di giorno o di notte, non avevo mai avuto "voglia" di uscire con pioggia e vento. Classico problema psicologico, direi. Ieri giornata con pioggia
pesante a tutte le ore, quindi strade e stradine impraticabili e pozzanghere ovunque. Ho guardato fuori dalla finestra almeno dieci volte,
dicendomi "dai vai, tra poco smette" e invece non smetteva mai... Alla fine, solito esito scontato: niente allenamento per rimanere a casa al
calduccio. Stamattina avevo messo la sveglia per andare a correre all'alba, e quando mi sono svegliato ho sentito che pioveva. Ho pensato, "oh no,
di nuovo.." E invece poi ho pensato che avrei saltato un altro giorno di allenamento e mi è scattata la molla. Ultimamente ero arrivato a quaranta
giorni di fila di corse, e la settimana scorsa questo filotto per me fino a pochi mesi fa impensabile si è interrotto per una giornata di pioggia intensa.
Mi è scocciato parecchio sinceramente, ma ho detto, vabbè, amen. Questa discussione, che avevo letto ieri mi ha rinfrancato il "morale" parecchio,
sopratutto facendomi riflettere. Mi sono impersonato nell'autore del thread, col mio stesso problema, poi ho letto i vostri commenti.
Ho pensato "ma questi corrono anche con la neve, ma chi li ferma? Ma che vuoi che sia anche se piove? Daje!" Mi sono deciso, e vestito adeguatamente,
per la prima uscita sotto pioggia a catinelle e e un vento di bora che a tratti a momenti mi rimandava indietro

incrociato in strada mi hanno guardato come a dirmi "ma dove ca..o vai con questo tempo?"

"solo" per un po' di acqua

Finalmente ho sfatato questo tabù, e ora chi mi ferma più? (rima
