Quale minimalista per cominciare
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Re: Quale minimalista per cominciare
secondo me in termini di prestazione in gara non guadagni.se le usi per allenamento e riesci a migliorare la tecnica poi migliori di conseguenza.
io uso solo minimal e faccio le ripetute da 1000 sui 4 su strada in pista non ci sono mai andato.
io uso solo minimal e faccio le ripetute da 1000 sui 4 su strada in pista non ci sono mai andato.
Pb:10k 41:38 Notturna S.Giovanni 20/6/2015 Mezza 1:29:17 Pisa 8/10/2017 Maratona 3:15:29 Padova 24/04/2022 passatore 11:05:44 26/5/2018
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Re: Quale minimalista per cominciare
@daddi te la butto lì ....io ho da un po cominciato ad usare le brooks pure flow e Nike free 4 mi sono servite sopratutto per imparare a non tallonare siccome mi piace fare km in settimana le alterno con delle A3 saucony jazz ,sono ottime scarpe entrambe che avvicinano al minimalismo senza esasperazione , ma se cerchi la prestazione in velocità secondo me devi stare su scarpe classiche "da gara" che sono più reattive
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Re: Quale minimalista per cominciare
A parere mio, la difficoltà maggiore nelle minimal è nella corsa lenta e lunga: devo stare attento all'appoggio, alla postura, alla respirazione, non c'è ammortizzazione che supplisce ad una postura scorretta.
Nella corsa veloce, tendo ad essere "naturalmente" meglio impostato.
Non corro in pista, ma penso che si possa benissimo farlo scalzi, vista l'elasticità del tartan.
Sulla strada, io preferisco sandali o 5dita, ma io corro lento, anche se ognittanto faccio progressivi con allunghi sotto i 4, solo per sciogliere le gambe.
Sempre a parere mio, la trasizione è lunga e non priva di dolori di "assestamento": bisogna aver tempo e costanza.
Ultima cosa, non cambierei calzature se provenissi da un infortunio risolto.
Nella corsa veloce, tendo ad essere "naturalmente" meglio impostato.
Non corro in pista, ma penso che si possa benissimo farlo scalzi, vista l'elasticità del tartan.
Sulla strada, io preferisco sandali o 5dita, ma io corro lento, anche se ognittanto faccio progressivi con allunghi sotto i 4, solo per sciogliere le gambe.
Sempre a parere mio, la trasizione è lunga e non priva di dolori di "assestamento": bisogna aver tempo e costanza.
Ultima cosa, non cambierei calzature se provenissi da un infortunio risolto.
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Re: Quale minimalista per cominciare
Parto da @tritone, quindi diciamo che è meglio evitare di cadere di nuovo nell’infortunio, anche perché il tda comincia di nuovo a darmi fastidio, ma questo ha coinciso con l’aumento dell’intensità e della corsa in salita (che si sa per il tda non è il massimo) e non del cambio di appoggio nella corsa.
Riguardo la velocità @freddy, credo anche io che la miglior cosa è una scarpa veloce da gara, magari con drop non eccessivo, da 4 a 6/8 (visto il differente stile di corsa), poi per il recupero e migliorare la tecnica una scarpa natural.
La mia testimonianza.
Torniamo al lungo e a volte “doloroso” percorso verso il natural (meglio barefoot in questo caso), perché ieri sera sono sceso in pista, avevo ai piedi le vecchie Lunch, ho fatto 2 km di riscaldamento e poi….
via scarpe e via calzini, li per li mi sono sentito un po scemo, ma poi son partito…
piano (6/km), prima sensazioni è che devi controllare l’appoggio (avampiede con tallone che tocca terra delicatamente, piede in spinta ma non troppo, sotto gratta!!) e guardare il tartan per evitare i sassolini (e si, purtroppo da me è ridotto male)
morale....piano piano aumento la velocità e viaggio intorno a 5/30, dopo 1km passo sul prato perché le piante cominciano a bruciare, continuo alternando tartan a prato fino a 3km e mi fermo.
Malgrado le sensazioni non siano di vero godimento per via del necessario lungo e paziente adattamento che dovranno subire piedi/caviglia/gamba, dopo la corsa e fatto un po di stretch, le gambe e soprattutto i polpacci non accusavano alcunché di doloroso, anzi erano belli rinvigoriti, insomma a parta il tda (li purtroppo se pigio col dito un po fa male anche questa mattina, ma oggi riposo e domani vedremo se è il caso di fare un giro in bici) ottime sensazioni, quindi infilo di nuovo calzini e scarpe e torno a casa.
Inutile dirvi la sensazione avuta appena mossi i primi passi con le Launch, veri e propri gommoni sotto i piedi, mamma cara che sensazione strana, mi sembrava di rimbalzare, allungo e le gambe dicono ottimo ma le dita dei piedino AIA!!....…..a casa ho controllato i danni ai piedi, solo 2 bolle d’acqua, una per piede, sotto il 2° dito (dopo l’alluce per intenderci), in verità il piede dx aveva la bolla più grande, segno che evidentemente il dx spinge di più…
Dovrò recuperare forza al comparto caviglia/polpaccio della gamba sx.
Ultima domanda e poi mi sto zitto: se faccio esercizi mirati per la gamba sx devo fare lo stesso numero di rip. anche per la gamba dx?.
Sembra scema la domanda, ma se aumento la forza anche nella gamba dx, la stessa sarà sempre più forte?.
Ri Grazie!!.
Riguardo la velocità @freddy, credo anche io che la miglior cosa è una scarpa veloce da gara, magari con drop non eccessivo, da 4 a 6/8 (visto il differente stile di corsa), poi per il recupero e migliorare la tecnica una scarpa natural.
La mia testimonianza.
Torniamo al lungo e a volte “doloroso” percorso verso il natural (meglio barefoot in questo caso), perché ieri sera sono sceso in pista, avevo ai piedi le vecchie Lunch, ho fatto 2 km di riscaldamento e poi….
via scarpe e via calzini, li per li mi sono sentito un po scemo, ma poi son partito…
piano (6/km), prima sensazioni è che devi controllare l’appoggio (avampiede con tallone che tocca terra delicatamente, piede in spinta ma non troppo, sotto gratta!!) e guardare il tartan per evitare i sassolini (e si, purtroppo da me è ridotto male)
morale....piano piano aumento la velocità e viaggio intorno a 5/30, dopo 1km passo sul prato perché le piante cominciano a bruciare, continuo alternando tartan a prato fino a 3km e mi fermo.
Malgrado le sensazioni non siano di vero godimento per via del necessario lungo e paziente adattamento che dovranno subire piedi/caviglia/gamba, dopo la corsa e fatto un po di stretch, le gambe e soprattutto i polpacci non accusavano alcunché di doloroso, anzi erano belli rinvigoriti, insomma a parta il tda (li purtroppo se pigio col dito un po fa male anche questa mattina, ma oggi riposo e domani vedremo se è il caso di fare un giro in bici) ottime sensazioni, quindi infilo di nuovo calzini e scarpe e torno a casa.
Inutile dirvi la sensazione avuta appena mossi i primi passi con le Launch, veri e propri gommoni sotto i piedi, mamma cara che sensazione strana, mi sembrava di rimbalzare, allungo e le gambe dicono ottimo ma le dita dei piedino AIA!!....…..a casa ho controllato i danni ai piedi, solo 2 bolle d’acqua, una per piede, sotto il 2° dito (dopo l’alluce per intenderci), in verità il piede dx aveva la bolla più grande, segno che evidentemente il dx spinge di più…
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Correre è cibo per la mente....finalmente sono tornato alla corsa!!!.
Pb
Invernalissima Bastia U. 2013 (21k) 1h23,00
Dragonissima 2013 Terni (9,16k) 33'46"
Maratona S.Valentino 2014 (42k) 2h59',50"
Corritonic 2014 Terni (10k) 37',35"
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Re: Quale minimalista per cominciare
Io ho fatto una settimana-10gg solo con la gamba infortunata , una volta raggiunto un buon tono muscolare sto proseguendo con entrambe...
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Re: Quale minimalista per cominciare
Grazie @morellozzo, proverò proprio a fare come dici.
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Re: Quale minimalista per cominciare
E ci sarà sempre una "gamba predominante"
ma tanto il corpo umano è fico e si adatta da solo 


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Re: Quale minimalista per cominciare
Infatti credo pure io che continuando con la corsa a piedi nudi e qualche esercizio mirato, tutto si aggiusti secondo come vuole lui, il corpo 

Correre è cibo per la mente....finalmente sono tornato alla corsa!!!.
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Re: Quale minimalista per cominciare
Freddy dice bene. Colle minimal anche solo in qualche allenamento si migliora la tennica e poi di conseguenza migliora tutto.
Per qualcuno che parlava di discesa, colle minimal si impara per forza. Giù a tutta birra senza paura sciolti sull'avampiede. Le piante prendono un po' di fuoco ma poi passa. Io ormai sono diventato specialista in discesa, superi tutti quelli che corrono tallonando perché si frenano.
Per qualcuno che parlava di discesa, colle minimal si impara per forza. Giù a tutta birra senza paura sciolti sull'avampiede. Le piante prendono un po' di fuoco ma poi passa. Io ormai sono diventato specialista in discesa, superi tutti quelli che corrono tallonando perché si frenano.
UNA VITA FA....PB:3000 10'32"- 5 Km 17'55" - 10 Km 36'46" - HM 1h23'13" - MAR. 3h15'48"
Prossima gara.......
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- Novellino
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Re: RE: Re: Quale minimalista per cominciare
Addirittura le Vibram fingers? Non c'è qualcosa di meno estremo da provare "prima"?bradipocaffarella ha scritto:Visto che sei così allenato e vuoi sentire il terreno, innanzi tutto lascia stare le Nike free. Con le Nike free (le 4) il terreno lo inizi a sentire quando sei ormai a casa sotto la doccia. Come sensazione di libertà, ma anche protezione, le FiveFinger sono insuperabili. A Roma ci sono diversi negozi che le hanno. Le Merrell interesserebbero anche a me ma non le ho mai provate.cesko.penta ha scritto:
Insomma, credo di essere allenato per sopportare una scarpa minimal, mi piacerebbe sapere cosa mi sapreste consigliare voi, se una di transizione, o qualcosa di diverso. Ho visto le Merrell, mi sembrano interessanti, ma anche le Nike Free mi piacciono parecchio.
Cosa prendere? Ma soprattutto DOVE trovarle per provarle?!
Ciao.

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