avevo letto tempo fa, e ho ritrovato un articolo recente di RW sullo stesso argomento, riguardo al correre respirando "a passi dispari".
mi spiego: per esempio Inspirare per 3 passi, Espirare per 2, o viceversa. o anche I4-E3. o addirittura I2-E1. il tutto ovviamente a seconda della velocità e dell'impegno.
il motivo starebbe nel fatto che facendo respirazioni "pari" ti trovi ad inspirare o espirare sempre sullo stesso piede; in particolare quando si espira si rilassano gli addominali e quindi tutto il busto sarebbe più instabile; il contraccolpo dell'impatto, quindi, si riverbera sempre sulle stesse strutture potendo portare ad infortuni.
l'autore sostiene di aver smesso di farsi male da quando adotta questo sistema e addirittura è riuscito a migliorare di molto il suo PB.
sto seguendo queste indicazioni da novembre ed in base alla mia esperienza da amatore mi sento di consigliare questo metodo. io mi comporto generalmente così:
-riscaldamento: parto lentamente con I4-E3 poi vado a I3-E2 (o viceversa I2-E3)
-medi un po' più tirati: I3-E2 (o viceversa) intervallati da 2 o 3 volte I2-E2: I3-E2 - I2-E2 - I2-E2 - I2-E2 - I3-E2
-ripetute: I2-E2 e di tanto in tanto inserisco un I3-E2 quando me la sento per cambiare l'appoggio
ho notato che per la corsa facile o il riscaldamento spesso uso I2-E3, in pratica 2 inspirazioni mi sarebbero sufficienti per i 3 passi successivi.
uno dei benefici che ho notato nelle corse lunghe o anche nelle mezze, anche se tirate in gara, è la costanza del passo: se ti dai un ritmo con la respirazione, anche il passo va di conseguenza.
parlando di infortuni, per fortuna non ho una storia molto tribolata in materia

quanto ai risultati staremo a vedere, visto che da novembre in qua non ho fatto gare; ma in novembre ho fatto 2 mezze a distanza di 1 settimana l'una dall'altra con tempi rispettivamente di 1:26:22 e 1:25:45 ovvero 2-3 minuti meno dei miei precedenti PB.
qualcun altro ha esperienze di questo metodo di respirazione?
ciao
antonio