[DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
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thp
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Per la statistica, anche per me il piede con fascite è quello che prona di più (il dx)
http://passosvelto.wordpress.com
http://statistik.d-u-v.org/getresultper ... ner=780369
Mai più gare... maldido corazon
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marcoemme
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Sull'uso di drop bassi. Non è facile a parole, ma provo lo stesso. Per la mia esperienza con il drop 0 che sto incrementando in termini di uscite proprio in questo ultimissimo periodo, riesco a distendere in piano il piede, in questo modo "rilassandomi" nell'appoggio appena appena sfiorando il terreno con il tallone.
Con scarpe a drop superiore e magari parecchio gommate come le pure flow, il movimento non mi riesce così naturale. Ed in effetti è spesso riportato che la transizione migliore verso lo stile naturale è addirittura cominciare a corricchiare su asfalto a piedi nudi.
Perciò io mi sto trovando benissimo con le fivefingers. Bene anche con le virrata, che seppure hanno tanta gomma, il differenziale è zero, e quindi mi agevolano nel movimento come se fossi senza scapre.
Correndo a piedi nudi, lavoro di mesopiede o avanpiede. Le zero drop che ho provato mi preservano questo tipo di azione, azione che nel mio caso è meno pulita usando le pure flow (drop 4).
La pronazione, che nel mio caso è maggiore nel piede sx, e dove appunto si è determinata la fascite, avviene nella rullata tacco-punta. Penso che, per quanto mi riguarda, la pronazione abbia creato stress continuo alla fascia, correndo particolarmente su asfalto (dove il piede poggia costantemente allo stesso modo) e pertanto ne abbia favorito la conseguente infiammazione.
Ma mi aggiungo al coro dicendo che ogni caso è a se stante, e credo che l'unica soluzione sia capire quale sia la causa del proprio male.
Io mi sono aiutato guardando il consumo delle scarpe, per esempio. E credo anche poi che veramente sia difficile mettere a punto un protocollo. Forse la mia esperienza può servire solo ad un'altra persona che si ritrova nelle mie stesse cause di fascite...
Ma aggiungo un altro pensiero in relazione alle scarpe a basso/zero drop. Come dicevo sopra, usando drop superiori, per garantirmi un appoggio naturale tendo a forzare l'appoggio più verso l'avampiede per eliminare quella sensazione (solo psicologica? non credo) di toccare di tallone data la "zeppa" (=differenziale della scarpa) sul tallone.
Così facendo, spingendo più di avampiede (magari -- anche senza magari... -- a ritmi non propriamente allegri), la fascia risulta stressata in modo innaturale e da qui la possibile infiammazione. A Drop 0, vedo che riesco a poggiare il piede in modo molto naturale, addirittura curandomi poco dell'appoggio stesso, e migliorando l'efficienza.
Pertanto, e forse, non si tratta solo di appoggio di avampiede/mesopiede, ma anche di garantirsi un appoggio che permetta di non stressare oltremodo la fascia.
Quando ho cominciato a correre nei primissimi anni '80, non c'erano ovviamente tutte queste pare di drop, gomma, ecc. Sinceramente non conoscevo la fascite neanche per sentito dire. Sarà perché è anche il mio problema, ma di fascite sento parlare particolarmente questi ultimi anni. E certamente è di questi stessi ultimi anni il diffondersi enorme della pratica della corsa, ma è altrettando di questi anni l'avvento delle supertecnologiche e costose scarpe massimaliste.
Ricordo invece molti anni fa che le scarpe erano bassine e belle secche, e decisamente favorivano quell'appoggio naturale, che poi l'allenatore di atletica leggera mi ha forzato a modificare. Ma ero giovanissimo, leggero, e soprattutto avevo quella velocità che non ho più. Quindi la rullata ci stava, non risultanto particolarmente traumatica -- date quelle condizioni.
Questa mattina ho corso con le bikila 9k a 4'58. Ad ora nessun fastidio. Solo una piacevole sensazione alla pianta meglio di un lungo massaggio.
Per quel che può servire, le mie pratiche contro la fascite:
Corro dalle 2 alle 5 volte a settimana. Massaggio e allungamenti quando mi alzo e prima di andare a letto, se vado a correre stessa cosa anche dopo la corsa. In particolare: rollo il polpaccio con un mattarello, poi ulteriore passaggio con una "mano per massaggi" (aptonia/decathlon) che mi aiuta a rilassare ulteriormente la parte (trigger points?), stessa cosa sulla pianta del piede. Due esercizi classici di allungamento del polpaccio: mani contro il muro, gamba avanti piegata, quella dietro in allungamento; e gamba sollevata su un appoggio ed estesa parallela al terreno, piegando la parte superiore del corpo arrivando a prendermi il piede e tirandolo verso di me.
Nel tempo, come penso la maggior parte, le ho provate un po' tutte anch'io, e forse tutto ha un po' fatto la sua parte... ma non mi sento di dare alcuna ricetta al riguardo... ho per un mesetto fatto bagni caldi di acqua e sale, ho rollato la pallina da tennis per lungo tempo, a fino a poco tempo fa fatto crioterapia post corsa con bottiglietta ghiacciata. Tutte pratiche che ora ho lasciato.
Tuttora invece alla notte, dormo con un tutore FS6. Ma il più delle volte capita che poi me lo tolgo. Ma in ogni caso penso aiuti quando c'è infiammazione. Per esempio questa notte pre-corsa, ho dormito senza e al mattino non avevo fastidi alla pianta.
Con scarpe a drop superiore e magari parecchio gommate come le pure flow, il movimento non mi riesce così naturale. Ed in effetti è spesso riportato che la transizione migliore verso lo stile naturale è addirittura cominciare a corricchiare su asfalto a piedi nudi.
Perciò io mi sto trovando benissimo con le fivefingers. Bene anche con le virrata, che seppure hanno tanta gomma, il differenziale è zero, e quindi mi agevolano nel movimento come se fossi senza scapre.
Correndo a piedi nudi, lavoro di mesopiede o avanpiede. Le zero drop che ho provato mi preservano questo tipo di azione, azione che nel mio caso è meno pulita usando le pure flow (drop 4).
La pronazione, che nel mio caso è maggiore nel piede sx, e dove appunto si è determinata la fascite, avviene nella rullata tacco-punta. Penso che, per quanto mi riguarda, la pronazione abbia creato stress continuo alla fascia, correndo particolarmente su asfalto (dove il piede poggia costantemente allo stesso modo) e pertanto ne abbia favorito la conseguente infiammazione.
Ma mi aggiungo al coro dicendo che ogni caso è a se stante, e credo che l'unica soluzione sia capire quale sia la causa del proprio male.
Io mi sono aiutato guardando il consumo delle scarpe, per esempio. E credo anche poi che veramente sia difficile mettere a punto un protocollo. Forse la mia esperienza può servire solo ad un'altra persona che si ritrova nelle mie stesse cause di fascite...
Ma aggiungo un altro pensiero in relazione alle scarpe a basso/zero drop. Come dicevo sopra, usando drop superiori, per garantirmi un appoggio naturale tendo a forzare l'appoggio più verso l'avampiede per eliminare quella sensazione (solo psicologica? non credo) di toccare di tallone data la "zeppa" (=differenziale della scarpa) sul tallone.
Così facendo, spingendo più di avampiede (magari -- anche senza magari... -- a ritmi non propriamente allegri), la fascia risulta stressata in modo innaturale e da qui la possibile infiammazione. A Drop 0, vedo che riesco a poggiare il piede in modo molto naturale, addirittura curandomi poco dell'appoggio stesso, e migliorando l'efficienza.
Pertanto, e forse, non si tratta solo di appoggio di avampiede/mesopiede, ma anche di garantirsi un appoggio che permetta di non stressare oltremodo la fascia.
Quando ho cominciato a correre nei primissimi anni '80, non c'erano ovviamente tutte queste pare di drop, gomma, ecc. Sinceramente non conoscevo la fascite neanche per sentito dire. Sarà perché è anche il mio problema, ma di fascite sento parlare particolarmente questi ultimi anni. E certamente è di questi stessi ultimi anni il diffondersi enorme della pratica della corsa, ma è altrettando di questi anni l'avvento delle supertecnologiche e costose scarpe massimaliste.
Ricordo invece molti anni fa che le scarpe erano bassine e belle secche, e decisamente favorivano quell'appoggio naturale, che poi l'allenatore di atletica leggera mi ha forzato a modificare. Ma ero giovanissimo, leggero, e soprattutto avevo quella velocità che non ho più. Quindi la rullata ci stava, non risultanto particolarmente traumatica -- date quelle condizioni.
Questa mattina ho corso con le bikila 9k a 4'58. Ad ora nessun fastidio. Solo una piacevole sensazione alla pianta meglio di un lungo massaggio.
Per quel che può servire, le mie pratiche contro la fascite:
Corro dalle 2 alle 5 volte a settimana. Massaggio e allungamenti quando mi alzo e prima di andare a letto, se vado a correre stessa cosa anche dopo la corsa. In particolare: rollo il polpaccio con un mattarello, poi ulteriore passaggio con una "mano per massaggi" (aptonia/decathlon) che mi aiuta a rilassare ulteriormente la parte (trigger points?), stessa cosa sulla pianta del piede. Due esercizi classici di allungamento del polpaccio: mani contro il muro, gamba avanti piegata, quella dietro in allungamento; e gamba sollevata su un appoggio ed estesa parallela al terreno, piegando la parte superiore del corpo arrivando a prendermi il piede e tirandolo verso di me.
Nel tempo, come penso la maggior parte, le ho provate un po' tutte anch'io, e forse tutto ha un po' fatto la sua parte... ma non mi sento di dare alcuna ricetta al riguardo... ho per un mesetto fatto bagni caldi di acqua e sale, ho rollato la pallina da tennis per lungo tempo, a fino a poco tempo fa fatto crioterapia post corsa con bottiglietta ghiacciata. Tutte pratiche che ora ho lasciato.
Tuttora invece alla notte, dormo con un tutore FS6. Ma il più delle volte capita che poi me lo tolgo. Ma in ogni caso penso aiuti quando c'è infiammazione. Per esempio questa notte pre-corsa, ho dormito senza e al mattino non avevo fastidi alla pianta.
Natural, minimal.
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chilian
- Mezzofondista
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- Iscritto il: 6 mar 2015, 9:49
Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Sempre molto interessanti le tue considerazioni, Marco.
Aggiungo le mie (forse) ultime riflessioni, per quello che ho capito dopo 3 mesi di fascite o presunta tale.
Si può correrci sopra, ma ad una condizione: non applicare sforzi intensi, per intenderci simili a quelli che l'hanno fatta partire.
Io vedo la fascite come un elastico che si è un po' sfibrato: non è che non lo posso più usare, lo posso fare, ma senza tirarlo più di quello che ho fatto per sfibrarlo.
Nel mio caso, il dolore è scaturito da una combinazione di ripetute veloci (200m), fatte in gran numero, con clima freddo e su asfalto; una combinazione alla quale il mio fisico non era preparato.
Come già più volte ho raccontato, sono stato fermo circa un mese e mezzo, dopo il quale, con dolore ancora presente anche se minore rispetto all'inizio, ho ripreso a correre.
La ripresa è stata molto soft, e ancora ora, 40 giorni dopo il reinizio, cerco di correre bene, più che ricercando la spinta, non forzando mai e, questo è importante, non avvicinandomi neanche lontanamente alle sollecitazioni pre-fascite.
Seguendo questa linea di condotta ho introdotto ripetute, trail, salite, e ieri ho chiuso, mai forzando, un'ecomaratona da 44km e 1000D+, in 5h25; oggi comunque sento un maggiore fastidio al tallone, ma niente che mi impedisca di camminare o volendo correre.
Lungi da me volermi elogiare, riporto questo solo come esempio di una linea di comportamento che, con qualche rischio lo ammetto, con me sta funzionando.
Vorrei dare coraggio a tutti coloro che sono frenati e dicono "non correrò mai più", perché se la statistica non è un'opinione vi saranno sì fascitici "gravi", per i quali il recupero sarà più prolungato, ma anche molti altri (la maggioranza?) che potrebbero correre, e a lungo, se lo volessero, e da subito.
L'inizio della mia storia lo avete seguito in diretta qui sul forum, con tutti miei dubbi.
Le decisioni che ho preso, soprattutto dopo la "corrente di pensiero" qui presente che sconsigliava molto fortemente la ripresa con dolore ancora presente, sono state molto sofferte; e comunque i vostri consigli mi sono serviti moltissimo.
In tanti ne stiamo uscendo correndo, provateci!
Aggiungo le mie (forse) ultime riflessioni, per quello che ho capito dopo 3 mesi di fascite o presunta tale.
Si può correrci sopra, ma ad una condizione: non applicare sforzi intensi, per intenderci simili a quelli che l'hanno fatta partire.
Io vedo la fascite come un elastico che si è un po' sfibrato: non è che non lo posso più usare, lo posso fare, ma senza tirarlo più di quello che ho fatto per sfibrarlo.
Nel mio caso, il dolore è scaturito da una combinazione di ripetute veloci (200m), fatte in gran numero, con clima freddo e su asfalto; una combinazione alla quale il mio fisico non era preparato.
Come già più volte ho raccontato, sono stato fermo circa un mese e mezzo, dopo il quale, con dolore ancora presente anche se minore rispetto all'inizio, ho ripreso a correre.
La ripresa è stata molto soft, e ancora ora, 40 giorni dopo il reinizio, cerco di correre bene, più che ricercando la spinta, non forzando mai e, questo è importante, non avvicinandomi neanche lontanamente alle sollecitazioni pre-fascite.
Seguendo questa linea di condotta ho introdotto ripetute, trail, salite, e ieri ho chiuso, mai forzando, un'ecomaratona da 44km e 1000D+, in 5h25; oggi comunque sento un maggiore fastidio al tallone, ma niente che mi impedisca di camminare o volendo correre.
Lungi da me volermi elogiare, riporto questo solo come esempio di una linea di comportamento che, con qualche rischio lo ammetto, con me sta funzionando.
Vorrei dare coraggio a tutti coloro che sono frenati e dicono "non correrò mai più", perché se la statistica non è un'opinione vi saranno sì fascitici "gravi", per i quali il recupero sarà più prolungato, ma anche molti altri (la maggioranza?) che potrebbero correre, e a lungo, se lo volessero, e da subito.
L'inizio della mia storia lo avete seguito in diretta qui sul forum, con tutti miei dubbi.
Le decisioni che ho preso, soprattutto dopo la "corrente di pensiero" qui presente che sconsigliava molto fortemente la ripresa con dolore ancora presente, sono state molto sofferte; e comunque i vostri consigli mi sono serviti moltissimo.
In tanti ne stiamo uscendo correndo, provateci!
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victor76
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Come già scritto in precedenza, anche io ho ricominciato a correre mentre facevo terapia al piede (fibrolisi), sotto consiglio dello stesso medico. Dopo 3 dolorose sedute di fibrolisi la terapia è per il medico terminata e dopo 4-5 sedute di corsa lenta, ieri ho corso una gara di 10 km.
Che dire? Il piede ha sempre reagito bene e continuerò a correre anche se in maniera più blanda rispetto a qualche mese fa: le lunghe salite/discese che facevo prima negli allenamenti per il momento le voglio evitare, come anche i lunghissimi che facevo quasi ogni domenica.
Che dire? Il piede ha sempre reagito bene e continuerò a correre anche se in maniera più blanda rispetto a qualche mese fa: le lunghe salite/discese che facevo prima negli allenamenti per il momento le voglio evitare, come anche i lunghissimi che facevo quasi ogni domenica.
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chilian
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Ottimo Victor!!!
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victor76
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Grazie, Chilian!
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vangogh
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Benissimo @victor76, dai che si ricomincia. 
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victor76
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Grazie anche a te, vangogh! 
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phill
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- Iscritto il: 14 giu 2014, 16:42
Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Ragazzi , poco tempo fa ho fatto esame baropodometrico statico e dinamico; bene, i piedi risultano entrambi molto cavi e, in statica il piede dx (nel quale ho la fascite) risulta anche più cavo del sx. In dinamica invece il risultato è diverso
: infatti, in tal caso risulta che il piede dx è un pò meno cavo del sinistro e riesce a poggiare un pò di più nel zona centrale del piede, il piede sx invece non poggia in zona centrale. Da queste informazioni il mio modesto parere è che camminando, sposto il peso del corpo nella parte destra caricando di più il piede dx (forse conseguenza di molti anni di tennis non compensato con altre attività), voi che ne pensate? Comunque tra un paio di settimane ritiro i plantari...speriamo bene...sono 2 anni e mezzo che non corro liberamente come vorrei!!
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dsigno
- Mezzofondista
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- Iscritto il: 16 set 2014, 10:50
Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Fascite plantare 2
Vengo anch'io da una fasciste bilaterale, risolta dopo 2 mesi di riposo, e poche terapie, con una doppia infiltrazione di cortisonici. Infiltrazione dolorosa i primi 2/3 giorni. Fatto 10 gg di riposo e poi ho ricominciato a correre. Ho ripreso a correre il 22 marzo, in totale ho fatto circa 60 km e non ho nessun fastidio. Domani faccio la mia prima 10 km non competitiva.
p.s. Se qualcuno in zona Venezia e Veneto orientale ha qualche problema di questo tipo posso fornire il numero del centro medico al quale mi sono rivolto. Il dottore opera anche in Friuli.
p.s. Se qualcuno in zona Venezia e Veneto orientale ha qualche problema di questo tipo posso fornire il numero del centro medico al quale mi sono rivolto. Il dottore opera anche in Friuli.
