[DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
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zagros
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Gia...dato che nessuno studio in 40 anni di uso delle A3 ha dimostrato che gli infortuni possano diminuire con il loro uso e la componente mentale può farci credere che 2 cm di gomma preservino le articolazioni con 60/70/80 kg che via atterrano sopra, va da se che ognuno si regoli in base alle proprie sensazioni ed alle risposte del proprio fisico...
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pedrinho
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Buona giornata a tutti!
desidero raccontarvi la mia esperienza con la fascite.
Ho letto con attenzione tutte le 209 pagine di questo thread e devo ammettere che mi sono fatto una vera e propria cultura anche se sono del parere che non esiste una verità assoluta!
Corro da diversi anni utilizzando delle scarpe A3 nelle quali inserisco dei plantari personalizzati (ho i piedi piatti con una pronazione accentuata). I plantari in questione mi hanno permesso di correre per diversi anni e di portare a termine diverse maratone e mezze maratone. Questi plantari sono stati fatti in un centro a Faenza, consigliato da un rinomato e competente medico dello sport.
Dal momento che da diversi anni vivo e lavoro a Palermo non ho la possibilità di raggiungere facilmente il centro plantari di faenza e di conseguenza ho commesso il gravissimo errore di correre con i plantari "scarichi".
Ritengo che il correre con i plantari da cambiare abbia determinato l'insorgere della fascite, diagnosticata a luglio 2015 da una risonanza magnetica.
Ai primi sintomi, per cause indipendenti dalla fascite, sono stato fermo per 15-20 giorni e quando ho ripreso ho utilizzato i nuovi plantari.
Ero già iscritto alla maratona di Firenze, che volevo fortemente correre e quindi mi sono allenato intensamente e duramente per ottenere (alla fine ci sono riuscito) il mio PB (dal 15.07.2015 al 29.11.2015 ho fatto più di 1.200 km).
Durante i mesi di allenamento precedenti il 29.11.2015 ho usato i plantari anche nelle scarpe calzate durante la giornata e ne ho tratto grande giovamento ed a onor del vero devo ammettere che durante la corsa o durante la giornata (con i plantari calzati) non avvero eccessivi fastidi ma ad essere sinceri la mattina appena sveglio avverto la differenza tra il piede sx (dove ho la fascite) e quello dx.
Ora che mi sono tolto il pensiero della maratona, vorrei risolvere o migliorare il problema della fascite per cui ho deciso di "concedermi" un mese di stop assoluto dalla corsa, durante il quale ho intensificato l'uso della bottiglietta di ghiaccio e dei massaggi con la pallina di tennis.
Una volta terminato questo lungo mese di stop, concordando pienamente con la tesi di chillian, vorrei riprendere a correre cercando gradatamente di modoficare il mio stile di corsa, ovvera cercando di lavorare maggiormente con il mesopiede: ci ho provato fino alla maratona di firenze ma non è cosa semplice. Le foto che mi sono state scattate durante la maratona dimostrano che non ho ancora il controllo pieno del gesto tecnico e ancora continuo a correre di rullata tallone/pianta/punta.
Ritengo comunque che il mio caso sia particolare e che l'origine dei miei mali sia proprio aver corso con i plantari logorati oltremodo e che utilizzando quelli nuovi il problema possa essere considerato in via di risoluzione anche perchè, altrimenti, la situazione sarebbe dovuta peggiorare dato l'elevato numero di km percorsi.
Fatta questa doverosa promessa, formulo alcune considerazioni sulla fascite:
1. esistono tantissime variabili che entrano in gioco in questa patologia, per cui la situazione di ciascuno di noi è differente;
2. una di queste variabili - la più importante, forse - è che spesso si parte da diagnosi che tali non sono; non mi riferisco soltanto alla diagnosi ricevute dopo aver esposto "verbalmente" i sintomi ma anche alle diagnosi fatte a seguito di esami clinici che non garantiscono "oltre ogni ragionevole dubbio" una certa patologia (prima della fascite, mi è capitato di stare fermo per uno stiramento, ebbene due medici sostenevano - dopo aver effettuato ciascuno la propria ecografia - che lo stiramento si trovasse in due punti del polpaccio completamente diversi tra loro).
3. penso che ci sia sempre una causa che genera la fascite, questa causa deve essere individuate e rimossa altrimenti siamo punto e a capo.
4.penso che correre di mesopiede possa dare giovamento a chi soffre di fascite.
In ultimo vi chiedo Ase è normale o se è capitato a qualche altro utente del forum che dopo i massaggi con la pallina il piede faccia più male rispetto a prima.
Un saluto a tutti.
desidero raccontarvi la mia esperienza con la fascite.
Ho letto con attenzione tutte le 209 pagine di questo thread e devo ammettere che mi sono fatto una vera e propria cultura anche se sono del parere che non esiste una verità assoluta!
Corro da diversi anni utilizzando delle scarpe A3 nelle quali inserisco dei plantari personalizzati (ho i piedi piatti con una pronazione accentuata). I plantari in questione mi hanno permesso di correre per diversi anni e di portare a termine diverse maratone e mezze maratone. Questi plantari sono stati fatti in un centro a Faenza, consigliato da un rinomato e competente medico dello sport.
Dal momento che da diversi anni vivo e lavoro a Palermo non ho la possibilità di raggiungere facilmente il centro plantari di faenza e di conseguenza ho commesso il gravissimo errore di correre con i plantari "scarichi".
Ritengo che il correre con i plantari da cambiare abbia determinato l'insorgere della fascite, diagnosticata a luglio 2015 da una risonanza magnetica.
Ai primi sintomi, per cause indipendenti dalla fascite, sono stato fermo per 15-20 giorni e quando ho ripreso ho utilizzato i nuovi plantari.
Ero già iscritto alla maratona di Firenze, che volevo fortemente correre e quindi mi sono allenato intensamente e duramente per ottenere (alla fine ci sono riuscito) il mio PB (dal 15.07.2015 al 29.11.2015 ho fatto più di 1.200 km).
Durante i mesi di allenamento precedenti il 29.11.2015 ho usato i plantari anche nelle scarpe calzate durante la giornata e ne ho tratto grande giovamento ed a onor del vero devo ammettere che durante la corsa o durante la giornata (con i plantari calzati) non avvero eccessivi fastidi ma ad essere sinceri la mattina appena sveglio avverto la differenza tra il piede sx (dove ho la fascite) e quello dx.
Ora che mi sono tolto il pensiero della maratona, vorrei risolvere o migliorare il problema della fascite per cui ho deciso di "concedermi" un mese di stop assoluto dalla corsa, durante il quale ho intensificato l'uso della bottiglietta di ghiaccio e dei massaggi con la pallina di tennis.
Una volta terminato questo lungo mese di stop, concordando pienamente con la tesi di chillian, vorrei riprendere a correre cercando gradatamente di modoficare il mio stile di corsa, ovvera cercando di lavorare maggiormente con il mesopiede: ci ho provato fino alla maratona di firenze ma non è cosa semplice. Le foto che mi sono state scattate durante la maratona dimostrano che non ho ancora il controllo pieno del gesto tecnico e ancora continuo a correre di rullata tallone/pianta/punta.
Ritengo comunque che il mio caso sia particolare e che l'origine dei miei mali sia proprio aver corso con i plantari logorati oltremodo e che utilizzando quelli nuovi il problema possa essere considerato in via di risoluzione anche perchè, altrimenti, la situazione sarebbe dovuta peggiorare dato l'elevato numero di km percorsi.
Fatta questa doverosa promessa, formulo alcune considerazioni sulla fascite:
1. esistono tantissime variabili che entrano in gioco in questa patologia, per cui la situazione di ciascuno di noi è differente;
2. una di queste variabili - la più importante, forse - è che spesso si parte da diagnosi che tali non sono; non mi riferisco soltanto alla diagnosi ricevute dopo aver esposto "verbalmente" i sintomi ma anche alle diagnosi fatte a seguito di esami clinici che non garantiscono "oltre ogni ragionevole dubbio" una certa patologia (prima della fascite, mi è capitato di stare fermo per uno stiramento, ebbene due medici sostenevano - dopo aver effettuato ciascuno la propria ecografia - che lo stiramento si trovasse in due punti del polpaccio completamente diversi tra loro).
3. penso che ci sia sempre una causa che genera la fascite, questa causa deve essere individuate e rimossa altrimenti siamo punto e a capo.
4.penso che correre di mesopiede possa dare giovamento a chi soffre di fascite.
In ultimo vi chiedo Ase è normale o se è capitato a qualche altro utente del forum che dopo i massaggi con la pallina il piede faccia più male rispetto a prima.
Un saluto a tutti.
La perseveranza è il duro lavoro che fai dopo che ti sei stancato del duro lavoro che hai fatto.
cit. Gingrich

29.11.2015 Firenze Marathon - 3.30.20
17.11.2015 Mezza Maratona Palermo - 1.38.20
12.06.2015 Ironman 70.3 Pescara - 6.37.32
cit. Gingrich
29.11.2015 Firenze Marathon - 3.30.20
17.11.2015 Mezza Maratona Palermo - 1.38.20
12.06.2015 Ironman 70.3 Pescara - 6.37.32
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Matric81
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Re: RE: Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Sei d'accordo con me che per correre di mesopiede non occorrano necessariamente delle drop 0 ma che si possa correre di mesopiede anche con delle A3 drop 12mm come ad esempio faccio io? Se sei d'accordo, pure ammesso che non ci siano ricerche, non credi che a parità di appoggio sia meglio avere qualcosa tra il piede ed il terreno atto a disperdere parte della forza di impatto al di là della componente mentale (che invece secondo me è molto presente in coloro che si convincono di poter correre di mesopiede solo con una drop 0)?zagros ha scritto:Gia...dato che nessuno studio in 40 anni di uso delle A3 ha dimostrato che gli infortuni possano diminuire con il loro uso e la componente mentale può farci credere che 2 cm di gomma preservino le articolazioni con 60/70/80 kg che via atterrano sopra, va da se che ognuno si regoli in base alle proprie sensazioni ed alle risposte del proprio fisico...
La cosa che mi urta dell'impostazione mentale dei natural runner è che spesso ne facciano quasi una questione religiosa...
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zagros
- Maratoneta
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Sono daccordo al 100% che si possa correre di mesopiede con qualsiasi scarpa. Ritengo altresì che con certe scarpe sia l'unico modo possibile, mentre con altre si può anche tallonare.
Il mio pensiero è che non avendo io quei cm di gomma che ammortizzano, sono costretto a farlo con muscoli, tendini e ossa...in sostanza, se mi metto a tallonare con una A0 dopo 5 metri mi fermo a piangere. Ovviamente non è una cosa per tutti, ci vuole preparazione, impegno, pazienza e studio, mentre con una A3 posso permettermi il lusso di correre con falcate lunghissime, cadenza bassa, appoggio di tallone, ginocchio esteso, ecc..., pagando probabilmente in seguito le conseguenze su ginocchia, schiena, e via dicendo.
Ti do inoltre ragione in pieno sulle prese di posizione, e per questo ho detto e confermo, nella scelta delle scarpe come in molti aspetti della vita, che ognuno trae le su conclusioni e si adatta in base alle esperienze...a me di dire corro a piedi nudi per fare il figo me ne frega na mazza.
Solamente ti dico, ho corso 20 anni con scarpe strutturate portandomi dietro molti problemi...ho cercato di migliorarmi ma (vuoi per miei limiti, sicuramente), sono riuscito a svoltare solo cominciando a migliorare la tecnica anche in buona parte con l'uso di scarpe leggere e flessibili, con le quali, provando dolore e fatica all'inizio molto superiori delle A3, ho ripreso ad utilizzare muscoli e tendini dei piedi che non sapevo di avere (dico davvero).
Quindi, sapendo che per scritto è difficile far trasparire la pacatezza dei miei interventi, parlo con la massima umiltà (pensa io sono geologo, mica medico o preparatore atletico....) e a volte mi scoccia che chi non ha mai corso con scarpe minimal (per "corso" intendo intrapreso un percorso di adattamento...) critichi a priori la cosa (diverso ad esempio il caso di kappa2 che, nonostante l'impegno, ha visto che non era la sua strada e, allora, ben venga qualsiasi tipo di scarpa che gli permetta di divertirsi correndo!).
Concludo con 'na bela bira, che mi si è seccata la lingua!
Il mio pensiero è che non avendo io quei cm di gomma che ammortizzano, sono costretto a farlo con muscoli, tendini e ossa...in sostanza, se mi metto a tallonare con una A0 dopo 5 metri mi fermo a piangere. Ovviamente non è una cosa per tutti, ci vuole preparazione, impegno, pazienza e studio, mentre con una A3 posso permettermi il lusso di correre con falcate lunghissime, cadenza bassa, appoggio di tallone, ginocchio esteso, ecc..., pagando probabilmente in seguito le conseguenze su ginocchia, schiena, e via dicendo.
Ti do inoltre ragione in pieno sulle prese di posizione, e per questo ho detto e confermo, nella scelta delle scarpe come in molti aspetti della vita, che ognuno trae le su conclusioni e si adatta in base alle esperienze...a me di dire corro a piedi nudi per fare il figo me ne frega na mazza.
Solamente ti dico, ho corso 20 anni con scarpe strutturate portandomi dietro molti problemi...ho cercato di migliorarmi ma (vuoi per miei limiti, sicuramente), sono riuscito a svoltare solo cominciando a migliorare la tecnica anche in buona parte con l'uso di scarpe leggere e flessibili, con le quali, provando dolore e fatica all'inizio molto superiori delle A3, ho ripreso ad utilizzare muscoli e tendini dei piedi che non sapevo di avere (dico davvero).
Quindi, sapendo che per scritto è difficile far trasparire la pacatezza dei miei interventi, parlo con la massima umiltà (pensa io sono geologo, mica medico o preparatore atletico....) e a volte mi scoccia che chi non ha mai corso con scarpe minimal (per "corso" intendo intrapreso un percorso di adattamento...) critichi a priori la cosa (diverso ad esempio il caso di kappa2 che, nonostante l'impegno, ha visto che non era la sua strada e, allora, ben venga qualsiasi tipo di scarpa che gli permetta di divertirsi correndo!).
Concludo con 'na bela bira, che mi si è seccata la lingua!
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marcoemme
- Novellino
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Pedrinho, grazie per la condivisione della tua esperienza.
Matric81:
Tu sei un natural runner - senza ironia! Permettimi di osservare che scambi il termine con "barefoot" e/o "minimal runner": il primo ("natural") comprende il secondo ("barefoot/minimal"), il secondo è una "sezione" del primo, il quale fa riferimento all'appoggio indipendentemente dalla scarpa.
Il nostro stile "natural" è usato a prescindere dal drop e dalla gomma: quanto tu dici, così come Zagros è corretto.
Come ho già scritto, qualche giorno fa mi sono fatto un giretto con le mie glycerin - non certo mi hanno riportato a tallonare: la sensazione però è di maggiore libertà del gesto con drop ridotto. Tutto qui: e non penso sia poco per la transizioni - ovviamente per chi decide di farla.
Per il resto, seppur corro sempre più minimalista o barefoot (ieri Vapor Glove per 19k di asfalto e sentiero, oggi Bare Access Trail per 11k di ghiaino compatto), integro la mia routine con scarpe più protettive come le Brooks Pure, o le Virrata. Queste ultime sono fuori produzione, per cui migrerò alle Altra non appena saranno definitivamente consumate. Procedo a sensazione giorno per giorno adattandomi a quanto mi dice il corpo, ma anche forzandolo un po'.
Le Altra incentivano la corsa di mesopiede essendo drop zero, ma non sono certamente nè minimal, né a maggior ragione bare.
La mia esperienza mi dice che correre di mesopiede con drop alti è diciamo meno confortevole/free, ma osservo che non solo il solo a sostenerlo. Tu ti trovi benissimo, invece! Tutto è relativo...
Come giustamente scrivi il rischio del minimal/barefoot sono le fratture da stress: lo scrivono più o meno velatamente anche sulle scatole delle scarpe... vedi serie Minimus (NB) o Connect (Merrell) e via dicendo -- un po' come il fumo fa male sulle sigarette.
Altra rimedia massimalizzando la scarpa con tutta la protezione del caso, ma mantenendo il drop zero. In alternativa ci sono le Hoka... Perché prendere queste scarpe in considerazione per una transizione? Per provare a variare l'appoggio in corsa senza dover cambiare paia di scarpe, nel senso che con tutta la gomma ammortizzante che hanno, uno può tallonare senza farsi male, esattamente come si fa con le scarpe a differenziale medio o alto. In ogni caso gradualità perché drop ridotto porta comunque a stressare achille e soleo.
Infine, Zagros, vero:
Matric81:
Tu sei un natural runner - senza ironia! Permettimi di osservare che scambi il termine con "barefoot" e/o "minimal runner": il primo ("natural") comprende il secondo ("barefoot/minimal"), il secondo è una "sezione" del primo, il quale fa riferimento all'appoggio indipendentemente dalla scarpa.
Il nostro stile "natural" è usato a prescindere dal drop e dalla gomma: quanto tu dici, così come Zagros è corretto.
Come ho già scritto, qualche giorno fa mi sono fatto un giretto con le mie glycerin - non certo mi hanno riportato a tallonare: la sensazione però è di maggiore libertà del gesto con drop ridotto. Tutto qui: e non penso sia poco per la transizioni - ovviamente per chi decide di farla.
Per il resto, seppur corro sempre più minimalista o barefoot (ieri Vapor Glove per 19k di asfalto e sentiero, oggi Bare Access Trail per 11k di ghiaino compatto), integro la mia routine con scarpe più protettive come le Brooks Pure, o le Virrata. Queste ultime sono fuori produzione, per cui migrerò alle Altra non appena saranno definitivamente consumate. Procedo a sensazione giorno per giorno adattandomi a quanto mi dice il corpo, ma anche forzandolo un po'.
Le Altra incentivano la corsa di mesopiede essendo drop zero, ma non sono certamente nè minimal, né a maggior ragione bare.
La mia esperienza mi dice che correre di mesopiede con drop alti è diciamo meno confortevole/free, ma osservo che non solo il solo a sostenerlo. Tu ti trovi benissimo, invece! Tutto è relativo...
Come giustamente scrivi il rischio del minimal/barefoot sono le fratture da stress: lo scrivono più o meno velatamente anche sulle scatole delle scarpe... vedi serie Minimus (NB) o Connect (Merrell) e via dicendo -- un po' come il fumo fa male sulle sigarette.
Altra rimedia massimalizzando la scarpa con tutta la protezione del caso, ma mantenendo il drop zero. In alternativa ci sono le Hoka... Perché prendere queste scarpe in considerazione per una transizione? Per provare a variare l'appoggio in corsa senza dover cambiare paia di scarpe, nel senso che con tutta la gomma ammortizzante che hanno, uno può tallonare senza farsi male, esattamente come si fa con le scarpe a differenziale medio o alto. In ogni caso gradualità perché drop ridotto porta comunque a stressare achille e soleo.
Infine, Zagros, vero:
Amen.ci vuole preparazione, impegno, pazienza e studio
Natural, minimal.
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chargedbolt
- Maratoneta
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- Iscritto il: 28 giu 2013, 14:46
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Comincio sempre di più a pensare che il fulcro di tutto sia proprio migliorare l'appoggio.
Sono ufficialmente uscita completamente dalla fascite, non ho più nessun problema al piede sinistro.
Ultimamente è stato però un problema continuo ai piedi; circa 1 anno fa ho cominciato con una tallonite al piede destro, che mi ha tenuta ferma quasi 4 mesi.
Colpa mia; se mi fossi fermata per tempo avrei limitato lo stop ad 1 paio di settimane al massimo, ma sono stata scema. Non ripeterò più questo errore.
Infatti mi sono fermata alle prime avvisaglie di fascite e tutto è finito in un paio di settimane.
Il piede destro però ha ricominciato a fare storie; immagino si sia originato dalla paura della tallonite, dal fatto di aver cominciato a correre troppo di avampiede o all'uso di solette troppo dure, o ad entrambe le cose. Adesso mi ritrovo con una metatarsalgia, cioè un problema sulla pianta del piede, in prossimità del terzo dito, dove probabilmente scarico tutto il peso quando corro. Non me ne sono accorta subito, altrimenti avrei tolto immediatamente la suoletta.
Purtroppo a volte questi problemi sembrano doloretti muscolari tipo intorpidimenti, quindi non ci si fa molto caso.
In definitiva il fulcro credo sia proprio l'appoggio, che però non è una questione facile da risolvere. Cercando di non tallonare e di proteggere il tallone, ho rischiato di esporre altre parti del piede, altrettanto importanti.
Adesso altro stop di 3 giorni almeno o anche più a lungo se necessario.
Per questo problema però mi sembra che massaggi e movimenti del piede, aiutino parecchio la ripresa.
Sono ufficialmente uscita completamente dalla fascite, non ho più nessun problema al piede sinistro.
Ultimamente è stato però un problema continuo ai piedi; circa 1 anno fa ho cominciato con una tallonite al piede destro, che mi ha tenuta ferma quasi 4 mesi.
Colpa mia; se mi fossi fermata per tempo avrei limitato lo stop ad 1 paio di settimane al massimo, ma sono stata scema. Non ripeterò più questo errore.
Infatti mi sono fermata alle prime avvisaglie di fascite e tutto è finito in un paio di settimane.
Il piede destro però ha ricominciato a fare storie; immagino si sia originato dalla paura della tallonite, dal fatto di aver cominciato a correre troppo di avampiede o all'uso di solette troppo dure, o ad entrambe le cose. Adesso mi ritrovo con una metatarsalgia, cioè un problema sulla pianta del piede, in prossimità del terzo dito, dove probabilmente scarico tutto il peso quando corro. Non me ne sono accorta subito, altrimenti avrei tolto immediatamente la suoletta.
Purtroppo a volte questi problemi sembrano doloretti muscolari tipo intorpidimenti, quindi non ci si fa molto caso.
In definitiva il fulcro credo sia proprio l'appoggio, che però non è una questione facile da risolvere. Cercando di non tallonare e di proteggere il tallone, ho rischiato di esporre altre parti del piede, altrettanto importanti.
Adesso altro stop di 3 giorni almeno o anche più a lungo se necessario.
Per questo problema però mi sembra che massaggi e movimenti del piede, aiutino parecchio la ripresa.
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alexdimitri
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- Iscritto il: 24 mag 2014, 19:00
Re: R: RE: Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Bo spero x te. ..io son già fermo da quasi 1 mese x dolore acuto (sordo quasi 1,5 mese) ho dolore al 2 e 3 raggio e l'appoggio del piede è fortemente compromesso dal dolore che sono stanco di avvertire...l'eco ha diagnosticato tendinosi ma credo che cause e trattamenti siano i medesimi x la metatarsalgia...oggi inizio fisioterapia mentre son incerto se fare plantari appositi stavolta in lattice (visto che la penso come te guariscono una cosa, nel mio caso lombalgia, te ne sfasciano un'altra: appoggio eccessivo di avanpiede e materiale duro dei plantari tra l'altro cm sai costosissimi)chargedbolt ha scritto:Comincio sempre di più a pensare che il fulcro di tutto sia proprio migliorare l'appoggio.
Sono ufficialmente uscita completamente dalla fascite, non ho più nessun problema al piede sinistro.
Ultimamente è stato però un problema continuo ai piedi; circa 1 anno fa ho cominciato con una tallonite al piede destro, che mi ha tenuta ferma quasi 4 mesi.
Colpa mia; se mi fossi fermata per tempo avrei limitato lo stop ad 1 paio di settimane al massimo, ma sono stata scema. Non ripeterò più questo errore.
Infatti mi sono fermata alle prime avvisaglie di fascite e tutto è finito in un paio di settimane.
Il piede destro però ha ricominciato a fare storie; immagino si sia originato dalla paura della tallonite, dal fatto di aver cominciato a correre troppo di avampiede o all'uso di solette troppo dure, o ad entrambe le cose. Adesso mi ritrovo con una metatarsalgia, cioè un problema sulla pianta del piede, in prossimità del terzo dito, dove probabilmente scarico tutto il peso quando corro. Non me ne sono accorta subito, altrimenti avrei tolto immediatamente la suoletta.
Purtroppo a volte questi problemi sembrano doloretti muscolari tipo intorpidimenti, quindi non ci si fa molto caso.
In definitiva il fulcro credo sia proprio l'appoggio, che però non è una questione facile da risolvere. Cercando di non tallonare e di proteggere il tallone, ho rischiato di esporre altre parti del piede, altrettanto importanti.
Adesso altro stop di 3 giorni almeno o anche più a lungo se necessario.
Per questo problema però mi sembra che massaggi e movimenti del piede, aiutino parecchio la ripresa.
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Kla
- Maratoneta
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Eccomi di nuovo qui dopo un mese e un po.
son 2 mesi e mezzo di fascite e 8 settimane di riposo dove al moemnto il dolore è sparito.
ho letto tutte le pagine del forum, per impanicarmi un pò.
@chilian
hai la pubalgia??
@dodo
grazie x i complimenti ma il tempo nn è un granché, però ora son fermo.
Ragazzi volevo sapere da chi è guarito io pensa di essere guarito ki ha rifatto maratone o mezze??
e soprattutto chi ha rifatto dei PB??
grazie.
son 2 mesi e mezzo di fascite e 8 settimane di riposo dove al moemnto il dolore è sparito.
ho letto tutte le pagine del forum, per impanicarmi un pò.
@chilian
hai la pubalgia??
@dodo
grazie x i complimenti ma il tempo nn è un granché, però ora son fermo.
Ragazzi volevo sapere da chi è guarito io pensa di essere guarito ki ha rifatto maratone o mezze??
e soprattutto chi ha rifatto dei PB??
grazie.
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gian_dil
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Ho scoperto chela fascite è più contagiosa del morbillo[emoji23] [emoji23]
Finita dal piede destro ora.Si fa sentire al sinistro[emoji24] [emoji24] [emoji24]
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fai correre anche tu il porcellino
di Running Forum, viewtopic.php?t=46765
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Gioda
- Novellino
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- Iscritto il: 29 giu 2015, 12:35
Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Sì esatto io in contemporanea come dicevo....
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