Mah...nella corsa non c’è un interruttore per cui o spingi di quadricipite o spingi di gluteo.
A ritmi tranquilli o comunque non massimali, una parte molto importante del sostegno e della spinta viene da polpacci e caviglia; glutei e catena posteriore contano eh, ma molto anche per stabilizzare bacino e tronco e per controllare il movimento della gamba. Il loro contributo tende ad aumentare quando la velocità sale. Quindi il fatto di "non sentire" i glutei non significa automaticamente che stiano lavorando poco o niente. (Fonti:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22573774/;
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16709916/)
Il fatto che dopo lunghi o gare tu abbia indolenzimento ai quadricipiti per un paio di giorni, da solo, non dimostra una tecnica sbagliata. Può ad esempio voler dire che stai assorbendo e frenando parecchio a livello di ginocchio; fosse questo il caso, occhio a eventuali:
* appoggio troppo avanti rispetto al corpo
* cadenza un po’ bassa per il ritmo a cui corri
* forza e controllo di anca e tronco non ottimali
Sulla cadenza c’è uno studio interessante (
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22424758/): aumentando leggermente il numero di passi a parità di velocità, si riducono alcuni carichi agli arti inferiori e aumenta anche l’attivazione di gluteo medio e grande gluteo in alcune fasi della corsa.
Poi però, come già detto sopra, se uno corre in un certo modo da tanti anni, cambiare non è semplice, e non è detto che il guadagno valga lo sforzo. Meglio esser pragmatici e migliorare la forza e la tolleranza del proprio gesto attuale, invece di inseguire una tecnica genericamente "ideale".