io ho preso mezzo numero in mero rispetto alle MR00freddy ha scritto:@nessuno.Per la misura? io per confronto ho le Mr00 le brooks pureflow e saucony cortana.
grazie

Moderatori: fujiko, gambacorta, d1ego
io ho preso mezzo numero in mero rispetto alle MR00freddy ha scritto:@nessuno.Per la misura? io per confronto ho le Mr00 le brooks pureflow e saucony cortana.
grazie
sec me se vuoi fare il salto di qualità devi passare alle ffnico83040 ha scritto:
e' questo il punto, puntare dritto sulle FF, anche per vedere le differenze rispetto alle mie Merrell Vapor o avere un pò più di suola, come le Go Bionic
molti che hanno provato tanto le vapor glove che le FF hanno dichiarato che sono simili a livello di sensazioni. L'effetto guanto è lo stesso, la suola vibram da 5 mm delle vapor glove non è diverso da alcuni tipi di FF e le taschine per le dita in merito non paiono fare la differenza (l'avampiede delle merrell è molto largo)Nessuno ha scritto:sec me se vuoi fare il salto di qualità devi passare alle ffnico83040 ha scritto:
e' questo il punto, puntare dritto sulle FF, anche per vedere le differenze rispetto alle mie Merrell Vapor o avere un pò più di suola, come le Go Bionic
vedrai che poi pian piano abbandonerai anche le merrell![]()
devi convincerti che la suola sotto non ti dà più protezione (nel senso di ammortizzazione) ma ti nasconderebbe solo eventuali errori di appoggio con relativi doloretti...
se il cervello "sente" il dolore attraverso il piede rimanda l'input e ti fa correggere appoggio, quasi "magicamente"...
ma dovresti provare per capire...![]()
oggi con le FF ho corso x 14 km., cosa che non facevo in assoluto da agosto 2012, quando correvo ancora con le "ammortizzate"...
sono stanco perchè negli ultimi mesi mi sono allenato poco ma a livello articolare mi sembra di non aver corso...
Tieni conto del fatto che secondo uno studio diffuso anche su runblogger, la maggior parte di coloro che usano scarpe con il tallone protetto affermano di non atterrare di tallone ma vengono smentiti dai filmati: il deficit di propriocettività provocato da una scarpa strutturata classica potrebbe non farti percepire che una quota più o meno rilevante dell'appoggio iniziale avviene di tallone: non sottovalutare questa ipotesi. Oltre agli esercizi di core stability (più la scarpa è natutal, più corri usando gluteo e ileo psoas come propulsori e quadricipiti e polpacci come ammortizzatori, con un passo più radente, corto e ad alta frequenza) fai il giochino del pendono, quello che indica Massini e non dovrebbe essere difficile trovare descritto su google. Altrimenti te lo passo, ciao!aroldo74 ha scritto:Grazie Nessuno del tuo parere.![]()
La scelta minimalista mi era sembrata troppo "radicale" da farla repentinamente ma sicuramente posso sbagliarmi
Tengo a precisare che non ho mai corso tallonando. Anche con scarpe A3 appoggiavo sempre di pianta caricando subito sul meso/avampiede.
L'uso che ho fatto di queste nuove scarpe è stato di un paio di corsette di mezz'oretta a ritmi molto brillatnti, alternati a giorni con le altre scarpe normali.
Ne gli achilli, ne i polpacci ne hanno minimamente risentito.
Solo dopo qualche giorno la schiena (già sofferente da quando ero ragazzino per una leggera protusione) ha cominciato a peggiorare.
Gli addominali davano un piacevole indolenzimento. Di quello che senti quando usi un muscolo poco usato.
In passato ho avuto la pubalgia e so cosa vuol dire il retto addominale dolorante.![]()
![]()
Questo era invece diffuso dagli addominali alti a quelli centrali.
In casa come ho scritto precedentemente vado sempre scalzo.
Si è vero queste scarpe sono di transizione. Ma già dopo poche volte che le ho usate quando metto le a3 mi sembra di portare le zeppe da 10 cm delle "siure".![]()
Avevo pensato di avere dolori di adattamento a tendini e polpacci ed invece è il core ad essere debole. Segno che quello che mi ha portato alla pubalgia forse non è stato definitivamente risolto.
trovato on line, come dicevo qui sopra:oedem ha scritto:Ubald, mi spieghi questo 'giochino'?
Grazie
Sono esercizi semplici ed efficaci, da fare con scarpe che offrano una buona comunicatività, non necessariamente minimal. Se possibile, consiglio di farli anche a piedi nudi, si impara prima. È normale che all'inizio non sia facilissimo, si tratta pur sempre di rieducare correttamente la tecnica· Il Pendolo. Da in piedi, mani lungo il corpo, effettuare delle piccole oscillazioni del corpo in avanti e indietro tenendo il busto allineato al bacino ed i piedi fissi al terreno. Avvertirete una differenza di pressione sui piedi a seconda delle oscillazioni del vostro corpo. Quando il vostro corpo sarà indietro la pressione sarà sui talloni, viceversa quando sarà in avanti la pressione sarà su gli avampiedi . Ora andate a cercare una posizione di equilibrio in modo da sentirvi stabili con i talloni che si stanno per staccare da terra ed il peso del corpo sulla parte centrale del piede. Come sugli sci! Sì qualcosa di molto simile. Bene, ora lasciatevi cadere in avanti ed iniziate a correre. Lo spostamento del baricentro in avanti vi farò assumere giusta posizione da mantenere durante la corsa. Il baricentro sarà in linea con il piede, non in avanti come affermato precedentemente. Dovrete sentire i piedi che lentamente si staccano dal terreno.
· Il filo. Ipotizzate di avere un filo legato poco sotto l’ombelico e collegato a terra con qualcosa che vi tira in avanti. Sembrerà di cadere da un momento all’altro.
il_filo
Le prime sensazioni sono quelle di correre con i muscoli completamente rilassati, così dicono chi prova ed è anche la sensazione che provo già dal lontano 1989 ogni volta che vado a correre. Attenzione non è una magia, io come tutti gli altri quando andiamo veloci facciamo fatica, ma sicuramente meno degli altri perché riusciamo ad avere meno tensioni.
La posizione dei vari segmenti corporei. Spero sia chiaro che l’azione di corsa inizia con lo spostamento in avanti de baricentro. All’inizio vi sembrerà strano dover correre così ma dopo un paio di settimane tutto sarà normale. Da subito sentirete meno fatica. Se vi accorgerete di avere tensioni alla schiena significherà che siete troppo avanti con il busto, si tratterà di arretrare leggermente e vi sentirete subito bene.
Il piede in fase di appoggio prenderà contatto con il terreno con la parte laterale esterna e no con al parte posteriore. Proseguendo, il piede in fase di avanzamento tenderà a cedere verso l’interno, pronazione fisiologica, per terminare l’azione sull’alluce.
La gamba asseconderà questa azione che sarà favorita, lo ribadisco, da un’avanzata posizione del baricentro.
La coscia nella parte alta si estenderà completamente in fase di spinta tanto che, talvolta, potrà essere avvertita una leggera sensazione di allungamento a livello dell’inserzione del quadricipite sul bacino.
Le braccia. L’angolo fra braccio ed avambraccio dovrà essere leggermente aperto in modo che le braccia sfiorino le creste iliache, parte alta delle anche, e facciano un’azione leggermente convergente avanti dietro e viceversa. Visto che le braccia servono ad equilibrare l’azione delle gambe si dovranno muovere in perfetta sincronia con loro. Un corretto posizionamenti delle braccia permetterà un giusto posizionamento del baricentro.
Le mani. Dovranno essere rilassate contribuendo a tenere in completa decontrazione tutti i muscoli della parte superiore del tronco.
La testa. Dovrà essere diritta, lo sguardo sarà in avanti. Non dovranno esserci tensioni.
In salita . Il movimento deve sempre iniziare con lo spostamento del baricentro in avanti. Dovrete cercare più specificamente di appoggiare più superficie di piede possibile relativamente alla pendenza della salita. Se la salita sarà del 3% gran parte del vostro piede appoggerà a terra e sfrutterà gran parte dei muscoli degli arti inferiore per avanzare. Viceversa se la pendenza sarà del 12% meno superficie di piede appoggerà a terra e di conseguenza si utilizzeranno meno muscoli. Il piede dovrà staccarsi il meno possibile da terra, le ginocchia dovranno rimanere basse, le braccia mantenendo la stessa posizione precedentemente vista si muoveranno in sincronia con l’azione degli arti inferiori.
In discesa. Il movimento deve sempre iniziare con lo spostamento del baricentro in avanti. Qui è un po’ più difficile, ma con un po’ di applicazione ci si riesce. Una volta partiti tenderete a prendere velocità, ok va benissimo, sentirete che l’appoggio non avviene più con la parte posteriore del tallone, ma pianta piena. Correndo in questo modo non avvertirete più contraccolpi sulla schiena, vi sentirete più stabili. Le braccia manterranno la stessa posizione precedentemente vista per la corsa in pianura ed in discesa. Per controllare la velocità e quindi rallentare non dovrete fare altro che accorciare i passi, mantenendo sempre lo sbilanciamento in avanti.
Sia che corriate in pianura, salita o discesa, se volete aumentare o diminuire la velocità dovrete solo, attraverso il vostro cervello, ordinare alle gambe di andare più forte o più piano senza preoccuparvi di aumentare o diminuire la lunghezza del passo.
Vi sarà necessario un po’ di tempo per rendere “ vostro” questo sistema di correre, ma come hanno fatto tutti, ci riuscirete. Se proprio non ce la fate venitemi a trovare. Guadandovi mi sarà più semplice insegnarvi a correre in questo modo: efficace e minimamente traumatico. Buon divertimento.