile James Dean o Marlon Brando (di cui il protagonista ne ricorda le fattezze in maniera adeguata, specie nella seconda parte del film) ma di accendere i motori e mostrare la violenza ribelle e selvaggia di un ragazzo affacciato alla dura esistenza che dovrà imparare a “sporcarsi” le mani per sopravvivere, protagonista attivo di un percorso su una strada senza ritorno.
E poi la giovane Cenerentola-cameriera per cui Baby perde la testa, ricorda l’immaginario collettivo americano dell'amore, del lavoro (anche disonesto) e di un dream, quello di una vita insomma, che scorre come fiume in piena, alla volta del benessere oltre ogni costrizione mentale e giudiziaria.

La promessa dell'assassino con Viggo Mortensen, Naomi Watts, Vincent Cassel di David Cronenberg.
È seconda volta che ho guardato quel film con piacere.
Cupo e inquietante, ambientato in una Londra umida e invernale, il film è forse uno dei lavori stilisticamente più compatti ed efficaci di Cronenberg. La fotografia che vira sul rosso e il nero; l'atmosfera sospesa in cui si muovono i protagonisti, costruiscono un mondo disturbante e precario. Il tutto consente la messa in scena dell'ossessione per il corpo come superficie d'iscrizione della propria memoria, luogo delle impronte del passato. I tatuaggi raccontano i trascorsi dei protagonisti nelle prigioni siberiane e gli incontri di lavoro si fanno nelle saune, per mostrare i disegni sulla pelle.
Come racchiusi nei propri corpi i magnifici protagonisti, il glaciale Mortensen, il buffone Cassel e la sconvolta Naomi Watts, fanno trasparire un'inquietudine esistenziale, quella della scelta.Il film regala, tra le altre cose, una scena culto: Viggo Mortensen, nudo, lotta contro due energumeni in una sauna russa. Il sangue scuro e i colpi sordi delle lame sui muri la rendono una delle sequenze d'azione meglio riuscite degli ultimi anni

First Kill con Bruce Willis, Hayden Christensen
Un uomo è costretto a sottostare agli ordini di un criminale che tiene in pugno la vita di suo figlio. Ma un suo vecchio amico che è anche il capo della polizia capisce che ha bisogno di aiuto. La situazione diventerà ancora più complicata quando anche la moglie verrà sequestrata. Il film classificherei in serie B
Terminator 2, il giorno del giudizio . Lo rivedo dopo una ventina d'anni... Ottima musica di Brad Fiedel, effetti speciali che ora fanno un po' sorridere...
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