Ciao a tutti!!! Innanzitutto mi spiace aver toppato il raduno pre-gara, calcolate che sono arrivato in zona gabbie-chimici e village partenza, verso le 8.40, poi il tempo è volato, avrei voluto andare un'ultima volta in bagno, ma la fila che ho scelto è stata la più sfortunata e mi sono dovuto fiondare verso le gabbie visto che mancavano si e no 10 minuti alla partenza...
Ricollegandomi al discorso "tagliatori" per la prima parte di gara mi si è attaccato dietro un belga che tagliava in maniera netta ogni santa curva, non si limitava a sfiorare ogni tanto qualche marciapiede, anzi...me lo sono trovato tra il quinto e il decimo km sbucare da dietro con un taglio da manuale... a parte ciò, se i tagliatori di curve su strada, fin che si attengono al lecito li accetto pure, quelli che detesto proprio sono i portoghesi che sgomitano fra migliaia di persone con il pettorale e se ne infischiano della gara e delle norme che la regolano e ovviamente con i tagliatori XL, che addirittura li vedi sbucare come ectoplasmi a metà gara come se un buco spazio temporale gli avesse portati freschi da A a B...
Ritornando alla vera Milano Marathon, mi è piaciuta molto, mi sono divertito, organizzazione decisamente buona, migliorabili alcuni aspetti ma non male affatto...il percorso mi è piaciuto quasi tutto, solo il pezzo dal 32° al 39° mi è parso noioso e ripetitivo (Via Gallarate?), tanta gente sul percorso, molti staffettisti a fare il tifo, qualcuno che mi ha riconosciuto e mi ha fatto un pò di tifo personalizzato che ho gradito molto!
Per quanto riguarda la mia gara, l'ho presa come un ultimo lunghissimo di qualità in vista delle 100 Miglia d'Istria del 15/4.
Ho tenuto il ritmo che volevo tenere fino al 30°, passando in 2h04' e qualche secondo, poco dopo, complici il caldo e le scorie del Bericus, le gambe hanno iniziato ad indurirsi, ma le prospettive per fare il pb c'erano tutte...a quel punto mi sono domandato per un km buono se aveva senso iniziare a soffrire per mantenere i 4'08"-10" e rischiare di consumarmi pesantemente prima di una gara importante o rallentare gradualmente di una decina di secondi a km e tenermi comunque un buon crono...ha prevalso il buon senso, da aprile a luglio correrò una cento o più (3 Ultra trail e in mezzo il Passatore) con il ritmo di una al mese...sono loro gli obiettivi di stagione ...nonostante ciò, continuo nel fare filotto under 3h e con le 2h57' di Milano sono a 3 consecutive dopo il 2h57' di Padova e il 2h56' di Reggio 2015...con il mondo delle maratone ci rivediamo in autunno, la prossima la voglio preparare con degli specifici per fare il tempo, staremo a vedere!
Bravissimi a tutti i forumendoli, nel bene e nel male una maratona è sempre una maratona, un abbraccio e alla prossima!
Ultrarunning's my way I miei racconti Seguimi su Strava
HM: 1h22'54" Jesolo'15
M: 2h56'23" RE'15
6h: 72,72k Lupatoto'14
100k Passatore'15: 9h06'14"
24h: 198,08k C.B.'17
Una splendida maratona in una splendida giornata, purtroppo per me non è stata così....dolori allo stomaco al km 20....vabbè...per chi volesse rivedere la corsa cliccate sul link: https://www.youtube.com/watch?v=YHDbkQlQ02A
Bel video!
Interessante vedere sfilare atleti di tutti i tipi, tra l'altro ho riconosciuto molti tra amici e forumisti
E poi...il respiro inumano dei keniani nel silenzio del Parco
10k 38:37 Cinque Porte - Cremona 24/11/2024
21k 1:25:08 Half Marathon Cremona 20/10/2024
42k 3:05:32 Verona Marathon 17/11/2024
25 Maratone, Mezze qualcuna in più
SB 2025: 21k 1h26'30" - 42k 3h07'15" instagram strava facebook
ci metto sempre un po', ma poi riesco a scrivere anch'io...un saluto particolare ad espresso che è l'unico che ho incontrato del forum...peccato non aver preso parte al raduno, ma proprio non ho capito dove era...
Doriano ha scritto:sì! il retro-runner l'ho superato credo intorno al 25, un grande!
Un grande davvero ! Qualcuno però sa perchè lo faccia?
A parte l'impegno muscolare differente, chi lo guida? Non aveva neanche specchietti retrovisori! Non si gode nulla (o quasi)
MILANO E LA MARATONA
la scelta di questa nuova sfida alla regina delle distanze é stata un po' forzata. Inizialmente volevo tornare a calcare i sampietrini di Roma, avventura resa più affascinante nell'anno del Giubileo, ma troppo impegnativo il trasferimento nella capitale ..et voilà...spunta Milano. Nuovo percorso, almeno per me, non si parte più dalla fiera ma dal centro, e con un ampio anello si torna ai giardini di porta Venezia.
solite dodici settimane di intensi allenamenti che, giorno dopo giorno, mi portano a compiere i novecentoottanta chilometri che si concluderanno con quei storici ultimi quarantaduemilacentonovantacinquemetri che mi separano dalla sesta medaglia.
sono pronto, fallito solo il temutissimo allenamento bigiornaliero più per un eccesso di confidenza che per problemi fisici. poco male, sento che posso migliorarmi rispetto a quanto fatto a Valencia, buttando un occhio di riguardo (e qualcosa in più) al super tempo fatto a reggio.
decido di dormire a Milano, sicuramente eccedendo in egoismo perché lascio sola la mia famiglia; mi dispiace ma preferisco prendere tutto il tempo necessario per non stressarmi il giorno prima della gara.
così è. domenica con molta calma mi avvio in centro con la metro, ho molto tempo a disposizione e riesco ad incontrarmi con amici runners tra cui il il fortissimo Dario che proverà a stare sotto i quattro minuti al chilometro e l'esordiente giuliano.
consegna sacca e si entra in griglia; che bello essere li davanti, non mi ci sono ancora abituato e, sinceramente, un po' mi pavoneggio corrichinando all'interno della prima griglia di merito. in fondo solo un anno fa dovevo entrare ore prima per potermi piazzare il più avanti possibile e poi rimanere fermo ed imbottigliato fino allo sparo. ora é decisamente meglio, applaudo quando vedo entrare i marziani che si posizionano davanti a me e lo spicker annuncia nome e personale.
tutto é pronto, sparo di cannone e via.
primo inconveniente...mi dimentico di far partire l'orologio ed il primo chilometro non verrà mai tracciato, pazienza, ridendo penso che questa maratona sarà di soli 41 chilometri.
noto subito i palloncini delle tre ore ed in una frazione di secondo decido cosa fare nelle prossime tre ore...vado per la mia strada convinto di poter far meglio dei 180 minuti. guardo in faccia i runners che mi sono in torno e vedo tra loro una canottiera viola della corroergosum (la squadra neo fondata da Dario) e penso che possa essere lui il mio pacer personale. correndo al suo fianco i primi chilometri scorrono tranquilli, ritmo 4.09 minuti al chilometro. passiamo vicini alla stazione centrale e stiamo tornando verso i bastioni di porta Venezia, la strada è tutt'altro che piana e capisco che dovrò conservare le mie energie per il tratto finale della gara. la prima parte del tracciato é tutta all'interno della cerchia dei bastioni, pieno centro, e penso che sia un peccato affrontare subito i tratti di San Babila, Duomo e Cadorna privando questi passaggi al finire della maratona quando la spinta del pubblico darebbe una mano a terminare la gara.
Passaggio al decimo chilometro in 41'30 (media 4.09 minuti al chilometro) ed incrociamo il primo tratto di cambio staffetta. ne incontreremo altri due, saranno i tratti migliori di tutto il tracciato; qui troviamo altri runners in attesa di partire per la loro staffetta che ci sostengono con le loro urla, sono scariche di adrenalina che entrano direttamente nei muscoli e, quasi senza accorgersene, i chilometri scorrono veloci. a dire il vero un po' troppo veloci, decido quindi di salutare il gruppetto che si era formato e mi faccio riprendere da altri maratoneti che sono dietro di me.
con il nuovo improvvisato gruppo ci troviamo ad alternarci in testa per far scorrere velocemente il lungo rettilineo che costeggia la zona della vecchia fiera di Milano e poi sale in direzione nord-ovest verso il monte stella.
siamo al passaggio della mezzamaratona con un tempo di 1.27'39" (mi ripeto con una media di 4.09 minuti al chilometro) e, complice il secondo cambio staffetta, decido di salutare i miei compagni e di allungare il passo. ora la maratona ci ha condotto decisamente fuori dalla città in tratti assolutamente anonimi e desolanti, riconosco San Siro e la motorizzazione civile, dove 24 anni prima ho preso la patente per la moto. per il resto il nulla e mi torna in mente il libro di Alan Sillitoe "la solitudine del maratoneta". occorre tutta la concentrazione che riesco a trovare per ingannare la mente e decidere di continuare nella mia corsa. fortunatamente ricordo che dopo il passaggio al trentesimo chilometro in 2.04'35" (cosa ve lo dico a fare 4.09 minuti al chilometro) mi aspettano due lunghi rettilinei intervallati dal terzo, ed ultimo, cambio staffetta. il vento é leggermente contro, decido quindi di sprintare di volta in volta e raggiungere il compagno di corsa che mi precede così da tenere impegnata la mente ed ogni tanto di proteggermi dalle folate di vento contrarie. e così, uno alla volta, recupero posizioni, ed improvvisamente incontro Dario che cammina. da lontano gli urlo il suo nome non per spronarlo a riprendere, se ha deciso di fermarsi probabilmente sarà tornata l'infiammazione di cui mi accennava il giorno prima al ritiro pettorali. no, urlo il suo nome per fargli sentire che non é solo.
la maratona é anche questo, ma sono convinto che presto, lui, riuscirà ad abbattere il muro dei quattro minuti per chilometro.
la strada mi sta fortunatamente riportando verso il centro città, perché per terminare ho bisogno della spinta e dell'incitamento delle persone. continuo ad inseguire prima, raggiungere ed infine superare i runners che mi precedono. riprendo anche l'amico pacer della corroergosum che avevo lasciato andare all'inizio; il tempo di chiedergli se andava tutto bene e dirgli di seguirmi fino all'arrivo, un po' per ripagarlo di quanto aveva fatto inconsapevolmente lui due ore prima. niente, con un cenno mi fa capire che è stanco e vuole chiudere tranquillo la sua gara (chiuderà con un tempo di poco superiore alle tre ore).
trentasettesimo, corso Sempione, sto correndo nascosto alle spalle di un ragazzo con la maglietta bianca, non guardo nient'altro, solo la sua schiena, voglio distrarre la mente e liberarla per gli ultimi cinque chilometri. Improvvisamente lui scarta alla sinistra imprecando ad alta voce. io ho solo il tempo di alzare la testa e mi vedo contro ad una macchina! non posso fare altro che andare a sbattere contro il cofano...dolore...improvvisamente arrivano anche i crampi ai gemelli di entrambi i polpacci; non posso fermarmi perché il rischio, anzi la certezza, è quella di non poter più ripartire. allora continuo a correre, zoppicando, saltellando, trascinando le gambe, ma sempre in movimento e volutamente senza girarmi a ringraziare il simpatico automobilista e, probabilmente, il poliziotto che gli ha consentito una manovra tanto deficiente.
a fatica, ma davvero fatica, mi impongo di riprendere maglia bianca. lo supero e continuo a correre in maniera goffa perché ormai i polpacci sono di granito e le fitte di dolore risalgono lungo il femore arrivando alla schiena.
mancano due chilometri, non posso fare altro che correrli. siamo di nuovo lungo il viale monte Santo e rifaccio la salita fatta all'inizio. spingo, spingo, e ancora spingo fino a quasi alle lacrime. ripenso agli ultimi chilometri di Valencia quando non avevo più voglia di correre ed allora mi ero fatto trasportare dalla corsa. oggi voglio dare tutto per non avere rimpianti domani. finalmente inizia il tratto in discesa dei giardini montanelli, spingo e supero ancora due compagni. che bello leggere i cartelli cinquecento metri all'arrivo, quattrocento...cento, cinquanta metri all'arrivo. alzo le mani al cielo quasi a voler toccare la scritta FINISH, e taglio virtualmente il nastro della vittoria in due ore cinquantacinque minuti dodici secondi e, ovviamente, una media di 4.09 minuti al chilometro, neanche avessi impostato il cruise control alla partenza! voglio ringraziare l'amico Paolo D.P. per avermi virtualmente tirato gli ultimi sette chilometri e dedicare questa fatica a lei che presto entrerà a far parte della mia vita.