Libri-3
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berre
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Re: Libri-3
Buongustaia Arla. Al confronto Dicker, non me ne volere Matt21, sta bene sullo scaffale del supermercato.
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Arla
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Re: Libri-3
La strada è un altro capolavoro, ti aspetta del gran godimento letterario!
Non conosco Dicker, non mi esprimo a riguardo!
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Matt21
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Re: Libri-3
@berre è il suo primo libro che leggo, al momento non posso esprimermi
@Arla Ottimo!
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berre
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Re: Libri-3
Non volevo essere troppo tranchant: Faulkner è nell'olimpo, Dicker piacevole lettura estiva leggera, ecco.
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Matt21
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Re: Libri-3
Su Dicker in effetti erano più o meno quelle le aspettative... Per quanto ho letto finora del libro e del genere (che non è il mio preferito) al momento preferisco la Marsons.
Poi mi trovi d'accordo con te, ci sono i grandi dei classici e classici moderni (i generi che preferisco) e poi un grande oceano con autori più e meno (o per niente) apprezzabili.
Oramai raramente trovo libri moderni che arrivano nella mia top ten, oggi c'è talmente tanta produzione (in tutto, non parlo solo di libri) che i titoli meritevoli si perdono tra millemila fuffe.
Poi mi trovi d'accordo con te, ci sono i grandi dei classici e classici moderni (i generi che preferisco) e poi un grande oceano con autori più e meno (o per niente) apprezzabili.
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Arla
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Re: Libri-3
Amen
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Arla
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Re: Libri-3
E rieccomi!
Appena finita una raccolta di poesie: Quare tristis, di Giovanni Raboni.
Testi quasi tutti dedicati alla morte e agli ultimi anni di vecchiaia in attesa di essa, un' attesa amara, si evince...
La maggior parte sono sonetti classici, molto interessante il fatto di scrivere in endecasillabi e con rime molto precise ma riuscire a risultare contemporaneo usando accenti molto vari, enjambements quasi continui e un lessico quotidiano, che messi insieme fanno dimenticare la struttura di partenza dando spesso la sensazione di leggere versi sciolti.
Nel tempo, se riesco, proverò a leggere altro di lui!
Appena finita una raccolta di poesie: Quare tristis, di Giovanni Raboni.
Testi quasi tutti dedicati alla morte e agli ultimi anni di vecchiaia in attesa di essa, un' attesa amara, si evince...
La maggior parte sono sonetti classici, molto interessante il fatto di scrivere in endecasillabi e con rime molto precise ma riuscire a risultare contemporaneo usando accenti molto vari, enjambements quasi continui e un lessico quotidiano, che messi insieme fanno dimenticare la struttura di partenza dando spesso la sensazione di leggere versi sciolti.
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Matt21
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Re: Libri-3
La verità sul caso Harry Quebert non l'ho trovato malvagio.
Non essendo il mio genere (non mi piacciono i libri nei quali sembra di 'leggere un film', e i thriller americani spesso lo sono) non ho chissà quale metro di paragone. L'ho trovato a tratti ripetitivo e prolisso, alcuni passaggi infantili, si avverte la poca esperienza dell'autore. Però devo dire che si fa leggere, finale non scontato.
Più in là leggerò un romanzo scritto in età più matura.
Male invece, e questa è stata una sorpresa, La strada di Mccarthy. Vuoto, più che ripetitivo, scarno nel rapporto padre/figlio, scarso nel racconto delle ambientazioni, non una citazione degna di una evidenziazione... una grande occasione mancata.
Forse avevo aspettative troppo elevate e mi aspettavo una narrazione degna di Huxley, Orwell o anche 'solo' Dick. E invece no.
Non essendo il mio genere (non mi piacciono i libri nei quali sembra di 'leggere un film', e i thriller americani spesso lo sono) non ho chissà quale metro di paragone. L'ho trovato a tratti ripetitivo e prolisso, alcuni passaggi infantili, si avverte la poca esperienza dell'autore. Però devo dire che si fa leggere, finale non scontato.
Più in là leggerò un romanzo scritto in età più matura.
Male invece, e questa è stata una sorpresa, La strada di Mccarthy. Vuoto, più che ripetitivo, scarno nel rapporto padre/figlio, scarso nel racconto delle ambientazioni, non una citazione degna di una evidenziazione... una grande occasione mancata.
Forse avevo aspettative troppo elevate e mi aspettavo una narrazione degna di Huxley, Orwell o anche 'solo' Dick. E invece no.
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Arla
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Re: Libri-3
Matt21, dai, è interessante questa tua disamina!
Pensa che io invece in quei dialoghi così scheletrici leggevo tutto l' amore che lega i due protagonisti... Sarà che sono cresciuta in mezzo ai friulani!
Addirittura riuscivo a sentirlo di più nel libro che vedendolo recitato nel film, che pure non è male! (sebbene abbiano secondo me esagerato coi flashback, ma d'altronde hai la Theron, qualcosa devi farle fare!
)
Per le ambientazioni, io non sono una persona che pensa per immagini, quindi non faccio molto testo, ma l' atmosfera l' ho percepita...
Sai cosa, forse, dagli autori che citi, ti aspettavi una distopia più complessa e strutturata? Perché secondo me questo non era l' intento di McCarthy, credo che per lui il post apocalittico fosse solo un'occasione per collocare una storia, anzi, un frammento di una storia, visto che non si capisce bene cosa sia successo all' inizio, e perché, e anche il finale...
Vabbè, non spoliero troppo, casomai qualcuno si fosse incuriosito!
Mi pare di capire però che sia un libro che o si ama o si odia, perché varie persone, tutti grandi lettori e abituati ad una certa qualità di scrittura, mi hanno dato effettivamente pareri molto contrastanti!
Pensa che io invece in quei dialoghi così scheletrici leggevo tutto l' amore che lega i due protagonisti... Sarà che sono cresciuta in mezzo ai friulani!
Addirittura riuscivo a sentirlo di più nel libro che vedendolo recitato nel film, che pure non è male! (sebbene abbiano secondo me esagerato coi flashback, ma d'altronde hai la Theron, qualcosa devi farle fare!
Per le ambientazioni, io non sono una persona che pensa per immagini, quindi non faccio molto testo, ma l' atmosfera l' ho percepita...
Sai cosa, forse, dagli autori che citi, ti aspettavi una distopia più complessa e strutturata? Perché secondo me questo non era l' intento di McCarthy, credo che per lui il post apocalittico fosse solo un'occasione per collocare una storia, anzi, un frammento di una storia, visto che non si capisce bene cosa sia successo all' inizio, e perché, e anche il finale...
Vabbè, non spoliero troppo, casomai qualcuno si fosse incuriosito!
Mi pare di capire però che sia un libro che o si ama o si odia, perché varie persone, tutti grandi lettori e abituati ad una certa qualità di scrittura, mi hanno dato effettivamente pareri molto contrastanti!
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Matt21
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Re: Libri-3
@Arla mi fa piacere che non ti sia sentita 'offesa' dalla mia disamina
sinceramente solo dopo aver scritto il mio messaggio ho riletto i post precedenti e visto quanto invece avevi apprezzato il libro.
Sicuramente mi aspettavo una nota distopica più spiccata, l'idea del racconto si prestava molto, questo intendevo con 'occasione mancata'.
La parte dei dialoghi positiva ma anche questa l'ho trovata un po' povera sia per quantità che per incisività, mi aspettavo un coltello emozionale più marcato, più 'crudele', o perlomeno qualche frase che meritasse di essere salvata per forza o genialità.
L'unica citazione del libro che ho tenuto è stata: Si era preparato a morire e ora che non sarebbe più morto ci doveva riflettere su.
Probabilmente sono io che mi aspettavo un libro differente.
Nel frattempo ho letto L'anniversario di Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega, un racconto della conflittualità tra figlio e genitori.
La parte che ho trovato più interessante sono stati gli ultimi 4 capitoli, nei quali - dopo aver fatto un resoconto della vita familiare per il resto del libro - affronta la presa di posizione dell'allontanamento e ne dipana anche il lato personalmente emotivo.
L'ho trovata la parte in cui il lettore può cogliere maggiori elementi e sentimenti in cui ritrovarsi in quanto, a differenza del resto del libro, non legata a motivi e situazioni specifici (nel suo caso, la presenza del padre-padrone).
Sicuramente mi aspettavo una nota distopica più spiccata, l'idea del racconto si prestava molto, questo intendevo con 'occasione mancata'.
La parte dei dialoghi positiva ma anche questa l'ho trovata un po' povera sia per quantità che per incisività, mi aspettavo un coltello emozionale più marcato, più 'crudele', o perlomeno qualche frase che meritasse di essere salvata per forza o genialità.
L'unica citazione del libro che ho tenuto è stata: Si era preparato a morire e ora che non sarebbe più morto ci doveva riflettere su.
Probabilmente sono io che mi aspettavo un libro differente.
Nel frattempo ho letto L'anniversario di Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega, un racconto della conflittualità tra figlio e genitori.
La parte che ho trovato più interessante sono stati gli ultimi 4 capitoli, nei quali - dopo aver fatto un resoconto della vita familiare per il resto del libro - affronta la presa di posizione dell'allontanamento e ne dipana anche il lato personalmente emotivo.
L'ho trovata la parte in cui il lettore può cogliere maggiori elementi e sentimenti in cui ritrovarsi in quanto, a differenza del resto del libro, non legata a motivi e situazioni specifici (nel suo caso, la presenza del padre-padrone).
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