Le premesse non erano delle più incoraggianti, ho svolto una preparazione piuttosto svogliata e più che su aspetti come potenza lipidica e resistenza aerobica ho lavorato tanto sulla velocità e sul potenziamento muscolare: strada facendo avevo perso per strada la voglia di correre a lungo. Di buono avevo due lunghi da 30 e 34km, entrambi corsi bene a 4’50’’/km, ma non mi sentivo pronto, al punto che gli ultimi giorni avevo quasi pensato di non correrla. Ma arriva il sabato e siamo lì, l’atmosfera di gara c’è, il clima è uggioso il che non mi piace ma mi fa correre veloce, tirarsi indietro proprio adesso? Non se ne parla. Alla pizzata Roby Ao mi propone di partire con lui a 4’30’’/km, la proposta mi tenta ma la notte porta consiglio e decido di partire più calmo, mi ricordo che mi basta scendere sotto le 3 e 30 per essere contento e sogno anzi un negative split.
La gara è stata un misto di sensazioni, pensieri, emozioni più disparate. Aggancio dopo un paio di km Maurizio, un mio compagno di squadra che ha all’incirca i miei stessi tempi ma che mi arriva sempre un pelino davanti. Gli faccio presente che la mia preparazione è scarsa e vorrei mantenere i 4’50’’/km, lui è nella mia stessa situazione e si decide di correre insieme. Così i km, a quel ritmo tranquillo che mi permette di chiacchierare, passano senza quasi che ce ne rendiamo conto. Facciamo un po’ tira e molla perché io tendo ad essere costante, lui ha dei cambi di ritmo che non mi piacciono. Arriva la mezza, che passiamo in 1h42’29’’, bene, le sensazioni sono anche migliori rispetto allo start, mi sembra di iniziare a scaldarmi solo ora. Di lì aumentiamo un pelino il ritmo, il percorso diventa sempre più bello con lo spettacolare passaggio per le vie del centro e ci viene naturale allungare un po’ il passo. Il parziale dal 23km fino al 30km è 4’46’’/km, tutto sommato neanche così veloce, bene. Faccio un rapido check-up: gambe a posto, la testa c’è, fiato benissimo. La falcata diventa più sciolta senza quasi che me ne accorga, il successivo parziale fino al 33 è 4’42’’/km, sto accelerando senza rendermene conto. Maurizio però accusa un po’ la fatica e mi lascia andare.
Sono adesso solo nella “twilight zone”: mai corso più di 34km in allenamento, non so cosa possa succedere. Di energie mi sembra di averne da vendere, ma se si spegnesse la luce al 38°? Comunque sono costante, successivo parziale 4’42’’/km. Mancano solo 7km, continuo a sorpassare maratoneti visibilmente provati, ma io sto veramente bene e mi sembra di poter continuare all’infinito. 35,36,37, siamo già al 38, quel lungo rettilineo in Corso Sempione che ormai ben conosco. Di muri all’orizzonte non ne vedo! C’è poco da fare ormai, bisogna correre. Ormai i parziali sono tutti sui 4’30’’, ma ne ho ancora e chiudo il 41° in 4’22’’. Le jeux son faits, ci siamo, invoco tifo nel rettilineo finale in Piazza Castello e l’adrenalina che ho in circolo altissima mi permette di tirar fuori un parziale a 4’14’’ che mai mi sarei aspettato al termine di una Maratona. Gli ultimi 200m a 3’27’’/km : è fatta, personale in 3h20’50’’.
La gioia che ho provato all’arrivo è stata indescrivibile, mai nessuna gara mi aveva fatto provare certe sensazioni. E’ questa la magia della corsa, la magia della Maratona, chi non corre non può neanche lontanamente immaginarla.
Scusate la prolissità!
