Quale minimalista per cominciare (thread 2)

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Damiano75
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da Damiano75 »

Figurati. Ti ho aiutato a spendere un po' di soldini, spero che ne rimarrai soddisfatto almeno quanto me con le Bare Access 4 (molto simili ma piu' stradali). Quasi quasi prendo le trail pure io. A 55 euro ci sono quelle grigio-chiare e vanno benissimo...
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Bilbo
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da Bilbo »

Io adoro le Bare Access Trail. Ci ho fatto gare fino a 46km (il trail degli eroi) senza la minima vescica. Le trovo eccezionali.
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Alan
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da Alan »

ma voi non avete problemi un pò al tendine d'achille nella parte esterna??? Io non uso scarpe minimaliste così, ma adotto uno stile di corsa naturale, ultimamente forse anche dovuto al carico di km sento un pò di fastidio all'esterno o se prendi le due dita e premo sul tendine all'altezza malleolo....
Spero che si assesti!
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Damiano75
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da Damiano75 »

Io recentemente ho avuto problemi alla parte superiore del piede. Credo tendini stressati o qualcosa di simile. Il primo dolore al piede sinistro e' venuto all'improvviso alla mezza di Lubiana, al 17-18esimo km. Ho concluso la mezza con dolore. Per la cronaca correvo con le Asics Gel Nimbus 17... Per 3 giorni non ho corso, poi ho fatto 5km con le Bare Access 4. Molto attentamente... Non piano ma stando attento ai segnali che arrivavano dal piede. Ho cercato di assecondare il dolore e di individuare la tecnica corretta per muovere il piede il piu' possibile abbassando al minimo il dolore. Dopo tre uscite sempre con le Merrel stavo benissimo.
Alla mezza di Palmanova ecco che lo stesso identico problema si e' presentato al piede destro dopo 6 km. Credevo di dover mollare ma ho subito cambiato la tecnica di corsa spostandomi maggiormente sulle punte. Dolore non solo sopportabile ma quasi inavvertibile. E di riflesso correre di avanpiede mi ha fatto andare piu' forte. Correvo con le Salomon X-scream 3d. Tornato a casa per qualche giorno il piede mi faceva male. Ho rifatto la convalescenza con le Merrel. Oggi sto benissimo, nessun dolore e anzi, i piedi sembrano essersi assestati, rinforzati.

In sostanza credo sia una questione di adattamento. Le minimal possono essere propedeutiche ma vanno gestite con la giusta cognizione di causa, con molta attenzione e soprattutto ascoltando i propri piedi. Questo almeno per la mia limitata esperienza... Credo di essermi trovato a gestire principi di vari dolori, infiammazioni e altri tipi di problemi che spesso si trasformano in veri e propri incubi per noi runners. Ma il livello di attenzione unito alle minimal mi hanno permesso di fare fronte alle difficolta'. Il tendine d'achille sappiamo bene che puo' diventare un problema se non facciamo attenzione. Soprattutto con le minimal. Ma la differenza e' che usando le ammortizzate andiamo sempre un po' a fortuna, mentre con le minimal dobbiamo imparare a correre bene. Sempre IMHO, ovviamente...
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bully
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da bully »

Prese anche le trail dopo le road..... 55Euro erano troppo invitanti :D :D

@Alan le minimal a parte la suola sottile la caratteristica è lo zero drop che fa lavorare il TDA sempre in tensione il che lo preserva da 'strappi' in caso di tallonate anche involontarie. Avere le minimal senza tacco e poco ammortizzate ti fa 'sentire' le tallonate così te ne accorgi e non paghi il conto alla fine.
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Alan
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da Alan »

uhmmmmmm io pensavo che essendo sempre in tensione si infiammasse ....
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Damiano75
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da Damiano75 »

Non so ma mi sono fatto un'idea di come reagiscono i miei piedi a seconda del fatto che io indossi le Merrel (con drop 0) o altre ammortizzate con il tallone rialzato.
Andando con ordine: con le A3 il tendine d'achille a parita' di pendenza del terreno risulta sempre meno esteso rispetto all'utilizzo delle drop 0. Se corriamo in salita con le ammortizzate l'angolo del piede rispetto alla tibia e' sempre meno proninciato rispetto alle drop zero, semplicemente perche' il tallone e' rialzato. Ecco perche' con le minimal in salita si tende a sforzare di piu' i polpacci e i legamenti, perche' devono lavorare con un movimento piu' ampio non essendo il tallone "fermato" dal rialzo della suola delle ammortizzate. Di mio ho imparato che in salita non appoggio mai il tallone, in questo modo sforzo di meno la muscolatura di polpacci nella fase di maggiore piegamento della caviglia. Poi pero' nella spinta distendo maggiormente le gambe e lavoro molto di piu' con glutei e cosce sfruttando anche l'effetto elastico del gesto. A parita' di sforzo e consumo energetico vado decisamente piu' veloce, tutto a favore dell'economicita' di corsa. Per contro vanno irrobustiti proprio i legamenti, i tendini e i muscoli che sostengono il piede quando corriamo maggiormente spostati sull'avampiede.
In discesa il gesto e' decisamente diverso e col tempo e grazie anche alle drop zero ho imparato ad adottare una tecnica particolare. Sostanzialmente abbasso il baricentro piegando maggiormente le ginocchia e aumentando la cadenza. Con baricentro piu' basso la gamba non ha bisogno di estendersi troppo e cosi' l'appoggio a terra risulta piu' naturalmente di avampiede. Proprio con le minimal e' possibile migliorare questa tecnica perche' senti subito gli effetti dell'impatto con il terreno. Qui pero' vanno irrobustiti i flessori anteriori superiori dei quadricipiti. Come risultato abbiamo ancora una volta un minor consumo di energia perche' di fatto non freniamo in discesa con i quadricipiti a discapito delle articolazioni (soprattutto le ginocchia). E poi i piedi ammortizzano gli impatti come e' per loro piu' naturale. Con le minimal pero'! Perche' il rialzo del tacco risulta in questa postura semplicemente e incontrovertibilmente d'intralcio, non consentendo al piede di fare il suo lavoro.
Tutto questo pero' e' legato alla condizione fisica generale: per supportare questi gesti atletici (perfettamente naturali) dobbiamo essere anche naturalmente in forma. In caso contrario manca il "carburante".
Le ammortizzate diventano un palliativo, soprattutto per chi e' agli inizi (come non dovrebbe essere in natura). E credo che l'atleta medio debba assolutamente utilizzare anche le minimal con drop zero, proprio per imparare a gestire il gesto atletico. E poi anche per capire come usare le scarpe piu' ammortizzate quando nei lunghi e lunghissimi tragitti possono offrire quel minimo di comodita' in piu'. Ma solo come risorsa una tantum.
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bully
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da bully »

Alan ha scritto:uhmmmmmm io pensavo che essendo sempre in tensione si infiammasse ....
Il TDA ed i muscoli del polpaccio, come del resto tutti gli altri, lavorano 'bene' con un carico dolce ad ogni passo senza shock o 'strattoni' che portano all'infiammazione, alle contratture ed agli strappi.

Cerco di fare un parallelo per spiegarmi meglio. Immagina il classico lavoro da palestra del braccio cioé alzare un bilanciere piegando il braccio.
Immagina che al posto di riabbassare il braccio facendo scendere il peso 'dolcemente' controllandolo lo lasci cadere o addirittura usi gli estensori.
Cio' dara' uno strappo ed un picco di tensione al momento dell'inizio del movimento successivo che se lo fai tante volte ti infiammi sicuramente il braccio e le articolazioni.

Dando una tallonata vai ad accorciare bruscamente i gemelli ed il TDA che poi prenderanno uno strattone al momento della presa del carico del peso del corpo.
Per questo lo spessore aggiuntivo sotto il tallone di per se favorisce la possibilità di appoggiare anche solo in alcuni passi il tallone prima della pianta

Per quanto riguarda i gesti in salita e discesa quoto la disamina di Damiano, in salita c'é una minima differenza solo quando l'inclinazione e' simila a quella del drop.
In discesa con un drop di 1 cm non saprei come fare per non tallonare perche' bisognerebbe estendere il piede 'di punta' tipo ballerina, per cui si e' praticamente forzati a tallonare e dare shock dal piede a salire al polpaccio, ginocchio, anche e schiena.

Tra tutti i gesti quello in discesa é quello in generale piu' difficile....
'non si smette di correre perchè si invecchia ma si invecchia perchè si smette di correre'

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JayB
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da JayB »

Io purtroppo ho dovuto abbandonare..dopo 2.5 mesi di corsa con le barefoot non riuscivo più a correre per una fitta dolorosissima al polpaccio..stop di 10 giorni..ripreso con le barefoot..stesso dolore..stop ancora di qualche giorno..ripreso con le mizuno e sparito il dolore..gran peccato cmq..ora ritorno al mal di schiena..
bebeto68
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Re: Quale minimalista per cominciare (thread 2)

Messaggio da bebeto68 »

Dipende un po' dalla fase di transizione se è stata fatta rispettando i giusti tempi e le giuste procedure...
Voi che avete più esperienza di me, come avete affrontato il passaggio da scarpe a3 a minimal?
Aspirante trail runner.

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