[DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
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gian_dil
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Grazie Stepo:D
Morits....fossi in te non mi preoccuperei troppo. Io sono (stato) fermo 7 mesi nei quali ho si fatto onde d'urto x 2 cicli ma soprattutto ho fatto nuoto e mi sono lasciato la corsa alle spalle. Non ho usato plantari se non talloniera in silicone.
Vedrai passerà col tempo
Morits....fossi in te non mi preoccuperei troppo. Io sono (stato) fermo 7 mesi nei quali ho si fatto onde d'urto x 2 cicli ma soprattutto ho fatto nuoto e mi sono lasciato la corsa alle spalle. Non ho usato plantari se non talloniera in silicone.
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CateMako
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Ciao a tutti! E' da un po' che non scrivo qui, sono ormai 2 mesi e 10 giorni che ho sospeso la corsa per la fascite! Ghiaccio, stretching, pallina da tennis...intanto ancora sento fastidio! Non ne posso più... Dite dovrei tornare dall'ortopedico? 
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Morits
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
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CateMako
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Infatti mi sa che farò così! Finiti gli esami mi metto in moto!
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enjoyash
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JKD
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Raga buongiorno seguo interessato sta discussione perché anche io sto iniziando ad avere qualche fastidio. Ho iniziato a corricchiare a giugno ed uso delle asisc per pronatore (prese in un negozio specializzato), per il momento è più un fastidio appena alzati la mattina su entrambi i piedi. È bene che smetta di allenarmi o posso continuare con le uscite settimanali? Calcolate che non sono come voi che mangiano Km sono agli inizi 
Edit: leggendo in giro vedo spesso che suggeriscono l'uso di plantari, sta mattina passerò dal negozio e vedrò cosa mi diranno
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Morits
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
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JKD
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Addirittura
quello che avrei evitato come la peste
il solo riposo dici non basti?
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gian_dil
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Inizia col riposo, un paio di settimane, se permane vai da un ortopedico. ..
Ps: dai RX non si vede nulla, o ecografia fatta da uno in gamba o RMN
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Andrea1969
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Ognuno come la vede. In questo campo la cosa peggiore è generalizzare ed assolutizzare. Ciò che per uno si rivela benefico, per un altro potrebbe essere addirittura deleterio e viceversa.chilian ha scritto:@rubenswise
Da praticante del trail running (quest'anno: 4 ultra), a mio modestissimo parere il tuo dolore è solo una conseguenza dell'appoggio violento che i tuoi piedi hanno sopportato durante le discese, che evidentemente ancora non sei abituato a correre in modo efficace.
Sono convinto che non c'è nulla meglio del trail running, e della montagna in generale, per camminare e correre in modo sano e "variato", poiché l'appoggio del piede, tipico di questa attività, ogni volta differente per inclinazione e forza di impatto, sempre ammortizzato da quadricipiti e schiena, e bilanciato dalle braccia, evita di sollecitare la muscolatura nel modo violento e secco che invece porta a fare la corsa su asfalto.
La quale, sempre secondo la mia esperienza, è quella che porta più facilmente a sollecitare l'arco plantare, sia a causa dell'azione del piede sempre uguale, sia soprattutto per le maggiori velocità che posso raggiungere, che portano ad una conseguente maggiore sollecitazione dei tendini.
La mia "fascite" al piede sx, mai diagnosticata come tale ma di cui ho sperimentato tutta la sintomatologia (dolore al mattino, aponeurosi plantare ispessita etc.), da fine gennaio ad ora, l'ho combattuta correndoci sopra, anche se continuavo a sentire dolorini alla parte incriminata, e devo dire che la pratica costante del trail running mi ha portato ad un irrobustimento muscolare, in particolar modo del polpaccio, che sicuramente ha alleviato il piede portandolo a scaricare di meno l'impatto sull'arco plantare. Mi ci è voluta però costanza e fiducia, perché ho corso con il dolorino sempre presente e non per pochi chilometri.
Oramai la fascite è QUASI un ricordo, ma anche se non migliorasse ciò non mi impedisce di fare l'attività fisica che voglio (domenica: 44km per 2900mD+).
Una cosa forse non farei: una mezza su strada. In questo caso, le spinte sull'asfalto, unite ad una velocità di crociera nettamente superiore a quella del trail running, a mio avviso potrebbero far precipitare nuovamente i sintomi e portare ad un nuovo fermo dalla corsa.
Io ho corso per 20 anni su strade e sterrati, senza fare mai gare, cioè quasi sempre di sera come antistress, mantenendomi sulla distanza canonica dei 10-15 km. Durata sempre dai 45 ai 90 minuti, molto raramente 2 ore ed oltre, velocità intorno ai 5...anche perché dopo sveglia alle sei e un'intera giornata già passata, con pressione bassa e anemia latente, ho sempre avuto ben poco da spremermi . Lo sfogo vero e proprio me lo son sempre riservato per il ciclismo...la domenica bello fresco e riposato
Problemi ? Sì...i tendini fin dal 2007 hanno cominciato a crearmi fastidi. Nella prima occasione per lunghi mesi...poi messi a bada con plantari, infiltrazioni ma soprattutto - visto in retrospettiva - proprio con un tipo di corsa che per durata, frequenza, intensità e fondo si è sempre "involontariamente" mantenuta entro quella che R. Albanesi chiama la "distanza critica" individuale, ossia quella personalissima soglia oltre la quale ciascuno rischia, prima o poi, l'infortunio pressoché certo.
Insomma, i presupposti dell'infortunio ai tendini c'erano già tutti e i sintomi li avevano già lanciati, solo che correre sotto la distanza critica (sebbene il concetto io non lo conoscessi neppure) ha evitato per anni che si innescassero.
E avrebbero continuato ad evitarli se non fosse che poi...
ho conosciuto il trail, quindi le gare su strada, quindi la combinazione micidiale: la gara trail, per giunta con dislivello.
Inutile dire che già le gare spesso comportano distanze inedite, mai sperimentate prima, poi la foga e la competizione ti spingono ad aumentare la velocità con cui le corri, mettici pure che se senti dolore (sopportabile), anziché fermarti ci corri sopra, ecc. ecc. Morale : la sera dopo un trail in Val D'Aosta (sebbene di "soli" 25 km. per 1600 m. di dislivello), in circa 3h 20' - mi sentivo i piedi come un fuoco, mi sembrava di camminare sui carboni ardenti. Pian piano è passato..ma evidentemente quelli erano solo gli effetti acuti. Quelli cronici sarebbero esplosi circa un mese e mezzo dopo (giusto un anno fa), facendomi piombare in un tunnel da cui non sono più uscito. In precedenza avevo fatto anche trail più brevi e gare su strada (anch'esse più brevi), ma credo che il colpo di grazia l'abbia dato l'ultimo: la naturalità delle superfici non ne neutralizza certo le sconnessioni, né le pendenze, né le irregolarità, i colpi ed i contraccolpi, e quindi in definitiva i traumi che ne derivano alle articolazioni.
C'è chi li sopporta meglio, ma ci sono anche molti (distanza critica inferiore) per i quali si rivelano micidiali.
Non ho mai capito il pressappochismo per il quale si pone così poca attenzione alle differenze individuali su questi aspetti che costituiscono i "pre-requisiti" della corsa : un atleta potrebbe surclassare tutti gli altri per capacità polmonari, muscolari e quant'altro e purtuttavia se parte a handicap su tendini, fascia plantare ecc. tutto il resto diventa inutile, non sbaraglierà mai nessuno (come pure avrebbe potuto fare) per il semplice motivo che con quelle prestazioni farà crac molto prima di completarle.


