eccomi.
come ricorderete (cari 12 lettori

), mercoledì scorso il baldanzoso pat si è stroncato un polpaccio mentre baldanzosamente si faceva lo step 2/2 della 30/60.
Dopodichè si era fatto un esamino di coscienza e si era dato un cazzotto in testa per avere preso sottogamba (essendo diventato un professonistone
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) riscaldamento e staching.
Pensavo di rientrare alla svelta, ma il polpaccio era inchiodato giovedì, sempre scassato venerdì, dolorante sabato, dolente domenica. Sabato sono andato a fare un giro a piedi, per sgranchire il muscolo, ma evidentemente al muscolo andare a piedi non piace.
Domenica mattina mi sveglio alle 6, guardo fuori dalla finestra (pioggia fine fine), decido che vado lo stesso, mi vesto da superunner (con tanto di calzamaglia sexy), zoppico fino al portone determinato a correre sopra a quel cacchio di polpaccio costi quel che costi, apro l'anta e SCROSH, vengo investito dal diluvio universale.
Ok, mi dico scoraggiato, non è cosa, e aspetto che spiova. Però si sono svegliati prima i gemelli, e sono stato richiamato all'ordine dalla prole che ha preteso seduta stante un medley di storie varie.
Poi è arrivata stamattina.
Faccio la borsa, col cambio da portare in ufficio. Il polpaccio è ancora dolente, non pare migliorato. Guardo il sacchetto delle scarpe da running con desiderio.
Scarpe da runbning o scarpe comode da palestra ? volere o potere ? essere o non essere (questo è il problema)?
Mi stavo per sparare una sintesi del monologo del Sommo, quando d'impulso ho ficcato nel sacco le scarpe da running.
Vaffanzum, oggi si corre.
All'ora di pranzo mi finodo fuori dall'ufficio, mi cambio alla velocità della luce, mi metto le scarpe, dimentico il tutore, ritolgo le scarpe, tutore, eccetera e finalmente sono pronto. Il polpaccio mi guarda perplesso: è ancora tutto duro, non sembra propenso a fare il suo dovere.
Mi scaldo per un quarto d'ora (il polpaccio più o meno tace), poi straching (sempre zitto)
Io penso che chi tace acconsente e comincio a correre pianino.
La gamba più o meno funziona, man mano che si scalda si scioglie. Io sto attento a correre poggiando piano a destra e facendo l'andatura con l'altra gamba.
Dopo qualche minuto prendo il ritmo, il respiro segue i passi e la testa parte, come di consueto.
Mi guardo intorno, ma in realtà sono tesissimo.
Quand'è che mi farà male - mi chiedo ? chiuderò finalmente 'sti 46 minuti ?
Dopo un quarto d'ora mi rilasso. Le ruote girano, il passo tiene, allungo un pochino timidamente.
Funziona, ci riesco, il cardio è bassissimo. Devo solo stare attento a non appoggiare solo di punta, che altrimenti il polpaccio lo sento.
Il mio ginocchio gigio invece deve essere in vacanza, è vero che ho il tutore ma non sento assolutamente nulla. Sarà che sto dimagrendo, ma forse va meglio.
mentre ci penso, riguardo l'orologio, stiamo vero la mezz'ora, il cardio è tranquillo. Sto correndo tra i 130 e i 140, cioè sotto il mio 80%. I muscoli sono ok, potrei tranquillamente allungare ma ho paura di farmi male e dovermi nuovamente fermare.
Non lo credevo, ma le endorfine sono sul serio una droga, sti giorni di fermo sono stati giorni tristi.
Siamo oltre i 40 minuti, a 46 minuti devo smettere. Ma sto benissimo, e allora si fa strada un'idea.
Stai facendo la tabella 30/60, giusto ? l'obiettivo sono i 60, no ?
E allora facciamoli sti 60 minuti. Stai da dio, non hai clienti che ti aspettano, puoi prendertela un poco più comoda.
Mentre ci penso, in quello stato un poco ipnotico in cui mi mette la corsa, il timer dice 45 e rotti.
O fermarsi o continuare. Scegliere. Ora.
E naturalmente continuo, inebriato dal senso di vittoria indotto dal farcela. E ce la faccio, ce la faccio facilmente.
Chiudo finalmente sta benedetta ora, al metto del riscaldamento, senza nemmeno essere troppo sudato.
Correre pe un ora ce l'ho avuto in mente per 4 mesi, da quando a novembre ho iniziato. E a novembre correre per 5 minuti sembrava uno sport estremo, 15 minuti foillia, e 30 minuti un sogno bagnato.
Inutile dire che sto godendo come un riccio, ma un ricchio dolorante: ad un certo punto i peli delle cosce hanno iniziato ad impastarsi con sudore e pantaloncini di cotone, e in certe zone si sono strappati ad uno ad uno.
Urge unguento lenitivo, e massaggino di mani muliebri (il riposo del guerriero

).
Detto questo, una rondine non fa primavera. Devo consolidare. Quindi mi sa che mi farò ripetutamente l'ultima settimana della 30/60, fino a che non sento di avere consolidato il risultato (e visto l'ortopedico per il ginocchio).
E poi si inizieranno le 14 ore di Masini.
Obiettivo: aggregarsi per la prima volta al gruppo di amici che fanno la strabologna a maggio.