victor76 ha scritto:Già che ci sono, vi chiedo un parere: ma secondo voi durante il recupero è meglio fare corsa più lunga e lenta o corsa breve e veloce?
Perchè teoricamente nella corsa veloce il contatto tra piede e terreno dovrebbe essere meno duraturo...
PS io per il momento sto facendo qualche seduta di corsa lenta e breve, ma mi è venuto questo dubbio
All'opposto di vangogh io invece ho inserito degli allunghi senza problemi, senza minimamente modificare la mia azione di corsa, casomai cercando di compierla nel modo migliore possibile; le sensazioni sono state positive, ho avuto l'impressione che dopo tanta staticità le fibre avessero bisogno di un'ulteriore botta di tono muscolare, il quale potrebbe aver contribuito a "tenere su" ancora meglio l'arco plantare infiammato. Intendiamoci, parliamo di allunghi al 70-80%, mica tirati...
Dopo non ho avuto nè un maggiore fastidio a riposo, né dolori il giorno dopo.
Addirittura dopo una trek in montagna ho inserito tre volte i quattrocento su asfalto (erba non ce n'era...), devo dire un po' timoroso all'inizio, ma senza alcun peggioramento del dolore la sera stessa e il giorno dopo .
A riguardo dell'Artrosilene schiuma, di cui si parlava un po' di post fa, la mia esperienza è stata la seguente: l'ho provato circa 20 gg, riscontrando da subito un netto miglioramento della sintomatologia; questo probabilmente perché assumendo io mediamente una quantità di farmaci corrispondente forse a 4 aspirine in un anno, l'artrosilene ha trovato terreno fertile per anestetizzare la parte.
Ho preferito comunque interrompere il dosaggio, come detto, dopo 20gg, perché temevo di perdere la percezione di come andasse realmente il dolore senza il "filtro" dell'antinfiammatorio; dopo 3-4 giorni infatti, passato l'effetto della schiuma, il dolore si è ripresentato più acuto, e così per qualche giorno, per poi però riprendere a regredire (per fortuna!). La bomboletta di schiuma è rimasta là, non finita; tra i suoi meriti indubbiamente quello di aver attutito il dolore nelle prime corsette, scacciando così un po' la fobia della "ripresa".
Non saprei quanto invece ha contribuito al mio miglioramento l'artrosilene e quanto invece l'aver ripreso a correre, con un'azione di corsa estremamente controllata e su fondo "morbido" (mai asfalto).
Aggiungo anche che sto cercando, seguendo l'esperienza di Marcoemme, di portare la spinta sull'avampiede anche durante la corsa lenta (nella corsa veloce già lo faccio), perché mi sembra che tale movimento vada a stressare di meno l'arco infiammato.
Attualmente sto correndo una media di circa 50km a settimana, suddivisi fra corsa lenta, ripetute e trail running.