e comunque a scanso di equivoci, io mica ho detto che sia impossibile correre la maratona come un medio. sostenevo che IO non sarei stato in grado di correrla nella fascia del medio. e che secondo me quel giorno a 171 non ero nel medio (come da calcoli a tavolino) ma in zona aerobica/lipidica (come da sensazioni). se poi ho veramente corso una maratona come medio, beh... mi stupisco di me stesso!
[Diario] Io corro aerobico
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alor
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Re: [Diario] Io corro aerobico
@steva: e io che mi ero anche sbattuto per trovare l'esempio della CO2 nella stanza... e ora mi dici che pure le 2 e 4 millimoli non sono attendibili. quindi tutta la pippa sul lattato e le FC non vale più? uffa non c'e' gusto! 
e comunque a scanso di equivoci, io mica ho detto che sia impossibile correre la maratona come un medio. sostenevo che IO non sarei stato in grado di correrla nella fascia del medio. e che secondo me quel giorno a 171 non ero nel medio (come da calcoli a tavolino) ma in zona aerobica/lipidica (come da sensazioni). se poi ho veramente corso una maratona come medio, beh... mi stupisco di me stesso!
e comunque a scanso di equivoci, io mica ho detto che sia impossibile correre la maratona come un medio. sostenevo che IO non sarei stato in grado di correrla nella fascia del medio. e che secondo me quel giorno a 171 non ero nel medio (come da calcoli a tavolino) ma in zona aerobica/lipidica (come da sensazioni). se poi ho veramente corso una maratona come medio, beh... mi stupisco di me stesso!
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SteVa72
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Re: [Diario] Io corro aerobico
@Alor aspetta...non ho detto che non sono attendibili. Ho detto che è provato (vedi sempre il n°1) che in alcuni individui la misurazione strumentale della produzione di CO2 durante la corsa ha dato indicazioni differenti sull'esatta concentrazione di lattato. Ma una cosa è dire "ci può essere un errore minimo" un'altra è concludere "allora son tutte pirlate"
Del resto per usare il passo mica ti sei fatto impiantare dei sensori gps nel corpo e usi un orologio atomico per misurare il tempo. Ovviamente azionato da un cronometrista FIDAL.
Vero?
Sulla fc però una cosa devo ridirla, anche perchè me la sono dimenticata prima. Io credo (vedi sempre n°1 più una serie di esperienze dirette di molti che corrono e anche i referti di alcune prove ematiche che avevo postato) il valore di fc rispetto alle soglie non sia mobile. Quindi se la tua soglia è a 170 resta a 170. Quello che cambia è il passo. Che ovviamente è molto mobile.
Con l'allenamento, pare (vedi n°1), che si possano spostare le soglie di circa il 10 15 % (non della fc massima ma del valore diciamo interno, quindi poca roba davvero) solo con allenamenti lunghi e molto ben calibrati. Insomma roba da professionisti.
Del resto per usare il passo mica ti sei fatto impiantare dei sensori gps nel corpo e usi un orologio atomico per misurare il tempo. Ovviamente azionato da un cronometrista FIDAL.
Vero?
Sulla fc però una cosa devo ridirla, anche perchè me la sono dimenticata prima. Io credo (vedi sempre n°1 più una serie di esperienze dirette di molti che corrono e anche i referti di alcune prove ematiche che avevo postato) il valore di fc rispetto alle soglie non sia mobile. Quindi se la tua soglia è a 170 resta a 170. Quello che cambia è il passo. Che ovviamente è molto mobile.
Con l'allenamento, pare (vedi n°1), che si possano spostare le soglie di circa il 10 15 % (non della fc massima ma del valore diciamo interno, quindi poca roba davvero) solo con allenamenti lunghi e molto ben calibrati. Insomma roba da professionisti.
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GioPodistamoltomedio
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Re: [Diario] Io corro aerobico
Steva Ok questa è la teoria. Nella pratica, quasi tutti gli amatori (togliamo gli esordienti e gli evoluti sotto le 3h) hanno una seconda metà leggermente più lenta della seconda. Non più veloce.
Per assurdo io penso che l'eventuale negative split dell'amatore (>3h), se di una certa entità, possa essere una dimostrazione del fatto che il passo scelto nella prima metà era troppo prudente.
So di una scuola americana (quella del 53/47%) che arriva persino a teorizzare un andamento più veloce all'inizio rispetto alla fine. SUona molto "americano" come ragionamento, molto pragmatico: se tanto sappiamo che alla fine rallenterai, tanto vale considerare questo da subito e partire leggermente più veloce.
Integrano quindi un rallentamento del passo nella loro strategia di gara, come vorrei fare io con la deriva
Per assurdo io penso che l'eventuale negative split dell'amatore (>3h), se di una certa entità, possa essere una dimostrazione del fatto che il passo scelto nella prima metà era troppo prudente.
So di una scuola americana (quella del 53/47%) che arriva persino a teorizzare un andamento più veloce all'inizio rispetto alla fine. SUona molto "americano" come ragionamento, molto pragmatico: se tanto sappiamo che alla fine rallenterai, tanto vale considerare questo da subito e partire leggermente più veloce.
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Re: [Diario] Io corro aerobico
dimenticavo...non so chi ha acceso quella candela...ma ora sono tutti morti nella stanza 
Però noi stavamo misurando la CO2 prodotta da ciascuno non la somma totale nella stanza. Sempre andando a presupporre (vedi sempre n°1) che il lattato non sia il risultato dello sforzo, ma sia un qualche cosa prodotto dal nostro corpo sempre e in misura differente a seconda delle stimolazioni che riceve (che per la cellulina di lattato non si sa se arrivano da una corsa o da uno stress o da non si sa cosa ecco)
Però noi stavamo misurando la CO2 prodotta da ciascuno non la somma totale nella stanza. Sempre andando a presupporre (vedi sempre n°1) che il lattato non sia il risultato dello sforzo, ma sia un qualche cosa prodotto dal nostro corpo sempre e in misura differente a seconda delle stimolazioni che riceve (che per la cellulina di lattato non si sa se arrivano da una corsa o da uno stress o da non si sa cosa ecco)
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SteVa72
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Re: [Diario] Io corro aerobico
@Gio premetto che non ho mai corso una maratona quindi parlo "per sentito dire" e per logica.
Io non credo che finire una maratona non distrutto sia sinonimo di aver sotto stimato la cosa. Ho corso tante volte la distanza della mezza e alcune volte ho finito davvero provato, mentre altre avrei tranquillamente continuato (e qualche volta l'ho anche fatto). Non è per nulla vero che i tempi migliori li abbia fatti quando sono arrivato distrutto. Anzi, se si esclude la Stramilano, in linea di massima ho avuto tempi migliori arrivando alla fine non dico fresco, ma vivo si. Sono anche riuscito solo una volta a correre gli ultimi 5 km in accelerazione e questo perchè mi ero più controllato all'inizio. Il tempo finale però era anche meglio di quando non mi ero controllato. E' naturale che alla fine se arrivi pimpante ti possa chiedere "allora forse potevo fare meglio" ma poi, guardando i risultati, ti rendi conto che a tirare di più il risultato finale sarebbe probabilmente peggiorato.
E' quello che mi è successo nella 10k del mio PB. Sensazione finale ottima al punto da pensare che avrei potuto fare meglio. In realtà invece non ho mai più corso 10k in quel tempo neppure tirandomi il collo.
Poi che ci siano teorie differenti ovviamente ci sta. Ma a me pare una teoria suicida quella. Mi pare anzi che Arcelli parli anche esplicitamente di un approccio "metto il fieno in cascina" e lo definisca assurdo proprio come fondamento. Stasera magari me lo rileggo (prima o poi mia moglie quel libro me lo fa sparire
)
Io non credo che finire una maratona non distrutto sia sinonimo di aver sotto stimato la cosa. Ho corso tante volte la distanza della mezza e alcune volte ho finito davvero provato, mentre altre avrei tranquillamente continuato (e qualche volta l'ho anche fatto). Non è per nulla vero che i tempi migliori li abbia fatti quando sono arrivato distrutto. Anzi, se si esclude la Stramilano, in linea di massima ho avuto tempi migliori arrivando alla fine non dico fresco, ma vivo si. Sono anche riuscito solo una volta a correre gli ultimi 5 km in accelerazione e questo perchè mi ero più controllato all'inizio. Il tempo finale però era anche meglio di quando non mi ero controllato. E' naturale che alla fine se arrivi pimpante ti possa chiedere "allora forse potevo fare meglio" ma poi, guardando i risultati, ti rendi conto che a tirare di più il risultato finale sarebbe probabilmente peggiorato.
E' quello che mi è successo nella 10k del mio PB. Sensazione finale ottima al punto da pensare che avrei potuto fare meglio. In realtà invece non ho mai più corso 10k in quel tempo neppure tirandomi il collo.
Poi che ci siano teorie differenti ovviamente ci sta. Ma a me pare una teoria suicida quella. Mi pare anzi che Arcelli parli anche esplicitamente di un approccio "metto il fieno in cascina" e lo definisca assurdo proprio come fondamento. Stasera magari me lo rileggo (prima o poi mia moglie quel libro me lo fa sparire
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GioPodistamoltomedio
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Re: [Diario] Io corro aerobico
Se è per questo parlano di passo costante, come un metronomo (aRCELLI/mASSINI IN lA MIA MARATONA).
io non sarei così assoluto nel pensare che siccome differisce da quello che dice Arcelli "ALLORA è UNA STRATEGIA SUICIDA".
io non sarei così assoluto nel pensare che siccome differisce da quello che dice Arcelli "ALLORA è UNA STRATEGIA SUICIDA".
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almandelli
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Re: [Diario] Io corro aerobico
Vi riporto la mia esperienza: fc media nelle mezze 158, ho corso Firenze a 150 (in 3h20').
Dettaglio di Firenze:
dal km 0 al 5: mi è scesa la fascia in avvio, poi l'ho risistemata... ipotizzo io attorno ai 135
dal km 5 al 10: media 143 (4'42")
dal km 10 al 15: media 147 (4'43")
dal km 15 al 20: media 150 (4'39")
dal km 21 al 25: media 150 (4'41")
dal km 25 al 30: media 151 (4'42")
dal km 30 al 35: media 152 (4'43")
dal km 35 al 40: media 160 (4'35")
prima di Firenze avevo fatto due LL qualificati, ovvero non a CL ma in simulazione gara: quello di 37 km è stato fatto così: qualche km di riscaldamento e poi 5x5000 a 4'40" con recupero 1000 a 5', ultimi 3 km finali in progressione a 4'40", 4'30", 4'20" per una media finale sull'uscita di 4'46" su 37 km, con fc media di 146.
Ho gestito la gara in base a fc? no, avevo un RG obiettivo (compreso tra 4'45" e 4'40") ed ho cercato di mantenerlo, monitorando la fc per verificare che rimanesse in range accettabili durante ogni fase, compresa quella finale.
Purtroppo dei crampi nel finale mi hanno condizionato, avevo la sensazione di poter accelerare ma non appena lo facevo sentivo che ritornavano.
A voi i commenti
Dettaglio di Firenze:
dal km 0 al 5: mi è scesa la fascia in avvio, poi l'ho risistemata... ipotizzo io attorno ai 135
dal km 5 al 10: media 143 (4'42")
dal km 10 al 15: media 147 (4'43")
dal km 15 al 20: media 150 (4'39")
dal km 21 al 25: media 150 (4'41")
dal km 25 al 30: media 151 (4'42")
dal km 30 al 35: media 152 (4'43")
dal km 35 al 40: media 160 (4'35")
prima di Firenze avevo fatto due LL qualificati, ovvero non a CL ma in simulazione gara: quello di 37 km è stato fatto così: qualche km di riscaldamento e poi 5x5000 a 4'40" con recupero 1000 a 5', ultimi 3 km finali in progressione a 4'40", 4'30", 4'20" per una media finale sull'uscita di 4'46" su 37 km, con fc media di 146.
Ho gestito la gara in base a fc? no, avevo un RG obiettivo (compreso tra 4'45" e 4'40") ed ho cercato di mantenerlo, monitorando la fc per verificare che rimanesse in range accettabili durante ogni fase, compresa quella finale.
Purtroppo dei crampi nel finale mi hanno condizionato, avevo la sensazione di poter accelerare ma non appena lo facevo sentivo che ritornavano.
A voi i commenti
La migliore preparazione per domani è fare il tuo meglio oggi (H. Jackson Brown Jr)
http://www.strava.com/athletes/4260305
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alor
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Re: [Diario] Io corro aerobico
abbiamo esempi di test effettuati tutti i giorni e in condizioni climatiche differenti che mostrano che la tua soglia resta fissa ogni giorno?SteVa72 ha scritto:Sulla fc però una cosa devo ridirla, anche perchè me la sono dimenticata prima. Io credo (vedi sempre n°1 più una serie di esperienze dirette di molti che corrono e anche i referti di alcune prove ematiche che avevo postato) il valore di fc rispetto alle soglie non sia mobile. Quindi se la tua soglia è a 170 resta a 170. Quello che cambia è il passo. Che ovviamente è molto mobile.
test a 5° = soglia a 170
test a 25° = soglia a 170
test la mattina = soglia a 170
test la sera = soglia a 170
test rilassato = soglia 170
test stressato = soglia 170
se abbiamo queste prove, allora la mia tesi è errata. ma altrimenti io mi azzardo a dire che le condizioni a contorno influiscono sulla frequenza e quindi anche sul funzionamento del muscolo.
la stanza era tuo corpo.SteVa72 ha scritto:dimenticavo...non so chi ha acceso quella candela...ma ora sono tutti morti nella stanza
Però noi stavamo misurando la CO2 prodotta da ciascuno non la somma totale nella stanza. Sempre andando a presupporre (vedi sempre n°1) che il lattato non sia il risultato dello sforzo, ma sia un qualche cosa prodotto dal nostro corpo sempre e in misura differente a seconda delle stimolazioni che riceve (che per la cellulina di lattato non si sa se arrivano da una corsa o da uno stress o da non si sa cosa ecco)
una persona = soglia aerobica, due persone = soglia anaerobica, candela = stress, pianta = temperatura favorevole.
lo stress ti fa pensare di essere uscito di soglia quando invece c'e' solo ancora una persona nella stanza.
cosa significa che il lattato non è il risultato dello sforzo? mi sto perdendo...
si misura quanto lattato per capire quanto stanno lavorando i muscoli. che poi il lattato è prodotto costantemente non conta. ovviamente tu vivi e i muscoli lavorano in piccola parte sempre e consumi zuccheri anche da fermo. ma se quel lattato è 0.002 millimoli di concentrazione lo puoi ignorare perché' tu vai a rilevare solo quando c'e' abbastanza scarto da parte dei muscoli per capire che stavi facendo attività fisica rilevante.
PB: 1K: 3:22 (03/02/15) - 3K: 11:17 (21/09/15) - 5K: 19:27 (13/01/15) - 10K: 39:55 (15/03/15) - 21K: 1:28:59 (28/02/16) - 42K: 3:24:27 (03/04/16)
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gianmarcocordella
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