Non è essenziale perché si trova gran parte se non tutto suo siti qui raccolti, ma è bene avere tutto in unico punto e ci sono spunti unici oltre che avere il quadro di riferimento dove questo approccio sia nato (il che, a mio avviso, chiarisce anche un po' i suoi limiti).
Il capitolo su come adattare alle condizioni il pacing degli allenamenti è oro per me.
Ho apprezzato molto l'onestà di chi non deve vendere nulla e chiarisce che le cose funzionano con un 7/7, già 6/7 è un adattamento. Che è un metodo noioso e impegnativo mentalmente che non è per niente sexy lato strava
Non la bibbia, ma un buon libro. Nella mia classifica dei preferiti non scalza quello di Hudson ma si posiziona bene.
Detto questo alcune note critiche su ciò che mi sarebbe piaciuto leggere e sul metodo in sé:
- Sirpoc si è stampato presto con i metodi classici e attribuisce il salto di qualità al passare alle 3 subT. Io mi rifiuto di pensare che un atleta con quel passato da ciclista non recuperasse settimane che per me, il re degli scarsi, sono in modo imbarazzante facili con 5h totali 6x1000 rg5k e 1 tempo. Per me il problema stava nei lenti troppo forti
- tutto il piano (lenti e ripetute) è a tempo. Sono assolutamente d'accordo che gli adattamenti fisiologici avvengono a tempo e non a km. Ma le gare sono a km. Oppure devi vedere anche le gare come a tempo e quindi uno che fa la mezza in 70' sta preparando una gara diversa rispetto a uno che la fa in 110'. Cioè la maratona di Sirpoc è 143 minuti, se il metodo mostra i suoi limiti e va adattato nel preparare una maratona di uno forte, ugualmente mostra i suoi limiti per la mezza di uno lento che prepara una gara dal punto di vista del tempo non lontana da quella maratona.
- secondo me nel running c'è il problema della RE che è passo dipendente per questo è importante/ utile correre a ritmo gara. Ad esempio vedendo i tempi di Sirpoc si vede che la 5k non è per niente a livello della 10k. Colpa delle condizioni della gara o del fatto che il ritmo 10k lo si sfiora il 5k mai?
Il metodo norvegese originario del doppio threshold si regge proprio sull'accumulare lavoro a ritmo gara, anche ritmo 1500, senza superare la soglia del lattato. Per me questo andrebbe indagato un po' di più e potrebbe essere un'arma in più per questo metodo non un contro (appunto inserendo cose come i 25x1' etc)
quando lo sperimenterò nella sua interezza (ossia in ottica 10k mezza, con lenti più lenti e anche limitati nel tempo etc) ci ritornerò su, ma per ora è questo quello che mi viene in mente
