Poesie
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heidy
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Re: Poesie
Si è vero
, è un pò triste, ma secondo me aiuta a vivere la gioia nelle piccole cose di ogni giorno, a volte si danno per scontate e non si assaporano fino in fondo 
Flo
La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati in altri progetti
La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati in altri progetti
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Appuntalapis
Re: Poesie
A Marco, 48 anni, tetraplegico
Guardava la strada
e le dita gialle
ma non era vecchio.
Morto forse, ma non vecchio.
Seduto sulla seggiola impagliata
le dava un nome - Dolore
crudele in notti calde
e barcollante credeva di fischiare canzoni
col battito di ciglia,
deformate divenivano poesia
quando i dipinti si orlavano d’amarezza.
A muoversi era solo l’idea,
agitava i pugni fedelmente
ci provava con tutta la sua forza,
contro i tuoni degli angeli delle ruote
con gli zoccoli sempre bianchi
allevati per crepare sull’acciaio
(quanto gli mancava il cemento
e il rumore dei tacchi a spillo...).
Sapeva di essere un intruso
mutato in un serpente infuriato
che fa finta di dormire e attende
sul limite della terra l’elemosina,
un altro posto e il rimpianto.
"Te l’avevo detto che era una follia conservare l’innocenza. Vorrei danzare con un usignolo in una dozzina di giochi nell’alone d’argento del mattino.
E bussare ad ogni finestra con in mano un ciuffo d’erba. Senza formalità ."
Guardava la strada
e le dita gialle
ma non era vecchio.
Morto forse, ma non vecchio.
Seduto sulla seggiola impagliata
le dava un nome - Dolore
crudele in notti calde
e barcollante credeva di fischiare canzoni
col battito di ciglia,
deformate divenivano poesia
quando i dipinti si orlavano d’amarezza.
A muoversi era solo l’idea,
agitava i pugni fedelmente
ci provava con tutta la sua forza,
contro i tuoni degli angeli delle ruote
con gli zoccoli sempre bianchi
allevati per crepare sull’acciaio
(quanto gli mancava il cemento
e il rumore dei tacchi a spillo...).
Sapeva di essere un intruso
mutato in un serpente infuriato
che fa finta di dormire e attende
sul limite della terra l’elemosina,
un altro posto e il rimpianto.
"Te l’avevo detto che era una follia conservare l’innocenza. Vorrei danzare con un usignolo in una dozzina di giochi nell’alone d’argento del mattino.
E bussare ad ogni finestra con in mano un ciuffo d’erba. Senza formalità ."
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Miro 69
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Re: Poesie
Quella, che tu credevi un piccolo punto della terra,
fu tutto.
E non sarĂ mai rubato quest'ultimo tesoro
ai tuoi gelosi occhi dormienti.
Il tuo primo amore non sarĂ mai violato.
Virginea s'è rinchiusa nella notte
come una zingarella nel suo scialle nero.
Stella sospesa nel cielo boreale
eterna : non la tocca nessuna insidia.
Giovinetti amici,piĂą belli d'Alessandro e d'Eurialo,
per sempre belli,difendono il sonno del mio ragazzo.
L'insegna paurosa non varcherĂ mai la soglia
di quella isoletta celeste.
E tu non saprai la legge
ch'io,come tanti,imparo,
- e a me ha spezzato il cuore :
fuori dal limbo non v'è eliso
Tratto da L'isola di Arturo - Elsa Morante
fu tutto.
E non sarĂ mai rubato quest'ultimo tesoro
ai tuoi gelosi occhi dormienti.
Il tuo primo amore non sarĂ mai violato.
Virginea s'è rinchiusa nella notte
come una zingarella nel suo scialle nero.
Stella sospesa nel cielo boreale
eterna : non la tocca nessuna insidia.
Giovinetti amici,piĂą belli d'Alessandro e d'Eurialo,
per sempre belli,difendono il sonno del mio ragazzo.
L'insegna paurosa non varcherĂ mai la soglia
di quella isoletta celeste.
E tu non saprai la legge
ch'io,come tanti,imparo,
- e a me ha spezzato il cuore :
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21,097 Km -1h56'07"-Garda Trentino HM 2013
29 Km -2h57'18"- Corsa del Principe 2017
42,195 Km - 4h29'36"- XXI Maratona di Ravenna 2019
Ho letto di cose giĂ vissute e pensato di cose giĂ scritte.
Miro
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heidy
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Re: Poesie
E CRESCENDO IMPARI.......
E crescendo impari che la felicitĂ non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicitĂ non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicitĂ non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicitĂ e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicitĂ , che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicitĂ , che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicitĂ lieve.
E impari che la felicitĂ e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi piĂą di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicitĂ .
E impari che i regali piĂą grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicitĂ anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicitĂ .
( Anonimo )
E crescendo impari che la felicitĂ non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicitĂ non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicitĂ non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicitĂ e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicitĂ , che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicitĂ , che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicitĂ lieve.
E impari che la felicitĂ e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi piĂą di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicitĂ .
E impari che i regali piĂą grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicitĂ anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicitĂ .
( Anonimo )
Flo
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spartan
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Re: Poesie
Bellissima poesia Flo

L'unico giorno facile era ieri.
Fin dove il cuore mi resse arditamente mi spinsi.
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heidy
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Re: Poesie
spartan ha scritto:Bellissima poesia Flo![]()
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Miro 69
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Re: Poesie
Bellissima, come l'anima di chi l'ha postata...heidy ha scritto:spartan ha scritto:Bellissima poesia Flo![]()
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Miro
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heidy
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Re: Poesie
Miro 69 ha scritto:Bellissima, come l'anima di chi l'ha postata...heidy ha scritto:![]()
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Augusto Ronchi
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Re: Poesie
Ad una persona a me cara scomparsa pochi giorni fa. Era la sua peeferita. E anche la mia
Canti di Castelvecchio
Giovanni Pascoli
La Voce
C'è una voce nella mia vita,
che avverto nel punto che muore;
voce stanca, voce smarrita,
col tremito del batticuore:
voce d'una accorsa anelante,
che al povero petto s'afferra
per dir tante cose e poi tante,
ma piena ha la bocca di terra:
tante tante cose che vuole
ch'io sappia, ricordi, sì... sì...
ma di tante tante parole
non sento che un soffio... ZvanĂ®...
Quando avevo tanto bisogno
di pane e di compassione,
che mangiavo solo nel sogno,
svegliandomi al primo boccone;
una notte, su la spalletta
del Reno, coperta di neve,
dritto e solo (passava in fretta
l'acqua brontolando, Si beve?);
dritto e solo, con un gran pianto
d'avere a finire così,
mi sentii d'un tratto daccanto
quel soffio di voce... ZvanĂ®...
Oh! la terra, com'è cattiva!
la terra, che amari bocconi!
Ma voleva dirmi, io capiva:
- No... no... Di' le devozioni!
Le dicevi con me pian piano,
con sempre la voce piĂą bassa:
la tua mano nella mia mano:
ridille! vedrai che ti passa.
Non far piangere piangere piangere
(ancora!) chi tanto soffrì!
il tuo pane, prega il tuo angelo
che te lo porti... ZvanĂ®... -
Una notte dalle lunghe ore
(nel carcere!), che all'improvviso
dissi - Avresti molto dolore,
tu, se non t'avessero ucciso,
ora, o babbo! - che il mio pensiero,
dal carcere, con un lamento,
vide il babbo nel cimitero,
le pie sorelline in convento:
e che agli uomini, la mia vita,
volevo lasciargliela lì...
risentii la voce smarrita
che disse in un soffio... ZvanĂ®...
Oh! la terra come è cattiva!
non lascia discorrere, poi!
Ma voleva dirmi, io capiva:
- Piuttosto di' un requie per noi!
Non possiamo nel camposanto
piĂą prendere sonno un minuto,
ché sentiamo struggersi in pianto
le bimbe che l'hanno saputo!
Oh! la vita mia che ti diedi
per loro, lasciarla vuoi qui?
qui, mio figlio? dove non vedi
chi uccise tuo padre... ZvanĂ®?... -
Quante volte sei rivenuta
nei cupi abbandoni del cuore,
voce stanca, voce perduta,
col tremito del batticuore:
voce d'una accorsa anelante
che ai poveri labbri si tocca
per dir tante cose e poi tante;
ma piena di terra ha la bocca:
la tua bocca! con i tuoi baci,
già tanto accorati a quei dì!
a quei dì beati e fugaci
che aveva i tuoi baci... ZvanĂ®!...
che m'addormentavano gravi
campane col placido canto,
e sul capo biondo che amavi,
sentivo un tepore di pianto!
che ti lessi negli occhi, ch'erano
pieni di pianto, che sono
pieni di terra, la preghiera
di vivere e d'essere buono!
Ed allora, quasi un comando,
no, quasi un compianto, t'uscì
la parola che a quando a quando
mi dici anche adesso... ZvanĂ®...
Canti di Castelvecchio
Giovanni Pascoli
La Voce
C'è una voce nella mia vita,
che avverto nel punto che muore;
voce stanca, voce smarrita,
col tremito del batticuore:
voce d'una accorsa anelante,
che al povero petto s'afferra
per dir tante cose e poi tante,
ma piena ha la bocca di terra:
tante tante cose che vuole
ch'io sappia, ricordi, sì... sì...
ma di tante tante parole
non sento che un soffio... ZvanĂ®...
Quando avevo tanto bisogno
di pane e di compassione,
che mangiavo solo nel sogno,
svegliandomi al primo boccone;
una notte, su la spalletta
del Reno, coperta di neve,
dritto e solo (passava in fretta
l'acqua brontolando, Si beve?);
dritto e solo, con un gran pianto
d'avere a finire così,
mi sentii d'un tratto daccanto
quel soffio di voce... ZvanĂ®...
Oh! la terra, com'è cattiva!
la terra, che amari bocconi!
Ma voleva dirmi, io capiva:
- No... no... Di' le devozioni!
Le dicevi con me pian piano,
con sempre la voce piĂą bassa:
la tua mano nella mia mano:
ridille! vedrai che ti passa.
Non far piangere piangere piangere
(ancora!) chi tanto soffrì!
il tuo pane, prega il tuo angelo
che te lo porti... ZvanĂ®... -
Una notte dalle lunghe ore
(nel carcere!), che all'improvviso
dissi - Avresti molto dolore,
tu, se non t'avessero ucciso,
ora, o babbo! - che il mio pensiero,
dal carcere, con un lamento,
vide il babbo nel cimitero,
le pie sorelline in convento:
e che agli uomini, la mia vita,
volevo lasciargliela lì...
risentii la voce smarrita
che disse in un soffio... ZvanĂ®...
Oh! la terra come è cattiva!
non lascia discorrere, poi!
Ma voleva dirmi, io capiva:
- Piuttosto di' un requie per noi!
Non possiamo nel camposanto
piĂą prendere sonno un minuto,
ché sentiamo struggersi in pianto
le bimbe che l'hanno saputo!
Oh! la vita mia che ti diedi
per loro, lasciarla vuoi qui?
qui, mio figlio? dove non vedi
chi uccise tuo padre... ZvanĂ®?... -
Quante volte sei rivenuta
nei cupi abbandoni del cuore,
voce stanca, voce perduta,
col tremito del batticuore:
voce d'una accorsa anelante
che ai poveri labbri si tocca
per dir tante cose e poi tante;
ma piena di terra ha la bocca:
la tua bocca! con i tuoi baci,
già tanto accorati a quei dì!
a quei dì beati e fugaci
che aveva i tuoi baci... ZvanĂ®!...
che m'addormentavano gravi
campane col placido canto,
e sul capo biondo che amavi,
sentivo un tepore di pianto!
che ti lessi negli occhi, ch'erano
pieni di pianto, che sono
pieni di terra, la preghiera
di vivere e d'essere buono!
Ed allora, quasi un comando,
no, quasi un compianto, t'uscì
la parola che a quando a quando
mi dici anche adesso... ZvanĂ®...
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Ale57
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Re: Poesie
molto bella e toccante.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Mi sveglio sempre allegro (Krily)
Mi sveglio sempre allegro (Krily)
