
Domenica ho corso la mia prima mezza maratona: la Trieste Half Marathon. Com’è andata? Come spesso accade, dipende dai punti di vista.
Partiamo dal risultato: 241esimo su 900 con 1h35’05”.

Che mi dicono sia un buon risultato (ho iniziato a correre 11 mesi fa) ma dal mio punto di vista, basandomi anche sui miei ritmi abituali, è un insuccesso.

Come direbbe mio fratello:"Non ce ne sono di banane".


Avrei dovuto chiuderla fra 1h31'00" e 1h32'30", e invece...
Certo, resta da capire quanto possa aver influito l’alimentazione

(molto, avendo avuto problemi digestivi per tutti i 9 giorni antecedenti) e la Bora

che ogni tanto mi avvolgeva (sono mingherlino), ma questo non deve diventare una scusante.

Prendo perciò questo mio esordio nelle competizioni come un’opera da interpretare, rivedere, completare.
E se da una parte sono deluso di me stesso, dall’altra sono al settimo cielo (lo so, vivo spesso di sentimenti contrastanti).

Sì perché il traguardo raggiunto non è stato solo quello al ventunesimo chilometro, ma anche il trovarmi a 46 anni “ai blocchi di partenza” dopo una vita di astinenza totale dallo sport.

E per questo devo dire grazie al mio coach

ma soprattutto a mia moglie

, che in questi mesi di preparazione ha fatto più di un passo indietro per permettermi di farne 17.293 in avanti (questo il numero di passi che ho compiuto per completare i 21km).

Questa competizione perciò non si traduce solo nel mio amore per la corsa, l’impegno fisico e psicologico profuso in questi mesi: è una proclamazione dell’amore infinito di mia moglie.
Ed è proprio qui che voglio arrivare.

La prossima volta che parteciperai a una competizione pensa a tutte le persone che hanno fatto dei sacrifici per permetterti di essere lì.
Ai tuoi figli, alla quale hai dovuto sottrarre del tempo per i tuoi allenamenti. A tua madre, che per mesi ha lavato le tue magliette puzzolenti.
Ai tuoi amici, che ti hanno dato una pacca sulla spalla quando eccitato gli raccontavi del tuo nuovo Personal Best.
E a tua moglie, che ti ha confortato quando i tempi salivano e ha rinunciato a chissà quante passeggiate mano nella mano.

E ringrazia anche te stesso. Perché alla fine, nonostante tutto, il traguardo l’avrai tagliato con le tue gambe.

Cheers.