Una buona tecnica di corsa
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mircuz
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Re: Una buona tecnica di corsa
Ciao, hai messo tanta carne al fuoco...
Come prima cosa direi che ti stai preoccupando troppo dell'appoggio, nel senso che non ha poi molta importanza a livello di traumi se appoggi prima di tallone o mesopiede, ma ci sono molte altre variabili da considerare, altrettanto importanti, quali per esempio il punto in cui prendi contatto con il terreno (sotto al baricentro e con ginocchio un po' flesso), la frequenza dei passi (le famose 180 falcate al minuto), l'inclinazione del busto ecc... E poi tieni conto che a volte voler per forza cambiare tecnica può essere deleterio, soprattutto se si è autodidatti...
Itadakimasu (con umiltà ricevo).
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alberto1988
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Re: Una buona tecnica di corsa
Esatto... Ho aumentato la cadenza di passi al minuto, non saprei dire quanto ma ho dovuto accorciare leggermente la falcata, anche per far di necessità virtù, altrimenti non riuscirei ad atterrare di...avan...mes...insomma, di non-tallone. Il busto è più "verticale", e come conseguenza di questi piccoli cambiamenti credo che l'appoggio sia più vicino alla proiezione del baricentro a terra.
Ho cercato di seguire in particolare questi consigli https://www.youtube.com/watch?v=ESkCi7VV1NA
Oggi, tempo permettendo, uscirò di nuovo per testare e sciogliermi un po', anche perché la base dei polpacci è ancora indolenzita, a testimonianza di quanto prima lavorassi poco di elasticità...
Però ho sempre il dubbio che questa nuova andatura, che mi fa sentire un gallinaceo (sensazioni eh, non è che sono così scomposto o forzato...spero!), mi provochi traumi o altro: va applicata con transizione, o, essendo essa così naturale e la rullata dannosa, prima si utilizza e meglio è? E' normale, con scarpe ammortizzate, trovare difficoltà nell'applicarla e toccare comunque i talloni?
Autodidatta? Eccomi
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mircuz
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Re: Una buona tecnica di corsa
Devi fare una transizione per permettere ai muscoli e ai tendini di adattarsi a sollecitazioni differenti. Non conta tanto l'ammortizzazione, bensì è il drop delle scarpe (differenziale tallone punta) a facilitare una corsa di avampiede. Per esempio scarpe come le Brooks Pureflow hanno il tallone arrotondato nella zona di appoggio in modo da ritardare il contatto in questo punto. Del resto poggiare per primo il tallone non è di per sè sbagliato, basta non sbattere violentemente a terra.
Itadakimasu (con umiltà ricevo).
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alberto1988
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Re: Una buona tecnica di corsa
Grazie delle spiegazioni 
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bully
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Re: Una buona tecnica di corsa
Alberto,
grazie per il tuo contributo.... e per la molta carne....
Io quoto Mircuz nel dirti che la buona tecnica è l'insieme di tutto e va praticata per un pò di tempo per far abituare il corpo alle nuove sollecitazioni.
Avere i polpacci indolenziti è secondo me un buon segno significa che lavorano come spesso con tecniche sbagliate non fanno....
La corsa è uno sport 'tecnico' e non puramente naturale .....
Cioè è naturale perchè tutti possono correre con il proprio gesto ma per farlo con successo senza subire infortuni 'il gesto corretto' è grossomodo quello con qualche piccola modifica personale. Te ne accorgi vedendo correre i mezzofondisti che hanno tutti una tecnica perfetta e quella gliela insegnano come hanno insegnato il diritto ed il rovescio a Federer.
Sull'ammortizzazione ed il drop è come mettere d'accordo 2 persone di credenze politiche o religiose diverse..... Quello che ti dico che molti sbagliano credendo che le scarpe debbano ammortizzare la corsa mentre la corsa 'dolce' si ammortizza nell'arco plantare, col tendine d'achille, con il ginocchio e con le anche TUTTE INSIEME UN PO' così nessun punto soffre.
Io ci ho messo un paio di mesi di 'riprogrammazione' in cui correvo più lento di un pensionato ma mi sono serviti per immagazzinare la tecnica non dico ottima ma 'migliore'.... per cui dopo allungando i KM non ho avuto dolori ed infiammazioni.
Un'ultima cosa, anch'io pensavo di avere caviglie e ginocchia 'di vetro' (ed anzi le avevo) ma potenziando tutto l'arto ed attivando muscoli e tendini mi si sono rafforzate a tal punto che ho finito di usare ginicchiere, tape e sostegni vari che per anni ho usato praticando pallavolo per 'tenermi insieme'...
in bocca al lupo!
grazie per il tuo contributo.... e per la molta carne....
Io quoto Mircuz nel dirti che la buona tecnica è l'insieme di tutto e va praticata per un pò di tempo per far abituare il corpo alle nuove sollecitazioni.
Avere i polpacci indolenziti è secondo me un buon segno significa che lavorano come spesso con tecniche sbagliate non fanno....
La corsa è uno sport 'tecnico' e non puramente naturale .....
Cioè è naturale perchè tutti possono correre con il proprio gesto ma per farlo con successo senza subire infortuni 'il gesto corretto' è grossomodo quello con qualche piccola modifica personale. Te ne accorgi vedendo correre i mezzofondisti che hanno tutti una tecnica perfetta e quella gliela insegnano come hanno insegnato il diritto ed il rovescio a Federer.
Sull'ammortizzazione ed il drop è come mettere d'accordo 2 persone di credenze politiche o religiose diverse..... Quello che ti dico che molti sbagliano credendo che le scarpe debbano ammortizzare la corsa mentre la corsa 'dolce' si ammortizza nell'arco plantare, col tendine d'achille, con il ginocchio e con le anche TUTTE INSIEME UN PO' così nessun punto soffre.
Io ci ho messo un paio di mesi di 'riprogrammazione' in cui correvo più lento di un pensionato ma mi sono serviti per immagazzinare la tecnica non dico ottima ma 'migliore'.... per cui dopo allungando i KM non ho avuto dolori ed infiammazioni.
Un'ultima cosa, anch'io pensavo di avere caviglie e ginocchia 'di vetro' (ed anzi le avevo) ma potenziando tutto l'arto ed attivando muscoli e tendini mi si sono rafforzate a tal punto che ho finito di usare ginicchiere, tape e sostegni vari che per anni ho usato praticando pallavolo per 'tenermi insieme'...
in bocca al lupo!
'non si smette di correre perchè si invecchia ma si invecchia perchè si smette di correre'
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alberto1988
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Re: Una buona tecnica di corsa
Grazie!
Sì, l'idea che "L'uomo è sempre stato costretto dalla natura a correre, quindi deve seguire il suo istinto" è un pensiero allettante ma di cui diffido anche io. Il problema della tecnica (che porta all'efficacia e quindi ad un'eleganza estetica) è proprio quello dell'aspirante tennista che guarda Federer: "Che talento cristallino, gli esce così naturale che non si dovrà certo allenare...".
La parte riguardante le anche me la sono persa però... In cosa consiste?
Nell'ultima uscita sono sceso a più miti consigli col mio corpo, dandovi retta, e andando un po' più lento (circa un minuto e mezzo) sui dieci km. Anche perché ero indolenzito dalla volta precedente.
La mia impazienza da runner dilettante mi lascia un po' di amaro in bocca, ma già il giorno dopo muscoli e tendini mi ringraziavano, a differenza dei primi esperimenti di avampiede.
E mentre correvo trovavo quasi strano appoggiare il tallone per rullare. Buone sensazioni.
Può invece essere che la rullata, per quanto deleteria, consenta di tenere una velocità maggiore? O invece il maggior tempo impiegato è da imputare solo al mio minore sforzo e alla tecnica da assorbire? Buone co(r)se!
Sì, l'idea che "L'uomo è sempre stato costretto dalla natura a correre, quindi deve seguire il suo istinto" è un pensiero allettante ma di cui diffido anche io. Il problema della tecnica (che porta all'efficacia e quindi ad un'eleganza estetica) è proprio quello dell'aspirante tennista che guarda Federer: "Che talento cristallino, gli esce così naturale che non si dovrà certo allenare...".
La parte riguardante le anche me la sono persa però... In cosa consiste?
Nell'ultima uscita sono sceso a più miti consigli col mio corpo, dandovi retta, e andando un po' più lento (circa un minuto e mezzo) sui dieci km. Anche perché ero indolenzito dalla volta precedente.
La mia impazienza da runner dilettante mi lascia un po' di amaro in bocca, ma già il giorno dopo muscoli e tendini mi ringraziavano, a differenza dei primi esperimenti di avampiede.
E mentre correvo trovavo quasi strano appoggiare il tallone per rullare. Buone sensazioni.
Può invece essere che la rullata, per quanto deleteria, consenta di tenere una velocità maggiore? O invece il maggior tempo impiegato è da imputare solo al mio minore sforzo e alla tecnica da assorbire? Buone co(r)se!
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mircuz
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Re: Una buona tecnica di corsa
Sta tranquillo che se impari bene la tecnica di mesopiede andrai più veloce, però prima il piede deve rinforzarsi per avere elasticità e spinta.
Itadakimasu (con umiltà ricevo).
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bully
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Re: Una buona tecnica di corsa
Le anche le ho citate perchè è tutta la catena scheletrica che entra nel gesto (in realtà dal cranio a scendere come posizione) e le anche sono anche loro importanti nella trasmissione o nell'assorbimento delle forze.
Per come la penso io la 'rullata' può non essere sbagliata se fatta bene ma se fatta con scarpe con alto drop porta a quel movimento di 'sbattere in avanti' l'avampiede che è dannosissimo per tutto.
Io ho lavorato per mantenere l'appoggio di avan-meso-piede ed avere le scarpe NON ammortizzate a zero drop è la mia assicurazione infatti se sbaglio qualche passo me lo fanno sentire...
Come efficienza ed efficacia l'appoggio di avan-mesopiede è senz'altro più migliore perchè sfrutta al massimo l'elastico del TDA come fanno i canguri.
Per come la penso io la 'rullata' può non essere sbagliata se fatta bene ma se fatta con scarpe con alto drop porta a quel movimento di 'sbattere in avanti' l'avampiede che è dannosissimo per tutto.
Io ho lavorato per mantenere l'appoggio di avan-meso-piede ed avere le scarpe NON ammortizzate a zero drop è la mia assicurazione infatti se sbaglio qualche passo me lo fanno sentire...
Come efficienza ed efficacia l'appoggio di avan-mesopiede è senz'altro più migliore perchè sfrutta al massimo l'elastico del TDA come fanno i canguri.
'non si smette di correre perchè si invecchia ma si invecchia perchè si smette di correre'
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alberto1988
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Re: Una buona tecnica di corsa
Buonasera a tutti!
Ho smesso di scrivere per un po' perché volevo attendere di capire se quello che stavo facendo a livello di tecnica e allenamento funzionava, al netto delle variazioni nelle singole uscite.
Direi che funziona alla grande! Ora corro quasi spontaneamente di meso-avampiede, senza "sbattere" la pianta avendo probabilmente migliorato la postura, ma soprattutto la flessione delle ginocchia che non arrivano più "tese" al contatto col terreno.
Mi sono spariti i vari dolori muscolari tipici del cambio di appoggio, e, conoscendo i miei trascorsi di amatore funestato da infortuni (legamenti indolenziti, distorsioni gravi alle caviglie), sono sorpreso di due cose.
La prima è che, pur correndo con costanza da tre mesi, non mi sono ancora sorti dolori strani (faccio 3/massimo 4 uscite a settimana proprio perché non voglio logorare le articolazioni che sento ancora oggi deboli, con leggere fitte ad una caviglia che mi ricordano di non strafare), sebbene in passato, con la rullata, i legamenti del ginocchio, ma anche quelli delle caviglie, fossero veramente torturati.
La seconda, che solletica una mia personalissima (e minima, dato il basso livello a cui corro) vanità, è che corro bene (per i miei standard), non mi affatico, e credo che buona parte del merito sia da attribuire alla variazione nella tecnica: ora faccio più di 13 km a 5'/km, collinare tra strade e boschi (altra variazione, sempre in nome della salvaguardia articolare, di abitudini), senza sentirmi logorato o frenato da cattive sensazioni e fastidi.
Insomma, nonostante la mia attitudine "ricreativa" nei confronti della corsa, corro meglio di prima, più di prima e senza problemi.
Forse sarà suggestione, ma questa cosa del gesto tecnico mi ha aperto gli occhi... Solo una cosa: in teoria, calcando terra di mesopiede, dovrei caricare meno il ginocchio (ed effettivamente lo sento) per far lavorare di più la caviglia. Questo mi preoccupava (per i motivi di cui sopra), tuttavia per ora sembra andare tutto bene... Dite che è solo fortuna momentanea e devo stare attento a non fare il brillante usurando i legamenti della caviglia, o forse questa tregua può essere motivata da un movimento che ora è più fluido/naturale e quindi fa lavorare bene anche la caviglia (senza strani trasferimenti di energia e pesi al momento dell'appoggio/spinta, per intenderci)?
Incrocio dita di mani e piedi, buone co(r)se!
Ho smesso di scrivere per un po' perché volevo attendere di capire se quello che stavo facendo a livello di tecnica e allenamento funzionava, al netto delle variazioni nelle singole uscite.
Direi che funziona alla grande! Ora corro quasi spontaneamente di meso-avampiede, senza "sbattere" la pianta avendo probabilmente migliorato la postura, ma soprattutto la flessione delle ginocchia che non arrivano più "tese" al contatto col terreno.
Mi sono spariti i vari dolori muscolari tipici del cambio di appoggio, e, conoscendo i miei trascorsi di amatore funestato da infortuni (legamenti indolenziti, distorsioni gravi alle caviglie), sono sorpreso di due cose.
La prima è che, pur correndo con costanza da tre mesi, non mi sono ancora sorti dolori strani (faccio 3/massimo 4 uscite a settimana proprio perché non voglio logorare le articolazioni che sento ancora oggi deboli, con leggere fitte ad una caviglia che mi ricordano di non strafare), sebbene in passato, con la rullata, i legamenti del ginocchio, ma anche quelli delle caviglie, fossero veramente torturati.
La seconda, che solletica una mia personalissima (e minima, dato il basso livello a cui corro) vanità, è che corro bene (per i miei standard), non mi affatico, e credo che buona parte del merito sia da attribuire alla variazione nella tecnica: ora faccio più di 13 km a 5'/km, collinare tra strade e boschi (altra variazione, sempre in nome della salvaguardia articolare, di abitudini), senza sentirmi logorato o frenato da cattive sensazioni e fastidi.
Insomma, nonostante la mia attitudine "ricreativa" nei confronti della corsa, corro meglio di prima, più di prima e senza problemi.
Forse sarà suggestione, ma questa cosa del gesto tecnico mi ha aperto gli occhi... Solo una cosa: in teoria, calcando terra di mesopiede, dovrei caricare meno il ginocchio (ed effettivamente lo sento) per far lavorare di più la caviglia. Questo mi preoccupava (per i motivi di cui sopra), tuttavia per ora sembra andare tutto bene... Dite che è solo fortuna momentanea e devo stare attento a non fare il brillante usurando i legamenti della caviglia, o forse questa tregua può essere motivata da un movimento che ora è più fluido/naturale e quindi fa lavorare bene anche la caviglia (senza strani trasferimenti di energia e pesi al momento dell'appoggio/spinta, per intenderci)?
Incrocio dita di mani e piedi, buone co(r)se!
-
alexdimitri
- Mezzofondista
- Messaggi: 119
- Iscritto il: 24 mag 2014, 19:00
Re: Una buona tecnica di corsa
Ciao a tutti e scusate la lunghezza del post,
tralasciando il motivo per il quale mi sono allenato poco e male in questi ultimi 2 anni (visto che ho raccontato in altri post del forum in passato)...mi scopro a seguito di un reale stop di 3 mesi patito da novembre a gennaio di qst'anno per una metatarsalgia a destra non più capace di trovare la forza per spingere e correre bene con la coseguenza di tempi alti fatica immane e indolenzimenti continui.
Mi e vi chiedevo pur nella consapevolezza che forse inconsciamente ancor oggi l'appoggio di meso/avampiede a destra avviene in maniera limitata o forse chissà assente...come secondo voi si corra???
Nel senso ad esempio voi correte contraendo ed indurendo i dorsali?? o il core? che ne so stabilizzate le anche e il bacino o invece lo mobilizzate tenendo fermi lombari e schiena in genere...e se mobilizzate il tutto avviene in modo automatico o comandate tutti o qualcuno di questi muscoli? e spalle e collo son rilassati o cosa?? Sembrano domande assurde vero? specialmente se formulate da chi aveva tnt km alle spalle e ritmi sulla mezza ad es di 4.17/km....PERO' NON RIESCO PIU' A SAPER CORRERE...cioè paradossalmente il motivo che mi ha fatto tornare pressochè amatore per 2 anni e cioè una ischialgia sempre a dx adesso è passato in 2° piano...!!!
Qst settembre prima della metatarsalgia credevo di essere sulla giusta strada del recupero utilizzando delle scarpe della Tecnica usate in genere da atleti che fanno i trail quindi con molta gomma sotto tutta la pianta del piede tipo 3-4 cm (nn so se si dica drop)...ma mi è venuta per la prima volta in vita mia la metatarsalgia e ho dato la colpa a quelle scarpe...
Da febbraio i miei tentativi sono effettuati con asics cumulus 16 che avevo usato non tanto fino a prima dell'estate scorsa ma appunto non riesco più a correre in relax ...cioè parto benino intorno a 4.50 ma dopo 20-25 minuti e fino alla fine è un calvario con almeno 1 stop di 2-3 minuti e media che a fine allenamento sale fino intorno a 5/km...MA IPOTIZZANDO DI TAGLIARE IN 2 IL TRONCO LONGITUDINALMENTE TIPO IMMAGINE RIS. MAGNETICA...per caso voi sviluppate la forza con quei muscoli interni tra ombelico e attaccatura arti inferiori? o con psoas e piriforme (che per cronaca li ho contratti)? con la parte superiore delle gambe? o con i polpacci?...insomma se non "incamero" nella mia testa la teoria, MA QUELLA VS. QUELLA DEI PRATICANTI, la stessa non potrò trasformarla mai in pratica, in gesto atletico NATURALE...troppo culo mi ci vorrebbe e io non l'ebbi...
alessandro
tralasciando il motivo per il quale mi sono allenato poco e male in questi ultimi 2 anni (visto che ho raccontato in altri post del forum in passato)...mi scopro a seguito di un reale stop di 3 mesi patito da novembre a gennaio di qst'anno per una metatarsalgia a destra non più capace di trovare la forza per spingere e correre bene con la coseguenza di tempi alti fatica immane e indolenzimenti continui.
Mi e vi chiedevo pur nella consapevolezza che forse inconsciamente ancor oggi l'appoggio di meso/avampiede a destra avviene in maniera limitata o forse chissà assente...come secondo voi si corra???
Nel senso ad esempio voi correte contraendo ed indurendo i dorsali?? o il core? che ne so stabilizzate le anche e il bacino o invece lo mobilizzate tenendo fermi lombari e schiena in genere...e se mobilizzate il tutto avviene in modo automatico o comandate tutti o qualcuno di questi muscoli? e spalle e collo son rilassati o cosa?? Sembrano domande assurde vero? specialmente se formulate da chi aveva tnt km alle spalle e ritmi sulla mezza ad es di 4.17/km....PERO' NON RIESCO PIU' A SAPER CORRERE...cioè paradossalmente il motivo che mi ha fatto tornare pressochè amatore per 2 anni e cioè una ischialgia sempre a dx adesso è passato in 2° piano...!!!
Qst settembre prima della metatarsalgia credevo di essere sulla giusta strada del recupero utilizzando delle scarpe della Tecnica usate in genere da atleti che fanno i trail quindi con molta gomma sotto tutta la pianta del piede tipo 3-4 cm (nn so se si dica drop)...ma mi è venuta per la prima volta in vita mia la metatarsalgia e ho dato la colpa a quelle scarpe...
Da febbraio i miei tentativi sono effettuati con asics cumulus 16 che avevo usato non tanto fino a prima dell'estate scorsa ma appunto non riesco più a correre in relax ...cioè parto benino intorno a 4.50 ma dopo 20-25 minuti e fino alla fine è un calvario con almeno 1 stop di 2-3 minuti e media che a fine allenamento sale fino intorno a 5/km...MA IPOTIZZANDO DI TAGLIARE IN 2 IL TRONCO LONGITUDINALMENTE TIPO IMMAGINE RIS. MAGNETICA...per caso voi sviluppate la forza con quei muscoli interni tra ombelico e attaccatura arti inferiori? o con psoas e piriforme (che per cronaca li ho contratti)? con la parte superiore delle gambe? o con i polpacci?...insomma se non "incamero" nella mia testa la teoria, MA QUELLA VS. QUELLA DEI PRATICANTI, la stessa non potrò trasformarla mai in pratica, in gesto atletico NATURALE...troppo culo mi ci vorrebbe e io non l'ebbi...
alessandro