Dunque, martedì ho lasciato perdere come dicevo: prima di avventurarmi per strade sconosciute dovevo assicurarmi che ci fosse qualcuno del mio non-livello in un posto piu' sicuro (la pista) di un sobborgo sperduto di Warrington. Ma oggi non avevo scuse.
Per fortuna il tipo con cui avevo comunicato ha identificato l'elemento estraneo (me) abbastanza rapidamente e mi ha spiegato il funzionamento. Un miglio di riscaldamento in strada, qualche esercizio, qualche scatto da 100 metri e poi la divisione in due gruppi.
- Ehm... scusate... quale sarebbe il gruppo lento?
- Il gruppo PIU' CONSERVATIVO vuoi dire - mi ha redarguito subito. Sono molto poco british ancora dopo 3 anni qua, uff. Vabbè.
"Noi facciamo 12x400 con recupero 200" esordisce il tipo. Cheee? E quelli meno conservativi allora?
Ho il garmin scarico per cui non ho la piu' pallida idea del passo, ma di sicuro all'inizio è abbastanza veloce. Grosso errore perché chiacchiero, e quando mi chiedono che gare ho in programma parlo della Bavisela iniziando a decantare le lodi del percorso e della città di Trieste. "Oh, ma allora hai vissuto parecchio tempo in Italia!" commenta una tipa. VITTORIA! non solo per la prima volta non vengo identificata alle prime 3 parole, ma fingere l'accento del nordovest mentre si corre è una finezza (buongiorno modestia).
Fino alla sesta reggo decentemente, poi inizio a sbarellare e nei primi 100 metri del recupero dopo la numero 8, quelli camminati in curva per lasciar sfilare il gruppo meno conservativo, mi cede la caviglia e bacio l'erba col ginocchio destro
con estremo dispiacere salto la nona per sincerarmi delle condizioni della caviglia, (s)fortunatamente tutto ok. 10 e 11 vanno, forte del riposo, 12 praticamente camminata.
2 giri di defaticamento.
"Allora vieni martedì ad Appleton? Puoi fare il giro più corto, se vuoi... 4 miglia e mezzo"
"Ma... martedì sarebbe il mio compleanno..."
"E quale modo migliore per festeggiare"
Non lasciatevi ingannare, si chiama british politeness. Secondo me volevano cacciarmi a calci in
