aiace.ct ha scritto:....vedrai che la 599 edizione del drappo verde la facciamo insieme...
corri lungo adige?
Se riesco a correre con continuità l'anno prossimo non me ne perdo una... ma bisogna ritrovare anche la convinzione.
A Custoza ci sono arrivato solo in bicicletta e lungo l'Adige non vado quasi mai. Spesso corro sulla ciclabile in lungo ed in largo anche se mi attirano di più le collinette di Corrubbio e Montericco.... per un periodo mi sono anche illuso di potermi definire un runner.
La verità è che sono uno zoppo vivente e parlo tanto... ma corro poco.
Per ora riposo e poi vedi quando riparte l endorfina!in due anni non mi ero fermato mai più di 6 gg. consecutivi....aspetto adesso il 10 giugno a 4 settimane dallo stop e poi riprovo con scarpe nuove di pacco...nel mentre il podologo non prima di metá luglio.....pare che tutti i plantaridi siano andati dallo stesso specialista!!!non demordere ...ci sarà tempo x fermarsi...dopo le maratone partono i trail...ce n è di roba da fare prima di fermarsi!!!
@aiace.ct
L'anno scorso sono rimasto fermo 4 mesi e rotti (da giugno a ottobre) ed avevo ripreso con gradualità riprendendo anche fiducia ed entusiasmo.
Poi, un mesetto fa, sono comparse nuove noie all'altro piede e quindi altra "batosta" che però vivo serenamente, tanto lo so che presto o tardi si ricomincia.
La voglia di "gareggiare" però non è mai più tornata.
Io quoto chilian al 100%,
ed è esattamente lo stesso modo in cui mi sto muovendo io.
forse dipende in parte dal mio carattere, senza la corsa, con la mia vita attuale, avrei avuto alternative praticamente pari a 0 di continuare a praticare sport ( tranne forse, andare in palestra) .
così, quando mi sono fatta male, all'inizio di ottobre, ho fatto un mese di stop, insieme a 6 sedute di ultrasuoni e poi, su consiglio del fisioterapista stesso, ho provato a ricominciare. Novembre e dicembre molto cauti e poi via via ho aumentato i chilometraggi.
concordo sul fatto che il piede mantiene la memoria. sinceramente il mio piede destro, quello fascitico, è , ad oggi , diverso dal sinistro, lo sento. Il fastidio/doloretto ogni tanto ricompare, a volte in unn punto del piede, a volte in un altro....
Cerco sempre di mantenere un equilibrio, se capisco che il" fastidietto" sta diventando un pelo più intenso mi fermo per qualche giorno in piu....
Paradossalmente soffro di più i chilometraggi lunghi e lenti che le sedute veloci ( forse anche perchè ovviamente il piwede viene sollecitato per meno tempo).
Onestamente penso che se fossi stata immobile fino a che non avessi sentito proprio piu nulla nulla.... sarei ferma ancora adesso e forse il problema non lo avrei comunque ancora risolto ( certo, non ne ho una controprova)
Spero di potere andare avanti così. Ho amche deciso che farò un massaggio decontratturante al mese dal fisioterapista, perchè comunque son convinta che anche scaricare un po' i muscoli possa portare giovamento al piede.
Poi ovvio che se invece parliamo di vero e proprio dolore... beh, corriamo per stare bene, per acquisire uno stato di benessere maggiore, quindi correre col dolore sarebbe una contraddizione...
Chi ha un perché abbastanza forte può superare qualsiasi come
...allora titti74 quindi non hai avuto bisogno di plantari e quantaltro, visita dal posturologo, esame baropodometrico.......? per capire da che cosa ha causato la FP, perchè caspita ci deve essere un motivo per cui si soffre di questa patologia molto antipatica...
tacito ha scritto:Più che non capirci molto temo che sia un problema molto soggettivo sia come causa che come rimedio...
Comunque di infortuni muscolari, tendinei e compagnia cantando, causati dalla corsa e dalla bici sono in pochissimi a capirne...
Io NON correvo se non veramente blandamente nei giorni in cui non andavo in palestra.
Non so cosa sia l'ozonoterapia ma oramai non ho più speranze.
Visto che le hai provate tutte, hai pensato di andare da un chiropratico?
D'accordo in pieno con l'ultima affermazione di Titti, correre soffrendo non ha senso, come non lo ha correre sotto l'effetto di antidolorifici per anestetizzare il dolore.
Concordo anche, sulla base della mia esperienza, sul fatto che i lavori veloci (ma non troppo eh...) siano più accettati dall'arco plantare di quelli lenti. Il mio coach addirittura mi consiglia di fare dei 500 "tirati" dopo le uscite lente in montagna, quasi che l'impatto veloce contribuisca a restituire elasticità alla fascia plantare, "irrigidita" dal passo lento; e devo dire che sopporto questo lavoro aggiuntivo senza problemi.
Invece, da fautore dello stretching, specificamente per la zona del polpaccio, gastrocnemio e fascia plantare, devo ricredermi un poco sulla sua utilità. Infatti, dopo averlo interrotto per qualche giorno, nel corso della scorsa settimana, poiché avvertivo un leggero dolore proprio in corrispondenza della fascia (nello specifico, mentre effettuavo l'esercizio svolto spingendo contro il muro), ho notato subito un miglioramento dei sintomi.
Forse lo facevo male, forse spingevo troppo a freddo, forse ne ho fatto troppo nei mesi precedenti e per "sentire" tensione ero costretto a tirare sempre di più.
Sta di fatto che continuerò a fare i massaggi con la palla, ma interromperò lo stretching specifico per la fascia plantare.
E anche basta pomate e ghiaccio, solo corsa...
Domani dall'ortopedico penso di esordire dicendogli che negli ultimi 4 anni ho percorso 13mila chilometri e che non ho intenzione di fermarmi più di un mese......giusto per entrare in sintonia con il nuovo dottore
... i secondi persi all'inizio, sono minuti guadagnati alla fine... 43 Maratone: LMM 3h13' , Six Stars Finisher IM Emilia Romagna x2 - IM Zurigo - IM Hamburg 2023
Morits ha scritto: ...allora titti74 quindi non hai avuto bisogno di plantari e quantaltro, visita dal posturologo, esame baropodometrico.......? per capire da che cosa ha causato la FP, perchè caspita ci deve essere un motivo per cui si soffre di questa patologia molto antipatica...
Morits, quello che posso dirti è che ho il bacino un po' ruotato (questo me lo hanno detto fisio e osteopata, e comunque lo vedo anche da me) , che di sicuro corro caricando di più la gamba destra ( quella dove ho sofferto di fascite), che il piede destro è più arcuato del sinistro e che a luglio dello scorso anno mi sono rotto il mignolino del piede sinistro, ma l'ho legato a quello vicino e ho continuato a correre, quindi magari ho inconsapevolmente modificato ulteriormente la postura della corsa " a scapito" della mia parte destra. aggiungo che ero cosciente che stavo tirando un po' troppo gli allenamenti perchè ero in pieno carico per una mezza che avrei dovuto correre il mese successivo ( pieno carico all'epoca per me voleva dire 30 max 35 km a settimana, intendiamoci). Io credo che sia tutto questo insieme.
aggiungici il fatto che non sono mai stata uuna sportiva e che ho iniziato a correre poco prima dei 40 anni....
Per completezza la fascite mi fu diagnosticata tramite ecografia ( a detta del tecnico una lieve distensione della fascia plantare) .
Il mio fisioterapista è " contrario" a modifiche posturali o a plantari a meno che non si tratti di casi limite. sostiene che crcare di modificare piccolio squilibri o differenze che tutti abbiamo non più in giovane età potrebbe essere controproducente perchè il nostro corpo ha trovato in qualche modo un suo equilibrio fisiologico e perturbarlo potrebbe creare piu danni che altro. Differente è il caso in soggetti di giovane età e in situazioni, appunto, più " estreme".
D'altra parte parlando con il mio osteopata mi ha detto di esersi trovato spesso di fronte a casi di fascite e che tramite pratiche osteopatiche si risolvono... Perchè appunto si agisce sulla causa...
Chi ha un perché abbastanza forte può superare qualsiasi come