* L'Angolo Vegetariano *
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Diana va di fretta
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Re: * L'Angolo Vegetariano *
Un_podista: non l'avrei detto, ma sì.
Hai presente quelle persone cui piace ostentare che sono sempre "dalla parte giusta", che non prendono l'auto che sennò inquinano (salvo poi accettare i passaggi degli altri...eccerto, perché la mia macchina va a fieno) e ti riprendono selvaggiamente se stampi un foglio di carta in più?
Ecco...magari poi lasciano il condizionatore acceso tutta la notte, mangiano pesce e comprano accessori in pelle, ma guai a lasciarsi sfuggire che magari non sono proprio gli ecologisti irreprensibili che dicono di essere. E, chiaramente, non solo si dicono vegetariani, ma si arrabbiano se vedono TE mangiare della carne...
Hai presente quelle persone cui piace ostentare che sono sempre "dalla parte giusta", che non prendono l'auto che sennò inquinano (salvo poi accettare i passaggi degli altri...eccerto, perché la mia macchina va a fieno) e ti riprendono selvaggiamente se stampi un foglio di carta in più?
Ecco...magari poi lasciano il condizionatore acceso tutta la notte, mangiano pesce e comprano accessori in pelle, ma guai a lasciarsi sfuggire che magari non sono proprio gli ecologisti irreprensibili che dicono di essere. E, chiaramente, non solo si dicono vegetariani, ma si arrabbiano se vedono TE mangiare della carne...
Chick Runner
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Barbara
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Re: * L'Angolo Vegetariano *
In francese c'è un proverbio "bien faire et laisser braire", letteralmente fare bene e lasciar ragliare.
Fai quello che ritieni giusto, tanto "gli altri" avranno sempre da ridire.
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"When you run on the earth and run with the earth, you can run forever."
"Ci sarà forse un giorno in cui mollare, ma di certo non è oggi."
"Come nella vita...mai mollare ne avere troppa fretta." - Miro 69
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Re: * L'Angolo Vegetariano *
Diana va di fretta ha scritto:
Ecco...magari poi lasciano il condizionatore acceso tutta la notte, mangiano pesce e comprano accessori in pelle, ma guai a lasciarsi sfuggire che magari non sono proprio gli ecologisti irreprensibili che dicono di essere. E, chiaramente, non solo si dicono vegetariani, ma si arrabbiano se vedono TE mangiare della carne...
E' impossibile essere "ecologista" o "animalista" al 100%. Abitiamo in una società e in un ambiente che ci impongono alcuni aspetti dello stile di vita. Però ciò non può essere una scusa per non far nulla, in particolare per non fare le giuste scelte ove ciò ci è concesso. Un conto è fare l'eremita, un conto rinunciare al panino con la salamella. Essere vegani non è poi chissà quale rinuncia, mentre è un enorme beneficio per gli animali a cui viene risparmiata la sofferenza e per il pianeta. Giusto chiedersi poi se è veramente necessario usare il condizionatore (a milano in certe estati e in certe case aiuta anche a non passare le notti insonni), se e dove sono utilizzati derivati animali in prodotti insospettabili, se è veramente necessario usare l'auto invece che la bici o il mezzo pubblico, ma sempre in ottica costruttiva, non come scusa per mettersi la coscienza a posto e non far nulla.
Leo
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"E a forza di sterminare animali, s'era capito che anche sopprimere l'uomo non richiedeva un grande sforzo" (Erasmo da Rotterdam)
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Re: * L'Angolo Vegetariano *
Un interessantissimo video sulla dieta vegana, intervista a due pediatri, Luciano Proietti e Patrizio Hermes Barbon. Non è prettamente inerente lo sport, ma inquadrano bene le cause dei pregiudizi e dell'arretratezza culturale e scientifica che purtroppo sono presenti anche nel campo dello sport.
http://www.youtube.com/watch?v=py27s7SO ... e=youtu.be
Leo
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mantissa
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la parte iniziale è quella più interessante.
bisognerebbe dire, in generale, che è un video sull'alimentazione in assoluto, non sull'alimentazione vegana in sé.
mi spiego meglio: quello che sostiene il dott. Proietti è la cosa più interessante e quella che merita, secondo me, il maggior approfondimento. si tratta dell'alimentazione e delle suo conseguenze nel lattante.
poi più passa il tempo più la qualità del video decade, grazie a un presentatore un po' così e al dottor Barbon che parla perlopiù di comunicazione.
chicca finale il console per la Bosnia e tutto scade nel patetico.
ora.
la cosa "particolare" è che ascoltando soprattutto il console (una persona non di ambiente medico) ne esce fuori un'immagine settaria e un po' melensa/autocompiacente del tutto (prima sta per piangere, poi parla di essere preso in giro, ...). roba che secondo me contribuisce involontariamente a creare un ambiente di contrapposizione ideologica - contrapposizione stupida ma tale. insomma, alla fine sembra uno di quei teatrini da "predicatori televisivi americani".
questo aspetto non è però funzionale alla discussione e lo abbandono.
il punto debole di questo spezzone, secondo me, sta anche sul piano olistico della visione della malattia (e delle sue cause), e sul voler escludere quasi a priori l'aspetto culturale dell'alimentazione, che potrà anche avere delle basi fisiologicamente innaturali, ma che è spesso strettamente collegato con un sano sviluppo sociale e societario dell'individuo. magari potessimo farne a meno, purtroppo non si può; è qui che entra in gioco la componente educativa, da qualsiasi lato la si guardi. esempio: a livello culturale, cosa penseremmo di una madre che allatta suo figlio all'uscita delle elementari? gioverebbe allo sviluppo sociale del bambino, considerando l'ambiente culturale occidentale attuale? e il tutto in che termini? eccetera eccetera.
la butto là come riflessione generale; non che mi aspetti delle risposte.
ci vorrebbe qualcosa che si addentrasse nell'argomento della prima parte del video. ecco. questo sì.
bisognerebbe dire, in generale, che è un video sull'alimentazione in assoluto, non sull'alimentazione vegana in sé.
mi spiego meglio: quello che sostiene il dott. Proietti è la cosa più interessante e quella che merita, secondo me, il maggior approfondimento. si tratta dell'alimentazione e delle suo conseguenze nel lattante.
poi più passa il tempo più la qualità del video decade, grazie a un presentatore un po' così e al dottor Barbon che parla perlopiù di comunicazione.
chicca finale il console per la Bosnia e tutto scade nel patetico.
ora.
la cosa "particolare" è che ascoltando soprattutto il console (una persona non di ambiente medico) ne esce fuori un'immagine settaria e un po' melensa/autocompiacente del tutto (prima sta per piangere, poi parla di essere preso in giro, ...). roba che secondo me contribuisce involontariamente a creare un ambiente di contrapposizione ideologica - contrapposizione stupida ma tale. insomma, alla fine sembra uno di quei teatrini da "predicatori televisivi americani".
questo aspetto non è però funzionale alla discussione e lo abbandono.
il punto debole di questo spezzone, secondo me, sta anche sul piano olistico della visione della malattia (e delle sue cause), e sul voler escludere quasi a priori l'aspetto culturale dell'alimentazione, che potrà anche avere delle basi fisiologicamente innaturali, ma che è spesso strettamente collegato con un sano sviluppo sociale e societario dell'individuo. magari potessimo farne a meno, purtroppo non si può; è qui che entra in gioco la componente educativa, da qualsiasi lato la si guardi. esempio: a livello culturale, cosa penseremmo di una madre che allatta suo figlio all'uscita delle elementari? gioverebbe allo sviluppo sociale del bambino, considerando l'ambiente culturale occidentale attuale? e il tutto in che termini? eccetera eccetera.
la butto là come riflessione generale; non che mi aspetti delle risposte.
ci vorrebbe qualcosa che si addentrasse nell'argomento della prima parte del video. ecco. questo sì.
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Re: * L'Angolo Vegetariano *
Sono d'accordo anch'io che la parte iniziale è quella più interessante.
Per quanto riguarda l'aspetto "culturale" credo che tu lo confonda con il conformismo, un vero e proprio cancro della nostra società. Se per "sano" sviluppo sociale del bambino americano ad esempio tu intendi il doversi per forza ingozzare di coca cola perchè lo fanno tutti, ti dico meglio "insano" socialmente ma sano fisicamente e non obeso. Sinceramente tutto questo bisogno di uniformarsi alle abitudini (sbagliate) della nostra pessima cultura non lo vedo, io non lo faccio e vivo benissimo, ho amici, conoscenti, una vita molto intensa, tante attività, esco la sera, partecipo a cene, feste, concerti, etc. E' anche vero che la maggior parte delle mie amicizie non è a sua volta conformista, non frequento locali alla moda, non vado al ristorante a fare mangiate di carne, ma per fortuna la vita non è così limitata ed esiste anche altro, esistono moltissime alternative che chi si LIMITA con le abitudini della massa purtroppo non riesce a vedere ne scoprire. Non ho capito il caso particolare della madre che allatta il figlio fuori da scuola, ma conosco molti casi di bambini svezzati e cresciuti vegani senza alcun problema di salute, ne fisico, ne psichico. Al contrario di moltissimi altri casi di bambini perfettamente conformisti apparentemente normali e che poi nell'adolescenza presentano una svariata casistica di patologie psichiatriche più o meno gravi, dovute magari proprio a quel "doversi" adeguare.
Leo
Per quanto riguarda l'aspetto "culturale" credo che tu lo confonda con il conformismo, un vero e proprio cancro della nostra società. Se per "sano" sviluppo sociale del bambino americano ad esempio tu intendi il doversi per forza ingozzare di coca cola perchè lo fanno tutti, ti dico meglio "insano" socialmente ma sano fisicamente e non obeso. Sinceramente tutto questo bisogno di uniformarsi alle abitudini (sbagliate) della nostra pessima cultura non lo vedo, io non lo faccio e vivo benissimo, ho amici, conoscenti, una vita molto intensa, tante attività, esco la sera, partecipo a cene, feste, concerti, etc. E' anche vero che la maggior parte delle mie amicizie non è a sua volta conformista, non frequento locali alla moda, non vado al ristorante a fare mangiate di carne, ma per fortuna la vita non è così limitata ed esiste anche altro, esistono moltissime alternative che chi si LIMITA con le abitudini della massa purtroppo non riesce a vedere ne scoprire. Non ho capito il caso particolare della madre che allatta il figlio fuori da scuola, ma conosco molti casi di bambini svezzati e cresciuti vegani senza alcun problema di salute, ne fisico, ne psichico. Al contrario di moltissimi altri casi di bambini perfettamente conformisti apparentemente normali e che poi nell'adolescenza presentano una svariata casistica di patologie psichiatriche più o meno gravi, dovute magari proprio a quel "doversi" adeguare.
Leo
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Re: * L'Angolo Vegetariano *
A proposito delle diete iperproteiche che sono purtroppo tanto diffuse anche nel mondo della corsa :
http://www.today.it/donna/dieta-dukan-s ... uenze.html
Leo
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mantissa
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mmmh, no, non intendevo quel tipo di aspetto sociale.
quel che volevo dire è: il cibo è anche cultura - certo non in una parte predominante ma un po' lo è. è una forma di aggregazione involontaria che prescinde dal tipo di alimento stesso e dalla forma della sua fruizione. non sto parlando di moda e non voglio generalizzare sui "modi americani" o di qualunque posto; voglio solo riflettere, e infatti l'esempio che avevo portato è quello di una mamma che allatta un bambino di 7 anni all'uscita di scuola, come dice il dottore nel precedente video.
penso sia legittimo credere che un gesto del genere possa avere influssi vari, misti, non necessariamente negativi e nemmeno per forza positivi se si vuole ragionare in questi termini, sullo sviluppo sociale del bambino. perché è un gesto forte cui i più non sono/sarebbero abituati e che scatenerebbe delle reazioni variegate, sia nei bambini che negli adulti.
dico questo senza estendere alcun giudizio: cerco solo di immaginare la situazione.
non voglio confondere la cultura alimentare (che è un misto di rituali, di sapere, e di tradizione) con l'abitudine: non è quello su cui volevo pensare. il conformismo o l'anticonformismo non c'entrano: sono solo modi di agire e reagire alle situazioni. io volevo parlare di alimentazione e interazione sociale in contesti ampi, non specifici.
non chiedo cosa mangi tu con gli amici e che locali frequenti, né considerazioni di massima su cosa sia per te la vita - non credo interessi a nessuno, - ma solo di pensare alle influenze sociali che ha genericamente il cibo in ogni contesto personale compreso il tuo, e di trarre le tue legittime conclusioni, senza estrarre per forza il peggio dal peggio dalle situazioni che tu chiami conformiste.
la cosa che trovo interessante è l'adozione di uno svezzamento tendenzialmente vegetariano del bambino - a livello puramente nutrizionistico e di saluta. su questo mi piacerebbe trovare degli studi seri e non interpretativi e nemmeno idealisti.
il discorso del "bambino anticonformista" che si deve adeguare a una dieta "conformista" e sbrocca perché si è dovuto adeguare, consentirai di dirmelo, è un po' sempliciotto.
quel che volevo dire è: il cibo è anche cultura - certo non in una parte predominante ma un po' lo è. è una forma di aggregazione involontaria che prescinde dal tipo di alimento stesso e dalla forma della sua fruizione. non sto parlando di moda e non voglio generalizzare sui "modi americani" o di qualunque posto; voglio solo riflettere, e infatti l'esempio che avevo portato è quello di una mamma che allatta un bambino di 7 anni all'uscita di scuola, come dice il dottore nel precedente video.
penso sia legittimo credere che un gesto del genere possa avere influssi vari, misti, non necessariamente negativi e nemmeno per forza positivi se si vuole ragionare in questi termini, sullo sviluppo sociale del bambino. perché è un gesto forte cui i più non sono/sarebbero abituati e che scatenerebbe delle reazioni variegate, sia nei bambini che negli adulti.
dico questo senza estendere alcun giudizio: cerco solo di immaginare la situazione.
non voglio confondere la cultura alimentare (che è un misto di rituali, di sapere, e di tradizione) con l'abitudine: non è quello su cui volevo pensare. il conformismo o l'anticonformismo non c'entrano: sono solo modi di agire e reagire alle situazioni. io volevo parlare di alimentazione e interazione sociale in contesti ampi, non specifici.
non chiedo cosa mangi tu con gli amici e che locali frequenti, né considerazioni di massima su cosa sia per te la vita - non credo interessi a nessuno, - ma solo di pensare alle influenze sociali che ha genericamente il cibo in ogni contesto personale compreso il tuo, e di trarre le tue legittime conclusioni, senza estrarre per forza il peggio dal peggio dalle situazioni che tu chiami conformiste.
la cosa che trovo interessante è l'adozione di uno svezzamento tendenzialmente vegetariano del bambino - a livello puramente nutrizionistico e di saluta. su questo mi piacerebbe trovare degli studi seri e non interpretativi e nemmeno idealisti.
il discorso del "bambino anticonformista" che si deve adeguare a una dieta "conformista" e sbrocca perché si è dovuto adeguare, consentirai di dirmelo, è un po' sempliciotto.
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Tordg
- Guru
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- Iscritto il: 12 lug 2012, 0:18
- Località: Torino
Re: * L'Angolo Vegetariano *
L'"anticonformismo" non esiste (se non per l'unico precursore).
also sprach zarathustra

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