Ciao e grazie a tutti!!!
Fermo dalla corsa dal trail dei vulcani (56 giorni fa) alla visita di controllo il dott. mi da il via libera alla partecipazione.
io non sono per niente convinto, vero che ho pedalato e nuotato, ma davvero non credo di avere nelle gambe quella distanza.
ho anche un po' paura di farmi male definitivamente.
resto in dubbio fino all'ultimo poi, visto che il pettorale e' la che mi aspetta, decido di provare senza nessun obiettivo e comunque di ritirarmi senza rimpianti al minimo accenno di male al ginocchio.
si prova.
arrivo a limone, trovo il grande inchi, ritiro pettorale, lauta cena e in branda.
alle 2.30 matteo, gia' bello sveglio e grintoso, mi butta giu' dal letto, credo usando un campanaccio. ho un sonno terribile e gia' li capisco che trovero' eterno.
si entra in griglia e troviamo un conoscente comune di torino e cominciamo a fare quello che ci riesce meglio. sparar minchiate a raffica.
tale e' l'ansia prepartenza che manco sentiamo lo sparo.
pacche, buona corsa e via!
si corre fuori da limone in salita dolce e io corro, il ginocchio non si lamenta, poi il percorso si impenna e su fino al forte vecchio del colle di tenda, nel frattempo albeggia e i posti son bellissimi, vado su bene, in discesa preservo il ginocchio e mi superano in tanti, arrivo al primo ristoro a tenda contento di aver fatto 24 km e 1880 d+. il ginocchio non da segni e riparto.
la seconda frazione porta al rifugio dell'amicizia passando dal colle ardente.
mai nome fu piu' azzeccato. si muore di caldo. prima crisi. dai prati assolati si alzano bolle di calore cariche di odore di fiori, mi pare a un certo punto di non riuscire a respirare. poi si arriva finalmente in bosco e li passo l'amico torinese che viaggiava con un toscano e mi avevano superato nella prima discesa.
mi raggiunge poi enrico, che la sera prima distribuiva i pettorali, veterano del cro, visto al valmaremola e a laigueglia in qualita' di scopa. gli chiedo se fa la scopa anche qui e se son gia' fottuto, dice di no, partecipa alla corsa.
si procede assieme fino al secondo ristoro, il rifugio dell'amicizia. siamo a 42 km e 3400 d+. il ginocchio non fa male. mangio un megapanino con mortadella per pranzo (grazie matteo per il suggerimento!!!), caffe' liofilizzato e mi concedo una sigaretta. qui si incrociano i primi ritirati per nausea e vomito. sto bene e procedo con l'esperta compagnia di enrico.
prossima tappa rifugio muratone km 59 e 4000 d+ accumulati.
ci arriviamo tranquilli (abbastanza). per me e' tutta strada regalata, confido al mitico compagno di corsa l'intenzione di ritirarmi a breil, son gia' contento cosi'. lui tace e si va avanti.
la discesa per breil mi sfianca i quadricipiti, credo 1500 d- di sentiero sassoso, ma in un modo o nell'altro si arriva.
siamo a 76 km 4650 d+ e 5350 d-
a breil mangio il secondo megapanino alla mortadella sotto gli occhi invidiosi dei pochi astanti che si devono accontentare di una poltiglia amorfa e insipida.
altri tre caffe' liofilizzati e due sigarette (me le sono meritate), mi cambio solo la maglia e vado da enrico a vedere cheffa'.
mi dice che si ferma ancora un po'.
io se mi fermo ancora non parto piu', e, tutto sommato, ho voglia di ripartire.
quindi riparto con l'amico torinese e il toscano.
subito dopo il ristoro c'e' uno strappo in salita da congestione. si va tutti piano ma non appena la mortadella entra in circolo li stacco in salita, tengo il mio passo.
questa e' stata come sensazioni la parte piu' bella della corsa, si scollina, viene buio, procedo da solo nel bosco a completo agio. e' pieno di lucciole, incrocio un paio di cinghiali, si procede verso sospel.
arrivo a sospel. siamo al km 93 con 5300 d+.
il ristoro e' un lazzareto e manca il caffe'!
una ragazza esce dall'ambulanza dove le hanno medicato le vesciche. zoppica. uno e' sdraiato su un tavolo, altri due o tre si trascinano ma tutti ripartono.
riparto anch'io e li passo, in salita vado ancora bene.
raggiungo un ragazzo di milano, uno forte ma che sta male da ore, un grande perche' non molla, lo chiamo d'ora in poi utmb.
si scambiano poche parole ma sembra esserci un tacito accordo in quella che si e' rivelata la tappa piu' dura. in salita lo aspetto, in discesa mi aspetta.
dal 93 al 110 ho avuto la crisi piu' profonda. esistenziale.
non mi divertivo, avevo male alle vesciche ai piedi, dietro alle ginocchia (causa ginocchiere) ero alla carne viva, male alle spalle, mi chiedevo se era questo il modo di andar per monti.
alle mie profonde domande risponde un animale notturno dicendo "sei un coglione!!"
soddisfatto della risposta sorrido e proseguo.
si arriva quindi con utmb al ristoro del 110.
caffe' e si prosegue.
si trova gran lungo fino al 121 dove c'e' il ristoro del lavatoio.
li ci dicono che mancano solo 5 km.
mai visti 5 km cosi' eterni!
utmb sta meglio e corre, l'amico torinese mi raggiunge correndo come se avesse il demonio alle calcagna, preoccupato di non riuscire a stare nel tempo limite.
si arriva tutti alla fine.
trovo il mitico inchi sorridente che mi aiuta a togliere le ginocchiere.
mi dice che anche lui ha trovato lungo tra sospel e municipio ma ha tirato avanti!
trovo il mitico guillame che aveva vinto il trail dei vulcani, pacche, strette di mano e visto che era fresco come una rosa gli ho chiesto se avesse corso.
mi dice di si e che ha trovato duro. solo dopo scopro che e' arrivato terzo!
mi incrocio sulle scale con un altro, io salendo, lui scendendo, aggrappati alla ringhiera e ridendo chiedo chi ce lo faccia fare, se non sarebbe meglio andare a teatro o a fare altro.
mi dice ridendo: "siamo condannati"