[DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
Ciao a tutti.Sono stato in un centro fisiatrico nelle zone di Padova dove ho riportato il mio problema della protrusione L5S1.Per adesso devo stare fermo nella corsa e devo fare degli esercizi base per rinforzare la schiena e fra 1 mese altra visita.Comunque come ultima soluzione possibile ha detto di fare L'ozonoterapia se necessario.
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
L'ossigeno-ozono terapia oltre a costare abbastanza, non è mai risolutiva. Tra l'altro ci sono pareri contrastanti circa la sua efficacia dal punto di vista medico. In ogni caso il rischio recidiva è alto anche perché l'ernia dipende dal fatto che gli anelli tra i dischi della colonna vertebrale sono disidratati e permettono la fuoriuscita del nucleo polposo. È per questo che le operazioni sono molte meno (si opera solo se l'ernia è talmente grande da essere invalidante). La cosa migliore da fare resta sempre la ginnastica posturale ed il nuoto abbinati magari al dimagrimento se hai qualche chilo di troppo. Buona fortuna
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
Oggi il fisiatra mi ha detto di riprendere l'attività.
Devo iniziare con delle gran camminate e pochi minuti di corsa e aumentare pian piano con la quantità.
Nel frattempo correggerò la postura e mi farò fare un plantare.
Ricomincio da zero e con tanta voglia e pazienza.
A questo punto l'obiettivo diventa riuscire a finire la maratona di Ottobre come se fosse la prima
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Devo iniziare con delle gran camminate e pochi minuti di corsa e aumentare pian piano con la quantità.
Nel frattempo correggerò la postura e mi farò fare un plantare.
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
Non ricominci da zero... stai tranquillo. Ci metterai un po' di tempo, ma in tempi rapidi sarai ai livelli pre infortunio
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
Ripreso! Soli 6km lenti a 4.42 ma nessun fastidio e solo mal di gambe. Felicissimo!
Domani riposo e da giovedì piano piano si aumenta la distanza
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
Lenti a 4'42"/km??? Alla faccia!
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
Vai Manto!
Sai come si dice..nella vita ci son fatti che ci fanno uscire matti, altri ancora fan di tutto perchè tu sia distrutto. Chi affoga nella merda la pazienza mai non perda, schiocca le dita su,è la vita.
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
Lento a 4,42 alla ripresa da un'ernia? Ma corri in pista? Sei per caso parente di un certo Usain?
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Re: [DISCUSSIONE UFFICIALE] Ernia discale e sciatalgia.
Erano solo 6km... anche se mi sono sembrati 60! È impressionante quanto veloce sia il deallenamento
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Protrusione discale L5-S1, ricchi premi e cotillons
Buongiorno a tutti,
Sono qui a raccontare la strana storia di come la mia vita è cambiata, capovolta sottosopra sia finita... perdonatemi, mi sono fatto prendere dai ricordi
Parto da una premessa (in stile Banda dei Babbi Natale): ho smesso di correre da qualche mese, visti i dolori che mi hanno assillato, impedendomi di fare anche due semplici km senza dolori da sprint della maratona
Mi sono dato alla camminata e alla montagna senza grandi dislivelli (si vabbè, il Cornizzolo in direttissima non conta).
2 anni fa la Monza Resegone mi ha distrutto, lasciandomi a pezzi, fisicamente e moralmente: la settimana successiva mi sono arrischiato in una 10k serale a Lecco, rimanendo con due gambe di marmo. L'estate 2014 procede senza intoppi, tra gite alpine e corsette, ma ai primi di settembre (2014) mi accorgo che qualcosa non va: nelle gambe inizia a mancarmi la forza, tanto che alla Mezza di Monza devo rallentare vistosamente a partire dal 15°km; alla Mezza di Udine 7 giorni dopo il caldo mi taglia le gambe in maniera decisamente peggiore, lasciandomi a secco dopo quasi 20 km. Le 10k autunnali non vanno meglio, confinandomi a tempi superiori di 3' rispetto a quelli di soli 6 mesi prima: persino la Mezza di Cremona, in un clima surreale (umidità tropicale), viene chiusa in 1h37' a fronte dell'ora e 31' di 12 mesi prima.
Nel 2015, mi dico, la situazione migliorerà... e invece assisto al tracollo
La prima Mezza (Lecco, a febbraio) la giro in 1h39', senza troppo tirare, ma qualche mese dopo, sul toboga di Cernusco Lombardone, tutti i miei guai fisici vengono fuori e mi devo fermare più volte, chiudendo con un indegno 1h45' in mezzo a dolori assurdi.
A questo punto temo di essermi rotto seriamente, così vado da un fisioterapista (nel mentre mi ha sempre seguito un osteopata, il quale non ha mai rilevato nulla di grave) ex runner di ottimo livello: mi dice che corro male e che devo fare esercizi per migliorare, al fine di ridurre la possibilità di infortunio. Sulle cause dei dolori glissa, dicendo che non c'è nulla di rotto. Io eseguo diligentemente (tabella con esercizi e distanze) e poi mi faccio 3 10k: 44'30" (Villasanta), 43' (Lissone Fire Runner) e 46' (Lecco) con l'ultima gara a coronare (male) questi sforzi di rientro.
Ho bisogno di riposo, mi dico, e l'unica gara che corro è la salita montana Fraciscio - Angeloga, al termine della quale (crono a parte), la mia schiena si blocca e per questo mi rivolgo ad un altro osteopata (il numero 2). Per 3 giorni mi pare di ritrovare freschezza, ma alla fine i doloretti ritornano.
La mia estate prosegue in terra friulana, con stanchezza e caldo a ostacolare ogni possibile rientro serio.
Alla Mezza di Monza mi "sacrifico" da pacer dell'1h50', riuscendo a portare a termine la missione senza particolare affanno, anzi avendone ancora alla fine: probabilmente l'adrenalina e il fresco mi hanno aiutato. 7 giorni dopo è la volta di Udine, dove, complice il caldo umido, affronto problemi su problemi.
A questo punto blocco tutte le attività agonistiche, lasciando solo qualche corsetta serale al Parco: gli esami cui mi sottopone il mio medico di base (ortopedico-traumatologo con esperienza nel campo della medicina dello sport) sono ecocolordoppler al cuore, ecografia all'addome e analisi del sangue mirate. Tutte perfette e la parola magica che sembra far capolino è sovrallenamento.
Proseguo a basso regime, 10-12 km al massimo con ritmi da 5'/km salvo qualche accelerazione fino a 4'/km, poi a inizio dicembre (di questo tiepidissimo autunno) mi reco al Lago dell'Acquafraggia: la salita (dislivello di 1600 mt), che per me è sempre stata senza problemi, si trasforma in un calvario e nei giorni successivi non oso neanche andare a correre.
A Natale mi ritaglio un paio di uscite e sembra procedere bene, finchè il ritmo è sopra i 5'/km. A gennaio il dolore mi consiglia un salto dal fisioterapista #2 per una sessione di tecarterapia: in effetti gli ischiocrurali sono carichi e dopo 4 sedute ritorno a corricchiare, venendo bloccato subito da una lombalgia lancinante. Mi faccio forza e continuo, ma prima di trovare una certa fluidità d'azione ci vogliono 8 km a ritmi blandissimi, intervallati da numerose pause.
Torno dal medico, il quale mi consiglia una sessione di onde d'urto a carico dell'inserzione degli ischiocrurali: film già visto, con il sottoscritto che crede di poter rientrare (15 gg di stop completo) e che poi si scontra con l'amara realtà.
A questo punto mi reco da un osteopata (e siamo a 3) con laurea in Medicina e pubblicazioni internazionali: rileva un carico abnorme sulla schiena e mi informa che sto correndo come se fossi tra il 40° e il 42° km di una Maratona. Mi sblocca e mi applica i nastri tensori, consigliandomi la ripresa in 10 gg: io eseguo diligentemente e mi ritrovo da capo.
Torno dal #3, il quale ammette che la mia schiena è tornata totalmente in squilibrio: solo con una RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) al bacino sarà in grado di capire cos'ho e come (nel caso) manipolarmi.
Sarà la sua deviazione specialistica (è radiologo e pure molto competente), ma decido di farmi rivisitare dal mio medico, il quale mi consiglia un'altra seduta di tecarterapia per quello che secondo lui è un problema di "inserzioni del semimembranoso" (ad entrambe le gambe). Eseguo, presso una differente struttura (rispetto a qualche mese addietro) e mi ritrovo ancora una volta nell'impossibilità di fare più di un km: dopo l'ennesimo esborso a vuoto, l'operatore (osteopata, siamo a #4) mi analizza e ipotizza una fibrosi a carico dei tendini femorali.
Ritorno dal medico, il quale, sempre più convinto che le terapie pregresse abbiano solo nascosto la vera causa, decide di farmi sottoporre ad esami a tappeto: RX (radiografie) all'anca sx, al bacino e al rachide lombo sacrale. Emerge solo una coxartrosi a carico del femore sinistro, in consonanza con quanto vado dicendo da mesi (ossia che il dolore maggiore è a sx) e con la mia andatura. A sto punto colgo il consiglio dell'osteopata #3 eseguo una RMN al bacino (meglio non pensare di star dentro ad un tubo, ma tant'è) e mi prenoto un'ecografia bilaterale alle cosce: tutto perfetto, tanto che il radiologo si complimenta per lo stato delle mie articolazioni, consigliandomi nel frattempo una RMN al rachide lombo sacrale.
Gli inconvenienti proseguono: addirittura mi formicolano i piedi durante i viaggi in auto
e temo ci sia la possibilità del Morbo di Lyme.
Vista la mia pregressa esperienza, cambio centro radiologico e mi porto sul Lario, dove mi promettono un "macchinario RMN aperto": vista la promessa non molto mantenuta, opto per una TAC ("Dottore, avevo 10 anni quando c'è stata Chernobyl, mio zio era un dentista, sa quante radiazioni ho preso?" di fronte agli avvertimenti del radiologo - ex primario - molto simpatico e attento), la quale dà risultati analoghi alla RMN.
E qui ho trovato la risposta alle molte domande!
"Protrusione dell'anulus in L5-S1 con bulging mediano compressivo sul sacco durale; non conflitto disco radicolare nel forame di comunicazione.
Protrusione circoferenziale dell'anulus, meno serrata, in L4-L5 ed L3-L4, con contatto del disco protruso sul sacco durale, ma senza conflitto disco-radicolare nel forame di coniugazione."
E ora?
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Parto da una premessa (in stile Banda dei Babbi Natale): ho smesso di correre da qualche mese, visti i dolori che mi hanno assillato, impedendomi di fare anche due semplici km senza dolori da sprint della maratona

2 anni fa la Monza Resegone mi ha distrutto, lasciandomi a pezzi, fisicamente e moralmente: la settimana successiva mi sono arrischiato in una 10k serale a Lecco, rimanendo con due gambe di marmo. L'estate 2014 procede senza intoppi, tra gite alpine e corsette, ma ai primi di settembre (2014) mi accorgo che qualcosa non va: nelle gambe inizia a mancarmi la forza, tanto che alla Mezza di Monza devo rallentare vistosamente a partire dal 15°km; alla Mezza di Udine 7 giorni dopo il caldo mi taglia le gambe in maniera decisamente peggiore, lasciandomi a secco dopo quasi 20 km. Le 10k autunnali non vanno meglio, confinandomi a tempi superiori di 3' rispetto a quelli di soli 6 mesi prima: persino la Mezza di Cremona, in un clima surreale (umidità tropicale), viene chiusa in 1h37' a fronte dell'ora e 31' di 12 mesi prima.
Nel 2015, mi dico, la situazione migliorerà... e invece assisto al tracollo
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Ho bisogno di riposo, mi dico, e l'unica gara che corro è la salita montana Fraciscio - Angeloga, al termine della quale (crono a parte), la mia schiena si blocca e per questo mi rivolgo ad un altro osteopata (il numero 2). Per 3 giorni mi pare di ritrovare freschezza, ma alla fine i doloretti ritornano.
La mia estate prosegue in terra friulana, con stanchezza e caldo a ostacolare ogni possibile rientro serio.
Alla Mezza di Monza mi "sacrifico" da pacer dell'1h50', riuscendo a portare a termine la missione senza particolare affanno, anzi avendone ancora alla fine: probabilmente l'adrenalina e il fresco mi hanno aiutato. 7 giorni dopo è la volta di Udine, dove, complice il caldo umido, affronto problemi su problemi.
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A questo punto blocco tutte le attività agonistiche, lasciando solo qualche corsetta serale al Parco: gli esami cui mi sottopone il mio medico di base (ortopedico-traumatologo con esperienza nel campo della medicina dello sport) sono ecocolordoppler al cuore, ecografia all'addome e analisi del sangue mirate. Tutte perfette e la parola magica che sembra far capolino è sovrallenamento.

Proseguo a basso regime, 10-12 km al massimo con ritmi da 5'/km salvo qualche accelerazione fino a 4'/km, poi a inizio dicembre (di questo tiepidissimo autunno) mi reco al Lago dell'Acquafraggia: la salita (dislivello di 1600 mt), che per me è sempre stata senza problemi, si trasforma in un calvario e nei giorni successivi non oso neanche andare a correre.
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A Natale mi ritaglio un paio di uscite e sembra procedere bene, finchè il ritmo è sopra i 5'/km. A gennaio il dolore mi consiglia un salto dal fisioterapista #2 per una sessione di tecarterapia: in effetti gli ischiocrurali sono carichi e dopo 4 sedute ritorno a corricchiare, venendo bloccato subito da una lombalgia lancinante. Mi faccio forza e continuo, ma prima di trovare una certa fluidità d'azione ci vogliono 8 km a ritmi blandissimi, intervallati da numerose pause.

Torno dal medico, il quale mi consiglia una sessione di onde d'urto a carico dell'inserzione degli ischiocrurali: film già visto, con il sottoscritto che crede di poter rientrare (15 gg di stop completo) e che poi si scontra con l'amara realtà.
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A questo punto mi reco da un osteopata (e siamo a 3) con laurea in Medicina e pubblicazioni internazionali: rileva un carico abnorme sulla schiena e mi informa che sto correndo come se fossi tra il 40° e il 42° km di una Maratona. Mi sblocca e mi applica i nastri tensori, consigliandomi la ripresa in 10 gg: io eseguo diligentemente e mi ritrovo da capo.

Torno dal #3, il quale ammette che la mia schiena è tornata totalmente in squilibrio: solo con una RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) al bacino sarà in grado di capire cos'ho e come (nel caso) manipolarmi.
Sarà la sua deviazione specialistica (è radiologo e pure molto competente), ma decido di farmi rivisitare dal mio medico, il quale mi consiglia un'altra seduta di tecarterapia per quello che secondo lui è un problema di "inserzioni del semimembranoso" (ad entrambe le gambe). Eseguo, presso una differente struttura (rispetto a qualche mese addietro) e mi ritrovo ancora una volta nell'impossibilità di fare più di un km: dopo l'ennesimo esborso a vuoto, l'operatore (osteopata, siamo a #4) mi analizza e ipotizza una fibrosi a carico dei tendini femorali.
Ritorno dal medico, il quale, sempre più convinto che le terapie pregresse abbiano solo nascosto la vera causa, decide di farmi sottoporre ad esami a tappeto: RX (radiografie) all'anca sx, al bacino e al rachide lombo sacrale. Emerge solo una coxartrosi a carico del femore sinistro, in consonanza con quanto vado dicendo da mesi (ossia che il dolore maggiore è a sx) e con la mia andatura. A sto punto colgo il consiglio dell'osteopata #3 eseguo una RMN al bacino (meglio non pensare di star dentro ad un tubo, ma tant'è) e mi prenoto un'ecografia bilaterale alle cosce: tutto perfetto, tanto che il radiologo si complimenta per lo stato delle mie articolazioni, consigliandomi nel frattempo una RMN al rachide lombo sacrale.

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Vista la mia pregressa esperienza, cambio centro radiologico e mi porto sul Lario, dove mi promettono un "macchinario RMN aperto": vista la promessa non molto mantenuta, opto per una TAC ("Dottore, avevo 10 anni quando c'è stata Chernobyl, mio zio era un dentista, sa quante radiazioni ho preso?" di fronte agli avvertimenti del radiologo - ex primario - molto simpatico e attento), la quale dà risultati analoghi alla RMN.
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E ora?
Ultima modifica di kolza1976 il 13 lug 2016, 17:12, modificato 2 volte in totale.
21k 1h30'18" Maratonina di Treviglio (BG) 23/02/14
10k 40'55" Lisùnada @ Lissone (MB) 21/09/13
In convalescenza... ma ritornerò!
Una vita in salita
10k 40'55" Lisùnada @ Lissone (MB) 21/09/13
In convalescenza... ma ritornerò!
Una vita in salita