[DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
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chilian
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
@rubenswise
Da praticante del trail running (quest'anno: 4 ultra), a mio modestissimo parere il tuo dolore è solo una conseguenza dell'appoggio violento che i tuoi piedi hanno sopportato durante le discese, che evidentemente ancora non sei abituato a correre in modo efficace.
Sono convinto che non c'è nulla meglio del trail running, e della montagna in generale, per camminare e correre in modo sano e "variato", poiché l'appoggio del piede, tipico di questa attività, ogni volta differente per inclinazione e forza di impatto, sempre ammortizzato da quadricipiti e schiena, e bilanciato dalle braccia, evita di sollecitare la muscolatura nel modo violento e secco che invece porta a fare la corsa su asfalto.
La quale, sempre secondo la mia esperienza, è quella che porta più facilmente a sollecitare l'arco plantare, sia a causa dell'azione del piede sempre uguale, sia soprattutto per le maggiori velocità che posso raggiungere, che portano ad una conseguente maggiore sollecitazione dei tendini.
La mia "fascite" al piede sx, mai diagnosticata come tale ma di cui ho sperimentato tutta la sintomatologia (dolore al mattino, aponeurosi plantare ispessita etc.), da fine gennaio ad ora, l'ho combattuta correndoci sopra, anche se continuavo a sentire dolorini alla parte incriminata, e devo dire che la pratica costante del trail running mi ha portato ad un irrobustimento muscolare, in particolar modo del polpaccio, che sicuramente ha alleviato il piede portandolo a scaricare di meno l'impatto sull'arco plantare. Mi ci è voluta però costanza e fiducia, perché ho corso con il dolorino sempre presente e non per pochi chilometri.
Oramai la fascite è QUASI un ricordo, ma anche se non migliorasse ciò non mi impedisce di fare l'attività fisica che voglio (domenica: 44km per 2900mD+).
Una cosa forse non farei: una mezza su strada. In questo caso, le spinte sull'asfalto, unite ad una velocità di crociera nettamente superiore a quella del trail running, a mio avviso potrebbero far precipitare nuovamente i sintomi e portare ad un nuovo fermo dalla corsa.
Da praticante del trail running (quest'anno: 4 ultra), a mio modestissimo parere il tuo dolore è solo una conseguenza dell'appoggio violento che i tuoi piedi hanno sopportato durante le discese, che evidentemente ancora non sei abituato a correre in modo efficace.
Sono convinto che non c'è nulla meglio del trail running, e della montagna in generale, per camminare e correre in modo sano e "variato", poiché l'appoggio del piede, tipico di questa attività, ogni volta differente per inclinazione e forza di impatto, sempre ammortizzato da quadricipiti e schiena, e bilanciato dalle braccia, evita di sollecitare la muscolatura nel modo violento e secco che invece porta a fare la corsa su asfalto.
La quale, sempre secondo la mia esperienza, è quella che porta più facilmente a sollecitare l'arco plantare, sia a causa dell'azione del piede sempre uguale, sia soprattutto per le maggiori velocità che posso raggiungere, che portano ad una conseguente maggiore sollecitazione dei tendini.
La mia "fascite" al piede sx, mai diagnosticata come tale ma di cui ho sperimentato tutta la sintomatologia (dolore al mattino, aponeurosi plantare ispessita etc.), da fine gennaio ad ora, l'ho combattuta correndoci sopra, anche se continuavo a sentire dolorini alla parte incriminata, e devo dire che la pratica costante del trail running mi ha portato ad un irrobustimento muscolare, in particolar modo del polpaccio, che sicuramente ha alleviato il piede portandolo a scaricare di meno l'impatto sull'arco plantare. Mi ci è voluta però costanza e fiducia, perché ho corso con il dolorino sempre presente e non per pochi chilometri.
Oramai la fascite è QUASI un ricordo, ma anche se non migliorasse ciò non mi impedisce di fare l'attività fisica che voglio (domenica: 44km per 2900mD+).
Una cosa forse non farei: una mezza su strada. In questo caso, le spinte sull'asfalto, unite ad una velocità di crociera nettamente superiore a quella del trail running, a mio avviso potrebbero far precipitare nuovamente i sintomi e portare ad un nuovo fermo dalla corsa.
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ollenovas
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
@Chilan, la tua analisi non fa una piega.
Nel tempo ho però compreso che questo disturbo è abbastanza soggettivo ed anche poco analizzato a livello di risposta medica, e per medica intendo dall'ortopedico all'osteopata al fisioterapista e chi più ne ha più ne metta. Ci vuole un po di fortuna, che non guasta mai, ad avere persone che ti aiutano a fare un approccio alla sintomatologia in modo adeguato, altrimenti si corre il serio rischio di buttar soldi e vedere invariati o pressoché invariati i propri sintomi.
Esiste un però alla tua analisi: non tutti possono fare l'esperienza che tu consigli. Mi spiego, molti di noi fanno questo per pura passione ritagliandosi del tempo all'interno della propria giornata, casomai all'alba o alla sera tardi. Molte volte non hanno percorsi come quelli che tu consigli, a portata di mano, se sono fortunati hanno un parco cittadino e devono essere strafortunati ad avercelo sotto casa o abbastanza vicino. Quindi il ripiego è l'asfalto. Inoltre i Trail non sono affatto uno scherzo, le sollecitazioni che riceve il nostro corpo sono altre, casomai non metti a repentaglio il fascio plantare ma ginocchia e caviglie si. A tutto ci vuole il dovuto approccio, se si è atleti, intendo persone che hanno già un bagaglio di esperienza dovuto ad altri sport, molte volte la corsa diventa una esperienza nuova ed arricchente. Invece per chi da sedentario trova gli stimoli per iniziare, secondo i propri ritmi ed i propri tempi, a porre una sfida con se stesso deve avere un approccio cautelativo e non pensare di strafare.
Nel tempo ho però compreso che questo disturbo è abbastanza soggettivo ed anche poco analizzato a livello di risposta medica, e per medica intendo dall'ortopedico all'osteopata al fisioterapista e chi più ne ha più ne metta. Ci vuole un po di fortuna, che non guasta mai, ad avere persone che ti aiutano a fare un approccio alla sintomatologia in modo adeguato, altrimenti si corre il serio rischio di buttar soldi e vedere invariati o pressoché invariati i propri sintomi.
Esiste un però alla tua analisi: non tutti possono fare l'esperienza che tu consigli. Mi spiego, molti di noi fanno questo per pura passione ritagliandosi del tempo all'interno della propria giornata, casomai all'alba o alla sera tardi. Molte volte non hanno percorsi come quelli che tu consigli, a portata di mano, se sono fortunati hanno un parco cittadino e devono essere strafortunati ad avercelo sotto casa o abbastanza vicino. Quindi il ripiego è l'asfalto. Inoltre i Trail non sono affatto uno scherzo, le sollecitazioni che riceve il nostro corpo sono altre, casomai non metti a repentaglio il fascio plantare ma ginocchia e caviglie si. A tutto ci vuole il dovuto approccio, se si è atleti, intendo persone che hanno già un bagaglio di esperienza dovuto ad altri sport, molte volte la corsa diventa una esperienza nuova ed arricchente. Invece per chi da sedentario trova gli stimoli per iniziare, secondo i propri ritmi ed i propri tempi, a porre una sfida con se stesso deve avere un approccio cautelativo e non pensare di strafare.
Non sono morto ... Test del moribondo del 12.10.2014 10K in 59' e 39"
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chilian
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Ollenovas sono d'accordo su tutto.
La corsa su sentiero, altresì detta trail, dovrebbe rappresentare un'evoluzione della propria esperienza di running, meglio se "preparata" da qualche annetto di camminate a zonzo per rifugi e vette, e certamente non il rimedio che consente, di botto, di iniziare a guarire da problemi tendinei e articolari. Il sedentario che si butta la domenica su un sentiero va incontro a rischi paragonati ai quali la fascite plantare sarà il minore dei mali.
Se vista come uno stimolo, senza esagerare soprattutto in discesa, essa abitua i nostri arti a una nuova sensibilità; le prime volte prendi le storte, poi piano piano non le prendi più perché hai imparato l'appoggio, sempre preferibilmente di avampiede, anche in discesa.
Certo, se uno abita a Venezia questa opportunità non ce l'ha...
Personalmente, la fascia plantare mi duole di meno dopo un lungo trail che dopo qualche chilometro di passeggiata con i mocassini, probabilmente perché camminando non posso sfruttare l'avampiede come vorrei, e tantomeno la spinta del polpaccio, per cui lo sforzo dell'avanzamento viene sopportato tutto dall'arco plantare.
La corsa su sentiero, altresì detta trail, dovrebbe rappresentare un'evoluzione della propria esperienza di running, meglio se "preparata" da qualche annetto di camminate a zonzo per rifugi e vette, e certamente non il rimedio che consente, di botto, di iniziare a guarire da problemi tendinei e articolari. Il sedentario che si butta la domenica su un sentiero va incontro a rischi paragonati ai quali la fascite plantare sarà il minore dei mali.
Se vista come uno stimolo, senza esagerare soprattutto in discesa, essa abitua i nostri arti a una nuova sensibilità; le prime volte prendi le storte, poi piano piano non le prendi più perché hai imparato l'appoggio, sempre preferibilmente di avampiede, anche in discesa.
Certo, se uno abita a Venezia questa opportunità non ce l'ha...
Personalmente, la fascia plantare mi duole di meno dopo un lungo trail che dopo qualche chilometro di passeggiata con i mocassini, probabilmente perché camminando non posso sfruttare l'avampiede come vorrei, e tantomeno la spinta del polpaccio, per cui lo sforzo dell'avanzamento viene sopportato tutto dall'arco plantare.
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ollenovas
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Concordo su tutta la linea!
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StePo8
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
@chilian complimenti per l'analisi, ma dove sei stato finora?
Sono d'accordo con la tua analisi, io attualmente corto con il dolorino, ma ho tolto il 50% della corsa, facendo bici e nuoto.
La corsa solo su avampiede
Sono d'accordo con la tua analisi, io attualmente corto con il dolorino, ma ho tolto il 50% della corsa, facendo bici e nuoto.
La corsa solo su avampiede
... i secondi persi all'inizio, sono minuti guadagnati alla fine...
43 Maratone: LMM 3h13' , Six Stars Finisher

IM Emilia Romagna x2 - IM Zurigo - IM Hamburg 2023
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chilian
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Bravo StePo!
La corsa di avampiede secondo me ha una sua ragion d'essere nel caso della fascite.
Il dolore nel mio caso è partito, come penso per tutti, al centro della pianta, diciamo alla fine dei muscoli del tallone. Lì è rimasto, e l'ho avvertito come presente in "profondità", per qualche settimana. Questa è anche la zona che doleva al risveglio.
Dopo un po' di tempo però questa fase di infiammazione, che definirei la fase "acuta", è andata sparendo, ed è rimasto un dolorino più superficiale, localizzato sempre nel tallone ma non più al centro della pianta del piede, bensì spostato verso l'esterno del piede; diciamo che il dolore si è "allontanato" dalla fascia plantare per muoversi verso il calcagno.
In questa fase, che è la mia attuale, la corsa "rullata" è quella che provoca più dolore, perché va a comprimere le terminazioni nervose lì presenti, collegate chissà come alla fascia plantare.
E' per questo che ho trovato particolare giovamento dalla corsa sull'avampiede, estremamente controllata e mai particolarmente veloce, e per l'appunto finalizzata principalmente ad evitare l'appoggio del tallone.
L'appoggio del tallone ogni tanto è inevitabile, soprattutto nelle discese del trail; in questo caso sarebbe bene usare sempre scarpe ben ammortizzate e non scariche, per evitare i ripetuti impatti, anche dolorosi.
Meglio ancora usarle sempre, le scarpe ammortizzate, anche a passeggio, ma col caldo spesso cedo al mocassino!
La corsa di avampiede secondo me ha una sua ragion d'essere nel caso della fascite.
Il dolore nel mio caso è partito, come penso per tutti, al centro della pianta, diciamo alla fine dei muscoli del tallone. Lì è rimasto, e l'ho avvertito come presente in "profondità", per qualche settimana. Questa è anche la zona che doleva al risveglio.
Dopo un po' di tempo però questa fase di infiammazione, che definirei la fase "acuta", è andata sparendo, ed è rimasto un dolorino più superficiale, localizzato sempre nel tallone ma non più al centro della pianta del piede, bensì spostato verso l'esterno del piede; diciamo che il dolore si è "allontanato" dalla fascia plantare per muoversi verso il calcagno.
In questa fase, che è la mia attuale, la corsa "rullata" è quella che provoca più dolore, perché va a comprimere le terminazioni nervose lì presenti, collegate chissà come alla fascia plantare.
E' per questo che ho trovato particolare giovamento dalla corsa sull'avampiede, estremamente controllata e mai particolarmente veloce, e per l'appunto finalizzata principalmente ad evitare l'appoggio del tallone.
L'appoggio del tallone ogni tanto è inevitabile, soprattutto nelle discese del trail; in questo caso sarebbe bene usare sempre scarpe ben ammortizzate e non scariche, per evitare i ripetuti impatti, anche dolorosi.
Meglio ancora usarle sempre, le scarpe ammortizzate, anche a passeggio, ma col caldo spesso cedo al mocassino!
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
la scarpa che si tiene 12 ore al giorno è molto importante, io come alternativo al mocassino, riesco cmq a portare un paio di scarpe un pochino più sportive ma eleganti ugualmente, dove ho inserito il plantare, a sostegno dell'arco.
Parlo di plantare standard e non su miusra.
Alla fine della giornata ho solo un lieve dolore dovuto alla giornata. quando rimango in piedi tutto il giorno, sono distrutto.
Parlo di plantare standard e non su miusra.
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gian_dil
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Stepo....mi dai informazioni sul plantare commerciale che sostiene l'arco:mrgreen:
fai correre anche tu il porcellino
di Running Forum, viewtopic.php?t=46765
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StePo8
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
questo lo uso costantemente (non per correre) e lo trovo molto valido 
http://www.ebay.it/itm/121383489489?_tr ... EBIDX%3AIT
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Morits
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
.....
13ma settimana di stop, quinta terapia di ultrasuoni associata alla tens e massaggio trasverso profondo, risultati? pessimi a sx non ho mai avuto grandi problemi ma a dx dopo la terza seduta di cui sopra è cominciato un dolore maledetto, da non riuscire a poggiare il piede a terra, a detta del fisioterapista e normale dopo il massaggio che si risvegli il dolore, passerà, plantari ancora modificati e dolore ancora persistente anche quando stò seduto, ormai non sò più cosa fare.........

