Su runner's world di luglio nella posta un lettore domanda informazioni sul chirunning, la risposta, abbastanza sintetica parla della postura e poi afferma che "in pratica e' l'atteggiamento della maggior parte dei runners che corrono a velocita' sostenute ma che nel chirunning viene proposto anche ai ritmi bassi".
Sulla stessa rivista c'e' anche un articolo sulla scelta delle scarpe ed una breve descrizione delle 3 tipologie di appoggio: tallone, pianta (chirunning), avampiede. Riassumo anche qui brevemente:
- tallone: 75% dei runner - gamba ammortizza, polpaccio spinge
- pianta: 24% dei runner - rullata ridotta che riduce l'impatto sulle gambe aiuta a prevenire infortuni
- punta: 1% dei runner - tempo di appoggio ridottissimo ma possibili problemi a polpacci e tendini d'achille
NB le percentuali si riferiscono a runner di livello amatoriale.
Altra rivista, altra citazione, stavolta si tratta del bimestrale "triathlon" del mese di maggio/giugno.
L'autore dell'articolo Emiliano Agnello (preparatore atletico) affronta il tema del mal di schiena, l'articolo verte sul fatto di mantenere una corretta postura per prevenire il mal di schiena, cosa possibile solo dopo aver rinforzato adeguatamente la zona lombare/addominale. Nella corretta postura il mento "guarda in avanti". Viene pero' sottolineato che spesso un errore tipico e' quello di correre "impettiti" (o "alla Cannavaro", sempre a detta dell'autore...), questo aggiunge stress alla schiena perche' rimane inarcata (la colonna come sappiamo non e' dritta ma ha 2 curvature verso l'interno ed una verso l'esterno, lordosi lombare e cervicale e cifosi dorsale) provocando dolori. Inoltre a livello dinamico questa corsa fa rimanere sullo stesso punto costringendoci a rimbalzare cosa poco redditizia, bisogna sempre essere protesi in avanti anche per sfruttare la forza di gravita' che ci porta ad allungare il passo.
Secondo me c'e' poco altro da aggiungere...
