Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
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Comparsa
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
Nico, potresti provare le Inov-8 Bare-X 200. Io le ho acquistate dopo un paio di Bare-X 180 con le quali mi sono trovato divinamente. Le 200 sono un filo più protettive (un leggero strato di suola in più) e basta. Attento alle numerazioni: la Inov-8 è una scarpa molto lunga, di solito utilizzo il 45 per la corsa, ma con queste basta e avanza il 44,5. Unica nota negativa la durata: le 180 a 400 km si sono bucate entrambe le suola, però io sono un divoratore di scarpe, soprattutto per il mio indecente supinare.
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nico83040
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
lungi da me volerti convincereFlex ha scritto:Parametri ininfluenti per te ma non per le scarpe tranne proprio quelle che hanno solo uno strato di gomma per non bagnarsi i piedi e poi non sei esente da dolori, a ognuno il suo pensiero io resto con il mio anche dal basso della mia poca esperienza minimal.
Magari ne riparliamo se e quando avrai voglia di passare veramente al minimalismo.
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nico83040
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
come dicevo le Inov 8 sembrano molto interessanti, è da un pò che penso di prenderne un paio, poi, un pò perchè non le posso provare,Comparsa ha scritto:Nico, potresti provare le Inov-8 Bare-X 200. Io le ho acquistate dopo un paio di Bare-X 180 con le quali mi sono trovato divinamente. Le 200 sono un filo più protettive (un leggero strato di suola in più) e basta. Attento alle numerazioni: la Inov-8 è una scarpa molto lunga, di solito utilizzo il 45 per la corsa, ma con queste basta e avanza il 44,5. Unica nota negativa la durata: le 180 a 400 km si sono bucate entrambe le suola, però io sono un divoratore di scarpe, soprattutto per il mio indecente supinare.
un pò perchè fanno tanti modelli, per cui mi diventa difficile scegliere, e un pò perchè sento dire che sono strette di avampiede, non ho mai fatto il passo.
Tra i modelli che mi piacevano c'erano proprio le X-180, però 400 km e suola bucata, direi proprio che non va bene
Ma, oltre al tuo appoggio, si sono bucate perchè molto sottili e magari morbide, per cui si consumano subito ?
La tenuta di strada come è ? Sembrano lisce sotto.
Le mie Vapor sono 5.5 mm, la suola è duretta e per ora 300 km e usura veramente minima.
Però quei 5.5 mm sono troppo pochi, ma non per l'ammortizzazione, ma perchè a volte provo fastidio ai metatarsi dei piede, per cui se avessero avuto almeno 2 o 3 mm in più di gomma, andavano benissimo.
Le X-200 come le trovi rispetto alle X-180 e quanti km ci hai fatto ?
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Comparsa
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
Oddio, mo' mi metti in crisi
Premessa: tutte le scarpe che utilizzo le mangio (letteralmente) all'esterno del mesopiede, pure delle vecchie Asics Cumulus 9 sono rase al pari in quel punto, quindi temo di avere un appoggio sballato che porta i miei 75 kg a premere soprattutto in quella zona compromettendo velocemente le suola delle scarpe. Le 180 le ho utilizzate in alternanza alle FF Komodo sport, pure queste ultime smangiucchiate nelle stesse zone. Non ho conteggiato i km delle FF, ma non credo siano molti di più. Forse arriverò a 600 e, se avrò fortuna, riuscirò a farne altri 100, poi conosceranno bucherelli & fori pure queste, temo. Con le 200 sarò sì e no a 100 km e non riesco a darti dei giudizi validi. Quello che sto provando nelle ultime settimane è un dolore alla pianta del piede sinistro nell'utilizzo sia delle FF che delle 180, ma che non appare, anzi, scompare correndoci, con le 200. In un primo tempo ho addirittura pensato a una fascite, i sintomi sembravan quelli, però è da un anno che corro barefoot e sono destro di appoggio, quindi mi sembrava strano. Visto che con le 200 il problema, almeno sembra, non sussistere ho pensato a una sorta di "schiacciamento" della suola delle scarpe che, anche solo dopo relativamente pochi km mi provocano quel dolore, magari unito a un appoggio non proprio ortodosso.
Per il resto non ho altre scarpe di riferimento. Posso dirti che con le FF viaggio daddio e le 180 le ho usate per i lunghi e qualche test da 21/22 km e mi son trovato benissimo. Con le 200 si sta effettivamente più comodi, anche le asperità delle buche nell'asfalto non si sento quasi per niente, però mi sembra di spuntare velocità minori, anche se non so se questo sia effettivamente vero oppure è un problema psicologico.
Spero di aver risposto alle tue domande, per le analisi più "tecniche" sono ancora troppo acerbo
Premessa: tutte le scarpe che utilizzo le mangio (letteralmente) all'esterno del mesopiede, pure delle vecchie Asics Cumulus 9 sono rase al pari in quel punto, quindi temo di avere un appoggio sballato che porta i miei 75 kg a premere soprattutto in quella zona compromettendo velocemente le suola delle scarpe. Le 180 le ho utilizzate in alternanza alle FF Komodo sport, pure queste ultime smangiucchiate nelle stesse zone. Non ho conteggiato i km delle FF, ma non credo siano molti di più. Forse arriverò a 600 e, se avrò fortuna, riuscirò a farne altri 100, poi conosceranno bucherelli & fori pure queste, temo. Con le 200 sarò sì e no a 100 km e non riesco a darti dei giudizi validi. Quello che sto provando nelle ultime settimane è un dolore alla pianta del piede sinistro nell'utilizzo sia delle FF che delle 180, ma che non appare, anzi, scompare correndoci, con le 200. In un primo tempo ho addirittura pensato a una fascite, i sintomi sembravan quelli, però è da un anno che corro barefoot e sono destro di appoggio, quindi mi sembrava strano. Visto che con le 200 il problema, almeno sembra, non sussistere ho pensato a una sorta di "schiacciamento" della suola delle scarpe che, anche solo dopo relativamente pochi km mi provocano quel dolore, magari unito a un appoggio non proprio ortodosso.
Per il resto non ho altre scarpe di riferimento. Posso dirti che con le FF viaggio daddio e le 180 le ho usate per i lunghi e qualche test da 21/22 km e mi son trovato benissimo. Con le 200 si sta effettivamente più comodi, anche le asperità delle buche nell'asfalto non si sento quasi per niente, però mi sembra di spuntare velocità minori, anche se non so se questo sia effettivamente vero oppure è un problema psicologico.
Spero di aver risposto alle tue domande, per le analisi più "tecniche" sono ancora troppo acerbo
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andreat1029
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
Ciao Comparsa. Leggendo ho visto che anche tu consumi l'esterno, ma io coinvolgo ancora un po di tallone esterno. Si modificherà con il tempo? Da premettere che uso ancora una 4 millimetri.
10 km 00:40:14
21 km 01:30:27
42 km 03:40:30
21 km 01:30:27
42 km 03:40:30
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ubald
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
che tipo di fitta? Hai i primi sintomi dell'infiammazione alla bandelletta ileotibiale (esterno del ginocchio)? È un classico dell'iperopronazione indotta da una scarpa con drop.nico83040 ha scritto:Ultimamente ho acquistato un paio di Kinvara 3, perché volevo provare con un paio di scarpe più strutturate e protettive (ma non troppo), se riuscivo a far sparire il fastidio ricorrente ai tendini di achille, che avevo da un pò, con scarpe minimal, nonostante la mia esperienza triennale con le minimaliste.
Il problema mi perseguitava da un pò di tempo, anche se non mi impediva di correre, ma avevo paura di crearmi problema seri.
Da qui la scelta delle Kinvara, prese un pò per curiosità e un pò perchè rispecchiavano quanto cercavo.
Per esempio, hanno drop di 4 mm, per cui riesco ad appoggiare di mesopiede senza forzature.
Fin da subito sono spariti i fastidi ai tendini, nessun problema muscolare e addirittura ho iniziato ad abbattere i miei PB.
La maggiore gomma sotto i piedi non è piacevole, specie in salita, però la scarpa funziona, anche se il piede sembra essere atrofizzato.
Tutto ok ?
In realtà l'impressione, già inizialmente, è che la corsa sia un po' più traumatica, però niente di che, a parte qualche lievissimo "sentore" alle ginocchia.
Poi dopo 200 km circa, una fitta al ginocchio sinistro, domenica scorsa, verso la fine di un lungo.
Riposo due giorni, a camminare non sento quasi nulla, per cui stasera ho provato a correre, ma dopo 600 m ancora la fitta al ginocchio,
con successiva impossibilità a proseguire l'allenamento.
Sono tornato alla macchina ed ho pensato, visto che avevo con me le Merrell Vapor, quasi quasi provo a vedere con queste che succede.
Quindi ho infilato le Vapor e sono partito liscio come l'olio, salite, discese, allunghi, tutto senza nessun problema articolare e con la sensazione di non traumatizzare il corpo.
In più aggiungo che c'è una piacevole sensazione di leggerezza ai piedi.
Questa, credo che sia, la dimostrazione empirica che la corsa con scarpe molto minimal (meglio sarebbe a piedi nudi) è effettivamente meno traumatica.
Che poi si possa andare più veloce e più a lungo con altre scarpe, può darsi, anzi è probabile.
Io però, vorrei provare qualcosa che mi faccia correre bene, come con le Vapor, ma mia dia quel minimo, ma veramente minimo, di protezione in più per correre tranquillo e senza problemi.
Ho avuto le FF Bikila solo per 40 km, prima che si rompessero e le rendessi, e quelle, devo dire, avevano la calzata perfetta, anche se avrei preferito una forma più tradizionale![]()
Quasi quasi le riprendo.............alla ricerca della scarpa perfetta !!!
Io posso raccontare esperienze simili: con una scarpa un poco più strutturata, nel mio caso la bare access, ma comunque drop 0, vado forse un poco più forte, ma finisco per patire noie tendinee. Con scarpe a drop 8, che però non riprovo da un bel po', ho un passo iniziale più spinto, ma come arriva la stanchezza non riesco a correre in spinta e il passo cala; inoltre emergono problemini articolari, cioè segni di affaticamento alle ginocchia. Dovrei provare una drop 4 per una riprova.
E concordo sul tuo discorso: con una scarpa barefoot, e la vapor glove ne è il grande esempio, il passo è più leggero e meno traumatico per le articolazioni. In alcune situazioni, nel mio caso soprattutto la discesa, si va più piano: ma qui dobbiamo considerare una cosa fondamentale, cioè che una scarpa più strutturata e ammortizzata non ti darà una immediata percezione della corsa che si fa traumatica, ma le articolazioni comunque accumulano stress, che alla fine viene fuori.
Il bello di una scarpa minimal è che ti porta a non strafare, soprattutto in base alle pendenze o alla condizione del suolo.
Che poi sulla velocità secca (brevi distanze, direi max 10k, ma nel mio caso più probabilmente su distanze minori) una scarpa più strutturata, mascherando il trauma, aiuta a guadagnare è vero. Ma lo fa a prezzo di stress articolare che si accumula.
Invece salendo di distanza per me le minimal vincono a mani basse (inclusa la distanza della mezza maratona, che rimane comunque un passo veloce), poichè coniugano l'utilizzo dell'elasticità muscolare all'economia del passo radente, permettendomi di ottimizzare la velocità media.
Inoltre più una scarpa è minimal meno è l'influenza della stessa sui vari passi: è lì che emerge, secondo me, lo svantaggio di una scarpa che corregga "artificialmente" il nostro passo.
Per esperienza effettivamente devo dire anche io, come Nico, che son convinto come un'analisi sui passi, le velocità relative, ecc. sia indice di qualcosa che non vada sulle minimal: se parliamo di scarpe concepite per influenzare il meno possibile il passo, il fatto che diventino più o meno confortevoli a certe frequenze e carichi, indica o una scarpa invadente o un errore nella gestione dello stile di corsa.
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Comparsa
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
@andreat
Be', posso risponderti che, fino a un anno fa, sì, dopo 1000 e passa km il consumo era evidente pure sull'esterno del tallone, ma a quei tempi non conoscevo né durata delle A3, né la corsa al naturale.
Adesso che corro esclusivamente di mesopiede il tallone è intatto, credo che questo accentui il consumo della zona esterna del mesopiede, in quanto è rimasta l'unica che svolge la maggior parte del lavoro. Non è stata una evoluzione, però. È stato tutto "naturale" (e come potrebbe non esserlo?
), se corri di mesopiede e zero drop il tallone non lo usi praticamente più, oppure solo in appoggio, ma quando il più del lavoro è fatto.
Spero di essere stato chiaro, non è che sia questo pozzo di certezze, come in quel meraviglioso aforisma: "Conosco poche cose, ma tutte incerte..."
Be', posso risponderti che, fino a un anno fa, sì, dopo 1000 e passa km il consumo era evidente pure sull'esterno del tallone, ma a quei tempi non conoscevo né durata delle A3, né la corsa al naturale.
Adesso che corro esclusivamente di mesopiede il tallone è intatto, credo che questo accentui il consumo della zona esterna del mesopiede, in quanto è rimasta l'unica che svolge la maggior parte del lavoro. Non è stata una evoluzione, però. È stato tutto "naturale" (e come potrebbe non esserlo?
Spero di essere stato chiaro, non è che sia questo pozzo di certezze, come in quel meraviglioso aforisma: "Conosco poche cose, ma tutte incerte..."
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nico83040
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
[q
ubald
che tipo di fitta? Hai i primi sintomi dell'infiammazione alla bandelletta ileotibiale (esterno del ginocchio)? È un classico dell'iperopronazione indotta da una scarpa con drop.
credo sia condropatia rotulea.
L'ho già avuta quando usavo le A3, ora è tornata con le Kinvara, ma non credo sia un problema di iperpronazione, anzi, mi sono ripreso più volte, sono piuttosto neutro, fino a tendere verso la supinazione con scarpe più strutturate.
Cerco una scarpa che sia leggera, piatta, senza ammortizzazione, ma che protegga maggiormente la pianta del piede rispetto alle Vapor, credo che la scelta ricadrà tra una FF o una Inov 8.
ubald
che tipo di fitta? Hai i primi sintomi dell'infiammazione alla bandelletta ileotibiale (esterno del ginocchio)? È un classico dell'iperopronazione indotta da una scarpa con drop.
credo sia condropatia rotulea.
L'ho già avuta quando usavo le A3, ora è tornata con le Kinvara, ma non credo sia un problema di iperpronazione, anzi, mi sono ripreso più volte, sono piuttosto neutro, fino a tendere verso la supinazione con scarpe più strutturate.
Cerco una scarpa che sia leggera, piatta, senza ammortizzazione, ma che protegga maggiormente la pianta del piede rispetto alle Vapor, credo che la scelta ricadrà tra una FF o una Inov 8.
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ubald
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
occhio che le inov8 sono molto secche in rapporto all'altezza, anche se interessano pure me. Se è una condropatia rotulea la scarpa potrebbe centrare meno, ma sicuramente con le minimal il movimento del ginocchio è minore in estensione e la cosa dovrebbe aiutare.
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Flex
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Re: Da minimal a (quasi) tradizionale..........e ritorno !!!
@ubald Io posso seguirvi solo a livello teorico e fare tesoro di quello che leggo poichè mi manca l'esperienza e quindi tutte le sensazioni che ne derivano ma forse mi sono spiegato male.
A inizio topic si parlava di scarpe molto leggere e a drop ridotto ma non minimal, ecco io dicevo che l'analisi del peso, velocità ecc. incide su queste scarpe non minimal perchè sono sempre scarpe pensate e progettate per un certo tipo di lavoro e per ben determinati atleti, durano pochi km poi perdono alcune caratteristiche e questo per dare la massima prestazione in poche gare; se ci mettiamo quindi i fattori di peso elevato, ritmi lenti e allenamento quotidiano con dei lunghi in pochi km la scarpa si deteriora anche prima della sua vita già corta.
Anche il miglior corridore con appoggio perfetto non credo possa far si che questo genere di scarpe durino 1000km mantenendo le stesse caratteristiche proprio perchè non sono minimal ma scarpe che fisicamente cambiano il loro stato, che poi uno adatti l'appoggio al cedimento della calzatura può essere ma a quel punto rischia lo stesso qualche dolore.
Una minimal che avvolge il piede e non ha ammortizzazione dovrebbe avere solo il consumo della gomma a contatto con l'asfalto e quindi tutto questo discorso decade automaticamente.
Purtroppo vedo che è problema comune stare attenti alle scarpe per non incappare in un infortunio e anche le cosiddette scarpe di transizione hanno una vita in km, per il resto credo proprio sia giusto come dici che le A3 falsano le capacità dell'atleta e mascherano i problemi fino a scoprirli quando sono gravi.
A inizio topic si parlava di scarpe molto leggere e a drop ridotto ma non minimal, ecco io dicevo che l'analisi del peso, velocità ecc. incide su queste scarpe non minimal perchè sono sempre scarpe pensate e progettate per un certo tipo di lavoro e per ben determinati atleti, durano pochi km poi perdono alcune caratteristiche e questo per dare la massima prestazione in poche gare; se ci mettiamo quindi i fattori di peso elevato, ritmi lenti e allenamento quotidiano con dei lunghi in pochi km la scarpa si deteriora anche prima della sua vita già corta.
Anche il miglior corridore con appoggio perfetto non credo possa far si che questo genere di scarpe durino 1000km mantenendo le stesse caratteristiche proprio perchè non sono minimal ma scarpe che fisicamente cambiano il loro stato, che poi uno adatti l'appoggio al cedimento della calzatura può essere ma a quel punto rischia lo stesso qualche dolore.
Una minimal che avvolge il piede e non ha ammortizzazione dovrebbe avere solo il consumo della gomma a contatto con l'asfalto e quindi tutto questo discorso decade automaticamente.
Purtroppo vedo che è problema comune stare attenti alle scarpe per non incappare in un infortunio e anche le cosiddette scarpe di transizione hanno una vita in km, per il resto credo proprio sia giusto come dici che le A3 falsano le capacità dell'atleta e mascherano i problemi fino a scoprirli quando sono gravi.
3km 11'46" 05-06-2014 (NB 890)
5km 19'46" 05-06-2014 (NB 890)
10km 42'06" 26-08-2014 (NB MR00)
Cambio scarpe 06/07/2014
5km 19'46" 05-06-2014 (NB 890)
10km 42'06" 26-08-2014 (NB MR00)
Cambio scarpe 06/07/2014