Ma per delle campestri/cross brevi (< 5km) è cosi insensato e controproducente utilizzare scarpe da calcio quindi con i tacchetti ?
E' solo una domanda fantasiosa che mi sono posto.
Cross: cosa cambia?
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- Maratoneta
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Re: Cross: cosa cambia?
facciamo così, prova tu per primo a farti 6/8km di corsa continua e veloce in salita e discesa con le scarpe a suola rigida e poi ci dici tu se ti è piaciuto!





Io faccio il bene e faccio il male. Sono come il vento. Soffio in tutte le direzioni.
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- Novellino
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Re: Cross: cosa cambia?
A volte nelle mie oramai ex preparazioni estive, facevamo delle ripetute sui 1500 nelle carraie tra i campi, con queste scarpe... non so dirti i tempi, però direi che non è stato troppo traumatico... 
Comunque sono d'accordo che la mia è una idea totalmente fuoriluogo e insensata :P

Comunque sono d'accordo che la mia è una idea totalmente fuoriluogo e insensata :P
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- Maratoneta
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Re: Cross: cosa cambia?
carraie tra i campi (!) con scarpette da calcio (!)
da manuale del perfetto podista, pagina 1.

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- Novellino
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Re: Cross: cosa cambia?
Ero un calciatore..... 

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- Novellino
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Re: Cross: cosa cambia?
In un cross cambiano un po' di cosette rispetto ad una corsa su strada. Le classifiche spesso vengono stravolte, corridori che su strada non vedi per niente ti arrivano davanti oppure se invece sei uno nato per correre in mezzo a fango, terra e/o erbetta ti ritrovi a fare sorpassi che non avresti mai pensato di fare.
Le scarpe sono fondamentali. Se non si conosce il tipo di terreno occorre arrivare sul luogo della gara sia con scarpe chiodate che con A3. Le scarpe chiodate sono sempre da preferire se il percorso è privo di tratti, seppur brevi, in cui potrebbero proprio dar fastidio (ad esempio per il brecciolino). Occorre però averle utilizzate prima almeno per fare qualche lavoretto.
Le scarpe A3 possono essere utilizzate se il terreno è assolutamente asciutto, curve secche e terreno fangoso o erba bagnata e si finisce subito a terra.
Le scarpe da trail sinceramente le ho sempre e solo usate nei trail, confrontandole con le chiodate non hanno sicuramente lo stesso grip nei terreni in cui serve, mentre rispetto alle A3 su un terreno asciutto sono solo meno performanti.
Comunque sia, qualunque scarpa si usi, le corse campestri hanno per me qualcosa di magico. La corsa nella natura, senza orologio, senza tempi, sentendo solo gli incitamenti dei presenti, la fatica che aumenta, la pensatezza dei muscoli magari accentuata per via delle gambe bagnate e delle scarpe che ormai pesano 400 grammi l'una per il fango...
e poi , a differenza dei trail, si può andare forte, si può correre quasi come si corre in pista, basta ovviamente... essere allenati...
Le scarpe sono fondamentali. Se non si conosce il tipo di terreno occorre arrivare sul luogo della gara sia con scarpe chiodate che con A3. Le scarpe chiodate sono sempre da preferire se il percorso è privo di tratti, seppur brevi, in cui potrebbero proprio dar fastidio (ad esempio per il brecciolino). Occorre però averle utilizzate prima almeno per fare qualche lavoretto.
Le scarpe A3 possono essere utilizzate se il terreno è assolutamente asciutto, curve secche e terreno fangoso o erba bagnata e si finisce subito a terra.
Le scarpe da trail sinceramente le ho sempre e solo usate nei trail, confrontandole con le chiodate non hanno sicuramente lo stesso grip nei terreni in cui serve, mentre rispetto alle A3 su un terreno asciutto sono solo meno performanti.
Comunque sia, qualunque scarpa si usi, le corse campestri hanno per me qualcosa di magico. La corsa nella natura, senza orologio, senza tempi, sentendo solo gli incitamenti dei presenti, la fatica che aumenta, la pensatezza dei muscoli magari accentuata per via delle gambe bagnate e delle scarpe che ormai pesano 400 grammi l'una per il fango...
e poi , a differenza dei trail, si può andare forte, si può correre quasi come si corre in pista, basta ovviamente... essere allenati...