[Diario] Io speriamo che me la cavo
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[Diario] Io speriamo che me la cavo
Domenica è stata la mia prima. Spero l’inizio di una lunga storia d’amore non con il cronometro, ma con la corsa e i suoi effetti benefici sul fisico e sullo spirito.
Io sono il classico runner che ha cominciato per perdere qualche kg. In passato, di attività fisica ne ho fatta tanta e qualcuna mi ha lasciato anche qualche strascico, tipo un menisco malandato da tanti anni di arti marziali tradizionali. Però ultimamente pratico solo tiro con l’arco storico. La mia grande passione che, ahimé, non aiuta tanto con la pancia. Soprattutto, a 43 anni non va via più con facilità.
Ed allora un anno e mezzo fa, nell’estate del 2024, riprendo a correre. Più volte avevo iniziato, ma non ero mai riuscito a dare continuità. Due mesi in estate e poi stop, ci si rivede tra un anno (o anche dopo, molto spesso). Questa volta ricalibro i miei orari e riesco a proseguire anche in autunno. Fino a dicembre, mi attesto sui 5 km. A gennaio arrivo a 7 e credo di essere arrivato dove volevo. Soprattutto, faccio tre uscite settimanali e solo a pensare di farne una quarta (ovvero correre due giorni di fila), mi fa male il ginocchio sx. Quando esco, corro come viene, dando sempre il massimo.
Poi inizio a seguire qualche canale su you tube. A onor del vero, molti coach mi danno fastidio, sono più influencer che professionisti del settore. Scelgo quelli che mi sembrano i più seri e mi iscrivo ai loro canali, cercando di captare le informazioni sulle quali tutti convergono.
Inizio a fare attenzione alla biomeccanica e mi concentro sull’appoggio del piede: prima rivoluzione. Non so nemmeno come appoggiassi, di sicuro non con il tallone ma certo non ci facevo caso. Ora invece lavoro sul mesopiede. Inizialmente vado di avampiede (spesso mi scoppiano i polpacci), ma pian piano riesco a equilibrare l’appoggio. Risultato: con molta naturalezza riesco ad arrivare ai dieci km, in primavera, e inserisco anche una quarta uscita settimanale. Non solo non mi spaventa più correre due giorni di seguito, ma qualche volta mi capita anche di farne tre (nell’incastro settimanale degli impegni lavorativi e del running), senza patire alcuna pena.
Seconda rivoluzione (ma contemporanea alla prima): scopro che non devo andare sempre a tutta birra, ma che la maggior parte delle uscite deve essere lenta e facile. Ora la corsa diventa anche bella. Prima, ok le endorfine alla fine dell’allenamento, ma nel mentre era soprattutto fatica. Ora corro godendomi la natura (mi alleno in campagna), riuscendo a sentire il mio corpo quando voglio o semplicemente lasciando scorrere i pensieri negativi o di stress.
Scopro la respirazione: so che qui si apre un ginepraio di pareri contrastanti. Ma inizio a fare le mie uscite respirando con il naso. E ancora oggi uso il naso come indicatore della “fatica” che sto provando e dell’adeguatezza del ritmo che sto tenendo in base ai miei obiettivi. Certo, all’inizio una fatica infernale…
Arrivati a questo punto perché non aumentare leggermente i km? Così in estate, potendo anche disporre di un po’ più di tempo, mi avvicino ai 15. Accade una cosa impensabile fino a qualche mese prima. Un pensiero si intrufola nel cervello: perché non cimentarsi in una mezza? Vediamo un po’, proviamo qualche lungo da 21 km. Piano, senza esagerare, facciamo qualche tentativo. Se il corpo risponde bene, proviamo anche la velocità.
Ed eccomi alla 39esima Salento Half Marathon, in quel di Collepasso (LE). A due passi da casa mia, letteralmente (non fosse per una superstrada che taglia il tragitto ci si arriva a piedi).
Io sono il classico runner che ha cominciato per perdere qualche kg. In passato, di attività fisica ne ho fatta tanta e qualcuna mi ha lasciato anche qualche strascico, tipo un menisco malandato da tanti anni di arti marziali tradizionali. Però ultimamente pratico solo tiro con l’arco storico. La mia grande passione che, ahimé, non aiuta tanto con la pancia. Soprattutto, a 43 anni non va via più con facilità.
Ed allora un anno e mezzo fa, nell’estate del 2024, riprendo a correre. Più volte avevo iniziato, ma non ero mai riuscito a dare continuità. Due mesi in estate e poi stop, ci si rivede tra un anno (o anche dopo, molto spesso). Questa volta ricalibro i miei orari e riesco a proseguire anche in autunno. Fino a dicembre, mi attesto sui 5 km. A gennaio arrivo a 7 e credo di essere arrivato dove volevo. Soprattutto, faccio tre uscite settimanali e solo a pensare di farne una quarta (ovvero correre due giorni di fila), mi fa male il ginocchio sx. Quando esco, corro come viene, dando sempre il massimo.
Poi inizio a seguire qualche canale su you tube. A onor del vero, molti coach mi danno fastidio, sono più influencer che professionisti del settore. Scelgo quelli che mi sembrano i più seri e mi iscrivo ai loro canali, cercando di captare le informazioni sulle quali tutti convergono.
Inizio a fare attenzione alla biomeccanica e mi concentro sull’appoggio del piede: prima rivoluzione. Non so nemmeno come appoggiassi, di sicuro non con il tallone ma certo non ci facevo caso. Ora invece lavoro sul mesopiede. Inizialmente vado di avampiede (spesso mi scoppiano i polpacci), ma pian piano riesco a equilibrare l’appoggio. Risultato: con molta naturalezza riesco ad arrivare ai dieci km, in primavera, e inserisco anche una quarta uscita settimanale. Non solo non mi spaventa più correre due giorni di seguito, ma qualche volta mi capita anche di farne tre (nell’incastro settimanale degli impegni lavorativi e del running), senza patire alcuna pena.
Seconda rivoluzione (ma contemporanea alla prima): scopro che non devo andare sempre a tutta birra, ma che la maggior parte delle uscite deve essere lenta e facile. Ora la corsa diventa anche bella. Prima, ok le endorfine alla fine dell’allenamento, ma nel mentre era soprattutto fatica. Ora corro godendomi la natura (mi alleno in campagna), riuscendo a sentire il mio corpo quando voglio o semplicemente lasciando scorrere i pensieri negativi o di stress.
Scopro la respirazione: so che qui si apre un ginepraio di pareri contrastanti. Ma inizio a fare le mie uscite respirando con il naso. E ancora oggi uso il naso come indicatore della “fatica” che sto provando e dell’adeguatezza del ritmo che sto tenendo in base ai miei obiettivi. Certo, all’inizio una fatica infernale…
Arrivati a questo punto perché non aumentare leggermente i km? Così in estate, potendo anche disporre di un po’ più di tempo, mi avvicino ai 15. Accade una cosa impensabile fino a qualche mese prima. Un pensiero si intrufola nel cervello: perché non cimentarsi in una mezza? Vediamo un po’, proviamo qualche lungo da 21 km. Piano, senza esagerare, facciamo qualche tentativo. Se il corpo risponde bene, proviamo anche la velocità.
Ed eccomi alla 39esima Salento Half Marathon, in quel di Collepasso (LE). A due passi da casa mia, letteralmente (non fosse per una superstrada che taglia il tragitto ci si arriva a piedi).
05 km: 19'48'' (allenamento)
10 km: 42'27'' (parziale da GPS - III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026 )
21 km: 1h32'44'' (III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026)
42 km: intanto speriamo di farla...
10 km: 42'27'' (parziale da GPS - III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026 )
21 km: 1h32'44'' (III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026)
42 km: intanto speriamo di farla...
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Paride
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Re: Io speriamo che me la cavo
L’ultima settimana è stata emozionante. Ma a onor del vero, caratterizzata da timidezza: mi faccio un sacco di domande e non essendo iscritto a nessuna associazione (ho run card), nessuno mi può dare una risposta. Sentendomi un po’ inadeguato, le faccio qui sul forum o beccando qualche conoscente che so parteciperà o ha partecipato in passato. Ma sempre con l’aria del “Non prendetemi in giro, ma”…, oppure del “Io speriamo che me la cavo”.
Ad un certo punto mi chiedevo: ma sarà per me?
Purtroppo (come per tutti) le ansie della vita sono ben altre e mi ritrovavo a chiosare questi pensieri con qualcosa del tipo: ma che c**** dico, vedi tu se devo farmi problemi per una gara d’amatore, andiamo e come viene, viene.
Ho previsto un ritmo che si attesti sui 4'30’’. La sfida è mantenerli fino alla fine e il programma è attaccarsi ai pacers gialli (proprio con il passo da 4 e mezzo), correndo con loro. Mi solletica l’idea di inseguire quelli prima, da 4'15’’. Ma in cuor mio so che non riuscirei a tenere il ritmo per 20 km. Anzi, anche a 4'30’’ ho l’enigma degli ultimi km, dove in allenamento ho avuto sempre un grande calo. Dunque niente 4'15’’, troppo per ora. E io ho voglia di farla bene ovvero arrivare con il sorriso e fresco.
Mi hanno assegnato il quart’ultimo pettorale e parto in coda, subito prima del gruppo della camminata. In fondo, per me è un bene perché ho spesso il vizio di “partire a razzo e finire a c****” (cit.). Ora mi sarà più semplice non strafare, grazie al traffico. Ed in effetti i primi due km, pur risalendo il gruppone, riesco a farli in maniera tranquilla.
Dal terzo km, il gruppo comincia a diradarsi: bene, è il momento di assestarmi.
4'23’’…un po’ troppo veloce, rallentiamo. 4'30, 4'29”, perfetto. Poi ecco il solito esagerato, 4'21’’ e 4'19’’. Non sto dando il massimo, ma devo imparare a gestire tutta la distanza. Cerco di concentrarmi sulla mia meccanica di corsa. Il tempo deve venire fuori da se e l’orologio deve essere solo una verifica. Provo a ricordare le sensazioni in allenamento, quando ho capito che quel ritmo era il mio naturale. Cerco di ripetere quei gesti, spingendo più con la gamba dietro che allungando quella davanti, di mantenere una postura corretta, con una respirazione prevalentemente nasale (sottolineo prevalentemente, ovvio che uso la bocca a 4’/km, non sono un keniano). Mi aiuta soprattutto ad assestarmi.
Continuo a superare gente e a pochissime centinaia di metri da me vedo i miei pacers di riferimento. La tentazione di allungare è forte, ma mi impongo di resistere. So che lo scoglio deve ancora arrivare e non voglio essere impreparato.
Sono soddisfatto, perché sto riuscendo a gestirmi. Una sfilza di km a 4'30’’ (molti a qualche secondo in meno, qualcuno a qualche secondo in più, ma ci sono, per i miei standard sono un metronomo). La fatica si fa sentire ma riesco a superarla. Arriviamo al km 18 ed ho la conferma che gli ultimi tre km sono la mia bestia nera. Sento che sto esaurendo le energie. Qualcuno che era con me comincia a superarmi. Di poco, avanzando lentamente qualche metro.
Qui ho la tentazione di seguirli, attaccarmi a loro a costo di andare in iperventilazione. Ma non è la mia idea, non è quello che voglio dalla corsa, quello che immagino. Io voglio che il tempo sia solo una conseguenza di tutto il resto. Mi interessa di più la consistenza. Per cui cambio strategia, in difesa ma senza crollare: evitare quello che mi è sucesso in allenamento, passare da 4'30’’ a 5’/5'10’’.
Cerco di rallentare un po’, mantenendo sempre l’attenzione sulla meccanica di corsa. Ed è dura perché i piedi adesso sono davvero stanchi. Oggi stesso, mentre scrivo, sono la cosa più stanca di me, non le gambe. Per il mio livello ritengo di esserci riuscito: 4'39’’ (km 19), 4'45’’ (km 20, ma complice una salita) e 4'36’’ (km 21).
Avevo due obiettivi: primo divertirmi, secondo ripetere almeno i tempi dell’allenamento. Ci sono riuscito in entrambi. Ho anche abbassato il mio tempo migliore: cronogare dice 1h36:54, il mio forerunner 1h36:20. Suppongo abbiano considerato il gun time, ma davvero non importa. Mi sono divertito perché ho corso bene (per i miei standard, chiaro) gestendo tutta la gara, anche e soprattutto il momento di difficoltà che aspettavo.
Adesso ho rotto il ghiaccio ma sento di voler proseguire nel mio modo, che a me piace definire olistico. Non devo inseguire record personali quanto analizzare e comprendere dove lavorare, ovvero sui medi e sui progressivi, con qualche ripetuta lunga, da due o tre km. Se riuscissi, dovrei dedicare un po’ di tempo a qualche esercizio per i glutei ed il core (che sono sempre utili anche per evitare infortuni). Come ho detto prima, per me il passo ed il tempo devono essere solo una conseguenza.
Posso darmi degli obiettivi di altro tipo, quelli si. La mia prossima mezza in primavera (forse a Gennaio, diciamo di no ma chissà) e molte gare da dieci km nel mezzo. E poi, ormai mi sono convinto, la maratona. Ma tra un anno, fine 2026 inizio 2027. So che si può preparare in meno tempo e molti lo fanno. Ma io nel mio piccolo sono uno a cui piace programmare e fare le cose per gradi. Per cui ora l’obiettivo è stabilizzare e rafforzare quanto si ha adesso. Di sicuro posso dire che ora i 42 km li vorrò fare, ma in primavera mi testerò su qualche lungo prima da 25 e poi da 30. Non prima.
Per uno che pensava di non voler fare più di 7 km credo sia già qualcosa.
Ad un certo punto mi chiedevo: ma sarà per me?
Purtroppo (come per tutti) le ansie della vita sono ben altre e mi ritrovavo a chiosare questi pensieri con qualcosa del tipo: ma che c**** dico, vedi tu se devo farmi problemi per una gara d’amatore, andiamo e come viene, viene.
Ho previsto un ritmo che si attesti sui 4'30’’. La sfida è mantenerli fino alla fine e il programma è attaccarsi ai pacers gialli (proprio con il passo da 4 e mezzo), correndo con loro. Mi solletica l’idea di inseguire quelli prima, da 4'15’’. Ma in cuor mio so che non riuscirei a tenere il ritmo per 20 km. Anzi, anche a 4'30’’ ho l’enigma degli ultimi km, dove in allenamento ho avuto sempre un grande calo. Dunque niente 4'15’’, troppo per ora. E io ho voglia di farla bene ovvero arrivare con il sorriso e fresco.
Mi hanno assegnato il quart’ultimo pettorale e parto in coda, subito prima del gruppo della camminata. In fondo, per me è un bene perché ho spesso il vizio di “partire a razzo e finire a c****” (cit.). Ora mi sarà più semplice non strafare, grazie al traffico. Ed in effetti i primi due km, pur risalendo il gruppone, riesco a farli in maniera tranquilla.
Dal terzo km, il gruppo comincia a diradarsi: bene, è il momento di assestarmi.
4'23’’…un po’ troppo veloce, rallentiamo. 4'30, 4'29”, perfetto. Poi ecco il solito esagerato, 4'21’’ e 4'19’’. Non sto dando il massimo, ma devo imparare a gestire tutta la distanza. Cerco di concentrarmi sulla mia meccanica di corsa. Il tempo deve venire fuori da se e l’orologio deve essere solo una verifica. Provo a ricordare le sensazioni in allenamento, quando ho capito che quel ritmo era il mio naturale. Cerco di ripetere quei gesti, spingendo più con la gamba dietro che allungando quella davanti, di mantenere una postura corretta, con una respirazione prevalentemente nasale (sottolineo prevalentemente, ovvio che uso la bocca a 4’/km, non sono un keniano). Mi aiuta soprattutto ad assestarmi.
Continuo a superare gente e a pochissime centinaia di metri da me vedo i miei pacers di riferimento. La tentazione di allungare è forte, ma mi impongo di resistere. So che lo scoglio deve ancora arrivare e non voglio essere impreparato.
Sono soddisfatto, perché sto riuscendo a gestirmi. Una sfilza di km a 4'30’’ (molti a qualche secondo in meno, qualcuno a qualche secondo in più, ma ci sono, per i miei standard sono un metronomo). La fatica si fa sentire ma riesco a superarla. Arriviamo al km 18 ed ho la conferma che gli ultimi tre km sono la mia bestia nera. Sento che sto esaurendo le energie. Qualcuno che era con me comincia a superarmi. Di poco, avanzando lentamente qualche metro.
Qui ho la tentazione di seguirli, attaccarmi a loro a costo di andare in iperventilazione. Ma non è la mia idea, non è quello che voglio dalla corsa, quello che immagino. Io voglio che il tempo sia solo una conseguenza di tutto il resto. Mi interessa di più la consistenza. Per cui cambio strategia, in difesa ma senza crollare: evitare quello che mi è sucesso in allenamento, passare da 4'30’’ a 5’/5'10’’.
Cerco di rallentare un po’, mantenendo sempre l’attenzione sulla meccanica di corsa. Ed è dura perché i piedi adesso sono davvero stanchi. Oggi stesso, mentre scrivo, sono la cosa più stanca di me, non le gambe. Per il mio livello ritengo di esserci riuscito: 4'39’’ (km 19), 4'45’’ (km 20, ma complice una salita) e 4'36’’ (km 21).
Avevo due obiettivi: primo divertirmi, secondo ripetere almeno i tempi dell’allenamento. Ci sono riuscito in entrambi. Ho anche abbassato il mio tempo migliore: cronogare dice 1h36:54, il mio forerunner 1h36:20. Suppongo abbiano considerato il gun time, ma davvero non importa. Mi sono divertito perché ho corso bene (per i miei standard, chiaro) gestendo tutta la gara, anche e soprattutto il momento di difficoltà che aspettavo.
Adesso ho rotto il ghiaccio ma sento di voler proseguire nel mio modo, che a me piace definire olistico. Non devo inseguire record personali quanto analizzare e comprendere dove lavorare, ovvero sui medi e sui progressivi, con qualche ripetuta lunga, da due o tre km. Se riuscissi, dovrei dedicare un po’ di tempo a qualche esercizio per i glutei ed il core (che sono sempre utili anche per evitare infortuni). Come ho detto prima, per me il passo ed il tempo devono essere solo una conseguenza.
Posso darmi degli obiettivi di altro tipo, quelli si. La mia prossima mezza in primavera (forse a Gennaio, diciamo di no ma chissà) e molte gare da dieci km nel mezzo. E poi, ormai mi sono convinto, la maratona. Ma tra un anno, fine 2026 inizio 2027. So che si può preparare in meno tempo e molti lo fanno. Ma io nel mio piccolo sono uno a cui piace programmare e fare le cose per gradi. Per cui ora l’obiettivo è stabilizzare e rafforzare quanto si ha adesso. Di sicuro posso dire che ora i 42 km li vorrò fare, ma in primavera mi testerò su qualche lungo prima da 25 e poi da 30. Non prima.
Per uno che pensava di non voler fare più di 7 km credo sia già qualcosa.
05 km: 19'48'' (allenamento)
10 km: 42'27'' (parziale da GPS - III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026 )
21 km: 1h32'44'' (III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026)
42 km: intanto speriamo di farla...
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21 km: 1h32'44'' (III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026)
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Doriano
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Re: Io speriamo che me la cavo
una bella storia! ti è successo quello che è successo a molti: eravamo attivi, corricchiavamo, ma non sapevamo cosa voleva dire farlo davvero.
e poi hai scoperto la bellezza del gareggiare, del sentirsi protagonista in mezzo a centinaia o migliatia di corridori.
sono certo che proseguirai! (anche ho iniziato a 43 anni....e sono ancora qui, 70 gare e 25 mila km dopo).
buone corse!
e poi hai scoperto la bellezza del gareggiare, del sentirsi protagonista in mezzo a centinaia o migliatia di corridori.
sono certo che proseguirai! (anche ho iniziato a 43 anni....e sono ancora qui, 70 gare e 25 mila km dopo).
buone corse!
PB:
10k: 43.03 (Alpin Cup 2015)
21k: 1.33.22 (Novara 2016)
42k: 3.34.48 (Pisa Marathon 2016)
fai correre anche tu il porcellino
di Running Forum, scopri qui come! viewtopic.php?t=46765
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Paride
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Re: Io speriamo che me la cavo
Grazie! 
Ultima modifica di Doriano il 16 dic 2025, 8:58, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: il mssaggio precedente non si quota!
Motivazione: il mssaggio precedente non si quota!
05 km: 19'48'' (allenamento)
10 km: 42'27'' (parziale da GPS - III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026 )
21 km: 1h32'44'' (III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026)
42 km: intanto speriamo di farla...
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Emanuele1976
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Re: Io speriamo che me la cavo
@Paride mica male, tra l'altro una mezza sotto 1h40 non è alla portata di molti amatori, bravo! 
1k: 3'23, 12/6/24 Legnano
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Backyard: 16 giri + 1km (108,3k), 26/10/25 Monselice
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Paride
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Re: Io speriamo che me la cavo
Grazie Emanuele!
Proseguendo con un allenamento più mirato credo di poter scendere a breve sotto 1h35 (credo...): qualche lungo a parte, avrò fatto medi e progressivi solo da un mesetto o poco più. Più in la sarebbe bello andare sotto 1h30. Però, come ho specificato nella storia, non voglio che l'obiettivo cronometrico sia uno stress. Mi interessa, ma darò preferenza agli aspetti di resistenza e consistenza. In fondo, se lavoro bene il tempo sarà una naturale conseguenza.
E poi, come diceva Doriano, mi ha colpito positivamente l'atmosfera della gara, tanto che immagino sarà bello farne altre anche laddove non ci siano particolari obiettivi.
P.S.: mea culpa, se qualche admin o moderatore potesse aggiungere il tag [Diario] nel titolo...
Proseguendo con un allenamento più mirato credo di poter scendere a breve sotto 1h35 (credo...): qualche lungo a parte, avrò fatto medi e progressivi solo da un mesetto o poco più. Più in la sarebbe bello andare sotto 1h30. Però, come ho specificato nella storia, non voglio che l'obiettivo cronometrico sia uno stress. Mi interessa, ma darò preferenza agli aspetti di resistenza e consistenza. In fondo, se lavoro bene il tempo sarà una naturale conseguenza.
E poi, come diceva Doriano, mi ha colpito positivamente l'atmosfera della gara, tanto che immagino sarà bello farne altre anche laddove non ci siano particolari obiettivi.
P.S.: mea culpa, se qualche admin o moderatore potesse aggiungere il tag [Diario] nel titolo...
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10 km: 42'27'' (parziale da GPS - III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026 )
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victor76
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Re: [Diario] Io speriamo che me la cavo
Tag inserito! 
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Matt21
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Re: [Diario] Io speriamo che me la cavo
Bel racconto Paride, speriamo di vederci quanto prima visto che a Collepasso non siamo riusciti a beccarci 
HM 1h32'06" (Berlin '26) | M 3h54'34" (Paris '25)
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Doriano
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Re: [Diario] Io speriamo che me la cavo
beh, l'atmosfera della gare è bellissima.
non lo sai, prima di fare la prima, e poi ti piace continuare a farlo!
non lo sai, prima di fare la prima, e poi ti piace continuare a farlo!
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Re: [Diario] Io speriamo che me la cavo
Daje Matt, di sicuro la mezza di Acaya in Marzo (tra l'altro mi pare che la organizzi proprio la tua associazione). Per Gallipoli sono un po' indeciso ma vediamo!
Vero Doriano! Un contesto dove tutti possono trovare la loro dimensione: dall'iper competitivo alla corsa in compagnia. In un contesto inclusivo!
Vero Doriano! Un contesto dove tutti possono trovare la loro dimensione: dall'iper competitivo alla corsa in compagnia. In un contesto inclusivo!
05 km: 19'48'' (allenamento)
10 km: 42'27'' (parziale da GPS - III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026 )
21 km: 1h32'44'' (III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026)
42 km: intanto speriamo di farla...
10 km: 42'27'' (parziale da GPS - III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026 )
21 km: 1h32'44'' (III ed. 21km tra storia e natura - Acaya (LE) - 2026)
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