[Diario] Chippz is back!
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ChippZ
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[Diario] Chippz is back!
Buonasera! Voglio scrivere questo post come un appunto per me stesso e per lanciare una sfida a me stesso in primis e a chi di dovere in secondo luogo.
Partiamo prima con il raccontarvi la mia delicata storia.
Nella corsa "cross per tutti", 2 prova di Cesano Maderno, di domenica scorsa (19 gennaio), il percorso interamente fatto di acqua ghiacciata, fango e pioggia, il mio ritardo nel presentarmi sulla linea di partenza dovuto alla mancanza del mio pettorale (perso dagli organizzatori), il riscaldamento saltato, la mancanza di un luogo caldo dove cambiarsi e una giornata incerta, mi hanno portato ad un bel livello di ipotermia durante e dopo la corsa. I piedi si sono congelati e non li ho più sentiti in tutti i 7 (visto che mi hanno fatto fare un giro in meno) km del percorso. La gara più disastrosa della mia vita, ma non parlo di tempo o percorso purtroppo. Parlo delle sue conseguenze.
Dopo qualche ora mi è salita subito la febbre a 38, ovviamente ho dato per scontato che si trattasse del freddo, infatti ancora non sentivo i piedi. Il giorno dopo le dita dei piedi si gonfiano e la febbre rimane sempre sui 38-39. Le varie cure e medicine non servono, ma la mia forza di volontà riesce a farmi andare persino a lavoro al secondo giorno: zoppicando e con ancora febbre a 38. Alla sera, non appena sono tornato a casa, ho capito che il mio corpo ha bisogno di una mano: la forza di volontà è enorme, ma in certi casi diventa inutile. Ora le dita sono diventate rosse e gialle.
Decido quindi di andare dal dottore al terzo giorno. Il suo verdetto è stato:"vai IMMEDIATAMENTE al pronto soccorso" e lo diceva con la stessa tonalità di voce che si usa quando si annuncia la morte di qualcuno. Dopo la "normale" attesa al pronto soccorso, riesco a farmi visitare da qualche medico specialistico. Ho sempre preso tutto con il sorriso, ma mi sono accorto del silenzio di tutti i medici nel vedere i miei piedi (e di certo non pensavano a:"ma se li lava?").
Da li è iniziato il mio lungo cammino. Quasi senza dire un parere, mi hanno mandato a fare subito una visita vascolare ai piedi e alle gambe, fortunatamente con esito negativo (quindi non ho alcun problema vascolare). Di ritorno riesco ad avere un parere più dettagliato: è subentrata una GRAVE infezione. Con l'infezione che parte dal quarto dito e raggiunge metà piede sinistro, mentre per il piede destro mi ritrovo solo il terzo dito gonfio (in punta). E' una grave infezione che va curata, ma nessun medico crede che ne uscirò indenne. Nell'ipotesi più fortunata avrei perso la sensibilità di un dito. In quella più sfortunata avrei perso completamente un piede. Questo è il primo verdetto dei medici.
Ora mi bucano il dito con un ago sterile per farmi uscire più velocemente la materia: il dito totalmente gonfio fa meno male visto che l'infezione si è spostata avanti, l'altro invece fa più male. Poi mi fasciano i piedi e mi mandano a fare la lastra. Poi mi misurano 39,2 di febbre e mi rimpinzano di tachipirina. Verso tarda sera vedo la febbre iniziare a scendere. Pensavo di avercela fatta, ma ho ancora i piedi bendati e posso solo zoppicare.
Infine mi lasciano dormire in pronto soccorso su di un lettino, assieme ad altri quattro pazienti, in una saletta strettissima, con le luci e le persone che vanno e vengono fino alle tre di notte, con le infermiere che ogni due ore vengono a metterti l'antibiotico in vena.
Dalle tre di notte in poi spengono le luci e allora inizio a riflettere su dove mi trovassi. Sono in un ospedale a lottare contro un nemico interno. I dottori, come già detto, sanno che ce la posso fare ma non senza pagare danni rilevanti. Mi perdo leggermente di morale quando, alle tre di notte, mi misurano ancora la febbre scoprendo di averne ancora 38,5. Oppure sono turbato dal scoprire che devo bere almeno 2 litri d'acqua, ma dispongo solo di due bottiglie da 0,5 l, di cui una mezza vuota e ovviamente non posso muovermi. Devo bere non perché ho sete, ma per far agire correttamente le pastiglie.
E' in quel momento che, magari per colpa degli effetti delle medicine, inizio a parlare con il mio corpo. Sento che mi dice che ce la può fare, dice che non mi sono mai arreso in vita mia e che io devo continuare ad esserne orgoglioso. Riprendo fiducia e mi arrangio usando l'acqua del rubinetto e sforzandomi di bere il più possibile (vi assicuro che continuare a bere quando ci si sente già pieni, alle tre di notte, da soli in un posto quasi sperduto, non è facile..).
Alle sei, il trambusto dell'ospedale ritorna al completo: le luci si riaccendono, le infermiere "raddoppiano" le visite e le cure e la possibilità di dormire cala ulteriormente. In questo primo giorno riesco a dormire circa 50 minuti, divisi su più riprese. Non importa, ora devo solo attendere di avere una camera tutta mia. Ed è proprio questo che mi mette coraggio. Passata la notte, ora mi sento di nuovo pieno di energie e maturo l'idea che io ce l'avrei fatta.
Alle 13 mi danno la nuova camera e ormai sono al massimo delle energie. Sono convinto di uscirne indenne.
Dopo qualche giorno nella mia camera ricoverato in ospedale, i medici notano dei "miglioramenti migliori del previsto". Il giorno dopo mi tolgono le bende ai piedi per fasciarmi solo le dita. Ora l'infezione è quasi scomparsa, le dita sono alla normalità tranne una che ha perso l'unghia. Il giorno seguente mi fasciano soltanto un dito, in modo da avere un piede completamente libero e normale.
Infine, dopo 5 giorni in ospedale, oggi (27 gennaio) mi dimettono:
-Dovevo perdere il dito o il piede, invece ho perso solo l'unghia (che ricrescerà).
-Dovevo stare fermo da qualsiasi attività fisica per tre settimane, ma oggi stesso ho già fatto 40' di cyclette.
-Secondo loro dovrei starmene a casa a riposare, ma già dopodomani riprenderò a lavorare.
Grazie, mi hanno curato dall'infezione, mi hanno salvato la vita, ma soprattutto ho acquisito ancora più fiducia in me stesso. Ora il mio corpo dice che vuole riprendere con gli allenamenti, ma devo aspettare con la corsa.
Se riesco a rimediare un po di forma con la cyclette, allora praticamente sono stato fermo 7 giorni. Niente di irrimediabile e mi ritrovo con un'energia molto più forte di quella di prima. Il mio corpo ha detto che ce l'avrebbe fatta e ce l'ha fatta. Ho vinto contro l'infezione, contro le analisi dei medici.
Ho vinto io questa volta! E sono convinto che riprenderò alla grande con i miei allenamenti.
Quindi, iniziate a tremare! ChippZ is Back!
Partiamo prima con il raccontarvi la mia delicata storia.
Nella corsa "cross per tutti", 2 prova di Cesano Maderno, di domenica scorsa (19 gennaio), il percorso interamente fatto di acqua ghiacciata, fango e pioggia, il mio ritardo nel presentarmi sulla linea di partenza dovuto alla mancanza del mio pettorale (perso dagli organizzatori), il riscaldamento saltato, la mancanza di un luogo caldo dove cambiarsi e una giornata incerta, mi hanno portato ad un bel livello di ipotermia durante e dopo la corsa. I piedi si sono congelati e non li ho più sentiti in tutti i 7 (visto che mi hanno fatto fare un giro in meno) km del percorso. La gara più disastrosa della mia vita, ma non parlo di tempo o percorso purtroppo. Parlo delle sue conseguenze.
Dopo qualche ora mi è salita subito la febbre a 38, ovviamente ho dato per scontato che si trattasse del freddo, infatti ancora non sentivo i piedi. Il giorno dopo le dita dei piedi si gonfiano e la febbre rimane sempre sui 38-39. Le varie cure e medicine non servono, ma la mia forza di volontà riesce a farmi andare persino a lavoro al secondo giorno: zoppicando e con ancora febbre a 38. Alla sera, non appena sono tornato a casa, ho capito che il mio corpo ha bisogno di una mano: la forza di volontà è enorme, ma in certi casi diventa inutile. Ora le dita sono diventate rosse e gialle.
Decido quindi di andare dal dottore al terzo giorno. Il suo verdetto è stato:"vai IMMEDIATAMENTE al pronto soccorso" e lo diceva con la stessa tonalità di voce che si usa quando si annuncia la morte di qualcuno. Dopo la "normale" attesa al pronto soccorso, riesco a farmi visitare da qualche medico specialistico. Ho sempre preso tutto con il sorriso, ma mi sono accorto del silenzio di tutti i medici nel vedere i miei piedi (e di certo non pensavano a:"ma se li lava?").
Da li è iniziato il mio lungo cammino. Quasi senza dire un parere, mi hanno mandato a fare subito una visita vascolare ai piedi e alle gambe, fortunatamente con esito negativo (quindi non ho alcun problema vascolare). Di ritorno riesco ad avere un parere più dettagliato: è subentrata una GRAVE infezione. Con l'infezione che parte dal quarto dito e raggiunge metà piede sinistro, mentre per il piede destro mi ritrovo solo il terzo dito gonfio (in punta). E' una grave infezione che va curata, ma nessun medico crede che ne uscirò indenne. Nell'ipotesi più fortunata avrei perso la sensibilità di un dito. In quella più sfortunata avrei perso completamente un piede. Questo è il primo verdetto dei medici.
Ora mi bucano il dito con un ago sterile per farmi uscire più velocemente la materia: il dito totalmente gonfio fa meno male visto che l'infezione si è spostata avanti, l'altro invece fa più male. Poi mi fasciano i piedi e mi mandano a fare la lastra. Poi mi misurano 39,2 di febbre e mi rimpinzano di tachipirina. Verso tarda sera vedo la febbre iniziare a scendere. Pensavo di avercela fatta, ma ho ancora i piedi bendati e posso solo zoppicare.
Infine mi lasciano dormire in pronto soccorso su di un lettino, assieme ad altri quattro pazienti, in una saletta strettissima, con le luci e le persone che vanno e vengono fino alle tre di notte, con le infermiere che ogni due ore vengono a metterti l'antibiotico in vena.
Dalle tre di notte in poi spengono le luci e allora inizio a riflettere su dove mi trovassi. Sono in un ospedale a lottare contro un nemico interno. I dottori, come già detto, sanno che ce la posso fare ma non senza pagare danni rilevanti. Mi perdo leggermente di morale quando, alle tre di notte, mi misurano ancora la febbre scoprendo di averne ancora 38,5. Oppure sono turbato dal scoprire che devo bere almeno 2 litri d'acqua, ma dispongo solo di due bottiglie da 0,5 l, di cui una mezza vuota e ovviamente non posso muovermi. Devo bere non perché ho sete, ma per far agire correttamente le pastiglie.
E' in quel momento che, magari per colpa degli effetti delle medicine, inizio a parlare con il mio corpo. Sento che mi dice che ce la può fare, dice che non mi sono mai arreso in vita mia e che io devo continuare ad esserne orgoglioso. Riprendo fiducia e mi arrangio usando l'acqua del rubinetto e sforzandomi di bere il più possibile (vi assicuro che continuare a bere quando ci si sente già pieni, alle tre di notte, da soli in un posto quasi sperduto, non è facile..).
Alle sei, il trambusto dell'ospedale ritorna al completo: le luci si riaccendono, le infermiere "raddoppiano" le visite e le cure e la possibilità di dormire cala ulteriormente. In questo primo giorno riesco a dormire circa 50 minuti, divisi su più riprese. Non importa, ora devo solo attendere di avere una camera tutta mia. Ed è proprio questo che mi mette coraggio. Passata la notte, ora mi sento di nuovo pieno di energie e maturo l'idea che io ce l'avrei fatta.
Alle 13 mi danno la nuova camera e ormai sono al massimo delle energie. Sono convinto di uscirne indenne.
Dopo qualche giorno nella mia camera ricoverato in ospedale, i medici notano dei "miglioramenti migliori del previsto". Il giorno dopo mi tolgono le bende ai piedi per fasciarmi solo le dita. Ora l'infezione è quasi scomparsa, le dita sono alla normalità tranne una che ha perso l'unghia. Il giorno seguente mi fasciano soltanto un dito, in modo da avere un piede completamente libero e normale.
Infine, dopo 5 giorni in ospedale, oggi (27 gennaio) mi dimettono:
-Dovevo perdere il dito o il piede, invece ho perso solo l'unghia (che ricrescerà).
-Dovevo stare fermo da qualsiasi attività fisica per tre settimane, ma oggi stesso ho già fatto 40' di cyclette.
-Secondo loro dovrei starmene a casa a riposare, ma già dopodomani riprenderò a lavorare.
Grazie, mi hanno curato dall'infezione, mi hanno salvato la vita, ma soprattutto ho acquisito ancora più fiducia in me stesso. Ora il mio corpo dice che vuole riprendere con gli allenamenti, ma devo aspettare con la corsa.
Se riesco a rimediare un po di forma con la cyclette, allora praticamente sono stato fermo 7 giorni. Niente di irrimediabile e mi ritrovo con un'energia molto più forte di quella di prima. Il mio corpo ha detto che ce l'avrebbe fatta e ce l'ha fatta. Ho vinto contro l'infezione, contro le analisi dei medici.
Ho vinto io questa volta! E sono convinto che riprenderò alla grande con i miei allenamenti.
Quindi, iniziate a tremare! ChippZ is Back!
Ultima modifica di ChippZ il 6 mar 2014, 18:39, modificato 2 volte in totale.
Il mio nuovo blog, raccolta di interviste di atletica: https://paroledicorsa.blogspot.it/
800m = 2':16" 2017
1.5km = 4':43" 2014
3km = 10':22" 2014
5km = 17':39" 2014
10km = 37':40" 2014
Mezza = 1h:26':27" 2015
800m = 2':16" 2017
1.5km = 4':43" 2014
3km = 10':22" 2014
5km = 17':39" 2014
10km = 37':40" 2014
Mezza = 1h:26':27" 2015
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Doriano
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Re: Chippz's back!
porcaccialamiseria, chippz!
che spavento!
meno male!
una cosa però: ma l'infezione è stata causata da...
cosa? il freddo in sè? 
che spavento!
meno male!
una cosa però: ma l'infezione è stata causata da...
PB:
10k: 43.03 (Alpin Cup 2015)
21k: 1.33.22 (Novara 2016)
42k: 3.34.48 (Pisa Marathon 2016)
fai correre anche tu il porcellino
di Running Forum, scopri qui come! viewtopic.php?t=46765
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fai correre anche tu il porcellino
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ChippZ
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Re: Chippz's back!
Non si sa con precisione. Non ho ferite o tagli, quindi potrebbe essere derivata prima dal freddo, poi magari dalle unghie, o dalle scarpe (nuove) o dal percorso.
Il mio nuovo blog, raccolta di interviste di atletica: https://paroledicorsa.blogspot.it/
800m = 2':16" 2017
1.5km = 4':43" 2014
3km = 10':22" 2014
5km = 17':39" 2014
10km = 37':40" 2014
Mezza = 1h:26':27" 2015
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1.5km = 4':43" 2014
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davide1977
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Re: Chippz's back!
Comunque per la ripresa datti tempo e non afrettare il tutto.Meglio una settimana di riposo che una ricaduta
Comunque wellcome back
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pietro1115
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Andrea C.
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- Iscritto il: 28 gen 2013, 10:10
- Località: Bergamo
Re: Chippz's back!
andata e ritorno dall'inferno
mi ha fatto venire l'ansia leggere il tuo racconto
vedrai che ora sarai più forte di prima!
mi ha fatto venire l'ansia leggere il tuo racconto
vedrai che ora sarai più forte di prima!
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ilaria73
- Aspirante Ultramaratoneta
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- Iscritto il: 6 giu 2013, 13:24
- Località: Verona
Re: Chippz's back!
Mammamia @ChippZ... meno male ne sei uscito...
Sarebbe bello capire la vera causa, magari per evitare che si ripresenti.
Un grosso in bocca al lupo per il futuro!
Sarebbe bello capire la vera causa, magari per evitare che si ripresenti.
Un grosso in bocca al lupo per il futuro!
"Primo o ultimo non conta...l'importante è aver dato il meglio di se in ogni singolo giro!" Sic58
16/02/2014 Giulietta e Romeo (VR) 2h 05' 47"
24/05/2014 Moonlight Half Marathon Jesolo 2h 02' 01"
05/10/2014 Verona Marathon (....forse)
16/02/2014 Giulietta e Romeo (VR) 2h 05' 47"
24/05/2014 Moonlight Half Marathon Jesolo 2h 02' 01"
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mircuz
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Re: Chippz's back!
Ciao, è andata bene, non affrettarti a riprendere, dai tempo al corpo di rigenerarsi. In bocca al lupo!
Itadakimasu (con umiltà ricevo).
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Foia
- Top Runner
- Messaggi: 9077
- Iscritto il: 3 apr 2010, 9:49
Re: Chippz's back!
Complimenti per lo spirito da combattente dimostrato
Sono sicuro che ha dato una grossa mano alle cure dei medici
Sono sicuro che ha dato una grossa mano alle cure dei medici
-- Non cercare ostinatamente il PB. Sarà il PB a trovare te! --
I miei libri: 101 Ragioni per Correre - Vi Faccio Correre
Il Blog: http://run.foiaworld.info
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Lalla
- Ultramaratoneta
- Messaggi: 1957
- Iscritto il: 27 ott 2010, 10:13
- Località: Roma
Re: Chippz's back!
Chippz come ti hanno detto anche altri, non affrettare il recupero
"La cosa peggiore non è cadere, bensì non rialzarsi e giacere nella polvere. Soltanto chi desiste è sconfitto. Tutti gli altri possono dirsi vittoriosi"
P. Coelho
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