Poesie
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LittleJames88
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Re: Poesie
Una storia infinita
Ho un libro di pagine bianche,
devo scrivere una storia,
ho pensato di scrivere di noi,
ho pensato di scrivere la storia infinita.
Scriverò di quando mi hai stretto a te,
di quando mi hai guardato negli occhi,
di quando mi hai detto che noi avevamo le ali.
Lascerò che la mia mano scivoli sulle pagine
cancellando i giorni peggiori,
e lascerò un rigo bianco dopo quelli migliori.
Parlerò di quando t'incontrai nei miei sogni e
cominciai a volare,
parlerò di quando t'incontrai e
cominciai a sognare.
Lascerò una rosa nell'ultima pagina,
parla di quando la mia mano ha smesso di scrivere,
ma il mio cuore non ha smesso di amarti.
LittleJames88 Francesco
https://www.youtube.com/watch?v=L32DGJedvPg
Ho un libro di pagine bianche,
devo scrivere una storia,
ho pensato di scrivere di noi,
ho pensato di scrivere la storia infinita.
Scriverò di quando mi hai stretto a te,
di quando mi hai guardato negli occhi,
di quando mi hai detto che noi avevamo le ali.
Lascerò che la mia mano scivoli sulle pagine
cancellando i giorni peggiori,
e lascerò un rigo bianco dopo quelli migliori.
Parlerò di quando t'incontrai nei miei sogni e
cominciai a volare,
parlerò di quando t'incontrai e
cominciai a sognare.
Lascerò una rosa nell'ultima pagina,
parla di quando la mia mano ha smesso di scrivere,
ma il mio cuore non ha smesso di amarti.
LittleJames88 Francesco
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aroldo74
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Re: Poesie
Una collega a scuola ha rischiato di essere linciata dai genitori per
aver fatto studiare ai suoi alunni questa poesia didattica sul suono "GN"....
Tra l'altro pittosto datata.
Ad ognuno i suoi impegni.
Se ti distrai e non ti impegni,
Caro bambino son brutti segni.
Il tempo sprechi e non fai guadagni,
Inutilmento dopo ti lagni.
Divertirsi e fare sogni,
Non rispondono ai bisogni,
Per vivere da uomini degni.
Carla Piccinini.
Ora.... capisco che le esortazioni a fare del nostro meglio, in un epoca di lassismo e pressapochismo
sono magari non gradite, ma costringere una insegnante a fare ammenda per una scelta didattica lo trovo esagerato....

aver fatto studiare ai suoi alunni questa poesia didattica sul suono "GN"....
Tra l'altro pittosto datata.
Ad ognuno i suoi impegni.
Se ti distrai e non ti impegni,
Caro bambino son brutti segni.
Il tempo sprechi e non fai guadagni,
Inutilmento dopo ti lagni.
Divertirsi e fare sogni,
Non rispondono ai bisogni,
Per vivere da uomini degni.
Carla Piccinini.
Ora.... capisco che le esortazioni a fare del nostro meglio, in un epoca di lassismo e pressapochismo
sono magari non gradite, ma costringere una insegnante a fare ammenda per una scelta didattica lo trovo esagerato....
UNA VITA FA....PB:3000 10'32"- 5 Km 17'55" - 10 Km 36'46" - HM 1h23'13" - MAR. 3h15'48"
Prossima gara.......
Prossima gara.......
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emanuelascavasolchi
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Re: Poesie
In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare.
Ad ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
languente
che una volta
già gli ero stato
assuefatto.
E me ne stacco sempre
straniero.
Nascendo
tornato da epoche troppo
vissute.
Godere un solo
minuto di vita
iniziale.
Cerco un paese
innocente.
Girovago.
G.Ungaretti
parte
di terra
mi posso
accasare.
Ad ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
languente
che una volta
già gli ero stato
assuefatto.
E me ne stacco sempre
straniero.
Nascendo
tornato da epoche troppo
vissute.
Godere un solo
minuto di vita
iniziale.
Cerco un paese
innocente.
Girovago.
G.Ungaretti
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emanuelascavasolchi
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Re: Poesie
È facile dimenticarsi come si dovrebbe vivere.
Basta mollare di crederci.
Basta lasciare che quella sottile pellicola,
che le abitudini ti depositano addosso,
si ispessisca
e separi quello che ti sembrava il tuo naturale destino da quello che fai ogni giorno
e che accetti come fosse solo il tuo turno al banco del supermercato.
Il tuo biglietto numerato, prima di uno, dopo di un altro.
Senza tinta.
Senza sapore.
Senza rumore.
Basta smettere di ricordare che sei stato un grumo di passione e di romantico marasma esistenziale,
contro tutto e contro tutti.
Mollare la fede in te,
ubriacarsi di abitudini e dimenticare tutto l’eroismo di cui eri zuppo e capace,
sono quelle uscite autostradali della vita che dovresti saltare senza farti troppe domande.
Tirare dritto, facendo finta di non averle viste.
Usciremo alla prossima se c’è.
Sennò via.
Avanti, destinazione Fandango.
Non so cosa rimane di tutti i pensieri che si affastellavano nella testa
quando eravamo frammenti di stelle comete
sparati verso un infinito cielo color blu notte,
denso di possibilità.
So solo che mi piaceva quella velocità incosciente
ma ripiena di passione.
E mi manca un sacco.
Mi sono smarrito un po’ dovunque.
Un po’ comunque.
Da : “Fandango”.
http://www.sebastianozanolli.com/cms/20 ... e-si-vive/
Basta mollare di crederci.
Basta lasciare che quella sottile pellicola,
che le abitudini ti depositano addosso,
si ispessisca
e separi quello che ti sembrava il tuo naturale destino da quello che fai ogni giorno
e che accetti come fosse solo il tuo turno al banco del supermercato.
Il tuo biglietto numerato, prima di uno, dopo di un altro.
Senza tinta.
Senza sapore.
Senza rumore.
Basta smettere di ricordare che sei stato un grumo di passione e di romantico marasma esistenziale,
contro tutto e contro tutti.
Mollare la fede in te,
ubriacarsi di abitudini e dimenticare tutto l’eroismo di cui eri zuppo e capace,
sono quelle uscite autostradali della vita che dovresti saltare senza farti troppe domande.
Tirare dritto, facendo finta di non averle viste.
Usciremo alla prossima se c’è.
Sennò via.
Avanti, destinazione Fandango.
Non so cosa rimane di tutti i pensieri che si affastellavano nella testa
quando eravamo frammenti di stelle comete
sparati verso un infinito cielo color blu notte,
denso di possibilità.
So solo che mi piaceva quella velocità incosciente
ma ripiena di passione.
E mi manca un sacco.
Mi sono smarrito un po’ dovunque.
Un po’ comunque.
Da : “Fandango”.
http://www.sebastianozanolli.com/cms/20 ... e-si-vive/
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emanuelascavasolchi
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Re: Poesie
"Ed elli avea del cul fatto trombetta."
Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inf. XXI, 139
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Miro 69
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Re: Poesie
Il tuo sorriso - Pablo Neruda
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
21,097 Km -1h56'07"-Garda Trentino HM 2013
29 Km -2h57'18"- Corsa del Principe 2017
42,195 Km - 4h29'36"- XXI Maratona di Ravenna 2019
Ho letto di cose già vissute e pensato di cose già scritte.
Miro
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Miro
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Miro 69
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Re: Poesie
Ross come 'l sangh, fòrt come 'l barbera
veuj ricordete adess, mè grand Turin.
An coj ani 'd sagrin
unica e sola, la Toa blëssa a j’era
I vnisìo dal gnente, da guèra e fam
- carri bestiame, tessere, galera -
fratej mòrt an Russia e Partigian
famije spantià, spërduva ògni bandiera.
I j’ero pòver, livid, ësbaruvà
gnanca 'n sòld ësla pel, e për rusché
it duvavi surié, brighé, preghé
fin-a l’ùltima gusa dël tò fià
Fumé a vorìa dì na cica an quat
për divertisse, i dovìo rìje 'd pòch,
pë mangé, i mangiavo fin-a ij gat
i j’ero gnun: ij furb come ij fabiòch
Ma na fior i 'l l’avìo e it j’ere Ti Turin,
tajà 'nt l’assel, a l’era Toa bravura
gioventù nòsta, che tuti ij sagrin
it portavi vìa con Toa fàcia dura.
Toa fàcia d’uvrié, mè Valentin
mè Castijan, Riga, Lòik e col pistin
ëd Gabèt, ch’a -j fasìa vnì tuti fòl
con vint drìbling, e peui a l’era gòl.
Filadèlfia ! Ma chi a sarà 'l vilan
a ciame-lo un camp? L’era na cun-a
dë speranse, 'd vita, 'd rinassensa,
l’era sugné, crijé, l’era la lun-a
l’era la stra dla nòsta chërdensa
It l’has vinciù 'l mond
a vint ani it ses mòrt
Mè Turin grand
mè Turin fòrt
Rosso come il sangue
forte come il Barbera
voglio ricordarti adesso, mio grande Torino.
In quegli anni di affanni
unica e sola la tua bellezza era.
Venivamo dal niente, da guerra e da fame
Carri bestiame, tessere, galera,
fratelli morti in Russia e partigiani,
famiglie separate, perduta ogni bandiera.
Eravamo poveri, lividi, spaventati,
neanche un soldo sulla pelle e per lavorare
e dovevi sorridere, brigare, pregare
fino all’ultima goccia del tuo fiato.
Fumare voleva dire una cicca in quattro,
per divertirsi dovevamo ridere di poco,
per mangiare mangiavamo perfino i gatti,
non eravamo nessuno: i furbi come gli sciocchi.
Ma avevamo un fiore ed eri tu, Torino,
tagliata nell’acciaio era la tua bravura,
gioventù nostra che tutti i dispiaceri
portavi via con la tua faccia dura.
La tua faccia d’operaio, mio Valentino!
mio Castigliano, Riga, Loik, e quella peste
di Gabetto, che faceva venire tutti matti
con venti dribbling ed era già gol.
Filadelfia! Ma chi sarà il villano
a chiamarla un campo? Era una culla
di speranze, di vita, di rinascita,
era sognare, gridare, era la luna,
era la strada della nostra crescita.
Hai vinto il Mondo,
a vent’anni sei morto.
Mio Torino grande
Mio Torino forte.
Giovanni Arpino
4 maggio 1949 
veuj ricordete adess, mè grand Turin.
An coj ani 'd sagrin
unica e sola, la Toa blëssa a j’era
I vnisìo dal gnente, da guèra e fam
- carri bestiame, tessere, galera -
fratej mòrt an Russia e Partigian
famije spantià, spërduva ògni bandiera.
I j’ero pòver, livid, ësbaruvà
gnanca 'n sòld ësla pel, e për rusché
it duvavi surié, brighé, preghé
fin-a l’ùltima gusa dël tò fià
Fumé a vorìa dì na cica an quat
për divertisse, i dovìo rìje 'd pòch,
pë mangé, i mangiavo fin-a ij gat
i j’ero gnun: ij furb come ij fabiòch
Ma na fior i 'l l’avìo e it j’ere Ti Turin,
tajà 'nt l’assel, a l’era Toa bravura
gioventù nòsta, che tuti ij sagrin
it portavi vìa con Toa fàcia dura.
Toa fàcia d’uvrié, mè Valentin
mè Castijan, Riga, Lòik e col pistin
ëd Gabèt, ch’a -j fasìa vnì tuti fòl
con vint drìbling, e peui a l’era gòl.
Filadèlfia ! Ma chi a sarà 'l vilan
a ciame-lo un camp? L’era na cun-a
dë speranse, 'd vita, 'd rinassensa,
l’era sugné, crijé, l’era la lun-a
l’era la stra dla nòsta chërdensa
It l’has vinciù 'l mond
a vint ani it ses mòrt
Mè Turin grand
mè Turin fòrt
Rosso come il sangue
forte come il Barbera
voglio ricordarti adesso, mio grande Torino.
In quegli anni di affanni
unica e sola la tua bellezza era.
Venivamo dal niente, da guerra e da fame
Carri bestiame, tessere, galera,
fratelli morti in Russia e partigiani,
famiglie separate, perduta ogni bandiera.
Eravamo poveri, lividi, spaventati,
neanche un soldo sulla pelle e per lavorare
e dovevi sorridere, brigare, pregare
fino all’ultima goccia del tuo fiato.
Fumare voleva dire una cicca in quattro,
per divertirsi dovevamo ridere di poco,
per mangiare mangiavamo perfino i gatti,
non eravamo nessuno: i furbi come gli sciocchi.
Ma avevamo un fiore ed eri tu, Torino,
tagliata nell’acciaio era la tua bravura,
gioventù nostra che tutti i dispiaceri
portavi via con la tua faccia dura.
La tua faccia d’operaio, mio Valentino!
mio Castigliano, Riga, Loik, e quella peste
di Gabetto, che faceva venire tutti matti
con venti dribbling ed era già gol.
Filadelfia! Ma chi sarà il villano
a chiamarla un campo? Era una culla
di speranze, di vita, di rinascita,
era sognare, gridare, era la luna,
era la strada della nostra crescita.
Hai vinto il Mondo,
a vent’anni sei morto.
Mio Torino grande
Mio Torino forte.
Giovanni Arpino
4 maggio 1949 21,097 Km -1h56'07"-Garda Trentino HM 2013
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emanuelascavasolchi
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Re: Poesie
Se dovessi fare un collage del tuo amore
metterei una soglia di baci ardenti
una finestra rotta
e un passero che canta sul balcone.
Non c'era niente dentro il nostro amore
c'era soltanto un intero universo.
A.Merini
metterei una soglia di baci ardenti
una finestra rotta
e un passero che canta sul balcone.
Non c'era niente dentro il nostro amore
c'era soltanto un intero universo.
A.Merini
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Miro 69
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Re: Poesie
Io non ho bisogno di denaro
Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi
A.Merini
Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
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A.Merini
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Madda3
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Re: Poesie
Tienimi per mano
Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l'oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto
Tienimi per mano portami dove il tempo non esiste
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano nei giorni in cui mi sento disorientata
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l'insolente fato possa portarmi via da te
Tienimi per mano e non lasciarmi andare...mai.
-Hermann Hesse-
Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l'oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto
Tienimi per mano portami dove il tempo non esiste
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano nei giorni in cui mi sento disorientata
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l'insolente fato possa portarmi via da te
Tienimi per mano e non lasciarmi andare...mai.
-Hermann Hesse-

