Il buon @foia nel suo report sulla sua tapasciata domenicale ci mostra uno squarcio di come le regole sopra i 20km siano interpretate alla maniera italica
La bellezza dell'Italia è questa: 2000 regole e alla fine non le rispetta nessuno. Non per essere esterofilo, ma altrove ce ne sono 5 di regole e se non rispetti quelle ti saccagnano...
Il mio diario tra pesi corsa e (ogni tanto) dieta 5k 19.07 (passaggio test) 10k 38.34 (test pista 01/22) 21k 1h23.23(Roma Ostia '22) 42k 2h58.47 (Milano '22) 6h 70.4km (Grosseto '24)
La complicazione delle regole è tutta Italiana e nasce in primis dalle eccezioni che sono (devono essere) sempre presenti, frequenti e tali da assicurare una libera interpretazione.
Ma anche la velleità di normare ciò che normabile non è... cioè il certificato simil agonistico (che già quello agonistico sarebbe discutibile come concetto) alle non competitive e alle tapasciate... e 'namo su, allora mettiamolo anche per i lunghi della domenica... "mi scusi ho visto su strava che ha fatto 22 km, ce l'ha il certificato?"... boh e bah
kiss - keep it simple, stupid... ma noi siamo solo stupidi il resto dell'acronimo ce lo dimentichiamo
Il mio diario tra pesi corsa e (ogni tanto) dieta 5k 19.07 (passaggio test) 10k 38.34 (test pista 01/22) 21k 1h23.23(Roma Ostia '22) 42k 2h58.47 (Milano '22) 6h 70.4km (Grosseto '24)
infatti, non si capisce perchè una persona maggiore di 18 anni possa votare, sposarsi, firmare contratti e via dicendo, senza nessuna previa verifica della sua intelligenza e cultura, e però poi per correre 21 km deve essere necessariamente sottoposto a visita medica.
se è adulto e capace di intendere e di volere sarà lui a scegliere autonomamente se farsi una visita medica per la sua sicurezza o se correre quanto gli pare senza farsi mai vedere da un medico.
Perché sotto sforzo possono manifestarsi problemi che a riposo uno non saprebbe mai di avere forse? Una cosa buona abbiamo in Italia, se fatta bene, cioè la visita agonistica obbligatoria.... non lamentiamoci anche di questo su!
@Matric81 sarebbe interessante avere statistiche se la visita agonistica obbligatoria ha portato a meno morti durante le gare rispetto a paesi che non ce l'hanno. E quanto invece questa pratica ha allontanato dalla corsa con conseguenze medie per la salute magari peggiori.
Detto questo posso capire il certificato agonistico (che appunto ho definito discutibile) ma il simil agonistico fa francamente ridere. E non parlo della utilità di controllarsi, quella è a prescindere dalle gare. Ma parlo del tentativo folle di normare qualcosa poco più dell'allenamento
Il mio diario tra pesi corsa e (ogni tanto) dieta 5k 19.07 (passaggio test) 10k 38.34 (test pista 01/22) 21k 1h23.23(Roma Ostia '22) 42k 2h58.47 (Milano '22) 6h 70.4km (Grosseto '24)
Quoto. se uno vuol rischiare la propria pelle correndo un passatore senza visita medica, perché non è libero di farlo? Al massimo rischia la propria di vita, mica quella altrui.
Poi arriviamo al paradosso che per poter correre +20 km in una manifestazione aperta al pubblico serve un certificato, mentre non è più obbligatorio vaccinare i bambini (con ciò mettendo a rischio la vita di chi non può vaccinarsi per motivi di salute).
Alla fine la visita obbligatoria si traduce in uno dei tanti orpelli burocratici su cui far guadagnare una categoria di professionisti (30' di visita, se va bene, 50-80 euro, mica male...); se poi salva migliaia di vite umane sarebbe da dimostrare con statistiche comparative, ma in ogni caso una volta che uno è informato sulle conseguenze di uno sforzo di lunga durata (a prescindere se fatto privatamente o in una manifestazione pubblica) dovrebbe essere libero di decidere se fare o non fare la visita.
ps stiamo finendo OT in effetti, mi pare che ci sia la discussione specifica sul certificato medico.
Se uno non vuol fare la visita può sempre correre nei parchi per conto suo. Nessun medico lo rincorrerà per sottoporlo ad ecg o spirometria... Sui vaccini sfondi una porta aperta. Agli anti vaccinisti toglierei la tessera sanitaria...
Matric81 ha scritto:Se uno non vuol fare la visita può sempre correre nei parchi per conto suo. Nessun medico lo rincorrerà per sottoporlo ad ecg o spirometria...
Con il certificato simil agonistico per le tapasciate ci siamo quasi...
Attendiamo con ansia che in un futuro il certificato di base diventi obbligatorio per una parkrun per poi stupirsi di come sia difficile organizzarle in italia
Il mio diario tra pesi corsa e (ogni tanto) dieta 5k 19.07 (passaggio test) 10k 38.34 (test pista 01/22) 21k 1h23.23(Roma Ostia '22) 42k 2h58.47 (Milano '22) 6h 70.4km (Grosseto '24)