Quando corro vado su un percorso composto da due ciclabili che però devo raccordare attraversando il paese.
In una strada a senso unico che percorrevo alla mia destra in senso opposto, in prossimità dell'incrocio a t con una strada a doppio senso, una tizia che proveniva da destra ha girato e mi ha centrato per fortuna a bassa velocità.
Ho preso una facciata sul parabrezza, una botta sul fianco e sono ruzzolato a terra.
A parte la faccia gonfia, un taglio sull'occhio e vari lividi niente di grave.
Ora, il carabiniere al pronto soccorso mi ha detto che era colpa mia perché avrei dovuto trovarmi dall'altro lato della strada come prescrive il codice della strada ("correre in direzione opposta e sul lato destro rispetto alla direzione di marcia" io ero a sinistra), solo che in questo caso un lato o l'altro a livello di rischio erano uguali visto che arrivavano macchine sia da destra che da sinistra che svoltavano nella via che stavo percorrendo.
Ho valutato, forse sbagliando, che sarebbe stato più pericoloso trovarmi dalla parte in cui le macchine, arrivando dalla carreggiata più vicina a me, avrebbero potuto stringere e prendermi, per cui mi sono messo dall'altro lato credendo di fare cosa buona e giusta visto che in teoria uno che arrivava da destra nell'incrocio a t avrebbe dovuto svoltare aggirando (allargando) l'angolo dove mi trovavo io per attraversare. Mi ha risposto che il codice non fa eccezioni e che comunque anche se svoltano macchine da entrambi i lati io avrei dovuto essere sul lato destro rispetto alla direzione di marcia... Che ne pensate? La macchina non ha riportato danni, ma quindi adesso sono io che rischio qualcosa? L'assicurazione della tizia che ovviamente dice che ero in mezzo alla strada non mi rimborserà nemmeno i giorni che perderò al lavoro (7 giorni di prognosi, più che altro non posso andare a lavorare con la faccia conciata così)?
