quello di oggi, perfido nella sua ingenuità...
immaginate la scena: 5° giro di 1,8 km del mio percorso da ripetere 7 volte a ritmo medio. Arrivo alla solita curva secca a 90° dove dalla strada principale si gira in una laterale, chiusa al traffico automobilistico da un lato con una fioriera e 3 paletti con sopra i cartelli segnalatori di curva (quelli neri e bianchi). Unico passaggio largo 40-50 cm tra il cartello e il marciapiede bello alto. Il bimbo è lì, dietro al cartello col suo monopattino e quando sei a 20 metri inizia a fissarti. Dentro di me penso "bimbo bello, stai fermo lì dietro al cartello, non ti muovere...non ti muovere... non ti muovere...". Stranamente sembra ascoltarti per via telepatica. Sei già con sollievo a 3 metri quando lui, inesorabilmente, sale sul monopattino e avanza di quei miseri 30 cm che ti occludono completamente lo stretto passaggio tra cartello e marciapiede. Mentre freni, cercando di deviare e imprecando a bassa voce, vedi i due genitori 30 metri più in là che con passo da bradipo zoppo stanno raggiungendo il loro bimbo osservando la scena senza battere ciglio. Dopo essere miracolosamente riuscito ad evitare l'investimento, ecco che il bimbo rivolgendosi ai genitori, chiede "ma perché quello corre?"

